Cladocora caespitosa

 

Nome comune: cervello di mare

Phylum: Cnidaria

Superclasse: Antozoi

Classe: Esacoralli

Ordine:  Madreporari

Famiglia: Favidae

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Foto di Giovanni Verazza

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Foto di: Tommaso Piscitelli

Dove vive: in tutto il Mar Mediterraneo

Descrizione: Questo Antozoo coloniale si presenta spesso in colonie sferoidali o reniformi  in cui si distinguono i singoli individui; il diametro di ogni scheletro calcareo (polipierite) raggiunge raramente il centimetro. Ciascun polipo, di colore giallo-verdastro o bruno-grigiastro, diafano, ha una corona di tentacoli verrucosi. Ciascun polipierite, lungo anche alcuni centimetri, è ben distinto da quelli adiacenti, e l’interno della colonia presenta un aspetto fittamente ramificato.

Le colonie di maggiori dimensioni, definite “banchi”, possono ricoprire superfici di alcuni metri quadrati.

Caratteristiche della specie: Le colonie crescono su substrato duro e presentano quindi forme diversificate. Sono animali sessili, cioè immobili rispetto al substrato, e si riproducono sessualmente e asessualmente. Si tratta di madreporari “zooxantellati”,  includono cioè le alghe unicellulari zooxantelle nei propri tessuti come i madreporari tropicali. Il nutrimento tuttavia avviene in prevalenza per cattura di perticelle di cibo (eterotrofo), integrato da nutrimento autotrofo (fornito dalle zooxantelle) in piccola parte e solo nelle colonie esposte a luce sufficiente. Per questo motivo la Cladocora cresce bene anche in profondità ed in acque relativamente torbide.

La velocità di crescita delle colonie varia tra 2.9 e 5.2 mm/anno (misurata in acquario a 18-20°C di temperatura).

Una colonia vive in natura per molte decine di anni (>60 anni)

L'ambiente in acquario: Vive sopra substrati rocciosi no troppo ripidi, da 1,5 m sino a 600 m di profondità, talora in grotta. Vive bene in acquario, a patto di mantenere la colonia nella posizione ed alle condizioni che manteneva in natura.

Temperatura ottimale: temperatura al di sotto dei 22 °C.

Densità: 1025-1027

Alimentazione: Si nutre di plancton e di altre particelle organiche in sospensione. In acquario accetta mangimi polverizzati e gradisce plancton vivente (artemia).  

Osservazioni in natura:

Nel Golfo di La Spezia tollera variazioni stagionali di temperatura tra i 13°C invernali ed i 23°C del periodo estivo.

Le osservazioni di Stefano Rossi:

Gli studi scientifici in corso testimoniano che la specie era molto frequente nel Pleistocene e la sua diffusione si è progressivamente ridotta, si suppone a causa di mutamenti climatici. Attualmente è in forte regresso; studi di dettaglio effettuati dall’ENEA di Lerici hanno verificato un tasso di estinzione delle colonie fino al 50% annuo in alcune aree. L’orientamento attuale è di considerarla specie a rischio, di conseguenza si raccomanda il prelievo solo di colonie già danneggiate da altre attività o comunque solo quando si è certi di poterne garantire condizioni ottimali di sopravvivenza (esempio acquario refrigerato).

Gli anelli di crescita annuali presentano una certa relazione con le temperature medie annuali, e sono uno dei molti elementi utilizzati a supporto della ricostruzione delle variazioni climatiche nel recente passato.

Dove vive: in tutto il Mar Mediterraneo

Descrizione: Questo Antozoo coloniale si presenta spesso in colonie sferoidali o reniformi  in cui si distinguono i singoli individui; il diametro di ogni scheletro calcareo (polipierite) raggiunge raramente il centimetro. Ciascun polipo, di colore giallo-verdastro o bruno-grigiastro, diafano, ha una corona di tentacoli verrucosi. Ciascun polipierite, lungo anche alcuni centimetri, è ben distinto da quelli adiacenti, e l’interno della colonia presenta un aspetto fittamente ramificato.

Le colonie di maggiori dimensioni, definite “banchi”, possono ricoprire superfici di alcuni metri quadrati.

Caratteristiche della specie: Le colonie crescono su substrato duro e presentano quindi forme diversificate. Sono animali sessili, cioè immobili rispetto al substrato, e si riproducono sessualmente e asessualmente. Si tratta di madreporari “zooxantellati”,  includono cioè le alghe unicellulari zooxantelle nei propri tessuti come i madreporari tropicali. Il nutrimento tuttavia avviene in prevalenza per cattura di perticelle di cibo (eterotrofo), integrato da nutrimento autotrofo (fornito dalle zooxantelle) in piccola parte e solo nelle colonie esposte a luce sufficiente. Per questo motivo la Cladocora cresce bene anche in profondità ed in acque relativamente torbide.

La velocità di crescita delle colonie varia tra 2.9 e 5.2 mm/anno (misurata in acquario a 18-20°C di temperatura).

Una colonia vive in natura per molte decine di anni (>60 anni)

L'ambiente in acquario: Vive sopra substrati rocciosi no troppo ripidi, da 1,5 m sino a 600 m di profondità, talora in grotta. Vive bene in acquario, a patto di mantenere la colonia nella posizione ed alle condizioni che manteneva in natura.

Temperatura ottimale: temperatura al di sotto dei 22 °C.

Densità: 1025-1027

Alimentazione: Si nutre di plancton e di altre particelle organiche in sospensione. In acquario accetta mangimi polverizzati e gradisce plancton vivente (artemia).  

Osservazioni in natura:

Nel Golfo di La Spezia tollera variazioni stagionali di temperatura tra i 13°C invernali ed i 23°C del periodo estivo.

Le osservazioni di Stefano Rossi:

Gli studi scientifici in corso testimoniano che la specie era molto frequente nel Pleistocene e la sua diffusione si è progressivamente ridotta, si suppone a causa di mutamenti climatici. Attualmente è in forte regresso; studi di dettaglio effettuati dall’ENEA di Lerici hanno verificato un tasso di estinzione delle colonie fino al 50% annuo in alcune aree. L’orientamento attuale è di considerarla specie a rischio, di conseguenza si raccomanda il prelievo solo di colonie già danneggiate da altre attività o comunque solo quando si è certi di poterne garantire condizioni ottimali di sopravvivenza (esempio acquario refrigerato).

Gli anelli di crescita annuali presentano una certa relazione con le temperature medie annuali, e sono uno dei molti elementi utilizzati a supporto della ricostruzione delle variazioni climatiche nel recente passato.

 

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