LYSMATA SETICAUDATA

 

Nome comune: Lysmata

Classe : CROSTACEI

Ordine: DECAPODI

Famiglia: HIPPOLYTIDAE

Foto di Giovanni Verazza (21407 byte)

Foto di Valerio Zupo (20252 byte)

Distribuzione: MARE MEDITERRANEO E ZONE COSTIERE LIMITROFE DELL’ATLANTICO

Descrizione e habitat: Si tratta di una specie caratterizzata da una colorazione rossa, talvolta vivace, distribuita in bande longitudinali e alternata a delle striature biancastre. Può arrivare a 5-6 cm massimo di lunghezza. Vive sia fra i rizomi delle posidonie che in cavità rocciose dalle quali esce durante la notte per alimentarsi. Lo si può trovare da mezzo metro di profondità fino ai 60 metri.

Caratteristiche della specie: In genere è piuttosto timido, preferendo uscire allo scoperto soltanto durante la notte. In vasche prive di grossi predatori si abitua facilmente a lunghe passeggiate diurne in cerca di cibo raggiungendo velocemente la propria tana se disturbato. In natura ricopre spesso il ruolo di spazzino nonché di pulitore per pesci come la murena e alcuni sparidi.

L’ambiente in acquario:

Temperatura ottimale: E’ un gambero abbastanza resistente che sopporta temperature fino ai 25° senza problemi. Anche in questo caso però è sempre necessario tenere conto della profondità alla quale è stato catturato.

Alimentazione: E’ onnivoro e la sua alimentazione non costituisce nessun problema anche per l’acquariofilo alle prime armi. Sia il cibo fresco che quello surgelato o i preparati commerciali secchi saranno divorati senza difficoltà.

Raccolta: Si può raccogliere sia nei porticcioli con un retino a maglie fini durante la notte, sia in immersione con un retino d’acquario,facendo attenzione alla sua indole estremamente sospettosa.

Particolarità: E’ un gambero di facile allevamento e ciò fa si che insieme ai cugini tropicali sia uno degli ospiti fissi delle vasche marine. Si hanno notizie di deposizioni in vasche appositamente allestite senza predatori. Adora le zone sopraelevate della vasca dalle quali può controllare il territorio: se si possiedono gorgonie ed eunicelle lo si potrà osservare per gran parte del tempo appeso ai loro rametti. 

Scheda redatta da Giovanni Verazza  

 

©  www.aiam.info 17/07/2006 Hit Counter