Dove vive:
in tutto il mediterraneo su fondali rocciosi e praterie di posidonia fino
a 150 metri di profondità.
Descrizione:
corpo allungato e compresso, testa ovale a punta con muso corto e bocca
piccola. La pinna dorsale parte dal tronco della testa fino quasi a
legarsi con quella caudale e quest’ultima è tronca negli esemplari
giovani ma diventa allungata nei lobi estremi. La colorazione è
bruno-verdastra con una banda scura verticale per ogni scaglia e cinque
bande verticali bluastre.Le pinne sono striate con l’azzurro il rosso e
il bruno, mentre la testa è striata di azzurro. I maschi hanno il capo
rosso scuro con striature azzurre mentre dietro la pinna pettorale vi è
una banda verticale blu. Le pinne sono striate di azzurro, nero e rosso.
Può raggiungere in natura i 25 cm di lunghezza.
Caratteristiche
della specie: preferisce i climi caldi ed è ermafrodita; nel periodo
giovanile sviluppa le caratteristiche femminili mentre durante la
maturazione acquista quelli maschili.
L'ambiente in
acquario: necessita di un ambiente con vari nascondigli una buona
illuminazione e alghe.
Temperatura
ottimale: 18/22-23 gradi anche se personalmente ho allevato thalassoma
in acque più calde.
Densità: 1023-1025
Alimentazione:
piccoli pezzetti di gambero o cozza
Consigli
personali: raccogliere esemplari giovani ed inserire in vasca piccoli in
gruppo solo se la vasca ha una capacità oltre i 150 lt
Osservazioni
personali: è un pesce di facile ambientazione nell’acquario ma
bisogna riservare in vasca uno spazio adeguato alle sue caratteristiche.
Per la sua forma molto allungata è molto veloce ed in vasca non resta mai
fermo. E di questa sua caratteristica bisogna tener conto durante la fase
di distribuzione del cibo per dare la possibilità anche alle specie
conviventi più lente di poter mangiare.
I piccoli di thalassoma in vasca non creano nessun
problema, almeno per quanto mi è stato concesso di osservarli, e un
piccolo gruppo in una vasca di dimensioni adeguate può essere molto bella
da studiare. Crescono abbastanza rapidamente considerato che un esemplare
di 2-3 centrimetri nel giro di 6-8 mesi diventa 4-5 centimetri.
Gli adulti, considerati adulti i pesci di lunghezza
di circa 6-7 centimetri, sono più problematici da tenere in acquario per
il problema della territorialità. In vasca grande due esemplari
potrebbero vivere tranquillamente senza darsi troppo fastidio.
Rispetto all’osservazione in natura nell’acquario
gli esemplari adulti sono molto più territoriali abituati forse ad avere
molto più spazio per poter gironzolare ed un gruppo di più esemplari può
creare dei grattacapi come al sottoscritto quando immessi in una vasca di
100 litri ben tre thalassoma giovani di circa 5-6 centimetri con parecchio
spazio libero non fecero altro che “pizzicarsi” l’uno l’altro e in
questi casi il più debole ne fece le spese. I due rimasti comunque non si
quietarono e mi costrinsero ad una divisione della vasca (foto che potete
vedere sul sito alla mia pagina) fintanto che mi costrinsero a lasciarli
liberi in mare.
Osservazioni
in natura: in natura vivono in gruppi in territori abbastanza ampi.
Condividono la zona con altre specie quali coris julis, chromis chromis,
varie specie di tordi e di bavose. Tutti coloro che sono soliti fare apnea
al mare avranno notato che come si sposta un sasso o si fruga tra la
posidonia i primi ad arrivare sono proprio i thalassoma. Nelle mie
immersioni in apnea ho sempre notato molti giovani di thalassoma e quindi
femmine arrivare quasi a capofitto su un probabile pasto mentre per i
maschi bisogna guardarsi un pò attorno e sono tendenzialmente più
schivi, sarà forse la matura età che li rende così sospettosi?