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Mi
chiamo Alberto Tulumello, vivo a Messina, ho 43 anni e svolgo la professione di
odontoiatra.
Da
circa 16 anni tra i miei hobbies, c’è l’acquario marino, con il quale ho
iniziato, senza transitare prima dall’acqua dolce.
Ho
cominciato con una vasca da 100 litri, nella quale “buttavo” qualunque cosa
pescassi con la lenza o con i soldi presso i rivenditori di marino tropicale.
Con
il trascorrere degli anni, con qualche insuccesso, e vasca dopo vasca, ho
affinato le tecniche di cattura di alcune varietà mediterranee dedicandomi
soprattutto a tutti i labridi e
blennidi possibili.
A
tutt’oggi, mi mancano “all’appello” solamente il blennius nigriceps e
tra i tordi, i famosi labrus Bergylta e labrus Bimaculatus.
Non
per vantarmi ma dopo migliaia di ore trascorse per la cattura tra: lenze,
freddo, nasse e reti, posso dire di aver allevato con discreto successo (anche
se in momenti diversi) le circa due dozzine di varietà di queste due famiglie
esistenti nel nostro mare.
Rocce
vive ed invertebrati, che rendono possibile il poter riprodurre un piccolo
angolo di mare, sono da anni presenti in vasca (vista la mia incapacità di
andare sott’acqua) grazie alle pazzie subacquee di un grande amico: Willy, che
con qualunque tempo si butta a mare per il mio ed il suo acquario.
La
mia vasca attuale, misura 240x60x70. L’ho allestita circa dieci anni fa senza
nessun sistema “sofisticato”. Va avanti grazie a due semplici filtri
biologici da circa 40 litri ciascuno (posizionati alle due estremità della
vasca), costituiti per una metà da Bio-balls e per l’altra da banalissime
spugne.
Il
movimento in vasca è assicurato da due pompe da 2000 litri e due da1000 litri;
una di queste ultime fa transitare l’acqua da un refrigeratore (Teco da 250W).
Nei 4-5 mesi più caldi, regolo il termostato a circa 20°, durante il resto
dell’anno tra i 15° e i 17°.
La
vasca è illuminata da due Blue Moon e da due Aquastar da 30W ognuno. I cicli di
luce (a seconda della stagione) oscillano tra le 9 e le 12 ore al giorno.
Lo
strato di sabbia è di pochi centimetri, ho disposto lungo la parte posteriore e
bassa della vasca circa 150 kg. di rocce “morte” che giovano da supporto per
le “vive” e gli invertebrati.
Riesco
a mantenere in discreta salute rocce vive, invertebrati e pesci per periodi che
vanno mediamente dai 2 agli 8 anni e faccio rarissime misurazioni, soltanto dei
nitrati; devo dire, però, che riservo particolare attenzione ad i cambi
d’acqua (mai sintetica) di circa 120 litri settimanali.
In
tutti questi anni ho imparato che accessori e sistemi filtranti possono essere
minimi, a patto che si riesca a “creare” un piccolo ecosistema, lasciando
per dimensioni, numero ed etologia i giusti spazi a tutti gli occupanti della
vasca.
Sarò
lieto di scambiare impressioni ed esperienze con chiunque voglia.
Alberto
Tulumello
(altulu957@virgilio.it)
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