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La pagina di Alessandro Palomba

  Questo acquario non esiste più. Sto costruendo il nuovo Med con l'aiuto degli amici del Med. per vedere i progressi vedi quì

 
dicembre 2002

settembre 2003

 

La prima vasca l'ho costruita a 15 anni seguendo i consigli di una guida della rivista "Il subacqueo", 180 litri netti e nessuna esperienza, installai la vasca nel salotto con acqua prelevata dal mare e tutti i pesci che riuscivo a procurarmi. Una tragedia. In pochi giorni riuscii ad ammazzare corvine meravigliose, cernie alessandrine e altre decine di pesci pregiati.  

Certamente non era quello il risultato che volevo ottenere e decisi di chiedere consiglio ai vari negozianti del mio paese, ma gli stessi volevano convincermi di passare ad un acquario d'acqua dolce. Da testardo passai in edicola e trovai dei libri, che però parlavano d'acqua dolce e salato tropicale ma, sufficienti a farmi capire le nozioni di base.  

Finalmente capii la necessità delle alghe, degli invertebrati e cosa significasse creare un ciclo biologico. A fine estate, quando la temperatura era più accettabile, cominciai con ordine ad inserire alghe, invertebrati ed infine pesci selezionati per bellezza e resistenza (mi era ancora difficile resistere alla tentazione di portare a casa tutto quello che trovavo in mare).

Sono passati 20 anni ed ho cambiato varie vasche. Ho selezionato apparecchi, lampade e filtri che mi davano risultati soddisfacenti. Amici e parenti, vedendo i miei successi, si sono avvicinati a questo hobby. Qualcuno continua ad appassionarsi qualcun altro ha lasciato. Ora ho due bambini, lui 13 anni e lei 8, che mi aiutano nella raccolta degli ospiti e seguono gli sviluppi in acquario delle varie specie.

La raccolta degli ospiti è fatta rispettando il più possibile l'ambiente circostante.

Premetto che la mia intenzione non è quella di insegnare o dimostrare alcunché, perché certamente molti acquariofili esperti e biologi storceranno il naso leggendo queste pagine, ma la mia intenzione è tentare di trasmettere questa passione ad altri che vorranno tentare l'esperienza del marino mediterraneo. 

Alessandro Palomba

La vasca

Dopo un'assenza di quattro anni a marzo del 1997 decisi di installare nuovamente un acquario in casa. Purtroppo lo spazio a disposizione non era molto, così, acquistati i vetri d'idoneo spessore costruii la vasca da 320 litri lordi che attualmente gestisco.

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 Il filtro biologico è caricato con (in ordine di passaggio acqua entrata/uscita) schiumatoio, lana di perlon, spugna in resina alchidica a grana grossa, cannolicchi di ceramica di varie dimensioni mischiati tra loro,  lana di perlon, spugna in resina alchidica a grana fine, la circolazione è data da una pompa da 800 litri/ora. 

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Il fondo è composto da una miscela di graniglia da 5 mm, formata da gusci d'ostrica ed altri bivalvi triturati e graniglia corallina, formanti uno strato di circa 5 cm. La sabbia e' poggiata su una griglia (non provvista di pompa per la circolazione) che lascia uno spazio di 2 cm di acqua al di sotto della sabbia.

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L'illuminazione è data da una lampada da 4000°K che accende alle 10.00 e spegne alle 12.00 - si riaccende alle 19.00 e spegne alle 22.00, una lampada da 10000°K che accende alle 12.00 e spegne alle20.00 ed una lampada a luce bianchissima che accende alle 13.00 e spegne alle 19.00. Le lampade sono tutte da 36 watt.

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La temperatura dell'acqua è mantenuta costantemente a 18/20°C  (18 in inverno e 20 in estate) da un gruppo refrigerante.  La circolazione e' data da una pompa esterna da 2400 lt/h posta  vicino al refrigeratore. L'aspirazione avviene nel primo compartimento del filtro biologico subito dopo la spugna alchidica. Il ritorno avviene direttamente in vasca. Per un acquario marino mediterraneo reputo fondamentale l'uso di un refrigeratore. In passato non usando il refrigeratore mi era quasi impossibile mantenere in vita alcuni invertebrati ed i pesci sopravvivevano nell'attesa di tempi migliori. Le delusioni e gli insuccessi erano tanti.

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L'acqua è prelevata direttamente dal mare  e sostituisco un 20% di volume ogni due mesi, sempre prelevando l'acqua direttamente dal mare. 

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La vasca è di tipo artigianale (costruita da me) con coperchi riflettenti in modo da non disperdere la luce nell'ambiente ed è posta a 90° rispetto ad una finestra dove in ogni modo non è raggiunta dai raggi diretti del sole ma può godere dell'alba naturale. Il lato corto dov'è posto il filtro è addossato ad una parete confinante con un terrazzino. Ciò mi ha permesso di posizionare il gruppo refrigerante  ed i reattori delle lampade con relativi programmatori in un mobile posto su detto terrazzino. Evito così il riscaldamento della vasca dovuto agli alimentatori delle lampade e rumori nell'ambiente dov'è situato l'acquario dovuto al gruppo refrigerante.

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Circolazione dell'acqua, oltre alla pompa del filtro biologico e quella di circolazione del refrigeratore ci sono 1 pompa da 600 lt/h che mandano (comandate da un timer) il flusso d'acqua sulla caulerpa nei due sensi opposti con con intervalli di 60 minuti.

Gli ospiti

Nella Penisola Sorrentina, negli anni passati e purtroppo anche ora, i raccoglitori di datteri hanno violentato le coste strappando dalla roccia enormi quantità degli strati superficiali per estrarne i datteri.

Nelle rade dove ormeggiano i diportisti. Con le ancore e le catene arano il fondo e scortecciano le rocce lasciando sul fondo alghe ed invertebrati di notevole interesse.   Nei porticcioli i pescatori pulendo le reti buttano in acqua organismi interessantissimi ed in molti casi in ottimo stato.

Tra questi, detriti, raccolgo le mie pietre vive e gli invertebrati.

Di seguito tenterò di descrivere ogni singolo ospite e le sue funzioni nell'acquario, ovviamente per dettagli riguardo alle specie Vogliate consultare le letture del settore.  

  • CAULERPA PROLIFERA. La considero una delle alghe essenziali per la sua bellezza e robustezza. Necessita di una forte circolazione d'acqua ed un buon fondo nutritivo 

Fino a 10 anni fa mi era molto facile trovare quest'alga, essendosi ben estesa nelle zone sabbiose delle spiagge sorrentine e lungo le banchine frangiflutti orizzontali alla costa che va da Marina Grande di Sorrento e la Marinella di Sant'Agnello. Ultimamente, sia per alcune forti mareggiate, sia per altre cause ben accertabili, è diventato molto difficile procurarsela in pochi metri d'acqua. Mentre è facile trovarla nel porto di Sorrento e nel Porto di Marina della Lobra (zone di raccolta sconsigliabili per ovvi motivi). A profondità superiori i 7 metri si trovano ancora dei piccoli caulerpeti protetti da rocce o posidonia.

  • CAULERPA RACEMOSA. Molti acquariofili la disprezzano ma non possono immaginare la bellezza di quest'alga quando ricopre le roccedell'acquario, infatti, questa a differenza della prolifera, ama arrampicarsi sulle rocce.

Purtroppo, in mare, quest'alga importata dal Mar Rosso, sta procurando dei veri disastri. In quanto riesce a ricoprire le rocce in pochissimo tempo, soffocando le specie locali. Ho trovato intere zone del versante Golfo di Salerno infestate da quest'alga, vedi Crapolla, Recommone, mentre, per fortuna, non ha attaccato intorno alle isole dei Galli .

Culerpa  

  • HALIMEDA TUNA. La mia passione, questa stupenda alga che assomiglia ad una pianta grassa riesce a dare quel tocco esotico all'arredamento, non se ne può fare a meno. In acquario vive molto a lungo ma tende a ricoprirsi d'alghe epifitiche e per ovviare a quest'inconveniente ho inserito alcuni … pulitori

Quest'alga si trova a bassissima profondità, anche un metro, spesso attaccata ad ascidiacei o a spugne. Per questo motivo e facile trovare delle piantine, che sono state strappate dalle ancore delle barche, senza dover ricorrere ad un ulteriore deturpamento del fondo marino.

  • PSEUDLITHOPHYLLUM EXPANSUM - Alga rossa calcarea. Esclusive per la loro bellezza.

Altri tipi d'alghe sono quelle che arrivano normalmente in acquario con le pietre vive. Ad esempio più di un anno fa raccolsi una meravigliosa (la potete vedere nella foto) CLADOCORA CESPITOSA ricoperta, negli interstizi dei vari calici, da una colonia d'alghe VALONIA UTRICULARIS. Queste alghe continuano ad apparire e scomparire durante l'anno vitale.

 

Mi è quasi impossibile descrivere quanti invertebrati siano ospitati in quanto molti sono arrivati con le pietre vive e molti si sono spostati dietro le rocce e non sono visibili, quindi citerò solo quelli notevoli.

  • CERIANTHUS MEMBRACEUS. Resistente e stupendo, questo e' uno degli ospiti che non mi faccio mai mancare. In mare devo resistere alla tentazione di portarmeli tutti a casa. Attualmente ospito sette esemplari, due viola, uno bruno, uno verde/arancio, uno  bruno e marroncino e due variegati sul grigio. Il verde arancio ed il viola sono in vasca da giugno 1997.

Tutti raccolti vicino alla spiaggia di Caterina (Sant'Agnello) dove da alcuni anni è stato creato un porticciolo per diporto e sono stati calati in mare dei blocchi in cemento per assicurare tramite catene dei pontili galleggianti. Potete immaginare lo scempio provocato.

In ogni modo davanti a questa spiaggia ci sono delle piane di roccia tufacea, alte dal fondo tra 20 e 100 cm, ed estese da 30 a 100 mq, (sono comuni per tutto il versante che va da Meta a Sorrento), dove in passato si sono insediate delle praterie di Posidonia o simile che poi morte o  strappate dalle reti e ancore hanno lasciato sul fondo un intricato incrocio di radici mischiate al la sabbia accumulatasi. Ed è su queste piane che è facile raccogliere i Cerianthus in quanto basta rimuovere le radici ed un po’ di fanghiglia per lasciare scoperti i tubi di questi meravigliosi invertebrati.  

  • EUNICELLA CAVOLINI e SINGULARIS, vari rametti non di eccezionale bellezza ma tutti raccolti tra i detriti lasciati dai pescatori nei porticcioli dopo la pulizia delle reti. Di solito sono in ottimo stato anche se sono state tenute svariate ore fuori dall'acqua perche' senz'altro mantenute bagnate e fresche tra le reti. Comunque alcuni esemplari sono presenti da dicembre 2000 ed attualmente ancora in ottimo stato. Le parti che erano gia' precedentemente morte si sono ricoperte di alghe ma cio' non comporta un problema alla gorgonia.

  • Astroides calycularis. Attenzione perché la raccolta e vietata dalla legge (art…..).Ospito varie colonie (alcune da tre anni) recuperate tra i detriti dei dattaroli. Vivono molto bene con pochi accorgimenti, quali avvicinare agli stessi ciuffi di Halimeda Tuna che oltre ad aiutarli ad attaccarsi alle rocce offrono una buon'ombra alle stesse.  

    Vaste aree di roccia tappezzate dall'astroides si possono trovare dalla Marina della Lobra in poi andando verso il Golfo di Salerno. Zona Parco Marino Punta Campanella.  Ma i siti dove possiamo trovare, con maggiore facilità, pezzi staccati di questa madrepora sono: Mitigliano, Ieranto, e le isole dei Li Galli (zone inaccessibili essendo protette). Lo spettacolo è assicurato, pareti enormi dalla superficie fino a 2/3 metri di profondità tappezzate d'arancione.

    Non fatevi tentare dallo strappare i pezzi più belli alla roccia e cercate di trovare quei pezzi che sono stati già strappati da un infame dattarolo, anche se sarà difficile spiegare ad un eventuale controllo che non siamo stati noi a strapparle. Purtroppo controllo non c'è e dovrà essere il nostro istinto conservatore ad auto-controllarci.

    • Cladocora cespitosa. La vera madrepora mediterranea. Dai colori tenui offre un forte richiamo visivo nell'acquario oltre ad essere il riparo d'innumerevoli piccoli crostacei. Si trova dappertutto, in pochi metri davanti alle spiaggette di Sorrento dove è molto facile trovarle attecchite su piccoli sassi levigati ed incastrati tra altri sassi. Ovviamente le più belle sono legate ai grossi scogli ma guai a toccarli.

    • Attinie. Ospiti immancabili le Actinia equina, peccato che questi pomodori sono di solito chiusi durante il giorno per aprirsi di notte o quando sentono l'odore della pappa. Sono presenti anche varie Anemonia sulcata.  

    • Spirographis spallanzani. Mi sembra superfluo descrivere la bellezza dei ciuffi branchiali di questi policheti. Essenziali nell'acquario. Purtroppo per mantenere questi policheti non posso portare a case le simpatiche bavose in quanto, forse per nutrimento, forse per dispetto, amano strappare i ciuffi branchiale a questi policheti.

    • Sabella pavonina. Sono arrivate in acquario con i ciuffi di Halimeda Tuna. All'inizio lasciano il loro tubo e cambiano più volte zona fin quando non trovano la loro posizione ottimale, ma poi vivono a lungo e danno quel tocco fiorito all'ambiente.

    • Protula tubularia. Per me le più belle sono quelle che hanno il tubo completamente ricoperto da incrostazioni.

    • Ascidie. Halocynthia papillosa su  pezzi di rocce trovate tra i detriti dei pescatori. Molto più numerose sono le Microcosmus sulcatis che arrivate nella vasca insieme alle pietre vive se ne stanno  tranquille ad aiutare il filtro ed a gonfiarsi e sgonfiarsi tutto il giorno.  

     

    Per la raccolta dei pesci mi affido a quelli raccolti dai pescatori con le nasse.

    Voglio richiamare l'attenzione degli amici sub a mantenere una condotta seria sull'argomento delle nasse sciolte cioè:

    Spesso si rinvengono nasse sciolte, del tipo fatto con rete di plastica, abbandonate, a detta dei pescatori ciò dovuto ai sub che per recuperare qualche preda usano tagliare la nassa dalla serie per poi recuperare il pesce con più calma. Ma!!! In ogni caso io ed alcuni amici usiamo fare in questo modo:

    1.    Se troviamo la nassa sciolta nei pressi di una serie di nasse, ben segnalata in superficie, la leghiamo alla serie e così facciamo un bel regalo al pescatore.

    2.    Se ci troviamo vicino alla spiaggia, o al porticciolo o ancora siamo con la barca, possiamo recuperare queste nasse e consegnarle al nostro amico pescatore.

    3.    Se siamo impossibilitati a recuperarle, perché lontani dalla spiaggia o abbiamo paura di essere tacciati per quei sub ignobili che usano staccare le nasse c'è una sola cosa da fare: TAGLIARE la nassa in modo da impedire che essa rimanga una trappola mortale per i futuri 100 anni. Non è bello lasciare, in ogni modo, un rottame in acqua ma è meglio lasciarlo con le porte aperte, chissà, potrebbe diventare la tana di un bel pesciolino e non la galera.

    4.    Se troviamo intere serie di nasse abbandonate, forse perché sono stati tagliati i segnali, consiglio di segnalare il punto di ritrovamento alla Capitaneria di porto più vicina e poi, nei giorni successivi, controllare che sia stata rimossa.

    • Due Donzella pavonina (Thalassoma pavo) un maschio adulto di 13 cm (presente da giugno 1998,  ed una femmina di 7 (presente da maggio 2001. Non riesco a dargli un compito specifico nell'acquario se non quello di allietare gli occhi degli osservatori con i suoi colori e movimenti.

    • Un Anthias anthias. da aprile 2001 

    • Palaemon serratus e Palaemon elegans. L'unica libertà che mi prendo, nonostante sia a conoscenza di portarli a morte sicura, è quella di pescarli periodicamente con un retino passato sui muraglioni dei porticcioli questi bei gamberetti. I più piccoli diventano prede succulente per i pesci ed è interessantissimo osservare le tecniche adoperate dalle diverse specie per catturarli. I più grandi riescono a sopravvivere alla caccia e contribuiscono nella rimozione di detriti dalle rocce e dal fondo.

    • Synalpheus gamberelliodes. Questo piccolo gamberetto trasparente, di solito, arriva nella vasca con le pietre vive. Difficilmente visibile se non di notte illuminando i forellini nelle rocce. Altresì facilmente udibile in quanto produce un rumore come di vetro che si rompe quando apre la sua grossa chela.

    • Paguri. Di varie specie e dimensioni. In vasca ce ne sono decine. Sempre in azione a cernere la sabbia per ricavarne nutrimento. Fondamentali. Inoltre contribuiscono all'eliminazione d'alghe infestanti.

    • Patelle. Oltre ad offrire cibo vivo ai pesci sono utilissime per la rimozione delle alghe dalla parete posteriore. Nelle foto potrete osservare la scia di pulito che ha lasciato un grosso esemplare di Diodora italica durante il suo cammino.

    • Haliotis lamellosa - Orecchia marina. Inconfondibile questo mollusco con il suo piede verdastro che si muove continuamente. A differenza delle classiche patelle preferisce strisciare sul fondo e sostare tra le alghe.

    • Astraea rugosa - Occhio di Santa Lucia. Anche questo mollusco è un detrivoro, quindi utilissimo. Sempre in movimento, spesso passeggia fuori dell'acqua e me lo ritrovo nel filtro biologico. Vive in acquario da tre anni senza problemi. 

    • Sphaeriodiscus placenta. Fantastica nella sua forma trapezoidale. Presente da giugno 2001

    • Asterina gibbosa, 7 esemplari ma sempre nascosti, si vedono saltuariamente di notte. Presenti da aprile 2001

    • Echinaster sepositus. Immancabile, presente da giugno 1998 ed una piccola di 5 cm di diametro da luglio 2001

    • Ophidiaster ophidianus, bellissime (3 esemplari) 2 presenti da luglio 1999 una da aprile 2001

    • Hacelia attenuata. Una dal raro colore quasi giallo presente da luglio 1999, una arancio di 6 cm di diametro presente da giugno 2001, ed una di colore rosso/arancio di soli 2 cm di diametro presente da luglio 2001.

    • Sphaerechinus granularis, piccolo riccio viola con le punte bianche. Presente da Giugno 2001

    • Myriapora truncata, Varie piccole colonie, trovate tra i detriti dei dattaroli.

 

 

gennaio 2004

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settembre 2003

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febbraio 2003

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