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  La Pagina di Andrea Prodan

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Ciao a tutti! Mi chiamo Andrea, classe 1974, triestino. Vivere a Trieste vuol dire respirare il mare in ogni momento, ed averlo sempre negli occhi e nel cuore. Per questo motivo è da quando ho memoria che sono sempre andato al mare, maschera, pinne e boccaglio, spesso come “cacciatore” o “raccoglitore”, più spesso come semplice “osservatore”. Purtroppo l’acqua del nostro Golfo non è certo da additare quale esempio di acqua limpida e cristallina (soprattutto negli ultimi anni), ma ciò nonostante vi sono zone ricchissime di vita e con fondali molto interessanti.

     

Perché un acquario marino mediterraneo? Non devo certo spiegarlo a voi: per la voglia, (la smania?) di avere in casa un pezzo del “mio” mare. Per ricreare e poter avere sempre sotto gli occhi quell’ambiente che ammiro e contemplo per tutta l’estate (e non solo), e del quale nel resto dell’anno sento una struggente mancanza.



LA MIA VASCA

Inaugurata il giorno 1 aprile 2005. Misura 100 x 45 x 50h, autocostruita in vetro float 10 mm, senza tiranti, riempita fino ad un’altezza di 45 cm (prima di riempirla ho verificato di avere un’adeguata polizza capo-famiglia...). La vasca la tengo mezza aperta, per evitare che si accumuli troppo il calore generato dalle lampade: il coperchio l’ho costruito con compensato marino, prendendo spunto dal progetto di Antonello Cau (ma complicandolo un po’).
 

   

IL FILTRO

Il filtro: non essendo sicuro di poter trovare rocce adeguatamente porose e di poter allestire un “berlinese”, ho preferito incominciare con un biologico. Ho chiuso un lato corto con un pannello di vetro-polistirolo col quale ho ricavato un vano di base 15x45, diviso in quattro scomparti, tutti collegati l’uno all’altro. Il primo scomparto contiene ora la pompa del refrigeratore, una Hydor L35, e una “calza” riempita con sabbia corallina di granulometria media; il secondo scomparto è dedeicato allo schiumatoio interno Tunze 3110/a (un po’ sottodimensionato, forse, ma non potevo permettermi niente di più costoso e comunque finora ne sono soddisfatto); il terzo scomparto, bello grande, contiene altre due “calze”: una riempita di argilla espansa, l’altra di sabbia corallina; quarto scomparto con la pompa di ricircolo (una Hidor seltz L25 con portata fino a 1.000 l/h, che tengo a mezza potenza), e spazio per eventuale carbone attivo o altre resine.

L’ILLUMINAZIONE

L’illuminazione è data da 3 neon T8 da 25 W ciascuno, con riflettore: uno da 18.000°K, uno da 10.000 e una superattinica. Sono taimerizzati: si accende per prima la superattinica, poi, a distanza di un’ora, le altre due. Non so se questo sia utile, ma è piacevole da vedersi, e da quello che posso capire, i miei ospiti sembrano gradire questa combinazione di luci.

LE POMPE

Il movimento è assicurato dalla pompa di mandata del filtro, che getta in basso dietro alle rocce, dalla mandata del refrigeratore, che getta sullo stesso lato, a mezz’altezza, e da una Maxi Jet Power head da 900 l/h, che ho sistemato sul lato corto opposto, diretta verso la metà del vetro frontale e col getto orientato verso la superficie (ogni tanto, soprattutto la notte, apro la valvolina del venturi per aumentare il movimento dell’acqua e l’ossigenazione in vasca).

IL REFRIGERATORE

Dopo un mese e mezzo dall’avvio ho ceduto alla necessità ed ho collegato un refrigeratore (visto che, già in maggio, avevo difficoltà a far scendere la temperatura sotto i 27 gradi). Ho scelto un Resun CL-450, che dovrebbe essere un po’ sopradimensionato rispetto alla mia vasca, e questo gli consente di lavorare per “pochi” minuti alla volta. Ho intenzione di cambiare la temperatura a seconda della stagione: 20 gradi in inverno, 24 in estate, 22 nelle stagioni intermedie.

IL FONDO

Il fondo: sulla parte posteriore della base ho poggiato alcune pietre calcaree bucherellate e fessurate per evitare di poggiare le rocce vive più grandi direttamente sulla sabbia. Il resto del fondo è stato poi coperto con uno strato di 10-15 cm di sabbia viva fine (piena di vermetti e microrganismi vari). Già a meno di un mese dall’avvio, con le misurazioni di nitriti e nitrati ho constatato che il sistema aveva un ottimo effetto riducente nei confronti dei nitrati, che dopo un picco di oltre 80 mg/l sono passati in breve tempo a 5 mg/l, per poi sparire quasi del tutto.

I VALORI

Uso test Elos per misurare i valori all’incirca una volta alla settimana.
Il biologico mi mantiene i nitriti a livelli prossimi allo zero.
Il fondo di sabbia viva (e forse anche le rocce porose) sta svolgendo un’efficace azione di riduzione dei nitrati, che sono anch’essi prossimi allo zero.
I fosfati sono a 0,1- 0,2 mg/l, e questo determina una buona crescita di alghe verdi sulle rocce più alte e sulla parete di fondo che sono le zone più esposte alla luce della superattinica. Cresce bene anche la zostera, che ho inserito con alcuni rizomi trovati strappati dalle ancore dei natanti.
Il ph ed il Kh sono piuttosto stabili, rispettivamente a 8,1 e a 8.

CAMBI

Cambio 20 litri ogni settimana o dieci giorni circa, rigorosamente con acqua viva, prelevata nelle stesse zone da cui derivano tutti gli ospiti della vasca.

BIOTOPO

Tutte le specie, vertebrati, invertebrati e vegetali, derivano esclusivamente da una precisa zona geografica. Il biotopo ricreato corrisponde ai primi metri di profondità (da zero a quattro metri circa) del litorale muggesano del Golfo di Trieste.

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OSPITI

(aggiornato al 7 giugno 2005)

Molluschi:
• 1 haliotis tuberculata
• 2 monodonta turbinata
• 2 patella caerulea
• alcuni vermetus arenarius

Anellidi:
• 1 serpula vermicularis (?)
• 5 protula tubularia
• 4 sabella spallanzanii

Crostacei:
• 5 clibanarius erythropus
• 4 diogenes pugilator
• alcuni porcellana platycheles
• numerosissimi Pisidia longicornis (presi con le rocce vive)
• 2 galathea squamifera
• 2 palaemon serratus

Celenterati:
• 2 actinia equina
• 1 actinia cari
• 1 anemonia sulcata
• 2 cereus pedunculatus
• numerose aiptasia diafana (introdotte con le rocce vive)
• 1 colonia cladocora caespitosa

Echinodermi:
• 3 ophiotrix fragils
• 1 cucumaria planci
• 1 riccio verde

Tunicati:
• 3 ascidia involuta
• 1 Phallusia mammillata

Poriferi:
• 1 aplysina aerophoba

Pesci:
• 1 pomatoschistus canestrini (?)
• 2 trigla lucerna
• 1 Aidablennius sphynx


P.S.: un grazie a mia moglie Elena, per avermi permesso di realizzare tutto questo e per la pazienza con la quale sopporta le ore che passo davanti alla vasca;
e un grazie a Mauro, mio amico e compagno di “caccia subacquea”, che mi ha prestato la digitale per realizzare le foto.

 

Aggiornamento 31 agosto 2005

Aggiornamento 31 ottobre 2005

Aggiornamento 6 marzo 2006-03-06

Il corteggiamento del Serranus hepatus

 

AGGIORNAMENTO 31 AGOSTO 2005

A 5 mesi esatti dall’avvio, per quanto non si possa ancora parlare di situazione stabilizzata, il mio acquario ha cambiato un po’ fisionomia.

Durante le immersioni estive ho scoperto una vera passione per crostacei, anemoni e protule, che ora la fanno da padrone.

Modifiche di rilievo sono state apportate solo al vano del filtro, dove ora una medesima pompa mi assicura contemporaneamente il ricircolo dell’acqua e il funzionamento del refrigeratore, mentre lo schiumatoio si trova ora posizionato praticamente all’ingresso del filtro.

L’avventura continua, dunque, con mia grandissima gioia: la soddisfazione maggiore, comunque, è vedere lo sguardo stupito di chi arriva a casa mia e vedendo per la prima volta il mio acquario quasi non crede che si tratti di organismi raccolti tutti ed esclusivamente nel Golfo di Trieste...

 

 

Introduzione

Aggiornamento 31 agosto 2005

Aggiornamento 31 ottobre 2005

Aggiornamento 6 marzo 2006-03-06

Il corteggiamento del Serranus hepatus

 

AGGIORNAMENTO 31 OTTOBRE 2005

 La vasca non è cambiata molto dall’ultimo aggiornamento: in compenso mi sono dedicato a fotografare i miei ospiti, e condivido perciò con voi il risultato dei miei sforzi.

 

Colgo l’occasione per aggiornare la lista delle specie presenti, che era rimasta ferma a giugno. Da allora è decisamente aumentata la varietà di poriferi e di crostacei: al momento ho la bellezza di cinque specie differenti di paguri in vasca, che contribuiscono non poco alla pulizia di rocce e fondale (assieme al piccolo drappello di infaticabili palaemon).

 

Sto accarezzando il progetto (con l’anno nuovo), di modificare la configurazione eliminando il filtro biologico interno e approfittando del recupero di spazio per inserire uno schiumatoio più potente. Devo dire però che al momento, pur essendo generoso nel distribuire mangime spezzettato e papponi vari ai numerosi invertebrati (madreporari e filtratori in primis), il sistema mi pare reggere bene ed il dsb mi sta dando notevoli soddisfazioni (come pure il piccolo schiumatoio della Tunze). Vedremo...

 

Alla prossima!

 

Molluschi:

·        3 haliotis tuberculata

·        alcune monodonta turbinata

·        1 patella caerulea

·        alcuni vermetus arenarius

·        1 lima exilis

·        1 nassarius reticulatus ?

·        1 crassadoma multistriata ?

·        1 dendrodoris limbata

 

Anellidi:

·        2 serpula vermicularis

·        9 protula tubularia

·        4 sabella spallanzanii

 

Crostacei:

·        4 clibanarius erythropus

·        1 pagurus cuanensis

·        1pagurus anachoretus

·        3 paguristes eremita

·        1 eupagurus prideauxi

·        alcuni pisidia longicornis

·        alcune galathea squamifera

·        2 lysmata seticaudata

·        1 inachus phalangium

·        6 palaemon elegans

 

Celenterati:

·        2 actinia equina

·        1 actinia cari

·        1 anemonia sulcata

·        1 aiptasia diafana

·        7 cereus pedunculatus

·        4 calliactis parasitica

·        1 adamsia carciniopados

·        5 colonia cladocora caespitosa

·        9 balanophyla europaea

 

Echinodermi:

·        numerose ophiotrix fragilis

·        1 cucumaria planci

·        1 holoturia tubulosa

·        2 ophioderma longicaudum

 

Tunicati:

·        numerose ascidia involuta

 

Poriferi:

·        4 aplysina aerophoba

·        1 Suberites domuncula

·        1 cliona celata

·        1 ircinia variabilis ?

·        1 haliclona mediterranea

·        1 cacospongia scalaris ?

 

Pesci:

·        1 aidablennius sphynx

·        1 tripterygon tripteronotus

·        1 diplodus vulgaris

·        2 serranus hepatus

·        2 lepadogaster candollei

·        1 synphodum roissali

·        1 blennius svonimiri

 

Introduzione

Aggiornamento 31 agosto 2005

Aggiornamento 31 ottobre 2005

Aggiornamento 6 marzo 2006-03-06

Il corteggiamento del Serranus hepatus

 

Aggiornamento 6 marzo 2006-03-06

 E rieccoci qui!

Sono passati alcuni mesi, durante i quali la maggiore preoccupazione è stata data da un aumento dei fosfati (dovuto principalmente ad un’eccessiva ed errata alimentazione) con una conseguente crescita, per la verità non abbondante, di fastidiose alghette filamentose sulle rocce.

A metà gennaio la svolta: preso da un raptus di cambiamento (ma in realtà ci stavo riflettendo da tempo) ho eliminato il substrato biologico costituito dall’argilla espansa, trasformando il biologico interno in un unico grande vano nel quale ho inserito un fondo dsb come nel resto della vasca e alcune rocce vive. Ora il vano ospita lo schiumatoio, la pompa del refrigeratore e alcuni paguri.

L’acquario ha retto allo sconquasso e dopo alcuni giorni di nitriti e nitrati un po’ altini i valori sono tornati a posto e il sistema ne ha guadagnato in salute (perché la calza con il substrato biologico accumulava schifezze di ogni genere).

Subito dopo ho inserito un mini filtro interno autocostruito e riempito di resine, che mi hanno riportato anche i fosfati a valori più accettabili: in questo caso, però, lo sbalzo è stato troppo repentino e ne hanno risentito alcuni crostacei.

Quindi ora la vasca viaggia con il piccolo schiumatoio interno della Tunze (funziona bene, ma per le necessità di nutrimento dei filtratori credo che dovrò passare a qualcosa di più grosso), e fondo dsb: i cambi sono di 25 litri ogni due settimane circa, sempre e solo con acqua “viva”.

Altre notizie: il Diplodus vulgaris è stato riportato a mare perché era diventato un predone che molestava pesci e invertebrati (anche anemoni) in egual misura; i due Serranus hepatus trascorrono le giornate in strani rituali di corteggiamento (uno dei due si mette in posizione verticale, l’altro gli dà dei morsi leggeri sulla schiena) che finora però non hanno portato a riproduzioni, o quantomeno io non me ne sono accorto.

Tra breve ho intenzione di cambiare il coperchio e la sistemazione delle luci (troppo vicine all’acqua: scaldano eccessivamente e si sporcano molto di sale), cambiare possibilmente lo schiumatoio (ho comprato un po’ di tubi di plastica per vedere se combino qualcosa col fai da te), e ridisegnare tutta la parte elettronica, costruendo finalmente un quadro per tutti gli interruttori ed i timer.

 

Il corteggiamento del Serranus hepatus

Introduzione

Aggiornamento 31 agosto 2005

Aggiornamento 31 ottobre 2005

Aggiornamento 6 marzo 2006-03-06

Il corteggiamento del Serranus hepatus

 

   

 

 


 

 

 

 

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