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Ciao a tutti mi chiamo
Antonello e vivo in una splendida isola: la Sardegna, per la precisione a
Sassari. Sono sempre stato un grande appassionato di apnea e amante del
mare in tutte le sue forme: vela, nuoto, pesca e quant’altro.
Ho iniziato a trafficare con gli acquari a 11
anni con una vasca in plexiglas da
5 l. vinta al luna park, poi con l’aiuto di mio padre abbiamo smontato
il fondo e abbiamo costruito un piccolo acquario dolce tropicale, con un
filtro sottosabbia, riscaldato da una lampadina ad incandescenza che
serviva anche per illuminare il tutto; Cabomba e Lebistes i primi ospiti.
Poi sono passato ad una vasca più grande 30 L, sempre dolce, ma il mio
sogno era il marino mediterraneo. In realtà all’epoca non se ne
vedevano molti di mediterranei e quando ne parlavo con i negozianti del
settore mi guardavano storto e mi dicevano che era difficilissimo da
realizzare e anche molto costoso, soprattutto per accessori come il
refrigeratore. La voglia di realizzarne uno era tantissima ma altrettanta
era la paura di non riuscire, così ho tergiversato fino all’età di 24
anni, quando nell’85 un piccolo libro sulla costruzione di un “med”
ebbe il sopravvento sulle mie paure, mi smosse e riportò alla luce il mio
grande sogno: costruire un acquario mediterraneo e riempirlo di tutto ciò
che vedevo nelle mie frequenti immersioni. La fortuna volle che mi
regalarono una vasca ormai dismessa di 300 l. lordi, che letteralmente
smontai e ricostruii adattandola secondo un uso più confacente al marino
e partii in questa avventura. Non avendo il refrigeratore le mie catture
si limitavano a poche specie, ma i decessi sono sempre stati ridottissimi;
come rovescio della medaglia devo dire che
i miei ospiti erano veramente pochi e solo fra le specie più
robuste, soprattutto ghiozzi, blennidi, labridi serranidi e in modo
particolare saraghi che dopo uno o due anni di permanenza, date le
dimensioni, ributtavo in acqua; anche se sono riuscito ad allevare senza
difficoltà il polpo, la murena, l’orata, la corvina, un balestra e
diversi cerniotti. Solo da qualche anno mi sono spinto con maggiore
impegno, verso specie sempre più belle ma impegnative, vincendo il mio
scetticismo e divertendomi a giocare un po’ con la chimica dell’acqua,
che fino a qualche anno fa per me era tabù.
La vasca da allora è
rimasta la stessa per motivi di spazio ma è stata modificata più volte
con migliorie tecniche per renderla preferibile sotto aspetti sia estetici
che pratici.
La
vasca:
E’ costituita da cristalli non vetro camera di 10
mm di spessore, le misure sono 115 x 55 x 47, filtro a sinistra, dove è
posizionato anche lo schiumatoio, a destra in alto ho ricavato un vano
dove è collocato il compressore per l’aria (che uso nei casi di
emergenza e nei periodi caldi d’estate), le scatole stagne con dentro: i
collegamenti elettrici, gli interruttori, i
relè etc. Il vano non è visibile dall’esterno se non quando
ricambio l’acqua ed effettuo un troppo pieno, ma risulta molto comodo
perché mi permette di
ottenere un angolo tranquillo e privo del fascio di luce diretta dei neon,
e rappresenta un riparo molto apprezzato dai pesci e da alcuni
invertebrati. Per movimentare l’acqua non uso sistemi particolari, solo
le pompe del biologico e del denitratore
e uno dei due scarichi dello schiumatore posizionate in modo da
creare corrente anche nel fondo. La vasca è coperta con una chiusura in
legno munita di guide.
Il filtro:
Biologico tradizionale interno all’acquario, (ma
per lasciare maggiore spazio alla vista ho realizzato il primo vano con un
angolo di 45°), è caricato nella prima sezione con una rete da pesca
ammatassata e ingarbugliata, in modo da fornire un primo strato filtrante
meccanico, poi in sequenza: lana di perlon, gusci di bivalvi, ghiaino
siliceo, delle pietre laviche, ancora gusci di ostriche ma frantumati e di
pezzatura più piccola, ed infine cannolicchi di ceramica. Nell’ultimo
vano dove sono posizionate le pompe,
sopra lo strato di cannolicchi ho messo un altro strato di 15 cm di
ghiaino (lo stesso del fondo). Alcuni potrebbero dire “quanta roba che
esagerazione” , probabilmente sarebbero bastati i cannolicchi ma devo
dire che in tanti anni di esperimenti il filtro così strutturato ha
funzionato egregiamente e mi ha dato pochi problemi e molte soddisfazioni.
Nell’ultimo vano del
filtro sono alloggiate due pompe una da 450 l/h per il biologico e una da
150 per il filtro sottosabbia che utilizzo come rifluitore di fondo con
flusso al contrario dal basso verso l’alto, la pompa è un poco piccola
e probabilmente la sostituirò con una più grossa.
L’illuminazione:
Tre lampade neon, rispettivamente un’acquaglo da
25 w, che si accende per prima alle 13.00, una sylvania standard 25 w che
si accende alle 14, e una marineglo da 35 W che si accende alle 15. La
vasca è chiusa con un coperchio di legno e tra il coperchio e l’acqua
sono situati due specchi riflettenti per limitare la dispersione delle
luce. Le luci si spengono in sequenza rispettivamente alle 19 alle 20 e
alle 21;
Schiumatore:
Sino a qualche
anno fa utilizzavo uno schiumatore a porosa che solo ora comincio a
credere fosse più che altro un giocattolo e che non funzionava per
niente. Di recente ne ho acquistato uno molto potente un Acquamedic
turboflotor 1000 multi, che ha letteralmente modificato la vivibilità
dalla mia vasca. E’ sovradimensionato, e questo mi permette grandi cose
a manutenzione presso che nulla. Lo schiumatore è posizionato esterno
alla vasca; la pompa da 2000 l/h è nel vano centrale del filtro e pesca quasi a
pelo d’acqua, questa posizione che ad alcuni potrebbe fare storcere il
naso, si è rivelata molto efficace, in quanto mi permette di ottenere un
flusso vigoroso nella prima sezione del filtro quella meccanica, e un
flusso meno energico nella parte restante. L’acqua così schiumata viene
scaricata parte in vasca e parte nel biologico. Uso timerizzarlo con un
intervallo variabile a seconda delle circostanze.
Il
denitratore:
Amici e conoscenti conoscono le mie tribolazioni
nella realizzazione di questo filtro, che però ora dopo diversi mesi sta
funzionando bene. La descrizione sulla sua realizzazione la troverete sul
sito; per il resto posso dirvi che l’acqua viene prelevata da un angolo
nascosto della vasca da una pompa power head Askoll con prevalenza 1,5 mt.
Come alimentazione per i batteri uso alcool in soluzione con acqua salata,
l’acqua denitrata cade su un bicchierino ricavato da un cappuccio di
rossetto e viene scaricata sull’aspirazione dello schiumatore.
Il denitratore mi permette di tenere valori di Kh e
ph ottimali, oltre che i nitrati molto bassi, con grande soddisfazione
degli invertebrati e soprattutto delle piante che da quando ho abbassato i
nitrati e rialzato il ph mi hanno invaso il fondo.
Per limitare
l’ingombro uso un unico timer (Nuova elettronica) che ha 8 uscite e con
le quali regolo l’accensione /spegnimento delle luci, quello dello schiumatore, e me ne avanza. Per i periodi di ferie ho costruito una
mangiatoia che mi permette di alimentare i miei ospiti per circa un mese,
ma la quale necessita di un timer a se’ (sempre N.E.) in quanto per il
funzionamento sono necessari tempi di esercizio molto brevi (4 secondi).
Non uso regolarmente
integratori per l’acqua, non sifono il fondo e faccio un ricambio di 20
l. alla settimana che si è ridotto a due settimane da quando sta operando il denitratore.
Come cibo somministro quasi esclusivamente pesce
surgelato, periodicamente integro con fegato di bue frullato per gli
invertebrati, una miscela di
mangime secco di mia ricetta ogni tanto, uovo sodo e raramente carne
macinata.
Ora la situazione è
stabile da circa un anno:
Pesci:
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3 saraghi
(diplodus puntazzo)
-
1 bavosa pavone (lipophrys
pavo
-
1 bavosa sfinge (blennius
sphinx)
-
2 bavose cervine (blennius
zvonimiri)
-
1 ghiozzo rasposo
-
3 donzelle pavonine (thalassoma
pavo)
-
6 cefali (mugil cefalus)
-
2 Castagnole (chromis chromis)
-
3 labridi di cui uno
completamente giallo e soprannominato appunto giallino.
Alghe:
-
caulerpa prolifera
-
caulerpa racemosa
-
palla verde (codium bursa)
-
rosa di mare (peyssonnelia
squamaria)
-
candelabro di mare (codium
fragile)
-
fico d’india marino (halimeda tuna)
-
nastro a forcelle (dictyota
dichotoma)
Invertebrati:
-
2 ascidie (halocinthya
papillosa)
-
2 limoni di mare (microcosmus)
-
un cetriolo di mare (holoturia
tabulosa)
-
due actinie equine rosse e
due marroni (actinia equina)
-
un anemone (anemone sulcata)
-
un riccio maschio (arbacia
lixula)
-
numerosi gamberetti (palemon
serratus)
Spugne:
-
Chondrilla nucula
-
Cacospongia
-
Spongia oficinalis
-
ircina variabilis
alcune delle quali ormai
hanno già fatto presa su pareti e rocce varie.
Infine molti altri
organismi di difficile classificazione che sono stati introdotti alcuni
volutamente e altri clandestinamente provenienti da rocce vive, ma che
ormai vivono stabilmente insieme agli altri da diverso tempo.
Non voglio dimenticare
l’ultimo acquisto: un refrigeratore Teco Ra 240 ……… finalmente
dopo 25 anni c’è l’ho fatta, l’estate non mi fa più paura.
Ciao Antonello Cau
Sassari - primavera 2002
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