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 La pagina di Bruno Rossi

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Ciao sono bruno B. Rossi ho 50 anni e vivo ad Albenga.

Sono nato a Genova, dove ho vissuto 39 anni, ho sempre passato buona parte dell’estate in riva al mare, soprattutto sulle scogliere.

La prima volta che ho indossato la maschera da sub avevo sei anni e sono rimasto subito affascinato dal mondo subacqueo. Mai e poi mai avrei immaginato quanta vita e con quali colori si trovava sotto il pelo dell’acqua.  Da quel giorno la passione per il mare ed il suo mondo sommerso è diventata parte integrante della mia vita.  In prima media (1967) è nata la mia passione per l’acquario, ho iniziato con il tropicale d’acqua dolce.    Nel ’72 (avevo 16 anni) leggendo Aquarium ho trovato un articolo sull’acquario Marino Mediterraneo; questa è stata la scintilla che mi ha acceso il desiderio di aver in casa un angolo del mio amato mare.  Purtroppo, per svariate vicissitudini, non sono riuscito a coronare il mio sogno ed ho continuato ad occuparmi d’acqua dolce tropicale e nostrana.

Nel 1995 mi sono trasferito per ragioni di lavoro, sono un chirurgo ospedaliero, ad Albenga.  Abitando in Riviera è tornato impellente il desiderio di allestire un acquario marino mediterraneo. Purtroppo abitavo in un bilocale troppo piccolo per ospitare un acquario.  Finalmente alla fine del 2003 sono riuscito a trovare ed acquistare un appartamento degno di questo nome.  Potevo coronare il sogno: possedere un “Med”.  Pensavo di poter andare ad abitare nella nuova casa in aprile e poter allestire l’acquario in maggio avendo così tutta l’estate per arredarlo e popolarlo.  Purtroppo i lavori di ristrutturazione si sono protratti ed ho potuto finire il trasloco solo alla fine di luglio.

Quando ho visto che la stagione avanzava, avevo quasi deciso di rimandare l’impresa all’anno successivo.  Visto che occorrono, proprio a stringere stringere, almeno una quindicina di giorni affinché maturino acqua e filtro prima di poter inserire alghe ed invertebrati ed un’altra ventina prima di poter inserire i pesci, come potevo immergermi sott’acqua a settembre ?  Rimandare all’anno prossimo, però voleva dire rischiare che passassero altri 32 anni … !!!   Alla fine ho deciso: “a costo di immergermi a dicembre allestisco la vasca quest’anno”.

 

Inizia l’avventura

Martedì 3 agosto 2004.  Una data storica: finalmente, dopo 32 anni di attesa, parte l’avventura “Acquario marino mediterraneo. Purtroppo con una vasca piccola (solo 75 l. lordi), ma andava ancora bene così! 

Ed ora eccomi qui alle prese con le fasi dell’allestimento.  Recatomi al negozio degli acquari, per fortuna è sotto casa (bella comodità alla faccia di Genova dove occorreva prendere l’autobus!) acquisto un densimetro di vetro, sali marini, sabbia corallina (bando alle economie), una roccia lavica.

In primis pulisco la vasca, che è decisamente sporca, ed il materiale filtrante ceramico che avevano funzionato a Genova come acquario d’acqua dolce tropicale.

Colloco un tubetto di plastica rigida sul fondo per la pietra porosa, ed inserisco, dopo averla lavata, la sabbia. Monto l’impianto luci costituito da una Grolux comandata dal timer. Colloco i materiali filtranti nel filtro ed inserisco la pompa ad immersione.

Sistemo la roccia e comincio a riempire la vasca con l’acqua.

Era mia intenzione usare acqua marina naturale, ma in questo periodo, con tutti questi turisti è impossibile prelevare acqua pulita a meno di non possedere una barca.    Così eccomi alle prese con calcoli su quanto sale aggiungere, contenitori sgocciolanti, sale che non si vuol sciogliere, gocce per terra (… aih se le vede mia moglie!!), asciugature del pavimento veloci …  Beh alla fine ci sono riuscito ho utilizzato qualche chilogrammo di sali, tante brocche di acqua, però adesso l’acquario è pieno, inserisco la spina et voilà l’acquario è in funzione.  Quanti ne ho messi in funzione in 37 anni, miei e per i miei amici, però questo contiene acqua salata ed organismi mediterranei, cioè per ora solo l’acqua, ma in futuro...  Il termometro segnala 20°C, le luci sono impostate per accendersi alle 7.30 e spegnersi alle 22.30.

Il giorno dopo la temperatura è salita a 24 °C la salinità risulta essere 37,7.

Dietro consiglio di Simonetta, mia moglie, compro un’anforetta di terracotta che inserisco in acquario introducendovi dentro la pietra porosa (di tiglio ovviamente) in modo che la nuvola di bollicine fuoriesca dall’imboccatura dell’anfora.  Sta veramente bene. Brava Simo hai avuto un’ottima idea.

Passano i giorni, le analisi dell’acqua dimostrano che tutto procede regolarmente.

A causa del lavoro non riesco ad andare al mare, i giorni passano, ma finalmente il 14 riesco ad andare alla spiaggia.  Decidiamo di andare in quella fra Albenga ed Alassio che presenta un fondale roccioso e dove spero di trovare alghe e piccoli invertebrati.  Il posto è affollato, d'altronde il giorno dopo è ferragosto che si vuol pretendere?  Mi assaporo il primo bagno della stagione, quindi mi attrezzo da sub e mi immergo.  Accidenti l’acqua è torbida, non si vede niente, scorgo gli scogli solo quando si trovano a 15 cm dalla maschera.  Non demordo, mi attacco ad uno scoglio e, sfiorandolo con il vetro della maschera, l’esploro palmo a palmo: solo alghe, non c’è traccia di invertebrati. Pazienza mi accontento di prelevare qualche ciuffo di alga, le strappo dallo scoglio, so che è sbagliato, ma non posso usare punta e mazzetta con questa visibilità.  Comunque anche se non dovessero attecchire serviranno a far maturare ulteriormente l’acqua.

Tornato a casa inserisco una piantina di Padina pavonica e due ciuffetti di alghe che sembrano muschio rossiccio.

Il 21 scopro una fioritura algale sul vetro anteriore che aumenta velocemente ed il 23 devo pulire i vetri. Non sono mai stato così contento di scoprire alghe sui vetri, vuol dire che la vasca comincia a funzionare.

Torno alla spiaggetta del Monti e Mare, finalmente la visibilità è ottima (anche i turisti sono decisamente di meno) e comincio a cercare invertebrati.  Sorpresa vedo tanti e bei pesci, ma di invertebrati nemmeno l’ombra!  Non c’è traccia di mitili, anche le patelle (solitamente si trovano ovunque) sono completamente assenti. I ricci sono pochissimi e tutti infilati nelle spaccature degli scogli dove è impossibile catturarli senza danneggiarli.  Ovviamente, paguri, lumachine, anemoni, attinie, ascidie non ci sono. Se non fosse per i pesci e le alghe sarebbe un deserto.

Agosto ormai è finito, non ho il tempo per andare alla ricerca di un altro posto di pesca, decido che la prossima volta che potrò andare al mare mi dedicherò alla cattura dei pesci, per gli invertebrati si vedrà, magari l’anno prossimo.

Il 4 settembre finalmente sono nuovamente in mare, la visibilità è ottima ed io sono attrezzato di tutto punto.  Mi sono costruito una piccola zattera galleggiante in polistirolo, rettangolare con un foro al centro (tipo ciambella). Attraverso il foro ho fissato una rete portapesci ad anelli zavorrata da un ciottolo, in essa ho collocato i barattoli, le nassette, il sacchetto con le esche (mitili e gamberi, congelati ovviamente).  La zattera è munita di un bella sagola che mi permette di trainarla. Beh non è una nave appoggio come la Calypso di Cousteau, ma è decisamente funzionale.  Non potendo permettermi perdite di tempo o insuccessi (chissà se potrò tornare al mare?) ho deciso di mettere in atto ogni tecnica di pesca che conosco, tutte contemporaneamente. Mi sono portato dietro tre nassette (fatte con le bottiglie di plastica dell’acqua minerale come descritto su Aquarium) ed un sacchetto di nylon (purtroppo piccolino).  Raggiungo quello che mi sembra il punto adatto e comincio a mettere in pesca le nassette mettendole orizzontali sul fondo innescandole ognuna con un muscolo ed un gambero.  Quindi posiziono il sacchetto sul fondo ancorandolo con qualche ciottolo ed innescandolo con un muscolo ed un gambero.  Ho posizionato i quattro sistemi di pesca in cerchio a qualche metro di distanza l’uno dall’altro, così nuotando in tondo posso controllarli uno dopo l’altro.  Noto subito che il sacchetto attira parecchi pesci.  Però è troppo piccolo e non si azzardano ad entrarci.  Le nassette invece vengono completamente ignorate.    Mi dedico completamente al sacchetto dentro il quale il moto ondoso ha fatto finire un ciuffo di alghe brune grosso come un pugno.  Spero che serva a renderlo più naturale rendendo i pesci meno sospettosi.  Pochi minuti ed un Coris Julis femmina entra nel sacchetto.  Veloce capriola, immersione rapida, chiudo il sacchetto con le mani, via verso la superficie. Raggiungo la zattera, prendo un barattolo.  Con la mano libera svito il coperchio che appoggio sul bordo della zattera in modo che non possa cadere in mare.  Introduco la mano destra nel sacchetto per prendere il pesce e mi sento pungere. Osservo bene il sacchetto che contiene solo un ciuffo di alghe ed il pesce. Cosa mi ha punto?  Reintroduco la mano, mi sento nuovamente pungere le dita. Osservo meglio, questa volta dal basso e, sorpresa, vedo che non si tratta di un ciuffo di alghe, è un granchio, grosso per giunta, completamente ricoperto dalle alghe brune. Guardandolo dal di sotto si notano solo gli unghioni delle zampe, quelli che mi hanno punto le dita.  Granchi (buldozer rovina tutto) nell’acquario non ne voglio mettere.

Studio la situazione poi decido di vuotare il contenuto del sacchetto nella rete portapesci. L’intenzione è quella di estrarne il pesce, metterlo nel barattolo, quindi rivoltare la rete liberando il granchio.  Non funziona, sembra che l’amico sia davvero affezionato alle mie dita.  A questo punto impugnato il barattolo riesco ad incappellare il granchio, un colpetto dal basso alla rete dove lui è aggrappato ed entra nel barattolo. Senza perder tempo estraggo il barattolo, controllo che contenga ancora il granchio e che il pesce sia rimasto nella rete, quindi lo rovescio in mare ed il granchio riguadagna velocemente il fondale. Ora afferrare il Coris, metterlo nel barattolo, avvitare il tappo è un gioco da ragazzi.  Comunque questo scherzetto mi è costato una buona ventina di minuti.

 Beh uno lo preso. Ricolloco il sacchetto sul fondo, lo innesco, ma date le sue piccole dimensioni lavora male, i pesci gli girano intorno, cercano di mangiare i muscoli mordendo il nylon, ma non entrano.  A proposito ho notato che tutti i pesci preferiscono i mitili, sono i primi che tentano di magiare, non dimostrano molto interesse per i gamberetti.  Nel frattempo mi è preso freddo, raccolgo le nassette, che non hanno catturato niente, recupero il sacchetto, raccolgo un ciuffo di Caulerpa taxifolia e torno a riva.

Tornato a casa pongo il Coris in un sacchetto di nylon a bagnomaria nell’acquario per acclimatarlo, e pianto la Caulerpa dopo aver tolto le altre alghe che nel frattempo erano fortemente deperite. Dopo circa un’ora libero il pesce.

Ammiro la vasca, oltre all’acqua adesso contiene anche un bel ciuffo verde ed un pesce. Finalmente si può chiamare acquario.  La Coris se ne sta ferma in un angolo, chiaramente impaurita.  Faccio la doccia e ceno. Quando torno a guardare l’acquario del pesce non c’è più traccia.  Controllo per terra e nel coperchio, non c’è.  Sicuramente, impaurito, si sarà insabbiato.

Il mattino seguente il pesce è sempre latitante.  Tornato a casa dal lavoro Simonetta mi racconta di aver visto il pesce nuotare in vasca, ma si è subito insabbiato come lei è arrivata davanti all'acquario.  Nonostante mi abbia mostrato il punto dell'insabbiamento non si riesce a scorgere il pesce, nemmeno si vede un rialzo della sabbia che ne dimostri la presenza. Ancora non sapevamo che sarebbero dovuti passare ben due mesi prima di riuscire a vederlo nuovamente.

Il pesce non si è più visto, è morto? Verso la fine di settembre provo ad arare la sabbia con il manico di un vecchio raschietto per vetri cercando di stanare il Coris.  Non c’è. Naturalmente non ho potuto arare tutto il fondo: dietro la roccia lavica non ci arrivo e la zona piantata a Caulerpa, ovviamente è intoccabile.  Peccato, se fossi riuscito a trovarlo intendevo ripescarlo per collocarlo in un nido parto. Tenendolo lì per qualche settimana, oltre a nutrirlo avrei potuto tranquillizzarlo, adattandolo all’acquario.

Cominciano le supposizioni. Prendo in esame varie possibilità e fenomeni osservati.  Li elenco di seguito.

I nitrati si sono sempre mantenuti bassi (15mg/l), se il pesce fosse morto sarebbero saliti decisamente.

Il 19 settembre, mentre seduto alla scrivania lavoravo al computer, ho sentito un rumore,  quello prodotto da un pesce che salta fuori dell'acqua. Alzato subito lo sguardo all'acquario non ho visto niente. Allora sono andato ad osservare la vasca con attenzione: nell'angolo vicino alla presa del filtro, dove prima c'era una depressione, ora c'è un piccolo rialzo di sabbia.

Il 29 settembre  ho provato a mettere un pezzetto di mitilo sul fondo. Si è adagiato vicino al vetro anteriore, non si è più mosso e non ondeggiava nemmeno alla corrente.  Il mattino del giorno seguente ho scoperto che il pezzetto di muscolo, durante la notte si era spostato rimanendo intrappolato fra le foglie di Caulerpa.  L'ho estratto con le pinze da trapianto.  Forse mostra qualche segno di sboconcellatura.  E' stato morso ?

Nel pomeriggio dell’11 ottobre dall'anforetta, invece della solita colonna di bollicine, uscivano delle grosse bolle.  Come se qualcosa all'interno dell'anfora alterasse in qualche modo il flusso dell'aria.  Dopo qualche ora il flusso è tornato normale.  Io non sono intervenuto in alcun modo ne prima ne durante ne dopo.  Il pesce è nell'anforetta?

Il 15 ottobre alle 17 ho somministrato un pezzetto di muscolo.  Alle 23 il mitilo era sempre allo stesso posto.  Il giorno seguente il mitilo era  incastrato sotto la roccia.  Per motivi di lavoro quel giorno non ho avuto il tempo di toglierlo dalla vasca.  Il giorno dopo (17/10) il muscolo era sempre incastrato sotto la roccia. Accanto era presente un mucchietto di sabbia, proprio vicino al mitilo. Prima non c'era.  E' stato il pesce?  Sembra l'unica spiegazione plausibile. Visto che ormai erano passati due giorni decido di lasciare il muscolo dove si trova per vedere ulteriori sviluppi.  Il giorno seguente il muscolo era sparito !!

Il 24 ottobre ho somministrato un altro pezzetto di muscolo. Il giorno dopo il mitilo era incastrato fra la Caulerpa e non ho avuto il tempo di toglierlo. Il 26 il mitilo  era sempre incastrato fra la Caulerpa.  Davanti alla roccia è comparso un mucchietto di sabbia corallina chiaramente più bianca rispetto a quella intorno (un po’ sporca di alghe). E’ stato il pesce?

A parte il fantomatico pesce nell’acquario non vi sono altri animali.  Quindi il responsabile degli spostamenti del cibo e, soprattutto, dei lavori di “movimento sabbia” non può essere che il Coris, l’unico animale presente in vasca. Quindi è ancora vivo.

Il 3 novembre ho notato sotto la pietra lavica, protetto da un piccolo cumulo di sabbia un granchietto. Ha le dimensioni di un cece.  Non sapevo che fosse in acquario.  Evidentemente vi è giunto assieme alle alghe, quindi sono due o tre mesi che si trova nella vasca.  Chiaramente si è scavato la tana sotto la pietra, proprio il punto dove si era incastrato prima e sparito dopo il mitilo.

Tutte le mie supposizioni vanno a farsi friggere, il responsabile di tutti quei fenomeni può essere il granchio.  Di tutti meno uno: non può avere causato il rumore di un pesce che salta fuori dell’acqua.

Il pesce è ancora vivo ho è morto? Il giallo continua.

Il 4 novembre sono potuto andare a pesca.

Usando la canna fissa con ami del 16 e galleggiante allungato ultrasensibile innescata a mitilo ho pescato due bei saraghetti, due Diplodus sargus.

La mattina seguente io e mia moglie ci avviciniamo all’acquario quatti quatti per vedere cosa fanno i pesciolini.  I Diplodus nuotavano allegramente nella vasca ed il Coris altrettanto.  Come ci ha visti si è precipitato dietro la roccia lavica dove si è velocemente insabbiato.  Il giallo è risolto il pesce è ancora vivo e, per quello che ho potuto vedere in quei pochi istanti, gode pure di ottima salute.

Nei mesi di novembre e dicembre il Coris si è fatto vedere solo due volte e sempre per pochi istanti.

Ricompare la mattina del 30 dicembre, questa volta per non scomparire più. Nuota in lungo ed in largo per l’acquario, mangia il cibo in fiocchi che somministro 3 volte al dì. Si insabbia solo se impaurito o quando viene l’ora di dormire.

I primi giorni del 2005 sono stati caratterizzati dal Coris che nuota nella vasca e mangia fiocchi assieme ai saraghi.

Effettua solo due pasti al giorno, mattino e pranzo, perché, verso le 16.30 si insabbia. Sembra che il suo ritmo circadiano continui a seguire il sole, nonostante le luci dell’acquario accese ed il fatto che la luce artificiale accesa mascheri il tramonto.

Dai primi giorni di febbraio il Coris ha preso a fare anche il pasto serale. Si insabbia dopo le 19, anzi a dire il vero dopo pochi minuti dalla somministrazione del cibo.  Sembra quasi che aspetti di mangiare prima di andare a dormire sotto la sabbia.  Finalmente l’acquario è diventato normale!

15 giugno 2005 osservo una cosa strana i pesci cominciano a sbocconcellare la Caulerpa taxifolia, che peraltro è un pò che non cresce.  Qualche volta addirittura giocano al tiro alla fune con la Caulerpa. Notare bene che la Caulerpa produce una tossina del tipo delle tetraodontotossine e la taxifolia è la più tossica.  Ai primi di luglio non c’è più Caulerpa in acquario !

Il 14 agosto il Coris julis compie un guizzo e sbatte molto violentemente contro una mensola che si trova 3 mm sopra a pelo dell’acqua. Si adagia subito sul fondo, arcuato a 90° su di un fianco, probabilmente si è rotto la spina dorsale.  Alle 10.15 è morto, lo tolgo dalla vasca.

Nell’acquario rimangono solo i due saraghi.

L’estate 2005 è stata strana, balorda.   Nei pomeriggi in cui ero libero dal lavoro era sempre nuvolo, con vento di mare teso. In tutta la stagione ho fatto solo 9 bagni, e si che abito al mare!  Risultato non ho procacciato niente per l’acquario.

In autunno decido di comprare una nuova vasca, decisamente più grande da allestire con il dsb. Purtroppo una brutta tendinite ad una spalla mi blocca, impensabile allestire un acquario. Non posso nemmeno andare a pescare.

LA NUOVA VASCA

Finalmente nel febbraio 2006 comincio a stare meglio.  Compro la nuova vasca.

Il  20/02/2006 mi consegnano il nuovo acquario Vitrea 120x40x51 con relativo mobile.  Il bello è che me lo hanno consegnato e se ne sono andati. Così ho dovuto montarmi il mobile da me. Mi ha aiutato Simonetta. E’ stato faticoso, soprattutto mettere la vasca sul mobile, ma ce l’abbiamo fatta. Ho finito alle 19, quindi è rimasto vuoto.

Descrizione vasca

Si tratta di un acquario Vitrea.  E’ una vasca chiusa delle dimensioni 120x40x51 della capacità di  190 litri lordi.

L’illuminazione è fornita da 2 tubi T5 da 39 w, uno da 10000 K°, l’altro moonshine.

Le pompe di movimento attive al momento sono una maxi-jet power head da 1100 l/h + la pompa del filtro meccanico da 1000 l/h.(flusso filtro = 700 l/h)

L’acquario è entrato in funzione il 5/3/2006

 

Filtraggio

E’ presente un filtro meccanico esterno con flusso da 700 l/h.

Non ho inserito lo Skimmer perché vorrei provare a non metterlo.

Refrigerazione

E’ presente un Resun cl 280 messo in serie al filtro meccanico esterno.

La refrigerazione è entrata in funzione il 10/06/2006

DSB

In vasca è presente uno strato di sabbia fine alto 12-13 cm.

Caratteristiche della sabbia utilizzata:

Granulometria 1-2 mm 10%

Granulometria 0,3-0,5 mm 20%

Granulometria 0,1-0,3 mm 70%

Il colore della sabbia è grigio chiaro. Si tratta di sabbia non calcarea né ferrosa.

E’ stata presa sulla spiaggia di Albenga a circa 5 metri dal bagnasciuga. Pochi giorni prima c’era stata una mareggiata, la sabbia si presentava umida, perfettamente liscia. Si trattava di sabbia che fino a pochi giorni prima era sul fondo del mare e presentava granulometria decisamente più fine rispetto la normale sabbia presenta su quella spiaggia. E’ il tipo che definisco solo microbiologicamente viva.

Il dsb è formato per il 90% da questa sabbia cui ho aggiunto il 10% di sabbia viva, non setacciata, ma molto fine (è più fine della precedente), prelevata a 2 metri di profondità. Ho dovuto prelevarla a 2 m. perché il bagnasciuga è costituito da ghiaino, seguito fino a circa 1,5 m di profondità da ciottoli, poi da sabbia ultrafine che ricopre tutto il fondale spingendosi al largo ben oltre il chilometro. La sabbia viva è stata inserita nei primi giorni di giugno 2006, prima non sono riuscito ad immergermi.

Il dsb ha cominciato a produrre bolle di azoto, quindi è maturato, il 27/3/2006, cioè 22 giorni dall’allestimento.

Acqua

Per allestire la vasca ho utilizzato acqua di mare sintetica.  Dopo 5 giorni ho effettuato un cambio parziale pari al 20% utilizzando acqua del vecchio acquario particolarmente ricca di nutrienti.

Finora ho fatto due soli cambio parziale utilizzando 30 litri di acqua marina naturale (il 8/6/2006 ed il 9/7/2006). Rabbocco l’evaporazione ogni 5 giorni con acqua del rubinetto (200 ml), nel quantitativo di circa 1 litro ogni 20 giorni.

Rocce

Nell’impossibilità di procurarmi rocce vive in Liguria ho utilizzato solo rocce morte. Si tratta di rocce calcaree comprate nel negozio di acquari. Provengono dal Mar Rosso e sono ex rocce vive.

Come appoggio per le rocce ho utilizzato i supporti ideati dall’Aiam.

Chimica

Valori medi riscontrati di:

salinità = 36 – 38 g/l (v. storia vasca)

pH  inizialmente 8 è sceso fino a 6,8, poi è risalito gradualmente a 8 con l’uso di un tampone

kH  inizialmente 25 mg/l è sceso fino a 3 mg/l ora sta risalendo grazie ai cambi con acqua marina naturale e l’uso del tampone

NO2 ed NO3 vedere grafico

PO4 = 0.13 mg/l da molto tempo   CA = 420 mg/l stabile

 

Andamento storico dei valori di NO2 ed NO3

Notare la presenza di due picchi iniziali di NO2

 

Leggenda:      Tutti i valori sono espressi in mg/l   NO2 in scala diversa da NO3

1) Inserimento 40 litri acqua dell’acquario vecchio

                        2) Inserimento di 6 rocce

                        3) Inserimento dei pesci

                        4) Inserimento della sabbia viva

                        M)  Comparsa delle bolle di azoto nel dsb

 

 

Storia della vasca

Il 23 febbraio 2006 ho riempito la vasca con acqua del rubinetto per controllare che non perdesse visto che era nuova fiammante. Dato che per pigrizia, mancanza di tempo e mal di schiena, non me la sentivo di andare a prendere 200 litri di acqua in mare, ho lasciato la vasca piena con una pompa ed una pietra porosa in funzione al fine di declorare l’acqua. Dopo 24 ore ho tolto alcuni litri di acqua ed ho aggiunto i sali. Nei giorni successivi ho aggiunto altri quantitativi di sali fino a raggiungere la stessa salinità dell’acquario vecchio (38 g/l).

Il 28 febbraio ho aggiunto, dopo averla setacciata e lavata, la sabbia (solo microbiologicamente viva) con le caratteristiche di granulometria citate prima creando uno strato di 10-11 cm.

Inserendo la sabbia a vasca piena, l’acqua è diventata torbida e marroncina. Ho messo in funzione un filtro bottiglia azionato da una pompa da 600 l/h e, dopo circa 3 ore, l’acqua è tornata limpida.

Per mantenere l’acqua limpida ho messo in funzione un filtro interno (duetto) con pompa da 250 l/h caricato esclusivamente con lana di perlon. Il materiale filtrante di tale filtro è stato sostituito ogni 5 giorni per evitare la colonizzazione batterica.

Il 5 marzo ho effettuato un cambio parziale con 40 litri di acqua sporca prelevata dal vecchio acquario al fine di apportare dei batteri e dei nutrienti.

Lo stesso giorno ho inserito 5 rocce morte comprate nel negozio di acquari e provenienti dal Mar Rosso.

Il 16 marzo sono comparse alcune macchie di cianobatteri sia sulla superficie della sabbia sia sulle rocce.

Il 22 marzo sono comparse le prime alghe verdi come piccola peluria su rocce e vetri.

Il 1 aprile sono comparse le bolle d’azoto nello spessore del dsb e  cosa mai vista prima nei miei acquari i nitrati sono in discesa senza aver effettuato cambi d’acqua.

Il 6 aprile ho messo in funzione la pompa power head da 1100 l/h, subito ne ho messe due contrapposte, ma smuovevano troppo la sabbia, mare forza sette, quindi ne ho lasciata una sola.

Il 17 maggio, visto che le pietre vive che mi erano state promesse non sono più arrivate, ho comprato altre rocce identiche alle prime ed ho costruito la rocciata.

Il 24 maggio ho pescato gli unici due ospiti dell’acquario vecchio e li ho inseriti in quello nuovo. Si trattava di due Diplodus sargus che quando li ho pescati nel novembre 2004 misuravano 5-6 cm di lunghezza. Adesso sono lunghi 12 cm e 9 cm. Purtroppo mentre guizzava cercando di sfuggire alla cattura, il sarago più grande ha preso un brutto colpo nella mensola che reggeva il neon.  E’ morto dopo una trentina di minuti, probabilmente a causa di un’emorragia interna.

Smantellando il fondo dell’acquario vecchio ho scoperto la presenza di 2 vermi simili a lombrichi uno di pochi centimetri, ma l’altro superava i 20 cm., entrambi sono stati inseriti nel nuovo acquario.

Il 10 giugno ho tolto il filtro duetto che è stato sostituito da un filtro esterno con portata da 700 l/h che alimenta il refrigeratore. Il filtro esterno è riempito solo con lana di perlon.

Il 13 giugno ho prelevato la sabbia viva, molto fine; per farlo ho dovuto immergermi a 2 metri perché fino a 1,5 m di profondità ci sono solo ciottoli e ghiaino. L’altezza del dsb è di 12-13 cm minimi, in alcuni punti si sono formate delle dune per effetto delle pompe.  In mezzo alla sabbia viva erano presenti anche numerosi paguri (Diogenes pugilator). Ho effettuato anche un cambio da 30 litri con acqua marina naturale.

            Il 4 luglio ho inserito diverse piantine di fanerogame trovate spiaggiate.

 

Problemi notati

Per ora l’unico problema che si è manifestato è stato il calo del pH, sceso fino a 6,8, e del KH che è sceso a 3 mg/l.  Il problema è stato risolto con l’uso di un tampone ed acqua marina naturale.

La causa non è ancora ben chiara, ma forse è da imputarsi all’uso di acqua marina sintetica preparata con l’acqua del rubinetto.

 

Considerazioni ed osservazioni

Il dsb è maturato in poco più di tre settimane. Si sono manifestati 2 picchi iniziali di nitriti a 0,5 mg/l. In letteratura solitamente viene descritto un unico picco, ma ho notato che anche altri acquariofili hanno avuto due picchi iniziali.

I nitrati sono scesi velocemente a zero.

E’ da notare il terzo picco di nitriti (0,5 mg/l) con contemporaneo innalzamento dei nitrati (10 mg/l) dovuto all’inserimento delle rocce che, anche se lavate, evidentemente contenevano qualche residuo organico.  I valori sono poi ridiscesi a zero.

Questo deve far riflettere. Il carico organico aggiuntivo ha richiesto l’aumento della popolazione batterica per essere smaltito, necessità che è comune a tutti i sistemi di filtraggio. Ribadisce una volta di più la necessità di non popolare troppo velocemente le nostre vasche. Pochi animali per volta e lunghe pause fra un’immissione e l’altra. Ho tenuto a sottolineare la cosa, visto che i neofiti incorrono spesso in questo errore.

 

Ospiti dell’acquario

1 Diplodus sargus

Diversi Diogenes pugilator

Alcune fanerogame marine

L’endofauna del dsb

 

 

 

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