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Ciao sono bruno B. Rossi
ho 50 anni e vivo ad Albenga.
Sono nato a Genova, dove
ho vissuto 39 anni, ho sempre passato buona
parte dell’estate in riva al mare,
soprattutto sulle scogliere.
La prima volta che ho
indossato la maschera da sub avevo sei anni e
sono rimasto subito affascinato dal mondo
subacqueo. Mai e poi mai avrei immaginato
quanta vita e con quali colori si trovava
sotto il pelo dell’acqua. Da quel giorno la
passione per il mare ed il suo mondo sommerso
è diventata parte integrante della mia vita.
In prima media (1967) è nata la mia passione
per l’acquario, ho iniziato con il tropicale
d’acqua dolce. Nel ’72 (avevo 16 anni)
leggendo Aquarium ho trovato un articolo
sull’acquario Marino Mediterraneo; questa è
stata la scintilla che mi ha acceso il
desiderio di aver in casa un angolo del mio
amato mare. Purtroppo, per svariate
vicissitudini, non sono riuscito a coronare
il mio sogno ed ho continuato ad occuparmi
d’acqua dolce tropicale e nostrana.
Nel 1995 mi sono
trasferito per ragioni di lavoro, sono un
chirurgo ospedaliero, ad Albenga. Abitando
in Riviera è tornato impellente il desiderio
di allestire un acquario marino mediterraneo.
Purtroppo abitavo in un bilocale troppo
piccolo per ospitare un acquario. Finalmente
alla fine del 2003 sono riuscito a trovare ed
acquistare un appartamento degno di questo
nome. Potevo coronare il sogno: possedere un
“Med”. Pensavo di poter andare ad abitare
nella nuova casa in aprile e poter allestire
l’acquario in maggio avendo così tutta
l’estate per arredarlo e popolarlo.
Purtroppo i lavori di ristrutturazione si
sono protratti ed ho potuto finire il
trasloco solo alla fine di luglio.
Quando ho visto che la
stagione avanzava, avevo quasi deciso di
rimandare l’impresa all’anno successivo.
Visto che occorrono, proprio a stringere
stringere, almeno una quindicina di giorni
affinché maturino acqua e filtro prima di
poter inserire alghe ed invertebrati ed
un’altra ventina prima di poter inserire i
pesci, come potevo immergermi sott’acqua a
settembre ? Rimandare all’anno prossimo,
però voleva dire rischiare che passassero
altri 32 anni … !!! Alla fine ho deciso: “a
costo di immergermi a dicembre allestisco la
vasca quest’anno”.
Inizia l’avventura
Martedì 3 agosto 2004.
Una data storica: finalmente, dopo 32 anni di
attesa, parte l’avventura “Acquario marino
mediterraneo. Purtroppo con una vasca piccola
(solo 75 l. lordi), ma andava ancora bene
così!
Ed ora eccomi qui alle
prese con le fasi dell’allestimento.
Recatomi al negozio degli acquari, per
fortuna è sotto casa (bella comodità alla
faccia di Genova dove occorreva prendere
l’autobus!) acquisto un densimetro di vetro,
sali marini, sabbia corallina (bando alle
economie), una roccia lavica.
In primis pulisco la
vasca, che è decisamente sporca, ed il
materiale filtrante ceramico che avevano
funzionato a Genova come acquario d’acqua
dolce tropicale.
Colloco un tubetto di
plastica rigida sul fondo per la pietra
porosa, ed inserisco, dopo averla lavata, la
sabbia. Monto l’impianto luci costituito da
una Grolux comandata dal timer. Colloco i
materiali filtranti nel filtro ed inserisco
la pompa ad immersione.
Sistemo la roccia e
comincio a riempire la vasca con l’acqua.
Era mia intenzione usare
acqua marina naturale, ma in questo periodo,
con tutti questi turisti è impossibile
prelevare acqua pulita a meno di non
possedere una barca. Così eccomi alle
prese con calcoli su quanto sale aggiungere,
contenitori sgocciolanti, sale che non si
vuol sciogliere, gocce per terra (… aih se le
vede mia moglie!!), asciugature del pavimento
veloci … Beh alla fine ci sono riuscito ho
utilizzato qualche chilogrammo di sali, tante
brocche di acqua, però adesso l’acquario è
pieno, inserisco la spina et voilà l’acquario
è in funzione. Quanti ne ho messi in
funzione in 37 anni, miei e per i miei amici,
però questo contiene acqua salata ed
organismi mediterranei, cioè per ora solo
l’acqua, ma in futuro... Il termometro
segnala 20°C, le luci sono impostate per
accendersi alle 7.30 e spegnersi alle 22.30.
Il giorno dopo la
temperatura è salita a 24 °C la salinità
risulta essere 37,7.
Dietro consiglio di
Simonetta, mia moglie, compro un’anforetta di
terracotta che inserisco in acquario
introducendovi dentro la pietra porosa (di
tiglio ovviamente) in modo che la nuvola di
bollicine fuoriesca dall’imboccatura
dell’anfora. Sta veramente bene. Brava Simo
hai avuto un’ottima idea.
Passano i giorni, le
analisi dell’acqua dimostrano che tutto
procede regolarmente.
A causa del lavoro non
riesco ad andare al mare, i giorni passano,
ma finalmente il 14 riesco ad andare alla
spiaggia. Decidiamo di andare in quella fra
Albenga ed Alassio che presenta un fondale
roccioso e dove spero di trovare alghe e
piccoli invertebrati. Il posto è affollato,
d'altronde il giorno dopo è ferragosto che si
vuol pretendere? Mi assaporo il primo bagno
della stagione, quindi mi attrezzo da sub e
mi immergo. Accidenti l’acqua è torbida, non
si vede niente, scorgo gli scogli solo quando
si trovano a 15 cm dalla maschera. Non
demordo, mi attacco ad uno scoglio e,
sfiorandolo con il vetro della maschera,
l’esploro palmo a palmo: solo alghe, non c’è
traccia di invertebrati. Pazienza mi
accontento di prelevare qualche ciuffo di
alga, le strappo dallo scoglio, so che è
sbagliato, ma non posso usare punta e
mazzetta con questa visibilità. Comunque
anche se non dovessero attecchire serviranno
a far maturare ulteriormente l’acqua.
Tornato a casa inserisco
una piantina di Padina pavonica e due
ciuffetti di alghe che sembrano muschio
rossiccio.
Il 21 scopro una
fioritura algale sul vetro anteriore che
aumenta velocemente ed il 23 devo pulire i
vetri. Non sono mai stato così contento di
scoprire alghe sui vetri, vuol dire che la
vasca comincia a funzionare.
Torno alla spiaggetta
del Monti e Mare, finalmente la visibilità è
ottima (anche i turisti sono decisamente di
meno) e comincio a cercare invertebrati.
Sorpresa vedo tanti e bei pesci, ma di
invertebrati nemmeno l’ombra! Non c’è
traccia di mitili, anche le patelle
(solitamente si trovano ovunque) sono
completamente assenti. I ricci sono
pochissimi e tutti infilati nelle spaccature
degli scogli dove è impossibile catturarli
senza danneggiarli. Ovviamente, paguri,
lumachine, anemoni, attinie, ascidie non ci
sono. Se non fosse per i pesci e le alghe
sarebbe un deserto.
Agosto ormai è finito,
non ho il tempo per andare alla ricerca di un
altro posto di pesca, decido che la prossima
volta che potrò andare al mare mi dedicherò
alla cattura dei pesci, per gli invertebrati
si vedrà, magari l’anno prossimo.
Il 4 settembre
finalmente sono nuovamente in mare, la
visibilità è ottima ed io sono attrezzato di
tutto punto. Mi sono costruito una piccola
zattera galleggiante in polistirolo,
rettangolare con un foro al centro (tipo
ciambella). Attraverso il foro ho fissato una
rete portapesci ad anelli zavorrata da un
ciottolo, in essa ho collocato i barattoli,
le nassette, il sacchetto con le esche
(mitili e gamberi, congelati ovviamente). La
zattera è munita di un bella sagola che mi
permette di trainarla. Beh non è una nave
appoggio come la Calypso di Cousteau, ma è
decisamente funzionale. Non potendo
permettermi perdite di tempo o insuccessi
(chissà se potrò tornare al mare?) ho deciso
di mettere in atto ogni tecnica di pesca che
conosco, tutte contemporaneamente. Mi sono
portato dietro tre nassette (fatte con le
bottiglie di plastica dell’acqua minerale
come descritto su Aquarium) ed un sacchetto
di nylon (purtroppo piccolino). Raggiungo
quello che mi sembra il punto adatto e
comincio a mettere in pesca le nassette
mettendole orizzontali sul fondo innescandole
ognuna con un muscolo ed un gambero. Quindi
posiziono il sacchetto sul fondo ancorandolo
con qualche ciottolo ed innescandolo con un
muscolo ed un gambero. Ho posizionato i
quattro sistemi di pesca in cerchio a qualche
metro di distanza l’uno dall’altro, così
nuotando in tondo posso controllarli uno dopo
l’altro. Noto subito che il sacchetto attira
parecchi pesci. Però è troppo piccolo e non
si azzardano ad entrarci. Le nassette invece
vengono completamente ignorate. Mi dedico
completamente al sacchetto dentro il quale il
moto ondoso ha fatto finire un ciuffo di
alghe brune grosso come un pugno. Spero che
serva a renderlo più naturale rendendo i
pesci meno sospettosi. Pochi minuti ed un
Coris Julis femmina entra nel sacchetto.
Veloce capriola, immersione rapida, chiudo il
sacchetto con le mani, via verso la
superficie. Raggiungo la zattera, prendo un
barattolo. Con la mano libera svito il
coperchio che appoggio sul bordo della
zattera in modo che non possa cadere in
mare. Introduco la mano destra nel sacchetto
per prendere il pesce e mi sento pungere.
Osservo bene il sacchetto che contiene solo
un ciuffo di alghe ed il pesce. Cosa mi ha
punto? Reintroduco la mano, mi sento
nuovamente pungere le dita. Osservo meglio,
questa volta dal basso e, sorpresa, vedo che
non si tratta di un ciuffo di alghe, è un
granchio, grosso per giunta, completamente
ricoperto dalle alghe brune. Guardandolo dal
di sotto si notano solo gli unghioni delle
zampe, quelli che mi hanno punto le dita.
Granchi (buldozer rovina tutto) nell’acquario
non ne voglio mettere.
Studio la situazione poi
decido di vuotare il contenuto del sacchetto
nella rete portapesci. L’intenzione è quella
di estrarne il pesce, metterlo nel barattolo,
quindi rivoltare la rete liberando il
granchio. Non funziona, sembra che l’amico
sia davvero affezionato alle mie dita. A
questo punto impugnato il barattolo riesco ad
incappellare il granchio, un colpetto dal
basso alla rete dove lui è aggrappato ed
entra nel barattolo. Senza perder tempo
estraggo il barattolo, controllo che contenga
ancora il granchio e che il pesce sia rimasto
nella rete, quindi lo rovescio in mare ed il
granchio riguadagna velocemente il fondale.
Ora afferrare il Coris, metterlo nel
barattolo, avvitare il tappo è un gioco da
ragazzi. Comunque questo scherzetto mi è
costato una buona ventina di minuti.
Beh uno lo preso.
Ricolloco il sacchetto sul fondo, lo innesco,
ma date le sue piccole dimensioni lavora
male, i pesci gli girano intorno, cercano di
mangiare i muscoli mordendo il nylon, ma non
entrano. A proposito ho notato che tutti i
pesci preferiscono i mitili, sono i primi che
tentano di magiare, non dimostrano molto
interesse per i gamberetti. Nel frattempo mi
è preso freddo, raccolgo le nassette, che non
hanno catturato niente, recupero il
sacchetto, raccolgo un ciuffo di Caulerpa
taxifolia e torno a riva.
Tornato a casa pongo il
Coris in un sacchetto di nylon a bagnomaria
nell’acquario per acclimatarlo, e pianto la
Caulerpa dopo aver tolto le altre alghe che
nel frattempo erano fortemente deperite. Dopo
circa un’ora libero il pesce.
Ammiro la vasca, oltre
all’acqua adesso contiene anche un bel ciuffo
verde ed un pesce. Finalmente si può chiamare
acquario. La Coris se ne sta ferma in un
angolo, chiaramente impaurita. Faccio la
doccia e ceno. Quando torno a guardare
l’acquario del pesce non c’è più traccia.
Controllo per terra e nel coperchio, non
c’è. Sicuramente, impaurito, si sarà
insabbiato.
Il mattino seguente il
pesce è sempre latitante. Tornato a casa dal
lavoro Simonetta mi racconta di aver visto il
pesce nuotare in vasca, ma si è subito
insabbiato come lei è arrivata davanti
all'acquario. Nonostante mi abbia mostrato
il punto dell'insabbiamento non si riesce a
scorgere il pesce, nemmeno si vede un rialzo
della sabbia che ne dimostri la presenza.
Ancora non sapevamo che sarebbero dovuti
passare ben due mesi prima di riuscire a
vederlo nuovamente.
Il pesce non si è più
visto, è morto? Verso la fine di settembre
provo ad arare la sabbia con il manico di un
vecchio raschietto per vetri cercando di
stanare il Coris. Non c’è. Naturalmente non
ho potuto arare tutto il fondo: dietro la
roccia lavica non ci arrivo e la zona
piantata a Caulerpa, ovviamente è
intoccabile. Peccato, se fossi riuscito a
trovarlo intendevo ripescarlo per collocarlo
in un nido parto. Tenendolo lì per qualche
settimana, oltre a nutrirlo avrei potuto
tranquillizzarlo, adattandolo all’acquario.
Cominciano le
supposizioni. Prendo in esame varie
possibilità e fenomeni osservati. Li elenco
di seguito.
I nitrati si sono sempre
mantenuti bassi (15mg/l), se il pesce fosse
morto sarebbero saliti decisamente.
Il 19 settembre, mentre
seduto alla scrivania lavoravo al computer,
ho sentito un rumore, quello prodotto da un
pesce che salta fuori dell'acqua. Alzato
subito lo sguardo all'acquario non ho visto
niente. Allora sono andato ad osservare la
vasca con attenzione: nell'angolo vicino alla
presa del filtro, dove prima c'era una
depressione, ora c'è un piccolo rialzo di
sabbia.
Il 29 settembre ho
provato a mettere un pezzetto di mitilo sul
fondo. Si è adagiato vicino al vetro
anteriore, non si è più mosso e non
ondeggiava nemmeno alla corrente. Il mattino
del giorno seguente ho scoperto che il
pezzetto di muscolo, durante la notte si era
spostato rimanendo intrappolato fra le foglie
di Caulerpa. L'ho estratto con le pinze da
trapianto. Forse mostra qualche segno di
sboconcellatura. E' stato morso ?
Nel pomeriggio dell’11
ottobre dall'anforetta, invece della solita
colonna di bollicine, uscivano delle grosse
bolle. Come se qualcosa all'interno
dell'anfora alterasse in qualche modo il
flusso dell'aria. Dopo qualche ora il flusso
è tornato normale. Io non sono intervenuto
in alcun modo ne prima ne durante ne dopo.
Il pesce è nell'anforetta?
Il 15 ottobre alle 17 ho
somministrato un pezzetto di muscolo. Alle
23 il mitilo era sempre allo stesso posto.
Il giorno seguente il mitilo era incastrato
sotto la roccia. Per motivi di lavoro quel
giorno non ho avuto il tempo di toglierlo
dalla vasca. Il giorno dopo (17/10) il
muscolo era sempre incastrato sotto la
roccia. Accanto era presente un mucchietto di
sabbia, proprio vicino al mitilo. Prima non
c'era. E' stato il pesce? Sembra l'unica
spiegazione plausibile. Visto che ormai erano
passati due giorni decido di lasciare il
muscolo dove si trova per vedere ulteriori
sviluppi. Il giorno seguente il muscolo era
sparito !!
Il 24 ottobre ho
somministrato un altro pezzetto di muscolo.
Il giorno dopo il mitilo era incastrato fra
la Caulerpa e non ho avuto il tempo di
toglierlo. Il 26 il mitilo era sempre
incastrato fra la Caulerpa. Davanti alla
roccia è comparso un mucchietto di sabbia
corallina chiaramente più bianca rispetto a
quella intorno (un po’ sporca di alghe). E’
stato il pesce?
A parte il fantomatico
pesce nell’acquario non vi sono altri
animali. Quindi il responsabile degli
spostamenti del cibo e, soprattutto, dei
lavori di “movimento sabbia” non può essere
che il Coris, l’unico animale presente in
vasca. Quindi è ancora vivo.
Il 3 novembre ho notato
sotto la pietra lavica, protetto da un
piccolo cumulo di sabbia un granchietto. Ha
le dimensioni di un cece. Non sapevo che
fosse in acquario. Evidentemente vi è giunto
assieme alle alghe, quindi sono due o tre
mesi che si trova nella vasca. Chiaramente
si è scavato la tana sotto la pietra, proprio
il punto dove si era incastrato prima e
sparito dopo il mitilo.
Tutte le mie
supposizioni vanno a farsi friggere, il
responsabile di tutti quei fenomeni può
essere il granchio. Di tutti meno uno: non
può avere causato il rumore di un pesce che
salta fuori dell’acqua.
Il pesce è ancora vivo
ho è morto? Il giallo continua.
Il 4 novembre
sono potuto andare a pesca.
Usando la canna fissa
con ami del 16 e galleggiante allungato
ultrasensibile innescata a mitilo ho pescato
due bei saraghetti, due Diplodus sargus.
La mattina seguente io e
mia moglie ci avviciniamo all’acquario quatti
quatti per vedere cosa fanno i pesciolini. I
Diplodus nuotavano allegramente nella vasca
ed il Coris altrettanto. Come ci ha visti si
è precipitato dietro la roccia lavica dove si
è velocemente insabbiato. Il giallo è
risolto il pesce è ancora vivo e, per quello
che ho potuto vedere in quei pochi istanti,
gode pure di ottima salute.
Nei mesi di novembre e
dicembre il Coris si è fatto vedere solo due
volte e sempre per pochi istanti.
Ricompare la mattina del
30 dicembre, questa volta per non scomparire
più. Nuota in lungo ed in largo per
l’acquario, mangia il cibo in fiocchi che
somministro 3 volte al dì. Si insabbia solo
se impaurito o quando viene l’ora di dormire.
I primi giorni del 2005
sono stati caratterizzati dal Coris che nuota
nella vasca e mangia fiocchi assieme ai
saraghi.
Effettua solo due pasti
al giorno, mattino e pranzo, perché, verso le
16.30 si insabbia. Sembra che il suo ritmo
circadiano continui a seguire il sole,
nonostante le luci dell’acquario accese ed il
fatto che la luce artificiale accesa mascheri
il tramonto.
Dai primi giorni di
febbraio il Coris ha preso a fare anche il
pasto serale. Si insabbia dopo le 19, anzi a
dire il vero dopo pochi minuti dalla
somministrazione del cibo. Sembra quasi che
aspetti di mangiare prima di andare a dormire
sotto la sabbia. Finalmente l’acquario è
diventato normale!
15 giugno 2005 osservo
una cosa strana i pesci cominciano a
sbocconcellare la Caulerpa taxifolia, che
peraltro è un pò che non cresce. Qualche
volta addirittura giocano al tiro alla fune
con la Caulerpa. Notare bene che la Caulerpa
produce una tossina del tipo delle
tetraodontotossine e la taxifolia è la più
tossica. Ai primi di luglio non c’è più
Caulerpa in acquario !
Il 14 agosto il Coris
julis compie un guizzo e sbatte molto
violentemente contro una mensola che si trova
3 mm sopra a pelo dell’acqua. Si adagia
subito sul fondo, arcuato a 90° su di un
fianco, probabilmente si è rotto la spina
dorsale. Alle 10.15 è morto, lo tolgo dalla
vasca.
Nell’acquario rimangono
solo i due saraghi.
L’estate 2005 è stata
strana, balorda. Nei pomeriggi in cui ero
libero dal lavoro era sempre nuvolo, con
vento di mare teso. In tutta la stagione ho
fatto solo 9 bagni, e si che abito al mare!
Risultato non ho procacciato niente per
l’acquario.
In autunno decido di
comprare una nuova vasca, decisamente più
grande da allestire con il dsb. Purtroppo una
brutta tendinite ad una spalla mi blocca,
impensabile allestire un acquario. Non posso
nemmeno andare a pescare.
LA NUOVA VASCA
Finalmente nel febbraio
2006 comincio a stare meglio. Compro la
nuova vasca.
Il 20/02/2006 mi
consegnano il nuovo acquario Vitrea 120x40x51
con relativo mobile. Il bello è che me lo
hanno consegnato e se ne sono andati. Così ho
dovuto montarmi il mobile da me. Mi ha
aiutato Simonetta. E’ stato faticoso,
soprattutto mettere la vasca sul mobile, ma
ce l’abbiamo fatta. Ho finito alle 19, quindi
è rimasto vuoto.
Descrizione
vasca
Si tratta di un acquario Vitrea. E’ una
vasca chiusa delle dimensioni 120x40x51 della
capacità di 190 litri lordi.
L’illuminazione è fornita da 2 tubi T5 da 39
w, uno da 10000 K°, l’altro moonshine.
Le pompe di movimento attive al momento sono
una maxi-jet power head da 1100 l/h + la
pompa del filtro meccanico da 1000
l/h.(flusso filtro = 700 l/h)
L’acquario è entrato in funzione il 5/3/2006
Filtraggio
E’ presente un filtro meccanico esterno con
flusso da 700 l/h.
Non ho inserito lo Skimmer perché vorrei
provare a non metterlo.
Refrigerazione
E’ presente un Resun cl 280 messo in serie al
filtro meccanico esterno.
La refrigerazione è entrata in funzione il
10/06/2006
DSB
In vasca è presente uno strato di sabbia fine
alto 12-13 cm.
Caratteristiche della sabbia utilizzata:
Granulometria 1-2 mm 10%
Granulometria 0,3-0,5 mm 20%
Granulometria 0,1-0,3 mm 70%
Il colore della sabbia è grigio chiaro. Si
tratta di sabbia non calcarea né ferrosa.
E’ stata presa sulla spiaggia di Albenga a
circa 5 metri dal bagnasciuga. Pochi giorni
prima c’era stata una mareggiata, la sabbia
si presentava umida, perfettamente liscia. Si
trattava di sabbia che fino a pochi giorni
prima era sul fondo del mare e presentava
granulometria decisamente più fine rispetto
la normale sabbia presenta su quella
spiaggia. E’ il tipo che definisco solo
microbiologicamente viva.
Il dsb è formato per il 90% da questa sabbia
cui ho aggiunto il 10% di sabbia viva, non
setacciata, ma molto fine (è più fine della
precedente), prelevata a 2 metri di
profondità. Ho dovuto prelevarla a 2 m.
perché il bagnasciuga è costituito da
ghiaino, seguito fino a circa 1,5 m di
profondità da ciottoli, poi da sabbia
ultrafine che ricopre tutto il fondale
spingendosi al largo ben oltre il chilometro.
La sabbia viva è stata inserita nei primi
giorni di giugno 2006, prima non sono
riuscito ad immergermi.
Il dsb ha cominciato a produrre bolle di
azoto, quindi è maturato, il 27/3/2006, cioè
22 giorni dall’allestimento.
Acqua
Per allestire la vasca ho utilizzato acqua di
mare sintetica. Dopo 5 giorni ho effettuato
un cambio parziale pari al 20% utilizzando
acqua del vecchio acquario particolarmente
ricca di nutrienti.
Finora ho fatto due soli cambio parziale
utilizzando 30 litri di acqua marina naturale
(il 8/6/2006 ed il 9/7/2006). Rabbocco
l’evaporazione ogni 5 giorni con acqua del
rubinetto (200 ml), nel quantitativo di circa
1 litro ogni 20 giorni.
Rocce
Nell’impossibilità di procurarmi rocce vive
in Liguria ho utilizzato solo rocce morte. Si
tratta di rocce calcaree comprate nel negozio
di acquari. Provengono dal Mar Rosso e sono
ex rocce vive.
Come appoggio per le rocce ho utilizzato i
supporti ideati dall’Aiam.
Chimica
Valori medi riscontrati di:
salinità = 36 – 38 g/l (v. storia vasca)
pH inizialmente 8 è sceso fino a 6,8, poi è
risalito gradualmente a 8 con l’uso di un
tampone
kH inizialmente
25 mg/l è sceso fino a 3 mg/l ora sta
risalendo grazie ai cambi con acqua marina
naturale e l’uso del tampone
NO2 ed NO3 vedere grafico
PO4 = 0.13 mg/l da molto tempo CA = 420
mg/l stabile

Andamento storico dei valori di NO2 ed NO3
Notare la presenza di due picchi iniziali
di NO2
Leggenda: Tutti i valori sono
espressi in mg/l NO2 in scala diversa da
NO3
1) Inserimento 40 litri acqua
dell’acquario vecchio
2) Inserimento di
6 rocce
3) Inserimento dei
pesci
4) Inserimento
della sabbia viva
M) Comparsa delle
bolle di azoto nel dsb
Storia della vasca
Il 23 febbraio 2006 ho riempito la vasca con
acqua del rubinetto per controllare che non
perdesse visto che era nuova fiammante. Dato
che per pigrizia, mancanza di tempo e mal di
schiena, non me la sentivo di andare a
prendere 200 litri di acqua in mare, ho
lasciato la vasca piena con una pompa ed una
pietra porosa in funzione al fine di
declorare l’acqua. Dopo 24 ore ho tolto
alcuni litri di acqua ed ho aggiunto i sali.
Nei giorni successivi ho aggiunto altri
quantitativi di sali fino a raggiungere la
stessa salinità dell’acquario vecchio (38
g/l).
Il 28 febbraio ho aggiunto, dopo averla
setacciata e lavata, la sabbia (solo
microbiologicamente viva) con le
caratteristiche di granulometria citate prima
creando uno strato di 10-11 cm.
Inserendo la
sabbia a vasca piena, l’acqua è diventata
torbida e marroncina. Ho messo in funzione un
filtro bottiglia azionato da una pompa da 600
l/h e, dopo circa 3 ore, l’acqua è tornata
limpida.
Per mantenere l’acqua limpida ho messo in
funzione un filtro interno (duetto) con pompa
da 250 l/h caricato esclusivamente con lana
di perlon. Il materiale filtrante di tale
filtro è stato sostituito ogni 5 giorni per
evitare la colonizzazione batterica.
Il 5 marzo ho effettuato un cambio parziale
con 40 litri di acqua sporca prelevata dal
vecchio acquario al fine di apportare dei
batteri e dei nutrienti.
Lo stesso giorno ho inserito 5 rocce morte
comprate nel negozio di acquari e provenienti
dal Mar Rosso.
Il 16 marzo sono comparse alcune macchie di
cianobatteri sia sulla superficie della
sabbia sia sulle rocce.
Il 22 marzo sono comparse le prime alghe
verdi come piccola peluria su rocce e vetri.
Il 1 aprile sono comparse le bolle d’azoto
nello spessore del dsb e cosa mai vista
prima nei miei acquari i nitrati sono in
discesa senza aver effettuato cambi d’acqua.
Il 6 aprile ho messo in funzione la pompa
power head da 1100 l/h, subito ne ho messe
due contrapposte, ma smuovevano troppo la
sabbia, mare forza sette, quindi ne ho
lasciata una sola.
Il 17 maggio, visto che le pietre vive che mi
erano state promesse non sono più arrivate,
ho comprato altre rocce identiche alle prime
ed ho costruito la rocciata.
Il 24 maggio ho pescato gli unici due ospiti
dell’acquario vecchio e li ho inseriti in
quello nuovo. Si trattava di due Diplodus
sargus che quando li ho pescati nel novembre
2004 misuravano 5-6 cm di lunghezza. Adesso
sono lunghi 12 cm e 9 cm. Purtroppo mentre
guizzava cercando di sfuggire alla cattura,
il sarago più grande ha preso un brutto colpo
nella mensola che reggeva il neon. E’ morto
dopo una trentina di minuti, probabilmente a
causa di un’emorragia interna.
Smantellando il fondo dell’acquario vecchio
ho scoperto la presenza di 2 vermi simili a
lombrichi uno di pochi centimetri, ma l’altro
superava i 20 cm., entrambi sono stati
inseriti nel nuovo acquario.
Il 10 giugno ho tolto il filtro duetto che è
stato sostituito da un filtro esterno con
portata da 700 l/h che alimenta il
refrigeratore. Il filtro esterno è riempito
solo con lana di perlon.
Il 13 giugno ho prelevato la sabbia viva,
molto fine; per farlo ho dovuto immergermi a
2 metri perché fino a 1,5 m di profondità ci
sono solo ciottoli e ghiaino. L’altezza del
dsb è di 12-13 cm minimi, in alcuni punti si
sono formate delle dune per effetto delle
pompe. In mezzo alla sabbia viva erano
presenti anche numerosi paguri (Diogenes
pugilator). Ho effettuato anche un cambio da
30 litri con acqua marina naturale.
Il 4 luglio ho inserito diverse
piantine di fanerogame trovate spiaggiate.
Problemi notati
Per ora l’unico problema che si è manifestato
è stato il calo del pH, sceso fino a 6,8, e
del KH che è sceso a 3 mg/l. Il problema è
stato risolto con l’uso di un tampone ed
acqua marina naturale.
La causa non è ancora ben chiara, ma forse è
da imputarsi all’uso di acqua marina
sintetica preparata con l’acqua del
rubinetto.
Considerazioni ed osservazioni
Il dsb è maturato in poco più di tre
settimane. Si sono manifestati 2 picchi
iniziali di nitriti a 0,5 mg/l. In
letteratura solitamente viene descritto un
unico picco, ma ho notato che anche altri
acquariofili hanno avuto due picchi iniziali.
I nitrati sono scesi velocemente a zero.
E’ da notare il
terzo picco di nitriti (0,5 mg/l) con
contemporaneo innalzamento dei nitrati (10
mg/l) dovuto all’inserimento delle rocce che,
anche se lavate, evidentemente contenevano
qualche residuo organico. I valori sono poi
ridiscesi a zero.
Questo deve far
riflettere. Il carico organico aggiuntivo ha
richiesto l’aumento della popolazione
batterica per essere smaltito, necessità che
è comune a tutti i sistemi di filtraggio.
Ribadisce una volta di più la necessità di
non popolare troppo velocemente le nostre
vasche. Pochi animali per volta e lunghe
pause fra un’immissione e l’altra. Ho tenuto
a sottolineare la cosa, visto che i neofiti
incorrono spesso in questo errore.
Ospiti dell’acquario
1 Diplodus sargus
Diversi Diogenes pugilator
Alcune fanerogame marine
L’endofauna del dsb
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