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Salve a tutti!

Mi chiamo Giovanni De Bono (Gianni) e sono
nato nel 1963 a Roma, città dove attualmente
risiedo di nuovo dal 2003. “Malato” per il
mare da sempre, ricordo quando, da piccolo,
mia madre mi cercava al mare e mi ritrovava
invariabilmente in qualche anfratto tra gli
scogli dove trascorrevo le ore
nell’osservazione affascinata di quel
microcosmo che vi si nascondeva.
Al mare, con il passar del tempo, si somma la
passione per gli acquari che coltivo a fasi
alterne sin dal 1987 con l’acqua dolce (varie
esperienze, dai 300 l. ad una vaschetta di
20l), ma i frequenti spostamenti che
contraddistinguono la mia attività
lavorativa, mi avevano fatto desistere, negli
ultimi anni dal continuare a mantenere vasche
di ogni genere.
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Tuttavia, navigando in INTERNET agli
inizi dello scorso anno, mi sono
imbattuto sul sito dell’AIAM e mi sono
fatto riprendere dalla voglia di
mantenere un pezzetto di natura in casa.
Ho quindi ricominciato a febbraio 2004
con una microscopica vaschetta (28x22x20)
con il suo filtro biologico interno in
cui, assieme a diverse rocce vive, sabbia
e acqua prelevati ad Anzio, avevo
inserito una attinia equina, alcuni
palaemon e qualche paguro. |
Successivamente alla fine di agosto 2004,
confortato da risultati soddisfacenti (tutto
godeva di ottima salute) e approfittando di
un trasloco in una casa più confortevole, ho
convinto la mia consorte ad “accettare”
l’allestimento di una vasca aperta
decisamente più grande (60x30x40) che ho
iniziato ad attrezzare con filtro esterno
chiuso, (Eheim), plafoniera Arcadia (T5 2x24)
ed infine (autoregalo natalizio) con un bel
refrigeratore Resun CL280.
La popolazione consisteva inizialmente, oltre
a quanto già avevo nella precedente
vaschetta, in alcuni saraghi e mormore che,
approfittando dell’assenza di una copertura,
decisero dopo qualche tempo di “saltare
fuori” a miglior vita.
Alla fine di ottobre 2004, approfittando del
prolungamento eccezionale dell’estate,
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ero riuscito a reperire varie rocce vive
tra Gaeta ed Anzio e catturare una
bellissima giovane murena (circa 20 cm
altre foto sono nel sito AIAM nella
cartella “murena”) che avevano
contribuito a definire l’allestimento
della vasca. |
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Ma il tutto non mi
soddisfaceva. Troppi fili visibili, tutta
l’attrezzatura tecnica (filtro,
refrigeratore, quadro elettrico) in vista e
poi il mobile “stonava” con il resto del
soggiorno. Fu così che, a maggio 2005,
convinsi mia moglie del fatto che era
necessario riadeguare l’acquario.
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Ordinai il mobile (110x80x40), la vasca
(80x40x50) e, visto che mi ci trovavo,
anche uno schiumatolo (LG400). A questo
punto ho iniziato a realizzare
l’allestimento che attualmente utilizzo
senza alcun (apparente) problema.
FILTRO: Ho cercato di documentarmi il più
possibile anche analizzando e cercando di
adattare quanto c’è di più avanzato nel
settore del tropicale. Da qui la scelta
di realizzare e sperimentare un
“berlinese + DSB”. Quindi rocce vive in
grande quantità (credo di averne
collocate sinora circa 50 Kg tutte
estremamente porose provenienti da
concrezioni da me prelevate in apnea ad
una profondità di circa 6m tra Gaeta,
Anzio e, recentemente a luglio, a Scario
nel golfo di Policastro), fondo DSB di
sabbia viva finissima (prelevata a Passo
Oscuro a nord di Roma) alto 12-15 cm sump
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(60x30x40 – costruita suddividendo in
quattro scomparti per eventuale
carbone/resine la precedente vasca) con
solo schiumatolo e pompa di risalita
Hydor seltz L45.
ILLUMINAZIONE: Plafoniera sospesa Arcadia
da 60 cm con 2 neon T5 da 24 W ciascuno
(un Superday e un attinico), con
riflettore e luce notturna blu (due neon
blu di quelli da automobile). Tutte le
luci sono automatizzate. |
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POMPE E REFRIGERAZIONE: Il
movimento è assicurato dalla pompa di
risalita della sump che passa per il
refrigeratore e getta dietro alle rocce e da
due Maxi Jet Power head da 1200 l/h,
sistemate sui due lati corti e dirette verso
l’angolo opposto. Funzionano alternativamente
ogni ora.
Il refrigeratore (Resun CL280) è stato
posizionato in un vano del mobile
appositamente aperto davanti e dietro. Ho
programmato la refrigerazione seguendo
pressappoco un andamento stagionale: estate a
20°, autunno a 18° inverno a 16° e primavera
a 17°. Con le attuali temperature estive in
casa (27/30°) sto notando che il refri deve
lavorare molto a mantenere la temperatura
(che sia al limite per circa 160l netti?).
AUTOMAZIONE: Avendo qualche di capacità nel
settore elettrico/elettronico ho inizialmente
realizzato un piccolo quadro elettrico con il
qual pilotavo l’accensione/spegnimento
manuale di pompe, refrigeratore e schiumatolo
e in maniera automatica (due timer digitali
di quelli da presa) le luci notturne e
diurne.
Da poco mi sono avvicinato al mondo dei PLC
con l’acquisto del LOGO! della SIEMENS con il
quale ho intrapreso la programmazione che, da
progetto finale consisterà nel pilotaggio di:
3 luci acquario (notturna, diurna e
attinica) con simulazione alba/tramonto e
variazione mensile della lunghezza del
giorno;
2 luci mobile (ante superiori e sump)
all’apertura degli sportelli;
3 pompe movimento (dx, e sx, in alternanza
oraria diurna e centrale notturna);
pompa di risalita e le due dello
schiumatoio;
misurazione della temperatura dell’acqua e
dell’ambiente per attivazione refrigeratore
con variazione stagionale (da 20° in estate a
16 ° in inverno).
POPOLAZIONE (aggiornata al 1 agosto 2005)
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Alghe: alcuni gruppi di Halimedia tuna e
Acetabularia acetabulum e innumerevoli
incrostazioni calcaree di tutti i tipi e
colori.
Molluschi: varie monodonta turbinata,
patelle, chitoni e 2 astrea rugosa;
Anellidi: protula tubularia, 2 sabella
spallanzanii (di cui una senza ciuffo che
sta, comunque, ricrescendo);
Crostacei: innumerevoli paguri, 2
granchi, 4 palaemon
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Celenterati: 5 actinia equina, 4 anemonia
solcata (erano 2 che si sono ambedue
suddivise), 1 cereus pedunculatus, alcune
aiptasia diafana, e varie colonie di
Parazoanthus axinellae.
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Echinodermi: ophiotrix fragils, 1 piccolo
riccio verde, 3 echinaster sepositus e 2
cocinaster tenuispina (inizialmente una
che poi si è suddivisa in due).
Pesci: purtroppo, anche la murena ha
deciso di esplorare l’appartamento e così
mi ha “lasciato” agli inizi di giugno
2005. Attualmente ospito: 1 tordo verde
(che rimetterò in libertà a breve), 3
thalassoma pavo, 1 bavosa basilisco, 1
coris iulis. |
ALIMENTAZIONE: Ogni due
giorni alterno cibo congelato (vongole o
telline), vermi da pesca (arenicola o
tremolina) e granuli di cibo secco.
Generalmente “imbocco” i celenterati ed i
pesci versando successivamente l’acqua di
scongelamento dei molluschi nella vasca (1/4
di bicchiere) per nutrire gli altri
invertebrati
VALORI: Non procedo a regolari
misurazioni ma cerco piuttosto di
osservare il benessere complessivo degli
ospiti..
Cambio di 20l ogni due settimane quasi
sempre con acqua naturale (a volte
sintetica).
Ripristino l’acqua evaporata con acqua di
calcio nella misura di 2l a settimana. |
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RINGRAZIAMENTI: un doveroso e sentito
GRAZIE a mia moglie Barbara ed alle
figlie Maria Vittoria e Sofia, per avermi
permesso di realizzare questo progetto,
per la pazienza con la quale sopportano
le ore che passo davanti alla vasca (e la
leggera umidità – per non dire pozze di
acqua! - che ogni tanto compaiono per
terra) e per l’entusiasmo che mi
trasmettono con la scoperta di ogni nuovo
ospite nascosto e che mi stimola a
continuare nella via intrapresa. |

Infine, un caloroso ringraziamento a tutto il
sito ed al forum (realizzatori,
amministratori e a tutti gli iscritti) che
con il dibattito sempre vivo mi hanno
permesso di ricreare (al momento e, con un
pizzico di orgoglio, senza grandi errori) un
pezzo di mare in casa.
Gianni (Roma)

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