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La mia vasca non e' una vasca da purista, nel senso che alcune soluzioni
potrebbero fare storcere il naso a chi vorrebbe vedere ricreato con rigore
un ben preciso ambiente del nostro mare, ma le soluzioni adottate sono piu'
che altro dettate da motivi di praticita' e di scarsita' di tempo da
dedicare alla manutenzione, nonche' di economia.
Si tratta di una vasca coperta autocostruita nel 1981 che e' stata
successivamente leggermente modificata in alcuni componenti nel 1994. Le
dimensioni della vasca sono: 177x68x45(altezza) in cm per un volume di
circa 540 L per la sola vasca senza i filtri esterni. Spessore 12 mm con 3
tiranti e lastre di rinforzo in vetro incollate a T lungo le pareti
laterali e frontale in alto, poco sotto al coperchio.
La vasca e' equipaggiata di:
Due filtri interni biologici in parallelo.
Un filtro denitrificatore costituito da due sezioni in serie.
Una vaschetta stretta e lunga al di sopra della superficie della vasca, da
cui l'acqua in uscita da un filtro cade in vasca dopo averla percorsa
completamente.
Uno schiumatoio Aquamedic Turboflotor, posto all'interno del primo vano di
uno dei due filtri biologici.
Illuminazione con lampade fluorescenti.
Un areatore all'interno di un filtro biologico ed un diffusore
autocostruito sulla mandata di una pompa di un filtro.
I filtri biologici interni ai due lati sono relativamente piccoli e
contengono bioballs della ditta Ottavi e Biomax della Askoll. Sono due in
parallelo per alcuni motivi:
-Nel caso di malfunzionamento di uno, l'altro continua ad andare.
-Poiche' non ci sono pompe per movimentare l'acqua, le pompe dei filtri
servono, dai lati opposti dell'acquario a movimentare l'acqua e creare una
buona turbolenza da entrambi i lati della vasca, senza zone eccessivamente
stagnanti.
-La struttura scatolare dei filtri (in vetro nero opaco) contribuisce a
rinforzare la struttura della vasca nei due angoli posteriori opposti.
-Due filtri in parallelo possono funzionare meglio di uno solo di uguale
volume totale.
Nel primo scomparto del primo e' installato, come detto, lo schiumatoio (un
Aquamedic Turboflotor funzionante sommerso, privato della spugna all'uscita) e
l'acqua della vasca entra in questo vano attraverso due fori, uno
all'altezza della superficie dell'acqua ed uno sul fondo (l'ingresso di
acqua dalla
superficie, dove tendono a concentrarsi diversi composti organici come
proteine, albumine, ecc., e' importante per fare funzionare efficientemente
lo schiumatoio). In questo stesso scomparto rientra l'acqua dal filtro denitrificatore, che percio', prima di tornare in vasca, viene ossigenata
dallo schiumatoio e passa nel filtro biologico, facendo in modo cosi' che
eventuali composti pericolosi generatisi nel filtro denitrificatore (H2S e
nitriti in primo luogo) possano essere rimossi o trasformati prima che
vadano in vasca.
Nel primo scomparto del secondo filtro e' installata la pietra porosa dell'areatore, che posta sul fondo genera una colonna di bollicine che
contribuisce ad ossigenare bene le Bio-balls nel primo scomparto e facilita
l'ascensione dell'acqua in questo scomparto.
Nel secondo filtro l'acqua e' rimandata in vasca attraverso due pompe
Aqua-jet da 1000 e 750 L/h (nominali). In realta' funzionano a portata piu'
bassa, anche perche' nella mandata di una e' ricavato un insufflatore di
aria, mentre nella mandata della seconda e' inserito anche il tubicino che
alimenta i filtri denitrificatori.
Nell'ultimo vano del primo filtro sono poste una pompa Aqua-jet da 1000 L/h
che rimanda l'acqua in vasca ed una pompa Sicce da 600 L/h che passa l'acqua
alla vaschetta qui di sotto descritta.
La vaschetta (in vetro, lungo tutta la parte posteriore, di dimensioni
120x12 cm con acqua profonda 4 cm), sospesa al di sopra della superficie
dell'acqua, ma comunque al di sotto del coperchio dell'acquario,
contribuisce a rinforzare la vasca che e' costruita con vetri abbastanza
sottili (12 mm).
Lo scopo principale della vaschetta e' quello di fare depositare parte dei
sedimenti, ossigenare un poco l'acqua prima del rientro in vasca (anche
attraverso il piccolo stramazzo dato dal dislivello tra la vaschetta e la
superficie della vasca) e fornire un certo spazio (seppure ridotto) con una
profondita' molto bassa dove alcuni piccoli organismi possono vivere
protetti dai pesci e contribuire alla pulizia dell'acqua. Inoltre attua una
certa filtrazione meccanica su di una spugna sintetica posta sull'uscita ed
anche probabilmente una certa filtrazione biologica.
Il volume occupato dai materiali che supportano le colonie batteriche nei
due filtri biologici e' piuttosto ridotto, ma la portata attraverso di essi
e' abbastanza elevata. Personalmente infatti preferisco, almeno per l'acqua
marina, operare con filtri biologici di piccolo volume, ma alta portata,
perche' sono del parere che funzionino meglio come d'altra parte anche la
teoria potrebbe confermare (questo almeno e' il mio parere supportato anche
dall'esperienza).
Il filtro denitrificatore e' costituito da due recipienti cilindrici di
volume diverso posti in serie, all'interno dei quali sono stati introdotti
materiali di supporto per i batteri. Sono forniti ciascuno di una pompa per
ottenere un riciclo (una pompa da 250 L/h nominali il primo recipiente, che
e' piu' piccolo, ed una pompa da 600 L/h nominali il secondo) e quindi un
buon mescolamento dell'acqua al loro interno. Il carbonio organico
necessario alla denitrificazione e' dosato da una pompa peristaltica che
alimenta 10 ml/d di una soluzione diluita di alcool etilico in acqua
salata. Dall'introduzione del filtro denitrificatore, nonstante siano stati
ridotti i cambi di acqua, i nitrati si sono ridotti a concentrazioni minori
di 5 mg/L, il KH e' costantemente attorno a 10, mentre il pH si mantiene
stabile tra 8.1 e 8.2 .
L'illuminazione e' fornita da quattro lampade fluorescenti da 36 W ciascuna,
due Biolux e due Philips Aquarelle con riflettori Juwel per uso
acquariologico in alluminio trattato. L'accensione totale dura mediamente
12 ore (con leggere variazioni tra estate ed inverno) in cui pero' tutte e
quattro le lampade sono accese solo nelle 5 o 6 ore centrali della
giornata. L'accensione avviene per gruppi di due lampade attraverso due
gruppi elettronici di accensione (1 Osram Quicktronic e 1 Tecna System).
Le lampade inoltre sono disposte molto raggruppate in modo da fornire una
luce abbastanza potente al di sotto di esse e lasciare zone meno illuminate
o quasi buie ai lati e verso il fondo.
Salinita' dell'acqua: attorno a 34,6 mg/L .
La sabbia e' corallina (dunque non propriamente mediterranea) a grana media
su circa 2/3 del fondo ed a grana fine sul rimanente terzo. Lo spessore
dello strato e' mediamente di 8 cm, con una certa variabilita' comunque da
punto a punto.
Sono presenti in discreta quantita' rocce vive molto porose e ricche di
spugne (che si sono moltiplicate anche nelle zone piu' buie della vasca)
ed incrostazioni.
La vegetazione di Caulerpa taxifolia (in un certo senso ormai da
considerare "mediterranea") e' molto abbondante su tutta la parte
maggiormente illuminata.
Tra schiumatoio, insufflatore e pietra porosa nel primo scomparto di uno
dei filtri si determina sicuramente un'efficace ossigenazione.
Questo risultato e' voluto in quanto, tenendo presente che non utilizzo alcun
refrigeratore, la possibilita' di essere sempre in condizioni di saturazione (od anche leggera sovrassaturazione) garantisce un certo benessere ai pesci
anche d'estate, quando la temperatura raggiunge i 28 °C (almeno di giorno) per
quasi un mese ed aiuta ad ottenere anche nel periodo notturno una certa
stabilita' al pH.
Ad alcuni potrebbe sembrare che il filtraggio biologico sia eccessivo.
E' in parte vero, ma tenendo presente che gli organismi che ho nei vari anni
ospitato sono sempre stati numerosi o molto grandi e famelici e' stato
obbligatorio prevedere un efficace filtraggio biologico. Certamente con pochi
ospiti di piccola taglia la situazione sarebbe diversa.
Tutti i filtri e lo schiumatoio (tranne il filtro denitrificatore collegato
comunque semplicemente da tubicini e posto sotto l'acquario) sono
all'interno della vasca solo per non avere complicazioni dal punto di vista
idraulico e di altro tipo con un pozzetto esterno.
Anche la scelta di un acquario coperto e' dettata puramente da motivi di
praticita' per evitare di dover rabboccare troppo di frequente l'acqua e per
coprire le lampade per le quali non avevo trovato nessuna plafoniera sospesa
che mi soddisfacesse. Le lampade HQI sarebbero sicuramente adatte come
spettro, ma ho preferito le fluorescenti in quanto localmente scaldano molto
meno (e nel mio mediterraneo la temperatura tende sempre ad essere
abbastanza alta, per cui ogni soluzione che ne possa limitare la crescita,
come anche l'uso di gruppi elettronici di accensione, e' da tenere in conto)
e sono anche molto meno care.
I cambi di acqua sono attorno al 5 % ogni mese e saltuariamente abbastanza
raramente aggiungo una pastiglia di integratore di oligoelementi e di iodio
della Elos.
Ora in acquario gli ospiti sono:
un piccolo riccio introdotto casualmente tre anni fa con le rocce vive;
un paguro (dardanus) piuttosto grande ed invadente;
un ventina di piccoli paguri (di sabbia e di roccia);
un'oloturia, anch'essa clandestina, ma presente nei miei acquari ormai da
una decina d'anni;
tre Anthias di circa 7-15 cm.
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Ciao,
Giovanni Camera Roda (camera@infinito.it)
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