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| La
pagina di Livio Macera |
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Mi presento: sono nato a Pescara e sebbene abbia
raggiunto la fatidica soglia dei 40 anni di età mi
sento ancora un acquariofilo in erba con tante
esperienze ancora da fare.
In fondo sono solo cinque anni che metto per così
dire le mani in acqua e mi rendo conto che c’è molto
ancora molto da imparare….ne sanno qualcosa gli amici
dell’Associazione Acquariofili Abruzzesi a cui non
lesino domande, quesiti, osservazioni propri di chi
cerca anche per le operazione all’apparenza più
banali la soluzione più azzeccata.
A farne un po’ le spese per questa vera e propria
passione che mi porta a passare diverso tempo davanti
agli acquari è la mia famiglia.
I miei tre adorati figli Massimo, Silvia e Maurizio
purtroppo per loro devono dividere il tempo libero a
disposizione del papà (… che non è molto) con
scorfani, donzelle, gattucci, balestra, bavose,
ancistrus, betta o il pesce di turno che cattura
tutta la mia attenzione.
Quella dell’acquario Mediterraneo non è una tipologia
di acquari comunissima neanche fra i soci della mia
associazione ed è un vero peccato perché oltre a non
avere niente da invidiare a quelli tropicali per
bellezza, è di più facile gestione, inoltre offre la
possibilità di rifornirsi da soli di soggetti idonei
per l’acquario.
Ecco perché ho preso il proposito di farlo conoscere
e apprezzare.
Certo per procurarsi gli organismi ci vuole un po’ di
maestria con la cattura con i retini (eventualmente
in apnea) o avere conoscenze nella marineria locale.
Personalmente coltivo l’amicizia con alcuni pescatori
avvicinati in occasione di un allestimento di una
mostra di acquari sul Mediterraneo, gente dalle mani
forti e ruvide ma con un grande cuore che non mancano
di offrirsi di procurare organismi interessanti per
le mostre o per l’acquario di casa.
Non finirò mai di ringraziarli.
La mostra di acquari denominata “Oltre la Padella”
dedicata proprio ai pesci del nostro mare e
organizzata dalla mia associazione acquariofila tre
anni fa fù un successo di pubblico e di critica, con
menzione oltre su quotidiani locali anche sulle
riviste del settore (Aquarium- il mio acquario).
I miei acquari:
Attualmente mi prendo cura di un acquario
mediterraneo di 160 lt. uno di acqua dolce di 120 lt.
e di un laghetto in plastica termoformato da 500 lt.,
che però ospita pesci solo da giugno a settembre e
che nei restanti periodi mi fornisce di larve di
insetti in quantità.
Gli ospiti più interessanti che ho ospitato
nell’acquario mediterraneo sono: un piccolo gattuccio
(Scyliorhinus canicola foto 1,2, ) ospitato per per
poco più di 6 settimane visto le dimensioni ed il
tasso di crescita, tre splendidi scorfani (di vario
tipo foto 3,4), una donzella (coris juliis foto 5) ed
una magnosella (Scyllarus arctus foto 6,7) oltre a
tutta quella serie di tanti altri piccoli ospiti che
sono tipici di un’acquario mediterraneo e che
inconsapevolmente si sono introdotti con le rocce
raccolte in mare.
L’ultimo ospite “importante” è stato un balestra (balistes
carolinensis foto 8,9) che mi ha fatto innamorare
seriamente e del cui distacco ancora soffro.
Spero in un futuro di potermi permettere un’acquario
molto più grande per rivivere, senza complessi di
colpa legato allo spazio, una nuova esperienza con
questo splendido pesce.
Per l’alimentazione dei miei pesci ricorro a
surgelato (gamberetti-vongole) saltuariamente cozze,
sarde o bianchetto fresco e tempo permettendo,
paelemon (gamberetti nostrani), che cerco di non far
mancare mai, almeno nei week-end.
Questi gamberetti introdotti in acquario oltre ad
essere una fonte di cibo vivo svolgono anche un’utile
lavoro di pulizia prima di essere predati.
Nell’acquario di acqua dolce voglio provare
l’esperienza di un ciclide per verificare di persona
se tutta la fama di cui godono è realmente meritata
per cui ho momentaneamente accantonato i miei amati
anabantidi e sono ora alle prese con il mio primo
ciclide, per la precisione: Hemicromis lifalili foto
10.
Ho preso un gruppetto di giovani di questi splendidi
pesci “gioiello” nella speranza che con il
raggiungimento della maturità sessuale possa formarsi
una coppia e giungere quindi alla riproduzione.
Meta questa, che secondo il mio parere, dovrebbe
essere perseguita da tutti coloro che si vogliono
definire acquariofili.
Un pesce che si riproduce indubbiamente lo fà perché
il suo allevatore lo ha messo in condizioni di farlo,
ossia gli ha fornito uno spazio adeguato, una
alimentazione idonea, dei valori dell’acqua ottimali,
e soprattutto un partner.
Mi si spezza il cuore infatti a vedere in un acquario
dieci pesci di dieci specie diverse, acquistati solo
per diversificare forma e colore in acquario, o
peggio ancora vedere nella vasca di comunità un pesce
che poichè costa tanto, rimane solitario perché se ne
può comprare un unico esemplare.
Anch’ io come molti feci la stessa cosa con una botia,
(noto pesce che ama stare in branco), dopo averlo
tenuto diversi mesi da solo, lo regalai ad un amico
che ne aveva un paio, bè credo di non esagerare se vi
dico che i tre riuniti sprizzassero gioia da tutti i
pori.
Certo la riproduzione in un acquario Mediterraneo è
molto difficile o almeno limitato a pochissime
specie, ma spero che con l’aiuto degli amici dell’AIAM
in un futuro possa raggiungere questo traguardo.
D’altronde sono così giovane……
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Livio Macera
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Associazione Acquariofili Abruzzese |
Il mio acquario Mediterraneo: Lo so non è bellissima
neanche grande, ma mi permette di osservare da vicino
gli splendidi pesci del nostro mare.










Sotto due vasche della mostra “Oltre la
padella”organizzata dall’AAA.

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