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Mi
chiamo Mario Loffredo, ho 34 anni e vivo ad Ischia.
Da
che mi ricordo sono sempre stato affascinato dal mare e dai suoi abitanti.
Da
piccolo, mentre tutti miei amici giocavano a pallone, io me ne stavo tra gli
scogli a cercare granchi, lumache e tutto quello che si muoveva, mettendoli
insieme a qualche ciuffo d’alghe in una bottiglia di vetro bianco.Questo è
stato il mio primo”Acquario”.
Diventato
un po’ più adulto all’età di 14 anni comprai la mia prima vasca.
Fu
una vera tragedia per gli sfortunati ospiti, anemoni che mangiavano pesci, pesci
che mangiavano pesci, non c’era un angolo libero nei 60 litri d’acqua.
Con
gli anni ho acquistato esperienza, tanto che oggi in una vasca da 200 litri
allevo una sola coppia di pesci.
I
miei acquari (ho sei vasche, ma al momento non tutte in funzione) non sono
“acquari da salotto”. L’aspetto estetico è quello che m’interessa di
meno, infatti, le mie vasche non sono rifinite perché tutte autocostruite.
Il
mio scopo principale è la riproduzione degli organismi marini mediterranei, in
particolare di Blennidi e Labridi.
La
vasca è arredata in base alle esigenze dei vari animali. Per questo a volte le
vasche possono sembrare spoglie e senza colore, ma sono convinto che bisogna
prima soddisfare le esigenze degli organismi allevati e poi per quanto possibile
quelle del nostro occhio.Trovo inutile allevare per esempio gorgonie e
parazoanthus (anche se molto belli) in una vasca dove si allevano Blennidi,
perché questi organismi non fanno parte dell’habitat dei Blennidi o di
qualsiasi altro organismo dell’infralitorale, mentre sono indicati per esempio
in una vasca dedicata agli Apogon o Anthias.
Il
filtraggio
Ho
provato diversi sistemi di filtraggio, tutti più o meno efficienti. I sistemi
che uso li scelgo in base alle esigenze degli organismi da allevare, per le
vasche a di sotto dei 100 litri uso quasi esclusivamente il sistema Jaubel più
un piccolo filtro interno tipo Fluval 1, caricato solo con spugne sintetiche, e
una pompa (400lt./h) per il movimento dell’acqua, che insieme alla luce
contribuisce all’ossidazione, naturalmente il carico organico non deve essere
eccessivo. Nel mio caso il problema non sussiste, visto che allevo in ogni vasca
una sola coppia di pesci, che varia di solito da 5 – 10 cm di lunghezza,
qualche Palaemon e a volte qualche anemone, che trovo molto interessante anche
perché si ha la possibilità di allevare contemporaneamente il suo gamberetto
simbionte o meglio commensale del genere Periclimenes. Purtroppo questi anemoni
hanno la brutta “abitudine” di mangiare le piccole larve dei pesci.
Per
le vasche oltre i 100 litri uso un filtro biologico classico più il sistema Jaubel, compensando cosi la maggiore produzione di NO 3 prodotta dal biologico.
Con i due sistemi in pratica con il sistema Jaubel per le vasche piccole e il
biologico + Jaubel per le vasche medie si ha rispettivamente (sempre con un
carico organico medio) una concentrazione di NO 3 pari a 8 – 10 mg/l per il
primo e 12,5 – 15 per il secondo. Valori che possono essere ulteriormente
abbassati usando prodotti mirati per l’alimentazione dei batteri anaerobi.
I
cambi d’acqua
Effettuo
cambi d’acqua pari al 20% del volume della vasca ogni 10 giorni, con acqua
prelevata in mare (anche se esistono pareri discordanti su quest’argomento).
Le mie esperienze sono tutte positive a riguardo. Io prelevo da anni l’acqua
per i cambi sempre nello stesso posto e non ho mai avuto nessun genere di
problema a parte di tanto in tanto la comparsa in vasca di serpulidi (policheti tubicoli).
Ci
sono solo due regole da osservare :
1.)
Il trasporto
dell’acqua il più velocemente possibile a casa, per evitare la morte dei
microrganismi in essa presenti, che anche se in modo lieve inquinerebbero
l’acqua, cosa da non sottovalutare. Se purtroppo si abita lontano dal mare (la
peggior sfortuna per gli acquariofili marini mediterranei) bisogna usare un
piccolo areatore a batterie, e fare attenzione alla temperatura, che non
s’innalzi troppo.
2.)
Evitare di prelevare
l’acqua durante il mese di luglio e agosto, chi abita in una località
turistica come me sa cosa significa. L’inquinamento da idrocarburi è il
peggiore che ci possa essere e a volte totalmente invisibile. Benzina, oli
abbronzanti, saponi e altro si accumulano giorno per giorno. Si può preparare
l’acqua per i cambi con sali di buona qualità con una spesa accettabile visto
il breve periodo estivo, oppure aggiungere settimanalmente dei batteri in
sospensione tipo Biodigest, anche se i risultati non saranno gli stessi che si
ottengono con i cambi d’acqua, ma si può tenere la situazione sotto
controllo.
L’illuminazione
Troppo
o troppo poco? Penso che non
esista un acquariofili che non abbia avuto questo dubbio. Io scelgo
l’illuminazione come tutte le altre cose in base agli organismi da allevare.
“Mario,
ma sei proprio noioso, dici sempre le stesse cose!”
Il
fatto è che io non ho una sola vasca per tutti gli organismi, ma prima scelgo
gli organismi e poi preparo la vasca. Come tutti sanno la luce varia a secondo
della profondità, sia per l’intensità e per la lunghezza d’onda. Per le
vasche di superficie calcolo in presenza di molte alghe verdi 0,5 – 0,6 watt
per litro, e 0,3 – 0,4 in presenza d’alghe marrone. La combinazione
migliore, a mio parere, è una lampada da 6500 K (RA 90) spettro completo e una
da 10000 K
(RA
50). RA = indice di resa dei colori.
Per
le vasche che ospitano organismi non proprio di superficie aggiungo alle due
lampade precedenti una da 5300 – 5400 K (RA non < 50). Faccio uso della
lampada superattinica solo se sono presenti invertebrati con zooxantelle e solo
per 3 – 4 ore al giorno.
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