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Cari
amici,
dopo
moltissimo tempo che manco dal sito
sono finalmente in grado di
descrivere la mia nuova vasca.
Quella che compare nella scheda del
2001 è stata distrutta poiché, al
momento del trasloco, nessuno la
voleva (neanche in regalo).
Quello
che descrivo ed il suo risultato
iniziale, che per il momento risulta
accettabile, lo devo anche a tutti
voi, che avete contribuito, assieme
alla fiducia dell’amico Sandro, ad
alimentare con nozioni “vere” ed
attendibili il sito e ad arricchire
l’associazione di notevoli
esperienze. Esso, così ricco di
consigli e di informazioni, unito
alla lettura della stampa
specializzata che mi ha consentito
di aggiornarmi sulle novità, ha
permesso di raggiungere la felicità
nel possedere nuovamente una vasca
med. Tra l’altro ora l’acquario
è salito in salotto, promosso dalla
mia signora quale elemento
d’arredo. Va da sé che ho dovuto
guardare molto al dettaglio senza
pregiudicare possibilmente la
tecnica. Purtroppo il budget che mi
ero imposto è stato superato; ho
dovuto attingere a fondi
neri e grigi ma ce l’ho
fatta! I denari sono finiti
nell’estetica piuttosto che nella
sostanza ma bisogna pur scendere a
compromessi con chi comanda, no? Non
sono sicuro che quanto sto per
descrivervi sia effettivamente stato
realizzato secondo i metodi canonici
ma, forse proprio per questo,
intendo dire la mia.

Questo
progetto dura da parecchi mesi ed in
modo sintetico ve ne descrivo i
principali passi:
·
nel
gennaio 2004 vedo ed acquisto a
Torino la vasca che misura 150 x 55
x 60 (H) assieme al materiale che
l’equipaggiava ed al sostegno,
usata;
·
febbraio:
arriva a casa tramite ditta di
trasloco, visto pesi e dimensioni;
·
aprile:
acquisto, sempre a Torino e di nuovo
usata, la plafoniera. Perfetta.
·
giugno:
dopo molto tempo, è pronto il
mobile in legno che copre
completamente la struttura tubolare
in alluminio;
·
agosto,
proprio durante le ferie estive si
rompe, dopo una prova di carico
d’acqua, il vetro anteriore del
pozzetto tracimatore: sostituito;
·
inizio
settembre: sostituito il vetro
frontale della vasca: troppe righe;
·
fine
settembre, immetto finalmente
l’acqua salata;
·
ottobre,
torno dalla Sicilia e dall’Amico
Willy (ottimo referente in zona!!!!)
con alcuni invertebrati ed altro.

foto
2: nell’immagine Alessandro
(figlio e socio), Willy ed io,
Milazzo 2004;
Andiamo
alla descrizione:
1.
vasca in vetro da 15 mm. 150
x 55 x 60 (H) totalmente aperta, con
un tracimatoio al centro che è
stato modificato. In passato esso
aspirava l’acqua dalla vasca
attraverso alcuni fori praticati sul
lato opposto a quello ove è
ospitato il foro per la risalita
dalla sump. Ora esso aspira ancora
da qualche foro lasciato aperto ma
riceve l’acqua a sfioro attraverso
un pettine applicato ove è stato
praticato un taglio al di sotto del
bordo preesistente. Ora il livello
dell’acqua in vasca è a circa 4
cm. dal bordo. Sul retro è presente
uno sfondo in materiale sintetico e
leggermente spugnoso che simula una
parete rocciosa. Spero che in futuro
vi possano aderire molti esseri ed
alghe conferendo ad esso un aspetto
realistico, sempre meglio della
parete posteriore.
2.
sump in vetro 75 x 45 x 50
(H). Essa in realtà era un filtro
biologico a tre scomparti. Ora
funziona benissimo secondo il
sistema berlinese, ospitando lo
schiumatoio nel primo scomparto (ove
arriva l’acqua dalla vasca per
mezzo di due tubi corrugati da 25
mm. muniti di saracinesca sferica in
plastica) che preleva l’acqua dopo
che è passata attraverso uno strato
di lana sintetica (che in futuro
trasformerò in una tasca), un letto
di sabbia corallina e aragonite (15
cm. circa) nel secondo scomparto,
che provvede al filtraggio
“anaerobico” ed infine la pompa
di risalita ed una, minore, che
serve a far circolare l’acqua
nella lampada UVC nell’ultimo. Lo
schiumatoio invia l’acqua trattata
nel secondo vano. In esso arriva
anche altro liquido per mezzo delle
aperture nella vasca che non ho
toccato. Solo nella separazione tra
il secondo ed il terzo scomparto,
per evitare eventuali presenze di
granelli di sabbia indesiderati e
trasportati dall’acqua, ho
provveduto a filtrare l’acqua per
mezzo di un sottile strato di
spugna.

foto
3:vano ospitante l’impianto
elettrico.
foto
4: particolare
della sump.
1.
illuminazione: essa è
garantita da una plafoniera Arcadia
overtank appesa al soffitto, da
120 cm e munita di quattro tubi T5
da 54W, di cui due attinici, uno a
luce solare ed uno fotostimolante.
All’interno della plafoniera,
senza forare alcunché ho inserito
un piccolo neon blu a 12 volt (di
quelli tuning
degli smanettoni di automobili)
alimentato da relativo
trasformatore. Esso si trova tra la
lastra di plastica trasparente e la
plafoniera interna riflettente,
incollato con semplice biadesivo.
Quest’ultimo aggeggio provvede a
fornire luce lunare. Sarà possibile
in un futuro qualche cambiamento
nella zona luci, magari con
l’aggiunta di un faro HQI da 150W
per dare, magari solo per un’ora
al giorno, una botta di sole allo
zenit. Allo stesso modo la qualità
dei tubi ed il loro colore potranno
cambiare nell’interesse dei miei
beniamini. Tutto quanto al fine di
promuovere eventuali riproduzioni
tra coppie di pesci o di
invertebrati, questi ultimi
incentivati dal fotoperiodo e dalle
fasi lunari coincidenti con quanto
avviene in natura. Però… manca lo
scintillio delle luci HQI…

foto
5: luce lunare “car tuning”
foto 6: plafoniera e vasca
dall’alto
1.
attrezzatura tecnica:
movimento acqua: dalla sump pompa Aquabee
2000/1; nella vasca Aquabee
2000 e Visijet
1000 che funzionano
rispettivamente la seconda per 16
ore al giorno e ad intervalli
secondo quanto dispone il computer
mentre la terza funziona insieme
alle luci. In pratica nella vasca ci
sono tre momenti diversi durante il giorno in cui: l’acqua si muove meno (di notte)
prima e dopo l’illuminazione (come
se fosse presente un qualche moto
ondoso) ed infine a tutta potenza
durante le ore diurne. Come detto
una pompa da 400 lt/h provvede alla
circolazione attraverso la lampada
UVC che preleva e getta l’acqua
nell’ultimo scomparto della sump.
Questa lampada funziona solo se
necessario

foto
7 :vano elettrico destinato ad
ospitare il climatizzatore
·
cervello:
computer IKS
Aquastar con relativa ciabatta
che dispone, per il momento, i
comandi luce e fasi lunari secondo
la posizione geografica e comanda la
pompa di movimento Aquabee
2000 ad impulsi, simulando il
moto ondoso. Arriveranno moduli in
futuro.

foto8:
computer IKS Aquastar con relativa
ciabatta
·
tanichetta
per l’acqua calcarea che in futuro
verrà sostituita da un reattore di
calcio oppure da un miscelatore.
L’arredamento
è costituito da rocce di dolomia e
calcaree provenienti da un garden
center e da sabbia corallina fine
mista ad aragonite che ho trovato a
buon prezzo e di colore leggermente
più scuro, più simile a quella
mediterranea. Con le rocce, unite da
piastrellite Kerakoll,
ho creato una zona d’ombra
sormontata da una pietra che
costituisce un terrazzino a 10/15 cm
dalla superficie, opposta al lato
esposto alla luce del sole
proveniente da una finestra
posizionata a mezzogiorno. Di fatto
ho volutamente creato una sorta di
cavernetta dove sono collocati
animali sciafili e dove nel futuro
possano trovare rifugio castagnole
rosse e re di triglie. Sul
terrazzino sono stati messi alcuni
blocchetti di alga rosa calcarea
che, posti nella stessa posizione in
cui li ho trovati in natura, stanno
benissimo e crescono, ospitando
alcuni piccoli blennidi che amano
prendere il sole, ma dentro casa!!
In opposizione ed in direzione della
finestra una zona più sabbiosa dove
sono state collocate le pietre
“verdi”.
Trovano posto innumerevoli altri ospiti, di cui non tanto per la loro
scarsa importanza nè per scarso
interesse faccio cenno, ma solo per
non fare un elenco simile ad un
catalogo. E’ tuttavia presente qualcosa di inquietante nella vasca: durante le notti
insonni (vedi algie causate da ernia
discale L) vado a trovare al piano di sotto i miei amici e cosa vedo, nel buio? Un
luccichio nell’acqua, simile al
richiamo luminoso estivo delle
lucciole. Chiamo la mia signora che
conferma il fatto: non sono vittima di allucinazioni. Forse si tratta di plancton
o copepodi immessi attraverso il
versamento dell’acqua naturale.
Chissà. Comunque
luccica, eccome!

foto
9:
zona
ombrosa con rifugio oscuro
Ho
prelevato per intero l’acqua
servendomi di alcune taniche ed ho
iniziato a far girare il tutto senza
illuminazione per circa 10 giorni.
Poi prima immersione dopo la quale
ho alloggiato alcune pietre vive
ricoperte di alghe ed invertebrati.
Ancora luce spenta. Altri 10 gg. e
torno dalla Sicilia con altro
materiale che immetto in vasca ed
attivo l’illuminazione. Fondo
sifonato; introduzione di alcuni
pesci e deposizione di sabbia per
circa 3/4 cm. Arrivano anche alcuni
vermi dal negozio di pesca, che
iniziano subito a girare sul fondo.
Sono
ospitati attualmente tra gli
invertebrati alcuni blocchi di cladocora
caespitosa, astroides
calicularis, parazoanthus
axinellae, due spirografi, alicia
mirabilis (prelevata durante il
primo tuffo, proprio il primo dopo
tre anni!!), ricci comuni ed uno
saetta, astrea
rugosa, haliotis lamellosa, anemonia
sulcata, paguri eccetera. Tra i
pesci un chromis chromis, un serranus
cabrilla alcuni labridi ed
alcuni piccoli blennidi.

foto
10: altro
particolare della faccia buia
Alghe
macro e micro tra cui codium
bursa, ventricaria sp. e caulerpa
racemosa.
Aggiungo
settimanalmente iodio e vitamina B.
Non effettuo la minima misurazione,
forse per non spaventarmi nel vedere
valori assurdi ma, fidatevi, tutti
stanno benissimo. L’anemone alice
si apre di notte in tutto il suo
splendore così come i polipi degli
astroides, che lo fanno anche
durante il giorno. Quelli della
cladocora sono sempre aperti e
fluttuano felici, ben illuminati. Le
anemonia sulcata sono belle
allungate e con la corona si nota
ben allargata. Segno che stanno
benone. Invece osservo con
attenzione la densità al fine di
comprendere se l’aggiunta (che ora
faccio a mano) di acqua dolce sia
corretta. Alimentazione varia tra
cui muscoli e gamberi congelati,
cibo in blister congelato e liquido
per invertebrati, artemia congelata,
copepodi e krill conservato in
liquido nonché alimento granulare
per pesci. Il tutto somministrato in
piccole dosi ed a giorni alterni,
osservando anche una giornata ogni
tre o quattro di digiuno. Alcuni
cambi d’acqua naturale proveniente
da differenti luoghi sulla costa
nella misura di 25 litri per volta e
senza particolari cadenze.
Per
il futuro? Oltre che augurarmi che
tutto possa funzionare per il meglio
vorrei completare l’hardware
della IKS con i moduli PH,
livello e temperatura; munire la
vasca di climatizzatore, reattore o
miscelatore di calcio e di sistema
automatico per il rabbocco
dell’acqua evaporata (che è
tanta, accidenti!). Piano piano,
secondo necessità e finanze.

foto
11: siamo in soggiorno, finalmente.
Ho
volutamente mischiato alcune nozioni
provenienti dalle tecniche al
momento utilizzabili in aquariofilia
ovvero quella del berlinese con
quella del med tradizionale per
provare ad ottenere il miglior
risultato possibile.
Situazione
al febbraio 2005.
Sono
passate le feste. Gli amici
acquatici hanno gradito le
prelibatezze somministrategli. Non
posso fare torti alla vasca: se
mangio scampi, uno finisce tra le
loro bocche e tentacoli. Il
panettone, no.

foto
12: Astroides in bella forma
Essenzialmente
ho nutrito durante questi mesi pesci
ed invertebrati con tanti alimenti
differenti. Ho acquistato anche
fitoplancton che somministro ogni
giorno. Gli astroides
sono cresciuti, ricoprendo con uno
splendido tessuto arancio delle zone
nei blocchetti lasciate a nudo;
alcuni spirografi hanno costruito
circa un centimetro di tubo
eccetera. A parte l”esplosione”
dell’anemone alice e la dipartita
di alcuni gamberetti localizzati e
terminati dai killer pinnuti, non ci
sono state quelle catastrofi
chimiche che immaginavo potessero
accadere. Nel caso dell’alice,
devo dire che sono rimasto
meravigliato: essa si nutriva
benissimo ed è restata per molto
tempo nella stessa posizione. Poi ha
deciso di effettuare un movimento ma
è cascata in bocca ad una anemonia
che le ha strappato alcuni
tentacoli. Pausa di riflessione con
crescita di quanto andato perduto
nello scontro. Poi nuovi
spostamenti, altri contatti
pericolosi con varie anemonie ed
infine, dopo aver girato per un
po’, l’ho vista andare in mille
pezzi sotto il getto di una pompa di
movimento (no, non è stata
risucchiata, poiché le pompe hanno
appositi filtri all’ingresso
dell’acqua!!!). Appena possibile
spero di acquistare il noto
refrigeratore, finanze permettendo.
A questo proposito sono stato
indirizzato da esperti al modello
idoneo per il mio litraggio della Resun.
In
modo sintetico ecco le novità:
allestito regolatore di livello
Tunze il quale preleva acqua
dolce da una tanica e l’immette
nell’ultimo scomparto della sump;

foto
13: sensori nella sump;
foto
14: display regolatore livello Tunze;
·
arrivato
il reattore di calcio PITU
aquarientechnik di Torino;
·
sostituita
la pompa dello schiumatoio con una
più potente (2600 lt/h);
·
immesso
parecchi mitili raccolti assieme al
groviglio di “barbette”, da cui
sono usciti in gran quantità
copepodi, vermetti e tante altre
gustosissime cose. A proposito: sono
riuscito ad appenderli in una
posizione similare a quella
naturale, ovvero a filo d’acqua.
Potendo disporre di uno sfondo
“morbido”, ho appeso i mitili
per qualche giorno con l’aiuto di
stuzzicadenti. Dopo qualche giorno
essi avevano già provveduto ad
ancorarsi in modo naturale;

foto 15: mitili ancorati allo
sfondo;
·
sparizione
delle planarie et
similia, che avevano fatto la
loro comparsa subito dopo
l’immissione dell’acqua;
·
crescita
in alcuni punti nella vasca e sulle
pietre di alga calcarea rosa;
·
nuovi
policheti dei quali si notano i
tubicini chiari calcarei, in gran
quantità;
·
crescita,
devo dire quasi impercettibile,
delle colonie di cladocora;
·
quasi
del tutto sparito il fenomeno della
moltiplicazione di cianobatteri, che
per un po’ mi hanno fatto
preoccupare visto il prolificare di
piccoli ceppi qua e là;
·
scarsa
crescita e moltiplicazione di caulerpa
racemosa;
tendo a cercare di mantenere il ph alto oltre che per i noti motivi,
anche per favorire la proliferazione
batterica in vasca.

foto
16: lato oscuro, rimaneggiato, in
attesa della collocazione definitiva
degli ospiti sessili;
Ho
introdotto nuovi spirografi ed una bunodactis
verrucosa, che dopo aver
soggiornato per alcuni giorni vicino
ad una pietra ed in bella vista, ha
pensato di sparire fuori vista.
Alcuni palemon sono belli carichi di
uova. Sembrerebbe andare tutto
bene… Il reattore deve essere
ancora installato ed ho acquistato
un set CO2 Aquili
per il funzionamento e verrà
caricato con sabbia corallina jumbo.
Per il momento termino l’idrossido
che ho a disposizione!!

foto 17:
anemonia, particolare;

foto
18: siamo alla fine…
Concludendo:
sono
bello carico e contento. Forse un
po’ troppo…
L’esperienza
appena narrata non vuol dimostrare
di aver approntato nulla di
eccezionale né tanto meno nulla di
particolarmente innovativo. Va da sé
comunque che l’allestimento di cui
sopra possa considerarsi
completamente anomalo, nel metodo e
nella sostanza. Prossimi
aggiornamenti, sia positivi che
negativi, verranno inviati all’AIAM.
Come
accennato all’inizio devo questo
risultato, per me assolutamente
positivo, alle osservazioni ed ai
suggerimenti degli amici med e di
quanti hanno contribuito ad
alimentare con nozioni ed esperienze
il ns. contenitore virtuale
naturalistico. Veramente, non più
virtuale ma reale, presente nelle
nostre case e sostanzioso, che
prende forma, proveniente dai nostri
desideri, di bellissime vasche
mediterranee. Grazie a tutti ed a
presto.
Maurizio
Ciolli.
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