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 Un benvenuto a tutti gli appassionati dell'acquario marino mediterraneo.

Un po’ di presentazioni:  mi chiamo Michele Abbondanza sono nato a Napoli 41 anni fa e vivo ora a Brescia e sono felicemente sposato con Daniela e papà di una bellissima bimba di 3 anni e mezzo, Sophia.

Mi si è presentata quest'opportunità di passare la mia esperienza ad altre persone che come me amano il mare. Se siete  amanti del perfezionismo della vasca non vi aspettate qui la tecnica dell'acquario modello. Dai miei errori ho imparato parecchio ma in realtà non si finisce mai di conoscere. Gli errori una volta scoperti sembrano banalità ma quando si ci deve scontrare con un problema al momento sembra insormontabile.  Alle volte basta non sovrappopolare la vasca per non commettere strafalcioni in vasca, sembra una cosa cretina, ma è per questa cosa che sono riuscito a limitare a volte i danni. Nonostante tutto gli errori fanno crescere ed è giusto commetterli. La mia esperienza si basa sui tanti errori fatti e le cose che troverete qui saranno, probabilmente, più utili per le persone che abitano lontane dal mare, parlando della raccolta e del trasporto, che per quelli che il mare lo trovano a 20mt da casa. Spero che i consigli e suggerimenti che trovate qui siano sufficienti per trovare uno spunto, mi auguro, anche chi è navigato d’acquari.

Ho cominciato a "buttarmi" in acqua molto presto, con la scusa che tutti gli anni andavo a trovare i nonni in Sardegna. Ad interessarmi un po’ più da vicino del mare però è stato necessario aspettare ancora qualche anno. Mettere la maschera e le pinne era diventata una cosa naturale. Il fucile subacqueo un errore come se ne commettono tanti.

Arrivò poi anche il momento di appendere i fucili per la caccia al muro e l’occasione per farlo si manifestò una notte che mi avrebbe cambiato per sempre. Una notte magica con un chiaro di luna spettacolare e una luminosità tale, sott’acqua, che quasi non c’era il bisogno di accendere la torcia. Ricordo quell’immersione notturna con dei flash che ancora oggi, dopo tanti anni, ritornano ad abbagliarmi. Appena entrato in acqua una nuvola bianca mi circondava e avvolgeva, erano minuscoli esseri che al contatto si illuminavano, ed era bellissimo perché ad ogni movimento era come accendere un lume. Quella notte sotto una grossa roccia scorsi una pinna e mi calai verso di essa per vedere cosa era ma appena raggiunsi l’imboccatura della roccia quel pesce si dileguò all’interno dove non potevo andare e nemmeno  guardare. Detti un’occhiata ma non era possibile vedere niente e quindi proseguii l’immersione. Ma era destino che poco più in là trovai ancora quella pinna e sembrava proprio quella di prima. Feci pressione sul grilletto del fucile  senza neanche sapere a cosa stavo mirando e tirai su … un tordo? …no non era un tordo era scuro sul dorso e più chiaro sul ventre con delle chiazze …che ricordavano … ma no non è possibile in questa zona non ho mai trovato cer…! Mi si bloccò il pensiero non riuscii a pensarla tutta quella parola e mi prese uno strano senso di colpa! Avevo voglia di tornare subito a riva ma non potevo lasciare gli altri amici ed andarmene da solo quindi rimasi dietro di loro e proseguii senza nemmeno più pensare a cosa stavo facendo. Ma al ritorno a casa guardai dentro il mio retino portapesci e scoprii quello che in acqua era già chiaro. Devo dire che quella fu l’ultima volta che andai a caccia e il fatto mi lasciò così male che mi sentivo quasi in dovere di riparare a tutte le immersioni che avevo fatto fino ad allora. Non avevo ancora capito il mio amore per il mare e quella ultima battuta di caccia fu l’epilogo di una parte della mia vita. Ora se ne apriva un’altra che come per magia mi fece abbracciare subito retini, secchi, taniche, acquari filtri ecc.. 

Il mio primo "acquario" era un semplicissimo cinque lastre con un filtro esterno senza neanche il coperchio da circa 120 lt lordi. "CHE ORRORE" starà commentando qualcuno di voi. Beh sicuramente è così. D'altronde si deve pur iniziare da qualcosa e allora i mezzi finanziari arrivavano solo lì, ma soprattutto non c’era il nostro forum.  Si stava aprendo una stagione di errori e di inaspettate gioie. Da quella vasca però non cominciai subito con il marino. Come si fa in questi casi si chiede consiglio ad i più esperti che si materializzano con il “negoziante di fiducia”. E questo esperto mi sconsigliò di cominciare con il marino. Quindi la trafila che fanno un po’ tutti: acquario tropicale dolce di comunità per poi passare a qualcosa di più impegnativo e via via sempre più difficile e sempre più a complicarsi la vita. Comperai un altro acquario da 250 lt e lì proseguii il cammino con il dolce. Poi un giorno, a causa di una infiltrazione d’acqua mi scoppiò il vetro di appoggio dell’acquario e qui bene o male sapete cosa succede e quello che bisogna fare. Comunque quell’anno, era più o meno tra l’82 e l’84, vendetti il 250 lt e rifeci di sana pianta il 120. Questa scelta fu difficile perché mi privavo di un acquario grande per tornare al piccolo ma purtroppo causa spazio e difficoltà nel rifare tutta la vasca da 250 lt questa fu la mia scelta.  Feci anche delle modifiche all’acquario. Ho aggiunto un coperchio autocostruito. Ho tagliato tre lastre di vetro e all'interno le ho coperte di plastica adesiva riflettente (si può fare anche con lo specchio ma è più pesante). Fatto un filtro biologico interno calcolandolo il 20% del totale della vasca ed un gruppo di luci nuove.

 

La prima vasca di marino mediterraneo:

Quell’anno fu anche il passaggio al marino mediterraneo. M’informai su cosa serviva. Allora di libri sul "MED" non n'esistevano o almeno io non n'ero riuscito a trovarne. Lessi in ogni modo il famoso "de graaf". Da analisi fatte poi con alcuni negozi della mia città trovai le famose differenze tra med e tropicale e ne dedussi che l'apparato principe della mia vasca era il famigerato "refrigeratore". Non potevo però spendere quella cifra, che allora era superiore all'acquisto di un refrigeratore di oggi, quindi decisi di farne a meno. Dovevo però limitare le specie da allevare ad i primi metri. Nasce quindi in modo non completo trasformando la vasca di acqua dolce in marino il mio primo med. Già qui qualcuno mi sconsigliò da fare simili operazioni perché le cellule di alcune alghe si riattivano anche dopo anni. Ma naturalmente le scoperte e gli errori bisogna farli da soli e perciò misi in atto la trasformazione.  Direi che per l’esperienza fatta le affermazioni allarmistiche, prima esposte, sono poco veritiere. Però continuavo ad ignorare le basi per andare avanti con il med. Ma arrivò l’occasione attesa al salone di Genova della nautica dove ogni anno la libreria del mare espone molti libri e lì trovai il manuale di Valerio Zupo. Fu un po’ la svolta, lì era scritto tutto chiaro e tondo, quindi bastava fare come diceva lui. Ma tra il dire ed il fare …mai come in questo caso c’era … il mare. Sembrava tutto facile facile. Mi accorsi ben presto che non era così. Quando partì l’acquario misi dentro poche cose ma alla prima occasione feci gli errori che fanno un po’ tutti i neofiti e quindi cominciarono i guai. Crescita di alghe patinose di tutti i colori e forme, da un certo punto di vista erano anche belle, per non parlare quelle filamentose. Andò così tutto l’inverno poi con l’estate e con il caldo la situazione peggiorò. A fine estate con la vasca che era penosa da vedere svuotai la vasca e rifeci tutto dall’inizio. Acqua sintetica e a ottobre feci un’immersione dalle parti di Portofino raccolsi parecchie bavose, donzelle e rocce vive e una buona scorta di acqua di mare. Per non farmi cogliere di sorpresa acquistai anche le pastiglie di ossigeno della HILENA e ne misi una buona quantità per ogni sacchetto. Arrivati a casa scaricai la macchina e le borse dove avevo riposto i pesci e le rocce. Era sera ma quando tirai fuori il primo sacchetto e lo misi in controluce non credetti ad i miei occhi la bavosa che era all’interno del sacchetto aveva la bocca aperta  e non dava più segni di vita. Mi prese un po’ d’angoscia e controllai subito tutti gli altri sacchetti era tutto come il primo… e le rocce? Almeno quelle…macchè l’acqua era marrone e probabilmente era tutto morto ne dedussi. Chissà forse qualcosa si poteva salvare, mah! Comunque mi prese lo sconforto. Dopo aver pensato di aver fatto tutto bene…quella cocente delusione non era affatto prevista. Ma il giorno dopo era ricaricato al massimo. Magari ci fosse stato il nostro forum di discussione! Parlando con il mio negoziante di fiducia capii l’errore e per la domenica successiva avevo già organizzato un’altra spedizione, era ormai fine ottobre. Devo dire che per la pesca  questa volta la mai scelta si orientò per Portovenere (La Spezia) e fu una scelta molto azzeccata. Presi varie protule, tre sprirografi, alcune rocce con dei bellissimi “microcosmus”, alcune attinie aiptasia delle alghe ed aggiunsi poi delle cozze acquistate in pescheria. Questo era il mio primo vero acquario mediterraneo e lo potete vedere qui. Tutto questo durò però fino ai primi caldi e corsi a adottare provvedimenti urgenti che sono consigliati sul libro di V. Zupo. Non bastò e le alghe cominciarono a morire gli spirografi vissero un poco di più ma poi mi lasciarono anche loro come quasi tutto quello che avevo inserito con tanta fatica ad ottobre. A fine estate, al ritorno dalle vacanze in Sardegna, mi portai qualcosa dal mare. Delle anemonie sulcate, un ghiozzo, un thalassoma giovane, una bavosa, un codium bursa trovato staccato sul fondo, un pezzo di posidonia staccata da qualche ancora, dei pezzi di roccia con halimeda tuna e varie rocce vive. Questo acquario andò avanti parecchio aiutato da un frigo di tipo ufficio di cui trovare una piccola descrizione più avanti nell’articolo.

Partendo dall'inizio il sale lo ho aggiunto direttamente in vasca e una volta raggiunta la densità ottimale ho lasciato girare l'acqua per alcune settimane (beate le persone che abitando vicino al mare possono permettersi il lusso di avere acqua marina naturale). Ora avevo una vasca piena d'acqua marina e con il fondo ricoperto di sabbia corallina mista a gusci tritati di conchiglie. Ho voluto accelerare il filtro, aggiungendo batteri liofilizzati. Una volta c'era poco da scegliere… ma oggi si potrebbe fare diversamente. Dopo qualche settimana sono pronto ad inserire delle cozze, quelle della pescheria vanno benissimo. Ho lasciato la vasca così per altre due settimane e le cozze sembravano stare benissimo. Non mi rimaneva che fare una gita al mare per raccogliere gli organismi che più mi si addicevano.  La mia attrezzatura per la pesca è stata arricchita e aggiornata negli anni imparando da innumerevoli errori così ora posso contare su una raccolta senza alcuna perdita di materiale vivo.   

Questa prima vasca però mi lasciava un po’ perplesso dal punto di vista tecnico prima e pratico poi. Il problema era la temperatura. Già! Sembrava si potesse fare a meno del refrigeratore… ed invece, nonostante i miei sforzi di circoscrivere le catture ai primi metri, il vivo in vasca soffriva. Allora poiché le "macchine del freddo" costavano parecchio decisi di inventarmi io qualcosa. Comperai un vecchio frigo "tipo studio", per intenderci quelli bassi con la ghiacciaia inserita all’interno,  lo modificai facendo passare due tubi, uno di entrata e l’altro di uscita dall’acquario, dove all’interno della vaschetta del freddo collocai una serpentina autocostruita con tubi di vetro diritti e tubi di gomma per fare i gomiti. Tra di loro una pompa sufficiente per prendere l’acqua dalla vasca e metterla nel “circuito frigo”.  Il risultato era che la temperatura si abbassava tra i tre e otto gradi, non molto per le temperature estive, però era sempre un buon risultato. Bene ora potevo sopportare l'estate con una certa sicurezza.

Michele Abbondanza - Castegnato 15 febbraio 2002

La vasca attuale di marino mediterraneo: 

Dimensioni: 89 x 35 x 60 – 129 litri lordi per circa 90-100 lt netti (dipende da quante rocce inserisco). Il coperchio è autocostruito con tre lastre di vetro che sono praticamente sempre aperte. All’inizio avevo messo della plastica adesiva riflettente verso il fondo per paura che ci fosse poca luce ora è stata tolta.

Filtro biologico: 20% del totale dell’acquario caricato con lana di perlon nel primo scomparto che lavo una volta alla settimana, tra il primo ed il secondo scomparto cannolicchi di ceramica e triangoli di ceramica, ultimo scomparto è occupato dalla pompa di circolazione che è una microjet da 320 lt/h

Illuminazione: due lampade da 18 watt ( che sono sovradimensionate per la mai vasca) posizionate all’interno della vasca sotto il coperchio autocostriuto. Sono due philips una è la 840 tld , quindi con temperatura colore di 4000° k, e una philips 950 tld, da 5000°k. Prossimamente è previsto un cambio luci ed anche un cambio nella temperatura colore delle due lampade. L’idea è di far accendere una lampada da 5000° k la mattina presto per  poi farla spegnere intorno alle 11.00 con l’accesa della seconda lampada da 6000° k per poi tornare a 5000° k alle 17.00 circa. Cercherò di tenere conto dell’alternanza delle stagioni per ricreare un ciclo più naturale possibile.Fondo:    filtro sottosabbia con sabbia corallina mescolata a grani piccoli e medi, all’inizio vi erano anche  le conchiglie tritate ma poi sono state tolte.  Il tipo di colore predominante è quello di una tipica spiaggia mediterranea nonostante si tratti di sabbia corallina. Pompa Aquarium systems da 1300 lt/h è molto potente ma è corredata di un regolatore di portata.

Pompe di circolazione: oltre alla pompa per il filtro biologico e quella sul filtro sottosabbia ho inserito un’altra pompa della “aquarium systems” da 500 lt/h sulla superficie. Ora avendo aggiunto la pompa da 1300 lt/h il movimento è assicurato.  

Mantenimento: la temperatura dell’acqua è variabile ma va dai 18° del periodo fine settembre inizio dicembre per passare sui 20° - 22° fino a fine aprile qui si raffedda per aumentare con l’estate. L’ultima ha visto la T arrivare fino a 29°. L’acqua viene cambiata nella misura del 20% ogni mese (non sempre) ora però sto pensando a fare cambi meno importanti ma più ravvicinati. Vengono inseriti oligoelementi e per un certo periodo ho usato soluzioni con solo calcio, iodio, stronzio e tracce di elementi con visibile apprezzamento della popolazione. Alterno mangime liofilizzato, surgelato ed ultimamente artemia schiusa da un giorno.

Mancano nella lista un refrigeratore, un dispositivo alba tramonto, un dispositivo onda, un dispositivo per maree,  uno schiumatoio, . Presto quest’ultimo verrà aggiunto alla lista.

 Michele Abbondanza (mabbond@aiam.info)

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