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Il progetto minimed, di Michele Abbondanza

 Il mini med nasce dalla voglia di rompere un po’ con gli schemi tradizionali dell’acquariologia ed anche come “banco prova” laboratorio dove trarre benèfiche conclusioni su situazioni limite. Oggi la tecnologia moderna e le esperienze continue consentono di poter avere un pezzo di scogliera di queste dimensioni, anzi è possibile ridurre ulteriormente queste dimensioni.

Con alcuni amici del gruppo dell’acquario mediterraneo ci stiamo cimentando in questo esperimento e ci piacerebbe pensare che da questo progetto uscissero una serie di vasche che possano far avvicinare quel gruppo di appassionati che per motivi di spazio non posseggono una vasca mediterranea.

 

Il progetto porterà allo sviluppo delle problematiche di un simile ambiente e permetterà, ne siamo convinti, di coltivare un piccolo pezzo di scogliera in spazi esigui. Le diversità dei problemi da affrontare sono comuni a qualsiasi altra vasca ma gli spazi esigui del minimed andranno a forzeranno alcune scelte. La base del progetto prevede una vasca di ridotte dimensioni dalla quale è possibile scegliere diverse soluzioni sia per quanto riguarda il filtraggio, sia per l’illuminazione che per la refrigerazione.

Le condizioni ambientali esterne alla vasca giocheranno poi a favore o sfavore come in qualsiasi altro ambiente.

 

Il mio progetto:  

1)           la scelta del posizionamento della vasca:

minimed v1.JPG (42044 byte)

a)      prevede il collocamento del minimed in taverna, un ambiente che riceverà luce naturale, non diretta, e questo eliminerà del tutto accessori legati alla creazione artificiale di alba e tramonto

 

b)      Possiamo prevedere che anche per quanto riguarda la notte il problema di creare notti lunari artificiali non sussiste.

c)      L’ambiente ha una temperatura che varia con le stagioni e si passa dai 16°-17° del periodo invernale ai 26°-28° del periodo estivo all’interno della vasca. Si rende necessario un accessorio per mantenere entro certi limiti la temperatura estiva.

2)           Il supporto vasca:

minimed v4.JPG (39682 byte)

     Ho fatto una scelta che prevede uno spostamento successivo. Comunque il supporto richiede caratteristiche di rigidità strutturale per non permettere movimenti pericolosi della vasca. E’ possibile scegliere un supporto in alluminio anodizzato, un supporto tradizionale in pannelli di legno o in calcestruzzo.       

 3) Il filtro: 

mimed v2 filtro.JPG (40452 byte)

a)      Al momento ho scelto un filtro sottosabbia ed un filtro esterno meccanico-biologico commerciale. Questa scelta verrà prossimamente modificata per cercare avere maggiore capacità. Il problema maggiore dell’impianto attuale è che con una caduta di corrente il filtro perde l’innesco con possibili gravi conseguenze sulla vasca.

4) L’illuminazione:

minimed v3.JPG (35378 byte)

Ho scelto inizialmente di non avere luce artificiale ma sfruttare quella naturale. Sembra che questa scelta per il momento non sia ottimale in quanto la caulerpa prolifera non cresce in modo ottimale e si stanno un poco degradando le rocce vive. In pratica si sono un poco spelate dalla peluria di alghe incrostanti.

la vasca co.JPG (47149 byte) La vasca:

-dimensioni:      40x30x40 = 48 litri lordi

-filtro:               sottosabbia + esterno meccanico-biologico

-luci                 naturale

 

-Partenza acquario: 24 aprile 2002

-immissione primi organismi: 19 maggio 2002

 

Organismi ospitati:

 

 

   pesci:       trypterigion tripteronotus (peperoncino)

   alghe:       caulerpa prolifera

                        udotea petiolata          

                        posidonia oceanica

   invertebrati:   conus mediterraneus

                              monodonta turbinata

                              chiton olivaceus

 

I test dicono che:

KH      = 9°

PH       = 8,1-8,2

NO2      = <0,1

PO4    =  1,0 ppm

 

Le prime modifiche:

1)       filtro:

Ho sostituito il filtro millennium 1000 di A.S. per la perdita dell’innesco durante alcune cadute di corrente nella mia zona. Ho scelto un filtro a cartuccia esterno della Askoll con rubinetteria che mi permette una facile manutenzione potendo staccare la cartuccia senza perdere nemmeno l’innesco. La parte filtrante è caricata con spugne, cannolicchi superporosi e lascio uno spazio libero per poter inserire un’eventuale carica di carbone attivo o altro.

2)       luce artificiale:

Ho dovuto rivedere anche questa sezione del progetto. Pur ricevendo luce naturale non diretta non ho notato benefici utilizzando questa soluzione, anche se nel mediterraneo la luce non è così forte come in un reef, ho dovuto aggiungere un piccolo neon. Anche questa per il momento è una soluzione tampone perché sto studiando un meccanismo che mi permetta di avere due zone illuminate in modo differente. Soluzione ottimale ma anche impegnativa dal punto di vista del progetto in quanto le caratteristiche delle lampade a volte non esistono oppure si fa fatica ad avere una corretta informazione.

3) osmoregolatore:

Ho dovuto inserire questo accessorio forzatamente per il periodo delle ferie anche se non avendo una grandissima evaporazione avrei causato sicuramente dei problemi alla vasca.

Il progetto è stato preso dal sito di tropicalreef.

[Vai alla vasca grande]

 

Foto di febbraio 2003

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rouxi.JPG (66921 byte)

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vista.JPG (79168 byte)

Foto di Gennaio 2003

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halimeda e microcosmus.JPG (117566 byte)

Idroidi.jpg (49652 byte)

Idroidi2.jpg (52622 byte)

occhio di S.Lucia.JPG (93572 byte)

veduta generale.JPG (149260 byte)

minimed .JPG (72072 byte)

minimed all.JPG (79389 byte)

impianto elettrico.JPG (77556 byte)

particolare impianto.JPG (87354 byte)

or. monodonta .JPG (24789 byte)

or. electra posidoniae co.JPG (20708 byte)

or. balanophyllia co.JPG (21590 byte)

or. balanophyllia1 co.JPG (38689 byte)

or. posidonia invasa.JPG (39372 byte)

or. organismi ospitati.jpg (178150 byte)

or. particolare sasso .JPG (49893 byte)

or. particolare.JPG (55703 byte)

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