
|

|
Il
mini med nasce dalla voglia di rompere un po’ con gli schemi
tradizionali dell’acquariologia ed anche come “banco prova”
laboratorio dove trarre benèfiche conclusioni su situazioni limite.
Oggi la tecnologia moderna e le esperienze continue consentono di
poter avere un pezzo di scogliera di queste dimensioni, anzi è
possibile ridurre ulteriormente queste dimensioni. |
Con
alcuni amici del gruppo dell’acquario mediterraneo ci stiamo cimentando
in questo esperimento e ci piacerebbe pensare che da questo progetto
uscissero una serie di vasche che possano far avvicinare quel gruppo di
appassionati che per motivi di spazio non posseggono una vasca
mediterranea.
Il
progetto porterà allo sviluppo delle problematiche di un simile ambiente
e permetterà, ne siamo convinti, di coltivare un piccolo pezzo di
scogliera in spazi esigui. Le diversità dei problemi da affrontare sono
comuni a qualsiasi altra vasca ma gli spazi esigui del minimed andranno a
forzeranno alcune scelte. La base del progetto prevede una vasca di
ridotte dimensioni dalla quale è possibile scegliere diverse soluzioni
sia per quanto riguarda il filtraggio, sia per l’illuminazione che per
la refrigerazione.
Le condizioni ambientali esterne alla
vasca giocheranno poi a favore o sfavore come in qualsiasi altro ambiente.
Il
mio progetto:
1)
la
scelta del posizionamento della vasca:
|

|
a)
prevede il collocamento del minimed in taverna, un ambiente
che riceverà luce naturale, non diretta, e questo eliminerà del
tutto accessori legati alla creazione artificiale di alba e tramonto |
b)
Possiamo prevedere che anche per quanto riguarda la notte il
problema di creare notti lunari artificiali non sussiste.
c)
L’ambiente ha una temperatura che varia con le stagioni e si
passa dai 16°-17° del periodo invernale ai 26°-28° del periodo estivo
all’interno della vasca. Si rende necessario un accessorio per mantenere
entro certi limiti la temperatura estiva.
2)
Il supporto vasca:
|

|
Ho fatto una scelta che prevede uno
spostamento successivo. Comunque il supporto richiede
caratteristiche di rigidità strutturale per non permettere
movimenti pericolosi della vasca. E’ possibile scegliere un
supporto in alluminio anodizzato, un supporto tradizionale in
pannelli di legno o in calcestruzzo. |
3)
Il filtro:
|

|
a)
Al momento ho scelto un filtro sottosabbia ed un filtro
esterno meccanico-biologico commerciale. Questa scelta verrà
prossimamente modificata per cercare avere maggiore capacità. Il
problema maggiore dell’impianto attuale è che con una caduta di
corrente il filtro perde l’innesco con possibili gravi conseguenze
sulla vasca. |
4)
L’illuminazione:
|

|
Ho
scelto inizialmente di non avere luce artificiale ma sfruttare
quella naturale. Sembra che questa scelta per il momento non sia
ottimale in quanto la caulerpa prolifera non cresce in modo ottimale
e si stanno un poco degradando le rocce vive. In pratica si sono un
poco spelate dalla peluria di alghe incrostanti. |
La
vasca:
-dimensioni:
40x30x40 = 48 litri lordi
-filtro:
sottosabbia + esterno meccanico-biologico
-luci
naturale
-Partenza acquario: 24
aprile 2002
-immissione primi
organismi: 19
maggio 2002
|

Organismi
ospitati:
pesci: trypterigion tripteronotus (peperoncino)
alghe: caulerpa prolifera
udotea petiolata
posidonia oceanica
invertebrati: conus mediterraneus
monodonta turbinata
chiton olivaceus
I
test dicono che:
KH
= 9°
PH
=
8,1-8,2
NO2
= <0,1
PO4
=
1,0 ppm
Le
prime modifiche:
1)
filtro:
Ho
sostituito il filtro millennium 1000 di A.S. per la perdita
dell’innesco durante alcune cadute di corrente nella mia zona. Ho
scelto un filtro a cartuccia esterno della Askoll con rubinetteria
che mi permette una facile manutenzione potendo staccare la
cartuccia senza perdere nemmeno l’innesco. La parte filtrante è
caricata con spugne, cannolicchi superporosi e lascio uno spazio
libero per poter inserire un’eventuale carica di carbone attivo o
altro.
2)
luce artificiale:
Ho dovuto rivedere
anche questa sezione del progetto. Pur ricevendo luce naturale non
diretta non ho notato benefici utilizzando questa soluzione, anche
se nel mediterraneo la luce non è così forte come in un reef, ho
dovuto aggiungere un piccolo neon. Anche questa per il momento è
una soluzione tampone perché sto studiando un meccanismo che mi
permetta di avere due zone illuminate in modo differente. Soluzione
ottimale ma anche impegnativa dal punto di vista del progetto in
quanto le caratteristiche delle lampade a volte non esistono oppure
si fa fatica ad avere una corretta informazione.
3) osmoregolatore:
Ho dovuto inserire questo accessorio
forzatamente per il periodo delle ferie anche se non avendo una
grandissima evaporazione avrei causato sicuramente dei problemi alla
vasca.
Il
progetto è stato preso dal sito di tropicalreef.
|
|
[Vai
alla vasca grande]
Foto
di febbraio 2003
Foto
di Gennaio 2003







|