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La pagina di Stefano C.A. Rossi

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Aggiornamento Gennaio 2004

La vasca procede bene senza scossoni con l’eccezione di una infezione da Cryptocarion che sembra risolta. Gli ospiti più voluminosi ed invadenti sono tornati a mare (sarago, bavosa) i te peperoncini crescono. Una delle femmine presenta il ventre gonfio, chissà…..

Gli invertebrati godono di salute migliore. Ho portato in piena luce tutti gli esemplari di Balanophyllia europea, poiché i due messi in ombra erano chiaramente in sofferenza: evidente per i tessuti meno “rigonfi” sullo scheletro e la scarsa tendenza all’estroflessione, al contrario dell’esemplare mantenuto  sul terrazzino sotto alle lampade. Non ci sono state perdite tra i molluschi ad eccezione delle due cozze (provenienti tuttavia dal bancone del pesce di un supermercato di Milano…). Altri gasteropodi e bivalvi sembrano in grande forma. Al fondo è ripresa la crescita delle alghe calcaree rosa che si stanno lentamente spandendo, la Peysonnelia è perfetta e direi che cresce, piccoli esemplari di Udotea sono comparsi, e la Caulerpa prolifera cresce bene mentre la taxifolia è decisamente più lenta. I due gamberi schioccatori del genere Alpheus adesso condividono la tana…. I Palaemon continuano ancora a riprodursi nonostante i 21°C, ma questo non fa testo. Sono cresciute molte ofiure filtratrici, che sporgono le loro braccia setolose dalle cavità delle rocce e del terrazzini; deve esserci stata una riproduzione, perché tra il ghiaietto del fondo ho notato una presenza massiccia di ofiurette di pochi millimetri. Sono comparsi altresì svariati celenterati microscopici, aspettiamo che crescano. L’ultimo cambio d’acqua naturale è di ottobre, può essere che abbia immesso allora delle larve planctoniche.

Sul “terrazzino volante” di travertino dopo i primi vermetti bianchi hanno iniziato a crescere alghe patinose, eliminate dall’astrea e dalle asterine, dopodiché han cominciato a crescere alghe bruno-rossastre con un tallo ben definito in ciuffetti gradevoli; una piccola cozza si è fissata e cresce; sono spuntate due corolle di  tentacoli lunghi 4 millimetri di chissà-che-cosa. Lì vicino alla superficie l’Halimeda continua a produrre foglie nuove, sebbene restino piccole e vengono coperte in fretta da alghette epibionti; l’aspetto interessante è che alcuni rametti si sono autonomamente attaccati alla roccia. Su un angolo si sono attaccati anche tre ramoscelli di Corallina elongata, alga calcarea del battente d’onda, sopravvissuti dalla primavera scorsa; vediamo che succede.

La piccola colonia di Cladocora che ho inserito (10 polipi) sta molto bene ed è regolarmente estroflessa, come la Balanophyllia, quando la luce è accesa. Ambedue questi coralli accettano bocconcini sostanziosi modello anemone, estroflettendo enormemente la bocca. Nella foro allegata si vedono due polipi della Cladocora contendersi lo stesso pezzetto di polpa di pesce!

 

Aggiornamento febbraio 2003

Ad alcuni mesi dall’avvio  la voglia di ampliare il minimed e gli spazi ridotti mi hanno portato a trasferirlo in blocco nella vasca da 100 litri; sono bastate abbondanti taniche di acqua di mare naturale, e l’arredamento è stato integrato con un prelievo di sabbia marina, un’aggiunta di sabbia corallina ed un paio di rocce vive in più. Ho aggiunto un terrazzino di travertino appeso al vetro perché la bavosa cercava in tutti i modi di sostare presso la superficie usando i tubi, il filtro, il termometro….

 

Inoltre ho avviato il minirefrigeratore.

La popolazione dei vertebrati adesso è costituita dal Blennius pavo, dal Crenilabrus scina (tordo musolungo) e dal tordo verde. Tra gli invertebrati:

Palemon serratus

Paguro non identificato

Halocinthia papillosa

Microcosmus vulgaris

Asterina gibbosa

Echinaster sepositus

Paracentrotus lividus

Actinia equina

Condylactis sp.

 

Astrea rugosa

Lima hians

Mytilus edulis (salvati dagli spaghetti)

Gibbula sp.

Chiton sp.

Lithophaga lithophaga

Verongia aerophoba

 

Halimeda tuna

Caulerpa prolifera.

 

Il minimed dopo otto mesi poteva considerarsi un acquario già stabilizzato: nitrati bassissimi, crescita di alghe superiori, crescita consistente di alghe calcaree rosa, grazie anche alla kalkwasser utilizzata per reintegrare la forte evaporazione. Le alte temperature estive di milano (> 34°C) sono state tamponate con l’uso di una ventola da alimentatore PC, e di conseguenza per le ferie ho costruito un osmoregolatore rudimentale ma efficace secondo un progetto trovato in rete; dalla foto si evidenzia la pregevole estetica post-industriale (nel senso aspetto da rottame, ma tant’è: quella era l’origine dei materiali…).

Ai primi di ottobre il grande trasferimento: via i rimasugli dulcacquicoli, allestimento marino del 100 litri.

Nella vasca più grande la situazione in verità si è rivelata piuttosto dinamica, ed è ancora, per così dire, in fase interlocutoria dopo quattro mesi. L’inserimento della prolifera ha portato ad una progressiva riduzione fino alla scomparsa di C. taxifolia e C. racemosa. I Paracentrotus sono entrati clandestini da piccolissimi (il più grosso era 4 mm), ed ora (fine gennaio) misurano alcuni centimetri ed hanno divorato completamente la caulerpa (li trovavo coi “filloidi tra i denti”) e roso abbastanza rocce vive ed alghe calcaree. Sopravvive la Halimeda tuna, che continua a emettere foglioline nuove (una ogni 7-15 giorni) ma viene pesantemente sbocconcellata dal paguro.

Le asterine contribuiscono ad eliminare le alghe dal vetro di fondo che non ho mai pulito artificialmente; sono curiose le tracce labirintiche che lasciano (vedi la foto). Tuttavia seppur simpatiche si sono rivelate predatori insaziabili di bivalvi ed hanno più volte attaccato i celenterati, salvati dal mio intervento manuale; hanno digerito anche i due spirografi dopo i tagli al tubo inferti dal paguro.

Anche i Palaemon è probabile siano talvolta predatori di molluschi: li ho visti più di una volta “pinzettare” all’interno di gusci, ma non è verificato che siano morti per altre cause. Ma cosa fa morire una Gibbula in piena crescità?

La  spugna Verongia aerophoba era entrata accidentalmente con un folto ciuffo di caulerpa e sedimento; insieme ad essa una Tylodina perversa, mollusco opistobranco giallo; la spugna cresceva ed il mollusco se ne cibava. Non ho mai visto la radula in azione su altri substrati, credo che la dieta sia specializzata ed esclusiva. Purtroppo la Tylodina è morta; non di fame poiché la Verongia cresce, ma credo per i nitrati sopra ai 10 mg/l. La Verongia continua a crescere, lentamente, si è riattaccata al substrato ed ha formato nuovi osculi. Incredibilmente anche la Halocinthia papillosa si è riattaccata ad una pietra ricoperta da alghe calcaree rosa. Le sue “radichette” hanno aderito al nuovo substrato, mai visto prima.

Ora mi restano tre problemi da affrontare: il filtraggio (inserirò un piccolo schiumatoio), l’illuminazione (20W aqua-glo sono pochi) ed il reintegro del calcio; refrigerando l’evaporazione è nulla, ed ho notato che lentamente le alghe calcaree rosa stanno deperendo: quindi il reintegro di calcio fa sicuramente la differenza da questo punto di vista.

Prima di ogni altro inserimento di rocce vive ed alghe tuttavia riporterò a mare il paguro, almeno due asterine e tutti i paracentrotus, come già accadde al loro grosso cugino ospitato per qualche tempo nel minimed: in due mesi portò le rocce vive ad essere due pietre e basta.

L’avventura continua.  

 

Vai al MiniMed di Stefano

Come costruire un supporto per le pompe

Acquario Parco delle Navi di Cattolica

Gennaio 2004

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Cladocora_polipi_affamati.jpg (42293 byte)

Echinaster.jpg (42172 byte)

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Balanophyllia_europea.jpg (46230 byte)

 

Ottobre 2003

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Miriapora_Tethya_Halocynthia.jpg (975133 byte)

Panoramica ottobre 2003.jpg (816559 byte)

Balanophillia_Cladocora3.jpg (1362589 byte)

sarago (ottobre 2003)

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prima (giugno 2003)

Sarago alla raccolta

 

Giugno 2003

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CIOTTOLO_CON_SPUGNA.jpg (44231 byte)

Trypterigion_tripteronotus.jpg (59279 byte)

 

Maggio 2003

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S_terrazzino.JPG (56919 byte)

Gennaio 2003

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N_generale.jpg (38031 byte)

N_generale2.jpg (39410 byte)

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