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La creazione di un nuovo
acquario: il desiderio prende forma.
Dopo
molti anni di pausa dagli acquari, con la scusa della bimba sono arrivati
due orifiamma con vaschetta in plastica, da lì un acquarietto da 40
litri, poi, passati a miglior vita, pesci tropicali d’acqua dolce; la
fame vien mangiando (ai familiari, la mia è atavica) e così arriva una
vasca da 100 litri (già impegnativa per le dimensioni della nostra
casetta a Milano...). Aver trovato il sito di Sandro ed amici con gli
articoli di Alessandro Cellerino è stato, un fulmine a ciel sereno. Già,
perchè con acquari per casa fin da quando ero alle elementari, ero
arrivato a gestire con alcuni amici un mediterraneo da 500 litri autocostruito, una bella misura (soprattutto per degli squattrinati).
All’epoca la parola d’ordine era che sotto ai 150-200 litri niente
poteva sopravvivere.
Immediatamente, così per
iniziare, poso gli occhi sulla vaschetta da 40 litri, che ospita oramai
solo un ancistrus e guppy e tante piante. Pronto trasloco dei viventi,
eliminazione dei materiali filtranti e lavaggio di vasca, filtro pompa
ecc.
L’occasione:
gita a Genova per visitare l’Acquario. Farcitura del bagagliaio:
attrezzature da apnea, sacchetti, elastici, 2 borse frigo, due taniche.
Obiettivo: scogliere presso Nervi.
Trovo
un punto di ripiego, quello ideale è irraggiungibile per reti e altro; la
costa rocciosa è un po’ riparata, acqua bassa, venute di acqua dolce
dalla scogliera ricoperta di alghe verdi: quindi ambiente non perfetto,
ideale per prelevare organismi da destinare ad un acquario non
refrigerato. Raccolgo sabbia medio-grossolana e ciottoli, due pietre vive
sul fondo di una spaccatura a pelo d’acqua, qualche alga con un po’ di
incrostazioni di supporto (il tutto con le unghie, roba da geologi!), un
riccio (gradito da moglie e figli) ed un paguro in una conchiglia di Cerithium. Per finire due taniche di acqua!
Rientro
a Milano al volo, e allestimento: il momento magico è arrivato (chissà perchè, allestire un acquario dà sempre quella sensazione....).
Filtro:
lana di perlon, cannolicchi superporosi (tutti avanzi dell’altro
acquario), pompa a immersione 240 l/h nel solito filtro nero laterale.
L’aeratore l’ho messo a schiumare nello spazio del riscaldatore, tanto
per ossigenare un po’ senza schizzare in un acquario così piccolo.
Lampada AcquaGlo 18.000°K, per me dà una luminosità molto attraente
anche se fa sparire le tonalità rosse, fa crescere i vegetali ma poco le
micro-alghe.
Fondo:
due terzi sabbia, un terzo ghiaia, dal lato del filtro. Le due pietre
vive, sottili, messe a coltello inclinate in modo da giocare tra flusso
della pompa e luce. Ciuffi di alghe con incrostazioni un po’ qui un
po’ là.
Il
paguro ed il riccio sembrano subito a loro agio. Poi scopro il microcosmo.
Un anemone, forse una attinia equina, di un centimetro, crostacei, vermetti, gasteropodi, piccoli bivalvi, un riccio di 4 millimetri, una
Fissurella ed una patella un po’ più piccole.
L’attuale
allestimento è stato concepito essenzialmente per avviare il filtro ed il
fondo. Dopo tre settimane il riccio ed il paguro hanno spelato alquanto le
rocce e la
Cystoseria; il
riccio gradisce anche la zucchina; dopo 15 giorni alcune specie di
corallinacee mostrano segni di decadenza, sebbene rabbocchi circa 0,6
litri a settimana con kalkwasser, per illuminazione e circolazione non
ideali. L’incremento di nitrati ha fatto partire il fitoplancton, le
spugne sembrano crescere, nasce di tutto sui vetri ed il riccio quando ha
fame inizia a viaggiare come un panzer. Fra una settimana farò un primo
cambio di acqua. In realtà sono in anticipo rispetto ai tempi previsti,
ma il riccio “sporca” come un cavallo... La temperatura resta sui 23
gradi, ho eliminato il reattore e aperto il coperchio; poi studierò
qualcosa. Insomma, l’avventura è ricominciata.
Per
adesso la vasca contiene:
Alghe:
·
Dictyopteris membranacea
·
Cystoseira sp.
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Grosse alghe brune a cespuglio
non identificate
·
Ulva lactuca
·
Corallina elongata
Animali:
·
1Paracentrotus lividus
·
un riccio credo della stessa
specie ma di 5 mm
·
1Paguro non identificato
(piccolo e verdino)
·
Fissurella sp. (gasteropodo)
·
2 Monodonta o Gibbula (gasteropodo,
molto piccoli)
·
svariate Triphora sp.
(gasteropodi)
·
Mytilaster minimus (id.
incerta)
·
Numerosi crostacei isopodi ed amfipodi, vermi, briozoi più un’infinità di esserini troppo piccoli
per essere osservati alla lente.
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