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Il MiniMed di Stefano C.A. Rossi 

 

 

La creazione di un nuovo acquario: il desiderio prende forma.

 Dopo molti anni di pausa dagli acquari, con la scusa della bimba sono arrivati due orifiamma con vaschetta in plastica, da lì un acquarietto da 40 litri, poi, passati a miglior vita, pesci tropicali d’acqua dolce; la fame vien mangiando (ai familiari, la mia è atavica) e così arriva una vasca da 100 litri (già impegnativa per le dimensioni della nostra casetta a Milano...). Aver trovato il sito di Sandro ed amici con gli articoli di Alessandro Cellerino è stato, un fulmine a ciel sereno. Già, perchè con acquari per casa fin da quando ero alle elementari, ero arrivato a gestire con alcuni amici un mediterraneo da 500 litri autocostruito, una bella misura (soprattutto per degli squattrinati). All’epoca la parola d’ordine era che sotto ai 150-200 litri niente poteva sopravvivere.

Immediatamente, così per iniziare, poso gli occhi sulla vaschetta da 40 litri, che ospita oramai solo un ancistrus e guppy e tante piante. Pronto trasloco dei viventi, eliminazione dei materiali filtranti e lavaggio di vasca, filtro pompa ecc.

L’occasione: gita a Genova per visitare l’Acquario. Farcitura del bagagliaio: attrezzature da apnea, sacchetti, elastici, 2 borse frigo, due taniche. Obiettivo: scogliere presso Nervi.

Trovo un punto di ripiego, quello ideale è irraggiungibile per reti e altro; la costa rocciosa è un po’ riparata, acqua bassa, venute di acqua dolce dalla scogliera ricoperta di alghe verdi: quindi ambiente non perfetto, ideale per prelevare organismi da destinare ad un acquario non refrigerato. Raccolgo sabbia medio-grossolana e ciottoli, due pietre vive sul fondo di una spaccatura a pelo d’acqua, qualche alga con un po’ di incrostazioni di supporto (il tutto con le unghie, roba da geologi!), un riccio (gradito da moglie e figli) ed un paguro in una conchiglia di Cerithium. Per finire due taniche di acqua!

Rientro a Milano al volo, e allestimento: il momento magico è arrivato (chissà perchè, allestire un acquario dà sempre quella sensazione....).

Filtro: lana di perlon, cannolicchi superporosi (tutti avanzi dell’altro acquario), pompa a immersione 240 l/h nel solito filtro nero laterale. L’aeratore l’ho messo a schiumare nello spazio del riscaldatore, tanto per ossigenare un po’ senza schizzare in un acquario così piccolo. Lampada AcquaGlo 18.000°K, per me dà una luminosità molto attraente anche se fa sparire le tonalità rosse, fa crescere i vegetali ma poco le micro-alghe.

Fondo: due terzi sabbia, un terzo ghiaia, dal lato del filtro. Le due pietre vive, sottili, messe a coltello inclinate in modo da giocare tra flusso della pompa e luce. Ciuffi di alghe con incrostazioni un po’ qui un po’ là.

Il paguro ed il riccio sembrano subito a loro agio. Poi scopro il microcosmo. Un anemone, forse una attinia equina, di un centimetro, crostacei, vermetti, gasteropodi, piccoli bivalvi, un riccio di 4 millimetri, una Fissurella ed una patella un po’ più piccole.

L’attuale allestimento è stato concepito essenzialmente per avviare il filtro ed il fondo. Dopo tre settimane il riccio ed il paguro hanno spelato alquanto le rocce e la 

Cystoseria;  il riccio gradisce anche la zucchina; dopo 15 giorni alcune specie di corallinacee mostrano segni di decadenza, sebbene rabbocchi circa 0,6 litri a settimana con kalkwasser, per illuminazione e circolazione non ideali. L’incremento di nitrati ha fatto partire il fitoplancton, le spugne sembrano crescere, nasce di tutto sui vetri ed il riccio quando ha fame inizia a viaggiare come un panzer. Fra una settimana farò un primo cambio di acqua. In realtà sono in anticipo rispetto ai tempi previsti, ma il riccio “sporca” come un cavallo... La temperatura resta sui 23 gradi, ho eliminato il reattore e aperto il coperchio; poi studierò qualcosa. Insomma, l’avventura è ricominciata.

Per adesso la vasca contiene:

Alghe:

·        Dictyopteris membranacea

·        Cystoseira sp.

·        Grosse alghe brune a cespuglio non identificate

·        Ulva lactuca

·        Corallina elongata

Animali:

·        1Paracentrotus lividus

·        un riccio credo della stessa specie ma di 5 mm

·        1Paguro non identificato (piccolo e verdino)

·        Fissurella sp. (gasteropodo)

·        2 Monodonta o Gibbula (gasteropodo, molto piccoli)

·        svariate Triphora sp. (gasteropodi)

·        Mytilaster minimus (id. incerta)

·        Numerosi crostacei isopodi ed amfipodi, vermi, briozoi più un’infinità di esserini troppo piccoli per essere osservati alla lente.

Vai al MiniMed di Stefano

Come costruire un supporto per le pompe

Acquario Parco delle Navi di Cattolica

Foto 2003

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Foto  2002

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