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Il discorso sulla
Luria lurida prende le mosse proprio da alcune errate convinzioni che
l’hanno catalogata come specie che si ciba di alghe oltre che di spugne.
Detto questo con il primo esemplare di Luria lurida mi ero limitato
esclusivamente a fornire vegetali vari ed in quantità rilevante per
cercare di far trovare a proprio agio l’animale. Dalle osservazioni però
qualcosa non quadrava: i vegetali non venivano calcolati dal mio esemplare
che invece preferiva stazionare vicino alle piccole spugne. Si sa che
spesso gli animali in cattività assumono dei comportamenti non proprio
abitudinari per la propria specie ma che addirittura cambiassero dieta mi
pareva troppo. Dopo circa 2 mesi la Luria, sempre sotto attenta
osservazione, aveva divorato una tethya aurantium ed altre piccolissime
spugne ma tutte le specie vegetali della vasca erano perfettamente
intatte.
Decisi allora di non
immettere più spugne nella vasca per vedere se si era trattato solo di
una questione di preferenze alimentari: la Luria allietò la mia vasca per
altri 4 mesi e poi improvvisamente morì. Togliere dalle proprie vasche un
animale morto è sempre una sconfitta e proprio perché si trattava di un
animale che mi interessava particolarmente la cosa mi diede fastidio e non
poco. In realtà i fatti però parlavano chiaro: decisi di riprovare e
misi un altro esemplare nella vasca che nel frattempo era stata
adeguatamente rifornita di spugne di vario genere. Il nuovo inquilino
passava da una spugna all’altra non calcolando minimamente i vegetali.
Era chiaro che la sua dieta si basava esclusivamente sulle spugne, ma si
trattava si capire quali fossero le sue spugne preferite. Dopo qualche
mese di osservazioni e prove con diversi poriferi sono arrivato alla
conclusione che il cibo preferito della Luria lurida è la spugna
Aiplysina aerophoba su cui si rinvengono numerosi esemplari in mare
durante le ore notturne. Non disdegna neppure Tethya aurantium e qualche
altra specie, ma senza dubbio l’Aiplysina è il suo pasto preferito.
Restava da chiarire
ancora un dubbio: fin dalla prima settimana mi ero accorto che il primo
esemplare emetteva escrementi contestualmente o quasi all’assunzione di
cibo sotto forma di cilindretti bluastri e scuri. L’assenza di
escrementi in una vasca priva di qualsiasi altro organismo che non fosse
sedentario mi aveva portato a pensare che l’esemplare in questione non
mangiasse.
Tale situazione era
rimasta inalterata fino alla morte dell’animale esattamente a distanza
di circa 4 mesi dall’ultimo avvistamento di feci. Ne consegue che si
tratta di un animale che può stare anche 4 mesi senza cibarsi. Certo, a
posteriori, non ripetendo l’errore di non immettere più spugne in vasca
la mia prima Luria lurida forse sarebbe ancora in vita. In ogni caso spero
che queste osservazioni possano aiutarci ad ospitare gli esemplari di
questo bellissimo animale garantendo loro almeno una corretta
alimentazione oltre ad una temperatura dell’acqua rigorosamente mai al
di sopra dei 24°C.
Giovanni Verazza
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