Plancton fatto in casa, parte 1, di Mario Loffredo

 

 

 Il fitoplancton(cioè l’insieme delle alghe planctoniche) è alla base della catena alimentare nel mondo acquatico, basti pensare che quasi tutto lo zooplancton (gli organismi animali planctonici) si nutre di fitoplancton ed è a sua volta il principale nutrimento di molti invertebrati, pesci e cetacei.

Ecco come coltivare in casa, con materiali d’ uso comune e un po’ di pazienza, questo straordinario e versatile alimento,che possiamo utilizzare per nutrire invertebrati filtratori e i Rotiferi, microscopici organismi indispensabili per l’ alimentazione delle larve di moltissimi pesci, in particolare di specie marine.

Il fitoplancton è formato da alghe unicellulari microscopiche, singolarmente invisibili ad occhio nudo ma che rivelano la loro presenza colorando l’acqua di verde o marrone a seconda della specie.Come contenitori per le colture si possono usare delle normali bottiglie trasparenti quelle dell’acqua minerale; elementi, indispensabili sono inoltre: l’illuminazione, i nutrienti e, naturalmente l’acqua.Possiamo usare qualsiasi tipo d’acqua, importante è che abbia un ph > 7ed una durezza media, inoltre dev’ essere assolutamente priva di cloro.Per le alghe marine, l’acqua da utilizzare si può preparare con gli appositi sali sintetici soluzione senz’altro più comoda perché ci dà la sicurezza (relativa) di non influire sulla purezza dei ceppi in coltura; viceversa se si preleva l’acqua direttamente in mare o si utilizza quella di un acquario, è necessario bollirla per evitare che altre alghe o microrganismi patogeni possano compromettere la coltura. Una volta deciso il tipo d’acqua da utilizzare, dobbiamo provvedere a creare un substrato adatto per agevolare al massimo lo sviluppo delle nostre microalghe.Gli acquariofili ben sanno che le alghe, per proliferare hanno bisogno di sostanze nutritive disciolte in acqua: a tale scopo sono stati studiati fertilizzanti specifici, arricchiti di tutte le sostanze necessarie allo sviluppo delle microalghe. Purtroppo, il costo elevato di questi fertilizzanti ne limita l’uso agli impianti d’acquacoltura e ai laboratori di ricerca.  

Parte 2

Parte 3

Parte 4

 

 

Per le nostre microalghe “casalinghe” abbiamo optato per un fertilizzante per uso agricolo (vedi tabella fertilizzante): ottimi risultati si ottengono con fertilizzanti contenenti il 6% d’azoto, il 3% di fosforo ed il6% di potassio, se poi sono presenti anche altre sostanze come ferro, magnesio ecc. ciò sarà senza dubbio positivo per lo sviluppo della nostra coltura. Riempite le bottiglie fino al punto in cui iniziano a restringersi (disegno 1) si aggiungeranno 1,5-2 ml di fertilizzante per ogni litro d’acqua, inserendo un tubicino rigido che arrivi fino al fondo delle bottiglie ed aerando moderatamente; infine si provvederà ad inoculare le bottiglie con circa 20-40 ml di fitoplancton ogni litro d’acqua. A questo punto, le colture innescate vanno posizionate davanti a 2 neon da 20w tenuti accesi 12-15 ore giorno, ad una temperatura costante di circa 20°C. in queste condizioni, le colture algali saranno mature in 8-10 giorni diventando di un verde molto scuro. Adesso sono pronte per essere somministrate allo zooplancton o direttamente in vasca per i filtratori, con 50-60 ml della vecchia coltura,possiamo inoculare una nuova bottiglia.Per gli inoculi di partenza ci si può rivolgere : istituti di Biologia marina, Botanica, ecc. oltre che a vari siti internet (anche italiani).

Le specie di alghe più frequentemente coltivate sono: Nannocloropsis,Tetraselmis,Isochrysis,e Pavlova. In questo caso l’ alga usata è la Nannocloropsis(vedi tab.) che va bene sia per l’acqua dolce che salata.

Quando si parla di Rotiferi ci si riferisce in genere a Brachionus plicatilis per l’ acqua marina e B.clyciflorus per l’ acqua dolce. I Rotiferi, di tagli variabile da 70 a 400 µm, devono il loro a un organo discoidale lungo il cui margine è disposta una corona di ciglia, che con il loro battito incessante,che si propaga a onda (necessario per muoversi in acqua e attirare particelle nutritive), conferiscono al discol’ aspetto di una ruota che gira.Si nutrono filtrando le particelle sospese nell’acqua,mangiando praticamente tutto quello che ha dimensioni adeguate alla loro bocca come spore di funghi, batteri,lieviti,microalghe ecc. A tutt’oggi i Rotiferi costituiscono il principale  se non l’ unico alimento a disposizione degli allevamenti ittici (e degli acquariofili) per poter alimentare le piccole larve di pesci marini  nella fase iniziale di sviluppo, dopo il riassorbimento del sacco vitellino, grazie alle ridotte dimensioni ed al movimento non proprio velocissimo, che dà la possibilità alle larve di poterli catturare facilmente. Ma l’ aspetto più interessante è la velocità con cui si riproducono: una femmina di Brachionus ha una vita media di 7 giorni a 25°C un nauplio impiega 24 ore per diventare adulto ed incomincia a produrre uova ogni 4 ore circa, che si schiudono in15 ore. Ogni femmina può produrre da 1 a 6 uova (la quantità di uova prodotte è influenzata  dal tipo d’ alimento e dalla qualità dell’acqua). In commercio si trovano mangimi in polvere specifici per Rotiferi, ma anche il comune lievito (Saccharomyces  cerevisiae) è adatto allo scopo, specialmente quando si deve solo “mantenere” la coltura: infatti, se non abbiamo larve o invertebrati da alimentare il valore nutritivo dei Rotiferi non è importante, quindi si può usare un alimentazione di “mantenimento”. A tale scopo gli allevamenti di pesci marini sono soliti un mix di lievito ed alghe con percentuali rispettivamente dell’ 80% e 20%. Purtroppo sia i mangimi specifici sia i lieviti sono molto inquinanti e costringono a frequenti cambi d’acqua, in più favoriscono la comparsa di protozoi ciliati, competitori alimentari dei Rotiferi. Anche dal punto di vista nutrizionale questi alimenti non si rivelano vantaggiosi, infatti usandoli in prevalenza si ottiene il 20% - 40% delle femmine con 1 o al massimo 2 uova, se invece sono alimentati con le microalghe si ha il 70%- 80% delle femmine con 2-5 uova.Tornando alla nostra bottiglia di fitoplancton ormai matura, essa andrà inoculata con una piccola quantità (100-200) di Rotiferi, corrispondente a 2-3 ml di una buona coltura di mantenimento, e riposizionata davanti ai neon sempre con una leggera aerazione: nel giro di 10-15 giorni i Rotiferi consumeranno tutte le microalghe e la bottiglia passerà dal verde scuro ad un marrone sempre più chiaro, fino ad arrivare ad essere quasi”limpida”; a questo punto nella bottiglia dovrebbero esserci circa 400.000-600.000 Rotiferi, somministrabili ad eventuali larve di pesci o ad invertebrati filtratori o prelevati per iniziare altre colture.

Articolo redatto da Mario Loffredo

 

©  www.aiam.info 01/10/2007 Contatore visite