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Studio sul riconoscimento dei Labridi, di
Antonello Cau
Spesso
mi sono trovato in difficoltà nella classificazione dei labridi, vuoi per
la terminologia che può ingenerare confusione, vuoi per la somiglianza
propria di questa specie (che presenta oltre 15 tipologie mediterranee in
alcuni casi molto simili fra loro); il tutto è reso ancor più complesso
dal fatto che, mai come per i labridi, le tonalità di colore possono
variare da individuo a individuo e da periodo a periodo, da zona a zona,
rendendoli a volte poco somiglianti alla propria specie e magari più
somiglianti ad altra specie. La
stessa letteratura è peraltro scarna e spesso non proprio precisa (le
descrizioni non sono proprio tutte univoche e mi è anche capitato di
trovare una specie denominata col nome di un'altra).
In
realtà i testi in circolazione poco dedicano alla rappresentazione
fotografica preferendo, per ovvi motivi di praticità, le descrizioni
letterali o mediante disegni; cosa che può essere sufficiente per talune
specie ma del tutto inutile in questo caso.
La
classificazione che seguirà è quindi poco orientata alla descrizione
letterale, generalmente ripresa qua e la dai testi in circolazione, ma
indirizzata maggiormente verso le immagini, frutto di una minuziosa
ricerca di materiale fotografico per lo più su internet. Le descrizioni
che seguono tenderanno a mettere in risalto i caratteri distintivi delle
diverse tipologie basandosi soprattutto sulle relative foto raffiguranti,
quanto più possibile, i labridi nelle loro differenti livree.
Non
è sempre stato semplice fare chiarezza nella classificazione, spesso
infatti mi sono imbattuto in fotografie che raffiguravano una specie
piuttosto che un'altra o che rappresentavano solo una livrea tipica della
specie. La confusione regna e in alcuni casi non è stato nemmeno
facile riuscire a classificare le varie specie anche cercando di fare
combaciare le immagini e le descrizioni letterali. Ho cercato comunque di
sottolineare dei tratti caratteristici per ogni specie che possano
permettere una identificazione più precisa e veloce.
Per
correttezza verso gli autori delle fotografie, le immagini utilizzate
riportano in basso la loro provenienza, ma qualora gli stessi non ne
gradiscano l’utilizzo fatto in questo articolo, potranno mandare una
mail al sottoscritto che provvederà alla immediata rimozione.
By
Antonello Cau
inverno
2002
anto.lo@tiscali.it
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Labrus
Virdis
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Labrus
Festivus
Corpo ovale nettamente allungato. Caratteristica colorazione
verde ed una lunga fascia argentea laterale estesa dal muso alla caudale. Non mancano esemplari marroni con il ventre variegato di rosso, arancione o giallo. La colorazione non si differenzia nei due sessi. E’ ermafrodita proteroginico. Lunghezza fino a 47 cm nei maschi e meno di 27 cm nelle
femmine.
Questa specie presenta una livrea cosi' varia da individuo a individuo
che e' conosciuta con svariati sinonimi: Labrus viridis, Labrus psittacus, Labrus zitus, Labrus festivus e Labrus lividus, e tale diversità ha creato una certa confusione negli appellativi
oltre che tra i pescatori anche tra gli studiosi.
Spesso si tende a confonderlo con il marvizzo.
Caratteri distintivi:
Caratteristica banda longitudinale chiara sui fianchi. Parte terminale della pinna caudale formante un angolo acuto con il corpo. Rispetto al Labrus gergylta (marvizzo), la parte finale della
dorsale termina più bassa.
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Labrus
maculatus
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Labrus
reticulatus
Corpo allungato con colore verde o rosso bruno, le scaglie
orlate di rosso o arancione, costituiscono una sottile rete. Il ventre ha una colorazione variabile tra il chiaro
e l’arancione. Presente solo nel mediterraneo occidentale.
Carni abbastanza gustose, il fatto rappresenta una rarità
fra i labridi.
Caratteri distintivi:
Simile al Tordo ma la parte terminale della pinna caudale è più ampia e si distanzia maggiormente dal corpo, mentre la parte finale della pinna dorsale tende a rialzarsi.
Spesso il marvizzo viene confuso con il tordo o con il tordo nero.
Il Corpo è allungato, caratteristico è il colore che varia tra il bruno
scuro, il verde oliva scuro (verde bottiglia), grigio bluastro talora con una macchia nel centro di ogni scaglia e il blu scuro leggermente marmorizzato con una macchia chiara al centro di ogni scaglia. La colorazione, che nel suo complesso è meno
variabile di quella delle altre specie del genere, è cangiante in base all’età ed al sesso: le femmine ed i giovani risultano di colore brunastro ma
possono assumere anche colorazioni tendenti al verde bluastro, il maschio adulto presenta invece una colorazione blu scuro che si accentua nel periodo dell’accoppiamento, e che contrasta fortemente con le pinne pettorali
di colore arancione.
Le pinne dorsali, anale e caudale, hanno margini blu. La pinna pettorale ha sovente raggi arancio-bruni.
Caratteri distintivi:
Colorazione scura con macchie al centro di ogni scaglia. Le pinne dorsali, anale e caudale, hanno margini blu.
Lunghezza fino a 45 cm.
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