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I progetti AIAM
Guida al DSB
La guida per il principiante
Ecoacquario - Un acquario al servizio della protezione ambientale
Posidonia - Indicazioni per la protezione e la salvaguardia di questa pianta
La vita nel Mediterraneo
Il codice  per la raccolta

 

Le riproduzioni e l'allevamento

Un ospite esotico: Strombus persicus

Prima riproduzione di Astroides calycularis in Pianura Padana

Fitoplancton e Plancton
Il cerianthus e la capacità rigenerativa del Cerianthus solitarius
Riproduzione di Blennius pavo
Riproduzione di Apogon imberbis
un tentativo di riproduzione di protula tubularia
Ophiotrix fragilis 

L’influenza dell’ambiente sul periodo riproduttivo degli animali marini

Allevamento di Artemia salina

 

Le monografie e le osservazioni

Astrospartus: stella gorgone
Un unicorno nel mare dello Stretto
Brachycarpus biunguiculatus
La Cladocora caespitosa
Breve rassegna sul genere Maja Lamarck

Le bavose, pesci con le corna

Vermi col ciuffo

Bonellia Viridis

Biologia ed ecologia di Caulerpa racemosa

Arriva un nuovo pesce dal Mar Rosso

Storia di un raro cerianto; Arachnanthus oligopodus

Melibe fimbriata
Uno squalo con gli occhi verdi
Paramuricea Clavata
Alicia Mirabilis
Alcionari mediterranei
Octopus vulgaris
Osservazioni su Gnathophyllum elegans
Osservazione di Periclimenes amethysteus
Osservazione di Lysmata seticaudata
Osservazione di Luria lurida
Osservazione di Cerianthus membranaceus
Riconoscimento dei labridi
Riconoscimento dei blennidi
Il cavalluccio marino
Gli spazzini dell'acquario
La Caretta caretta

 

Dentro l'acquario

Ciclo dell'Azoto
L’importanza di un fondo alto
Un esempio di Berlinese
Sistema Jaubert
L''illuminazione in acquariofilia"
Le rocce viste dal geologo
L'acquario autarchico"

 

Le avventure in mare

Una istantanea

Libano: appunti di Viaggio

Baron Gautsch
Quintino Sella
Evdokia II
Fiat BR20 Cicogna
Porto Istana e Torre delle Stelle

 

I grandi acquari pubblici

Giarre  - Italia
Argentario - Italia
Cattolica - Italia
"OSAKA AQUARIUM KAIYUKAN" in Giappone

 

Articoli vari

Come allestire un EcoAcquario da 240 litri in due ore o poco più ...
Le basi della Zoologia Sistematica come supporto per un approccio consapevole all’acquariofilia
Astaxantina,
Le carette del Mediterraneo
Nel ricordo di Gianni Bricola
Filmati

 

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Acquario Mediterraneo dell'Argentario

Acquario Mediterraneo di Giarre 

Acquario Mediterraneo dell'Argentario

Acquario Parco delle Navi di Cattolica

vedi pure:

La presentazione dell'Acquario Mediterraneo dell'Argentario

L'edificio che accoglie l'acquario si trova sul lungomare  di Porto S.to Stefano. L'esterno dell'edificio è stato sapientemente tappezzato da fantastiche foto, fatte dai soci dell'associazione che gestisce l'acquario, le quali ritraggono organismi mediterranei.

Pagato il biglietto d'ingresso, 8000 lire a cranio e ridotto per i bimbi (ben spesi visto lo spettacolo di cui si gode),  sono andato alla ricerca del Dott. Primo Micarelli che era alle prese con le manutenzioni ordinarie. Dopo le presentazioni siamo saliti nel laboratorio/ufficio dove alcuni bagnanti avevano portato un cavalluccio che bisognava di attenzioni. 

Siamo rimasti molto tempo nel laboratorio a parlare dei progetti di entrambi (senza che Primo distogliesse lo sguardo dal suo cavalluccio). Primo mi ha raccontato: come è iniziata l'avventura e quali sono i progetti per il futuro, come è strutturato l'acquario, come reperiscono il materiale e dei suoi collaboratori.Quindi siamo passati alla visita dell'acquario con Primo che ci faceva da guida. Alla destra dell'ingresso si trova una sala didattica che può ospitare una ventina di persone comodamente sedute e con un televisore che manda interrottamente avanti dei documentari marini, non meno presenti altre fantastiche foto (dimensione poster) fatte dall'organizzazione agli abitanti del nostro mare. 

Tornando all'ingresso, accediamo ad una scala che ci porta al primo piano (per i disabili c'è anche un moderno ascensore) dove troviamo la "Mostra del mare" con 6 sezioni sezioni didattiche; Gli ecosistemi marini, La pesca, L'acquacoltura, I grandi predatori, I mammiferi marini, L'inquinamento. Tutte le sezioni del percorso sono corredate di televisore che manda a ciclo continuo filmati inerenti l'argomento del settore, cartelloni che spiegano in modo tecnico ed allo stesso tempo comprensibile l'argomento trattato, e vetrine con reperti. Alla fine del percorso troviamo anche delle sezioni dedicate alla subacquea ed alla fotografia e la scala che ci porta alle vasche.

Ci troviamo così immersi in vasche che  sapientemente rappresentano i piani infralitorali e circalitorali nonché un ambiente con esemplari pelagici dove è ospitato l'attrazione dell'acquario; un vero squalo pinna nera.
Quindi risaliamo dai -50 metri alla superficie ammirando una scarpata tappezzata da paramucee, a loro volta infestate da gigli di mare e uova di gattuccio avvinghiati ai loro rami. Nugoli di anthias nuotano sani e felici, si intravedono qua e la dei granchi melograno ed un raro granchio compasso.

 Non meno fantastica la presenza di un riccio melone (non ne avevo mai visto uno in vita mia). Risalendo ancora fa capolino "Carlotta" la mascotte dell'acquario, si vedono nuotare Spigole, saraghi, orate, labridi di incredibile grandezza, un enorme sciarrano scriba, e tanti altri pesci che normalmente popolano le nostre acque. Ed ancora vasche con crostacei, un simpatico polpo, una vasca piena di alghe dove si nascondono cavallucci e pesci ago.

Nessuna vasca è sovraffollata o mostra spettacoli circensi (come spesso possiamo osservare negli acquari pubblici). Tutte le vasche sono sapientemente arredate a dimostrare dei veri e propri scorci sottomarini ed  un giusto equilibrio tra pesci, invertebrati ed alghe. Anche la vasca che ospita le murene ed i pesci balestra offre degli scorci di pareti ricoperte da gorgonie ed anemoni.

Questa è la vera differenza con altri acquari pubblici, non sono state fatte delle vasche per mostrare pesci, invertebrati, etc, ma sono state fatte delle vasche che rispecchiassero in modo fedele i vari ambienti alle diverse profondità. 
Quindi alghe, invertebrati e pesci che in natura vivono ad una determinata profondità si contendono la stessa vasca. Un po' come facciamo noi acquariofili (anche se tendiamo a mischiare un po' le profondità). 

Alla base delle vasche ci sono delle foto illuminate che richiamano i nomi delle specie ospitate.

 

Infine abbiamo lasciato l'acquario per andare con Primo a conoscere uno degli altri responsabili; Massimo Barlettani. 

Davanti ad un aperitivo abbiamo continuato a parlare dei progetti futuri. Massimo è un veterano dell'acquariofilia ed un grande conoscitore delle specie comunemente ospitate nelle nostre vasche.

 

La gioia e la soddisfazione di aver visitato questo acquario è indescrivibile. Il poter osservare esemplari che per noi appassionati sono difficili da ospitare o da osservare in mare in quanto ritrovabili a notevoli profondità fà dell'acquario dell'Argentario un posto unico. Mancano ancora molte specie che noi acquariofili vorremmo vedere ma diamo il tempo (visto che e' stato aperto solo lo scorso Maggio) a Primo ed i suoi amici organizzarsi.

 

Ciao,

Alessandro Palomba & Famiglia

 

 

N.b. Le immagini sono state prelevate dal sito ufficiale dell'acquario dell'Argentario con il consenso dei proprietari. 

Visitate: www.acquarioargentario.com

 

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