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Codice di condotta per una pesca responsabile di A.I.A.M.

Prefazione:

L'aiam istituisce il proprio "codice di condotta per la pesca responsabile" in modo da poter dare agli appassionati amanti dell'acquario marino mediterraneo e di tutti gli amanti del "mare nostrvm" una guida comportamentale sul modo di effettuare la cattura degli organismi in mare, una guida alle riserve marine in Italia e le normative vigenti che regolano tale attività .

La nostra pesca è finalizzata ad uno scopo prettamente hobbistico non a fini di lucro e può avere motivo di studio scientifico. Vogliamo essere anche degli attenti difensori dell'ambiente mediterraneo ed in questo modo possiamo con l'osservazione subacquea ed anche di superficie avere una mappatura delle regioni visitate attendibile ed aggiornata.

Basandosi sul principio di salvaguarda dell'ambiente marino possiamo altresì sviluppare programmi che avvicinino le persone ad un tipo di pesca più attenta nel rispetto delle specie e dell'habitat. E' possibile, supportati da AIAM, avvicinarci alle altre associazioni per sviluppare programmi che vedano come finalità lo sviluppo di una pesca sempre più attenta al rispetto per l'ambiente.

L'aspetto giuridico a cui bisogna fare riferimento è in evoluzione ed è possibile che questo codice debba essere preso in riesame per la normativa, facciamo comunque sempre riferimento alla legislazione nazionale. Diciamo fin d'ora che non tutte le regioni hanno adottato una normativa specifica e che quindi in mancanza di questa si farà riferimento all'aspetto giuridico nazionale.

Il nostro codice non vuole coprire quello ufficiale commissionato dal consorzio Mediterraneo e che è stato adottato dalle associazioni di pesca, peraltro per noi abbastanza lontano, ma vuole semmai entrare nello specifico per quanto riguarda gli aspetti che più vedono coinvolti gli acquariofili mediterranei nelle problematiche della  pesca.

Il "codice di condotta di pesca responsabile AIAM" vuole unire e rendere in qualche modo tutti gli acquariofili ed amanti del mare in generale ad una attenta e precisa sorveglianza nei confronti di chi non è a conoscenza della materia. Siamo consapevoli che la conservazione dell'habitat è un fatto predominante della nostra cultura e lo sarà in modo maggiore nel prossimo futuro. E' quindi con grande sforzo e grande orgoglio, prettamente mediterraneo, che la nostra associazione  vuole in questo modo indirizzare tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo alla salvaguardia del mediterraneo.

Infine questo codice sarà sempre adattato alle normative in continuo aggiornamento ed invitiamo fin d'ora tutte le persone che vengano a conoscenza di versioni controverse alla segnalazione attraverso i canali del sito AIAM.

  

Codice di condotta AIAM: articoli.

Articolo 1. Natura e scopo del codice

Questo codice contiene i principi e le raccomandazioni su ciò che la legislazione Italiana ha predisposto circa la pesca in mare. Naturalmente vengono introdotte a cura dell'AIAM una serie di aggiunte circa il nostro settore specifico. Per  logica bisogna pensare che ove non vi è una chiara normativa sul modo di pescare, catturare, prelevare sia organismi marini che rocce ed acqua dovremo agire per coscienza. Comunque non bisogna aspettarsi dal legislatore una chiara ed univoca dettatura della legge, ma questa và interpretata da caso a caso.   

Ci sentiamo legati a varie associazioni e da questo legame potrà sfociare una ricerca futura per un contatto tra le diverse realtà finalizzato alla salvaguardia dell'ambiente marino mediterraneo. 

 

Articolo 2. Principi

a-     La pesca deve svolgersi avendo come primo obiettivo la salvaguardia dell'habitat marino e dei vari ecosistemi.

b-     Disporre di una certa conoscenza scientifica del pescato ed avere cognizione delle possibilità d'allevamento in cattività di ogni singola specie che si vuol catturare.

c-     Cercare le tecniche e adottare l'attrezzatura di cui si conosce il minor impatto ambientale e la minor mortalità.

d-     Promuovere iniziative per far conoscere a tutti le problematiche relative al prelievo e il mantenimento in acquario dei vari organismi.

e-     La protezione, conservazione, lo studio ed il rilascio in mare dovrebbe essere obiettivo primario di tutti.

f-      Bisogna conoscere le specie a rischio e quelle protette ed intraprendere le misure necessarie a garantire la conservazione.

 

Articolo3: Salvaguardia delle specie

a-     Prendere visione delle specie protette e comunque sapere che ciò che si raccoglie non  appartiene alle specie prese in considerazione dalla convenzione di Berna e Barcellona.

b-     Riteniamo non indispensabile ma consigliabile per la futura immagine dell'acquariofilo moderno non prelevare alcunchè nelle aree protette ove è comunque possibile farlo.

c-     Mappare le zone dove vi è una proliferazione massiccia di specie ritenute infestanti.

d-     Attraverso le pagine del sito è possibile conoscere e poter divulgare le varie specie protette che sono state prese in considerazione dalla convenzione di Berna e Barcellona.

 

Articolo4: La pesca

a-     Prendere atto delle limitazioni e delle area protette.

b-     Essere a conoscenza delle attrezzature vietate, di quelle maggiormente idonee alla cattura e di quelle relative al trasporto.

c-     Vi è una taglia minima da rispettare per i vari organismi che è nulla in caso di specie  proliferanti.

d-     Le zone di pesca vanno sorvegliate e nel caso segnalate attraverso l'associazione o enti di ricerca preposti.

e-     Le diverse aree protette e parchi nazionali sono soggetti a diversa regolamentazione pur dovendo sottostare ai principi generali della legislazione Nazionale.

f-      L'associazione tramite il data base potrà fornire una utile guida delle specie che sono facilmente allevabili da quelle difficili oppure protette.

g-     Prendere atto della stagione degli accoppiamenti delle specie che vogliamo catturare.

h-     Evitare di lasciare in acqua attrezzature varie con il pericolo della perdita della stessa ed inevitabile "alterazione" dell'ambiente.

i-      Avere cura di mantenere sempre il paesaggio privo di rifiuti.

j-      Preferire ove possibile, nei periodi di riposo, le attività eco-turistiche che sono un mezzo molto importante per un minor impatto ambientale.

Queste vacanza è anche un modo di entrare in contatto con la natura ove sarà possibile, per chi lo vorrà, di un periodo per studiare da vicino alcune specie marine.

k-     Avere una linea di condotta che sconsigli il consumo a fini alimentari di specie protette, come per esempio il dattero di mare.

 

Articolo5: Ricerca e studio

a-     Aver cura di prendere note scritte, mediante l'osservazione in acquario degli organismi, sull'allevamento, le riproduzioni, le differenze riscontrate in natura ed in cattività. Condividere i risultati con la pubblicazione sul sito.

 

Introduzione

Aree protette
Codice di condotta
Specie protette

Introduzione alla normativa sulla pesca

Ringraziamenti

 

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