|
Il fitoplancton(cioè
l’insieme delle alghe planctoniche) è alla base della catena alimentare
nel mondo acquatico, basti pensare che quasi tutto lo zooplancton (gli
organismi animali planctonici) si nutre di fitoplancton ed è a sua volta
il principale nutrimento di molti invertebrati, pesci e cetacei.
Ecco come coltivare in casa, con materiali d’ uso comune e un po’
di pazienza, questo straordinario e versatile alimento,che possiamo
utilizzare per nutrire invertebrati filtratori e i Rotiferi, microscopici
organismi indispensabili per l’ alimentazione delle larve di moltissimi
pesci, in particolare di specie marine.
Il fitoplancton è formato da alghe unicellulari
microscopiche, singolarmente invisibili ad occhio nudo ma che rivelano la
loro presenza colorando l’acqua di verde o marrone a seconda della
specie.Come contenitori per le colture si possono usare delle normali
bottiglie trasparenti quelle dell’acqua minerale; elementi,
indispensabili sono inoltre: l’illuminazione, i nutrienti e,
naturalmente l’acqua.Possiamo usare qualsiasi tipo d’acqua, importante
è che abbia un ph > 7ed una durezza media, inoltre dev’ essere
assolutamente priva di cloro.Per le alghe marine, l’acqua da utilizzare
si può preparare con gli appositi sali sintetici soluzione senz’altro
più comoda perché ci dà la sicurezza (relativa) di non influire sulla
purezza dei ceppi in coltura; viceversa se si preleva l’acqua
direttamente in mare o si utilizza quella di un acquario, è necessario
bollirla per evitare che altre alghe o microrganismi patogeni possano
compromettere la coltura. Una volta deciso il tipo d’acqua da
utilizzare, dobbiamo provvedere a creare un substrato adatto per agevolare
al massimo lo sviluppo delle nostre microalghe.Gli acquariofili ben sanno
che le alghe, per proliferare hanno bisogno di sostanze nutritive
disciolte in acqua: a tale scopo sono stati studiati fertilizzanti
specifici, arricchiti di tutte le sostanze necessarie allo sviluppo delle
microalghe. Purtroppo, il costo elevato di questi fertilizzanti ne limita
l’uso agli impianti d’acquacoltura e ai laboratori di ricerca.
|
Parte
2
Parte
3
Parte 4



|
|
Per le nostre microalghe “casalinghe” abbiamo
optato per un fertilizzante per uso agricolo (vedi tabella fertilizzante):
ottimi risultati si ottengono con fertilizzanti contenenti il 6%
d’azoto, il 3% di fosforo ed il6% di potassio, se poi sono presenti
anche altre sostanze come ferro, magnesio ecc. ciò sarà senza dubbio
positivo per lo sviluppo della nostra coltura. Riempite le bottiglie fino
al punto in cui iniziano a restringersi (disegno 1) si aggiungeranno 1,5-2
ml di fertilizzante per ogni litro d’acqua, inserendo un tubicino rigido
che arrivi fino al fondo delle bottiglie ed aerando moderatamente; infine
si provvederà ad inoculare le bottiglie con circa 20-40 ml di
fitoplancton ogni litro d’acqua. A questo punto, le colture innescate
vanno posizionate davanti a 2 neon da 20w tenuti accesi 12-15 ore giorno,
ad una temperatura costante di circa 20°C. in queste condizioni, le
colture algali saranno mature in 8-10 giorni diventando di un verde molto
scuro. Adesso sono pronte per essere somministrate allo zooplancton o
direttamente in vasca per i filtratori, con 50-60 ml della vecchia
coltura,possiamo inoculare una nuova bottiglia.Per gli inoculi di partenza
ci si può rivolgere : istituti di Biologia marina, Botanica, ecc. oltre
che a vari siti internet (anche italiani).
Le specie di alghe più frequentemente coltivate
sono: Nannocloropsis,Tetraselmis,Isochrysis,e Pavlova. In questo caso l’
alga usata è la Nannocloropsis(vedi tab.) che va bene sia per l’acqua
dolce che salata.
Quando si parla di Rotiferi ci si riferisce in genere
a Brachionus plicatilis per l’ acqua marina e B.clyciflorus per l’
acqua dolce. I Rotiferi, di tagli variabile da 70 a 400 µm, devono il
loro a un organo discoidale lungo il cui margine è disposta una corona di
ciglia, che con il loro battito incessante,che si propaga a onda
(necessario per muoversi in acqua e attirare particelle nutritive),
conferiscono al discol’ aspetto di una ruota che gira.Si nutrono
filtrando le particelle sospese nell’acqua,mangiando praticamente tutto
quello che ha dimensioni adeguate alla loro bocca come spore di funghi,
batteri,lieviti,microalghe ecc. A tutt’oggi i Rotiferi costituiscono il
principale se non l’ unico
alimento a disposizione degli allevamenti ittici (e degli acquariofili)
per poter alimentare le piccole larve di pesci marini
nella fase iniziale di sviluppo, dopo il riassorbimento del sacco
vitellino, grazie alle ridotte dimensioni ed al movimento non proprio
velocissimo, che dà la possibilità alle larve di poterli catturare
facilmente. Ma l’ aspetto più interessante è la velocità con cui si
riproducono: una femmina di Brachionus ha una vita media di 7 giorni a 25°C
un nauplio impiega 24 ore per diventare adulto ed incomincia a produrre
uova ogni 4 ore circa, che si schiudono in15 ore. Ogni femmina può
produrre da 1 a 6 uova (la quantità di uova prodotte è influenzata
dal tipo d’ alimento e dalla qualità dell’acqua). In commercio
si trovano mangimi in polvere specifici per Rotiferi, ma anche il comune
lievito (Saccharomyces cerevisiae)
è adatto allo scopo, specialmente quando si deve solo “mantenere” la
coltura: infatti, se non abbiamo larve o invertebrati da alimentare il
valore nutritivo dei Rotiferi non è importante, quindi si può usare un
alimentazione di “mantenimento”. A tale scopo gli allevamenti di pesci
marini sono soliti un mix di lievito ed alghe con percentuali
rispettivamente dell’ 80% e 20%. Purtroppo sia i mangimi specifici sia i
lieviti sono molto inquinanti e costringono a frequenti cambi d’acqua,
in più favoriscono la comparsa di protozoi ciliati, competitori
alimentari dei Rotiferi. Anche dal punto di vista nutrizionale questi
alimenti non si rivelano vantaggiosi, infatti usandoli in prevalenza si
ottiene il 20% - 40% delle femmine con 1 o al massimo 2 uova, se invece
sono alimentati con le microalghe si ha il 70%- 80% delle femmine con 2-5
uova.Tornando alla nostra bottiglia di fitoplancton ormai matura, essa
andrà inoculata con una piccola quantità (100-200) di Rotiferi,
corrispondente a 2-3 ml di una buona coltura di mantenimento, e
riposizionata davanti ai neon sempre con una leggera aerazione: nel giro
di 10-15 giorni i Rotiferi consumeranno tutte le microalghe e la bottiglia
passerà dal verde scuro ad un marrone sempre più chiaro, fino ad
arrivare ad essere quasi”limpida”; a questo punto nella bottiglia
dovrebbero esserci circa 400.000-600.000 Rotiferi, somministrabili ad
eventuali larve di pesci o ad invertebrati filtratori o prelevati per
iniziare altre colture.
Articolo
redatto da Mario Loffredo
|