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Nasce da un'idea di poter preservare, nella nostra veste d'utilizzatori dell'ambiente marino, una parte molto importante di essa.
La parte che riguarda i subacquei:
Tutti i subacquei devono sapere che la Posidonia oceanica è una pianta marina protetta da regolamenti comunitari e ratificati
anche dall'Italia, come stato membro. Le praterie di posidonia sono un'ambiente molto particolare, troverete maggiori notizie sul documento a parte, che dà protezione ad una serie di organismi. E' minacciata dall'uomo
soprattutto attraverso l'inquinamento ma anche con attività d'incauto diporto nautico. Il sub può contribuire cercando in primo luogo di non arrecare danni gettando l'ancora dell'imbarcazione sulla posidonia prima
dell'immersione. Può segnalare eventuali anomalie alla capitaneria di porto competente, e attraverso una cosciente immersione che non depauperi il paesaggio delle praterie di posidonia:
La parte che riguarda i diportisti nautici:
La navigazione e il successivo ancoraggio in baie o sottocosta necessitano di un minimo d'attenzione da parte del capitano
dell'imbarcazione per evitare un eccessivo disturbo al delicato equilibrio dell'ecosistema marino.
Oggi consapevoli di una nuova coscienza ecologica sono proposte alcune semplici regole in formato vademecum per conoscere e capire quali
possano essere i problemi nel semplice gesto dell'ancoraggio della nostra imbarcazione.
Il diportista attento dovrebbe sapere che:
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Nelle riserve marine ci sono limiti per la navigazione
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L'ancoraggio dell'imbarcazione non deve essere fatto sulle praterie di posidonia, ove la
tenuta è minore e sono causati i maggiori danni al posidonieto.
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Sotto costa esistono limitazioni nella normativa, ma l'andamento ridotto produrrà meno onde
ed inquinamento acustico.
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E' buona norma riporre i rifiuti prodotti negli appositi contenitori a terra.
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E' buon'educazione e rispetto dell'ambiente avere cura di recuperare le parti inquinanti e
riciclarli secondo la norma vigente negli appositi spazi.
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Gli animali marini possono essere disturbati dall'eco dei rumori prodotti dall'imbarcazione,
porre attenzione negli eventuali passaggi sicuri di delfini e balene.
Non è compito di questo documento stilare gli obiettivi per un buon ormeggio, ma valgono sempre le regole secondo cui:
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da uno a cinque tra la profondità fondale e i metri di calumo
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in caso di forte vento usare le due ancore una dopo l'altra sulla linea d'ormeggio
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usare i gavitelli d'ormeggio ove presenti
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calcolare gli spazi in caso d'ancoraggio vicino ad altre imbarcazioni
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pozzetto in ordine
Seguirà un documento d'approfondimento sulla Posidonia oceanica a cura del Dott. Luca Colutta, da scaricare qui
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01/10/2007
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