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Il re di
triglie (apogon imberbis) in diversi articoli di vari autori viene
descritto come un animale molto timido e delicato, cosa che non mi trova
del tutto d’accordo.
Il re di triglie (apogon
imberbis)
Gli esemplari allevati si sono
dimostrati abbastanza attivi e nemmeno cosi fotofobi come si legge spesso.
Procurarsi alcuni esemplari non è
difficile, si possono catturare di notte da fine maggio a settembre a riva
tra le scoglie in un metro d’acqua dove sono completamente assenti in
inverno.
I pesci sono ospitati in una vasca di
200 lt. Arredata con rocce che creano vari anfratti e un po’ di spazio
libero per il nuoto.
Gli accessori:
1 aquastar 36 W 10.000 k
parzialmente schermata per evitare una luce troppo cruda.
1 schiumatoio Sander AH 600
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La famiglia Apogonidae
La famiglia Apogonidae, ordine
Perciformes è presente nel mediterraneo con tre generi :
-
Microichthys
-
Epigonus
- Apogon.
Oltre ad Apogon imberbis è presente
anche Apogon taeniatus, di colore grigio-verde immigrato dal mar rosso è
presente solo lungo le coste Israeliane. I pesci Cardinale, questo il nome
volgare, sono molto più numerosi nei mari tropicali.
L’Apogon imberbis in inverno può
raggiungere i 200 m di profondità, risalendo in estate a pochi metri.
Predilige le grotte grandi o piccole e gli anfratti tra gli scogli, di
solito in piccoli gruppi. Capita a volte che in grotte medio-piccole si
trovino solo due esemplari.
L’Apogon si nutre di pesci,
gamberetti ecc..
Difficile poter distinguere il maschio
dalla femmina poiché non è presente un dimorfismo sessuale marcato, di
solito la femmina è più grande del maschio con corporatura più robusta,
mentre il maschio è più piccolo e di corporatura più esile.
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Filtraggio:
1 filtro sottosabbia a circolazione
inversa,
1 filtro esterno veloce da 2000 lt/h
I valori:
PH = 7,9 – 8 // KH
= 7 // NO2 = 0 // NO3 = 20 // PO4 = 0,3 //
DENS. = 1027 // TEMP. = 19 – 23 °C
Gli esemplari:
4 Apogon imberbis di 6 – 8 cm catturati tutti nello stesso posto,
in vasca si sono ambientati molto bene scegliendosi ognuno un rifugio.
La prima settimana li ho alimentati
con cibo vivo, gamberetti, avannotti e vermi. Pensavo che non accettassero
subito cibo inerte che invece accettavano volentieri.
Dopo circa una settimana notai che uno
degli Apogon aggrediva violentemente due esemplari, ignorando o meglio
rivolgendo attenzioni diverse verso un altro esemplare. Dopo 3 giorni sono
stato costretto a togliere dalla vasca i 2 esemplari ridotti ormai
abbastanza male lasciando quello che non veniva aggredito. Con il passare
del tempo, le attenzioni dell’esemplare (che io ritenevo un maschio
visto la sua aggressività) verso l’altro esemplare si facevano sempre
più insistenti e l’altro ricambiava queste attenzioni, nuotavano
a fianco a fianco tremolii scatti improvvisi.

Allora capii che si trattava di una
coppia. La cosa strana è che l’esemplare aggressivo era la femmina.
Il corteggiamento: La
femmina invita il maschio a seguirla nella sua tana aspettandolo all’ingresso
con la testa rivolta verso l’entrata compiendo piccoli scatti in avanti,
appena il maschio si avvicina, gli scatti si fanno più veloci e si
aggiunge un leggero tremolio del corpo.
Una volta insieme si spostano in un
posto dove hanno più spazio per potersi muovere di solito a centro dell’acquario
sopra delle pietre, e si mettono a fianco a fianco e incominciano a girare
in cerchio, smesso di girare si colpiscono a vicenda i fianchi. Un'altra
cosa che fanno, ma non cosi spesso è mettersi uno di fronte al’altro
con la bocca aperta scuotendo la testa.
Quando la deposizione è prossima, si
vede la femmina mettersi in posizione verticale con la testa rivolta verso
il basso e portare la papilla urogenitale all’altezza della bocca del
maschio, ma non ho mai visto nessuna deposizione, che avvengono sempre di
notte.
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Classe:
Osteiti
Ordine:
Perciformi
Sottordine:
Percoidei
Famiglia:
Apogonidi
Specie:
Apogon imberbis
Nome
comune: Re di triglie
Descrizione:
corpo non molto slanciato,
occhio grande, due pinne dorsali,
coda forcuta
Colorazione:
rossa anche sulle pinne, con punti sparsi,
una piccola macchia nera più o meno
distinta alla base della coda l’occhio è
attraversato da due linee bianche orizzontali, lunghezza massima 15 cm
Habitat: fondi
rocciosi o fangosi fino a 200m in inverno
Note:
Si può vedere spesso questo pesce, in estate dentro gli
anfratti in pochi metri d’acqua, in gruppi di 4 – 8
esemplari, il maschio incuba le
uova in bocca fino schiusa, una volta nate le larve
non vengono più riprese in bocca come accade nei Ciclidi. |
Le deposizioni:
La deposizione avviene sempre di notte
in una sola volta. Dopo la deposizione, le attenzioni del maschio
verso la femmina si fanno molto più insistenti, le nuota sempre vicino
colpendola con piccoli colpi i fianchi per stimolare una nuova produzione
d’uova.
In tutte le deposizioni, sono state 9
da luglio ad ottobre, il tempo che trascorre tra una deposizione ed
un'altra varia da 1 a 4 giorni. Tutte le deposizioni sono state fecondate
tranne una decima avvenuta a novembre, non naturalmente cioè portando la
temperatura a 21°C in questo modo dopo alcuni giorni e avvenuta la
deposizione, ma dopo 4 giorni la bocca del maschio era vuota. Quando tutte le uova sono state
deposte la bocca del maschio è vistosamente rigonfia, nemmeno a dirlo
ignora completamente ogni tipo di cibo, la sua unica preoccupazione è di
girare e rigirare la massella di uova, che all’inizio sono giallognole
per diventare sempre
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più scure con l’avvicinarsi della schiusa. Qualche
giorno prima della schiusa sono grigio scuro e si possono notare gli
occhietti delle larve.
L’incubazione:
L’incubazione varia da 7 a 10 giorni trascorsi i quali
vengono liberate le larve sempre di notte. Le larve sono molto piccole,
1,2 mm(in media) quindi molto difficile stabilire il numero esatto che
varia più o meno da un minimo di 500 – 1000 ad un massimo di 5000 –
6000.
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Le
uova:
Le uova sono quasi sferiche con la capsula del diametro di 0,77 mm,
riuniti in mucchietti di varia grandezza e uniti per mezzo di filamenti
che partono da un solo punto della capsula.
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Problemi e dubbi:
Per la prima deposizione decisi di lasciare il maschio con le uova in
vasca e non di trasferirlo in una vaschetta più piccola, sia per paura
che spaventato dalla cattura potesse ingoiare o sputare le uova, sia
perche durante l’incubazione rimane molto legato alla femmina,
continuando il rituale dicorteggiamento. Il difficile è stato catturare
le piccole larve e trasferirle in una vaschetta all’interno dell’acquario,
l’unico modo sicuro era quello di aspirare le larve una per una. Con una
pipetta e molta pazienza ho incominciato a trasferire le larve nella
vaschetta, ne ho catturato circa 100 poi ho smesso. Il resto delle larve
è rimasto in vasca dove i genitori non se ne prendono cura, ma nemmeno le
mangiano.
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Deposizioni
Apogon imberbis
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N° deposizione
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data
deposizione
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data schiusa
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1°
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31.07.00
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06.08.00
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2°
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09.08.00
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16.08.00
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3°
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17.08.00
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23.08.00
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4°
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24.08.00
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31.08.00
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5°
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01.09.00
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07.09.00
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6°
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08.09.00
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17.09.00
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7°
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19.09.00
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28.09.00
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8°
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01.10.00
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12.10.00
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9°
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15.10.00
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25.10.00
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10°
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20.11.00
n.b. tutte le
deposizioni e le schiuse sono avvenute di notte
Diametro
dell’uovo 0,77 mm.
Grandezza
delle larve 1,2 mm. |
*****non
fecondata
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Le larve hanno superato bene lo stress della cattura e dopo 24
ore avevano già consumato ilsacco vitellino che è molto piccolo, e qui
sono incominciati i problemi.
I naupili d’artemia, anche se della
specie più piccola, si sono rivelati troppo grandi per la bocca delle
piccole larve. L’unica soluzione era quella di alimentare le larve con
dei rotiferi, cosi cercai di procurarmi dei brachionus rivolgendomi alla
stazione zoologica del benthos d’Ischia, dove il Dott.Valerio Zupo è
sempre molto disponibile, ma purtroppo al momento non aveva in coltura i brachionus. Nel frattempo ho cercato di alimentare le larve con degli
infusori nella speranza di riuscire a procurarmi al più presto i rotiferi,
purtroppo dopo 72 ore tutte le larve sono morte.
A 3 giorni di distanza dalla schiusa
il maschio aveva di nuovo la bocca piena d’uova.
Questa volta decisi di fare
diversamente, trascorsi 8 giorni dalla deposizione si potevano vedere
(quando il maschio rigirava la massella) le larve ormai
completamente formate e qualche larva era già in acquario, quindi la
sera, prima che si spegnessero le luci, catturai il maschio e lo trasferii
nella vaschetta all’interno dell’acquario. Appena nella vaschetta sputò
fuori tutte le uova, rimasi impressionato dalla grandezza della massella,
che era grande più o meno come una noce, impossibile stabilire il numero
delle uova, ma sicuramente ben oltre 10.000.
Si potevano vedere
molto bene le larve agitarsi nel tentativo di uscire dall’uova,
ma il guscio risultava molto elastico e le larve facevano molta fatica a
liberarsi, anche con l’aiuto di una leggera circolazione d’acqua meno
del 1%, riuscì ad uscire dall’uovo. Quindi meglio lasciare le uova al
maschio, che con la sua sollecitazione meccanica, aiuta le larve ad uscire
dal guscio, infatti, le schiuse successive che ho lasciato al maschio, le
larve sono state sempre numerosissime al punto di occupare tutta la massa
d’acqua disponibile e far sembrare l’acqua torbida. Purtroppo non sono
riuscito a portare avanti nessuna covata per mancanza di rotiferi, ma
disponendo di una buona coltura di rotiferi ed una coppia affiatata, il
successo è assicurato.
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