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La vita nel mediterraneo by mabbond
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Il mare della civiltà
La storia e l’evoluzione nel bacino,
l’ambiente e gli sforzi per salvaguardarlo
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L’acqua è la più preziosa fra le risorse del
pianeta. Senza di essa né piante né animali avrebbero potuto
evolversi. Oggi quasi tutta l’acqua presente sulla Terra è costituita
dagli oceani, un complesso sistema ecologico in cui ciascuna parte
interferisce con l’altra e ogni elemento trae origine da quello che
gli sta vicino. Per capire questo meccanismo è necessario esplorare le
regioni marine. Regioni ben definite, con caratteristiche, popolazioni e
paesaggi particolari che con una varietà pressoché infinita di
vantaggi e minacce contribuiscono alla formazione di comportamenti e
modi di vita innumerevoli. Naturalmente anche l’uomo è parte
integrante di quest'avventura degli oceani in cui ogni evento ha un
effetto, a volte anche remoto, su tutte le forme di vita. Dobbiamo
quindi cambiare il nostro atteggiamento nei confronti del mare imparando
come si muove e respira, quali drammi vi si svolgono, come reagisce alle
stagioni, che cosa lo colpisce e lo ferisce, di che cosa si nutre e qual
è la storia dei suoi rapporti con l’umanità.
Jacques Yves Cousteau
Cousteau è
l'immagine di tutte le persone che amano il mare, il sogno che tutti noi
avremmo voluto che si esaudisse. Le sue parole sono come pietre miliari.
In un periodo in
cui la tecnica non supportava come oggi le scoperte marine Jacques solcava
tutti i mari del mondo alla ricerca del nuovo, affascinato come un bambino
dai misteri marini.
Introduzione e
caratteri generali:
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Il mediterraneo è un mare che viene definito semichiuso ed
è proprio questo che lo rende un bacino molto particolare. L’evoluzione
geologica del mediterraneo sarà esposta in uno dei prossimi documenti a
cura di un amico introdotto nell’ambiente scientifico.
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Il fatto che il mediterraneo sia un mare pressoché isolato
né fa una caratteristica particolare. In pratica sono solo due le
aperture verso l’esterno, ma mentre lo stretto
di Gibilterra
assicura una portata d’acqua consistente, essendo largo circa quindici
chilometri e profondo trecentocinquanta metri, il collegamento, invece,
della parte del Mar
Rosso è meno importante essendo un canale poco profondo e
largo solo un centinaio di metri e cosa non secondaria è stato aperto
solo di recente, nel 1869.
Si vedrà in uno dei prossimi documenti che attraverso
queste due aperture sono transitati durante i decenni, verso il
mediterraneo, diversi organismi e alcuni di essi sono divenuti addirittura
stanziali.
Dati statistici del
mediterraneo:
Vorrei, ora, passarvi dei dati
generali sul “marenostrvm”
com'era definito dagli antichi.
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Il mediterraneo misura una larghezza di 1800 km mentre la
distanza tra gli estremi è di 3860 km e la distanza media è di circa 700
km., l’area totale del bacino è di 3ml di km2. E' suddiviso
in diverse aree geografiche, anche qui seguirà un documento specifico. La
temperatura nel mediterraneo gioca un ruolo fondamentale e l’alternarsi
delle stagioni e le poche escursioni delle maree lo rendono molto
particolare.
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La temperatura in superficie non varia più di 7-8° in
tutto il bacino e l’acqua tende ad essere più calda dell’aria proprio
nel periodo più freddo e viceversa. In estate si passa dai 28° in
superficie, nelle vicinanze di Rodi, alle temperature di 13° fino alla
profondità di 300 metri limite questo posto proprio dallo stretto di
Gibilterra che limita l’acceso delle acque fredde profonde provenienti
dall’atlantico.
Nei mesi invernali la temperatura va dai 12° nel golfo di
Genova ai 17° del mare di Cipro, mentre si raggiungono i 7° nelle coste
Turche. Nel mar Adriatico, limitato nella sua estensione, la temperatura
varia maggiormente e quindi abbiamo i 13° nella zona del canale
d’Otranto e i 7° nel golfo
di Trieste. Un dato statistico particolare è che alla
profondità di 300 metri il bacino orientale risulta più caldo di quello
occidentale con una differenza di temperatura di 1°. Per controllare le
variazioni di Temperatura sul sito dell'Università di Atene c’è una
pagina interessante, l’url è:
http://www.oc.phys.uoa.gr/SST/satsst.html
Altra caratteristica del mediterraneo è la salinità più
alta che negli oceani che varia da 37 al 39 per mille da zona a zona.
Le ricerche sul
mediterraneo:
Il mediterraneo è uno dei mari più ricchi,
qualitativamente parlando, mentre è più povero dal punto di vista
quantitativo di specie. Bisogna ricordare che prima del periodo di
disseccamento del mediterraneo il nostro mare era aperto verso la regione
indopacifica ed aveva un popolamento d'organismi piuttosto tropicale. Ci
sono popolazioni, anche coralligene, che a differenza di quelle tropicali
si trovano in profondità e sono antiche reliquie delle ere glaciali
quando il nostro mare era molto più freddo. Sostiene quest'affermazione
anche una ricerca del CNR di Bologna avviata da due biologi, Marco Taviani
e Alessandro Remia, che sono riusciti a ricostruire gli ultimi 30.000
anni. Il mediterraneo era ricco di barriere coralline come nelle attuali
regioni tropicali e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista del
CNR “ricerca e futuro”.
Le scogliere coralline si sono estinte quando il clima
cambiò iniziando il deterioramento circa 5 ml d'anni fa e terminando
nelle glaciazioni quaternarie. Oggi vivono nel nostro bacino alcuni
esacoralli che tappezzano i substrati litorali rocciosi in modo
discontinuo e riconosciamo bene, noi acquariofili, la clacodora
caespitosa che si rinviene anche ad un metro di profondità.
Potremmo dire, a conoscenza di questi fatti, che questo splendido animale
è un fossile vivo di un’era antica e andrebbe preservato dagli
incoscienti contributi che l’uomo offre al mediterraneo.
Per concludere vorrei comunicarvi le ultime notizie sui
resti tropicali, sempre dal documento del CNR, vivono nel mar Ligure e nel
Tirreno a più di 400mt di profondità e al largo della Capraia e del
litorale Laziale alcune scogliere di Madrepora
Oculata. Piccoli rami di Lophelia
vengono segnalati nel canale di Sicilia. Oramai si tratta di piccole
colonie che ancora riescono sporadicamente a sopravvivere e che poco hanno
a che vedere con le rigogliose scogliere che vivevano nelle acque
d’Italia nelle epoche glaciali.
Vi sono però alcune specie ritenute endemiche del
mediterraneo i cui parenti più prossimi non vivono nel vicino Atlantico
ma nel lontano Indopacifico e tra queste spicca la prateria
di posidonia che svolge un'importantissima azione, basti
pensare che è stato calcolato che ogni metro quadrato di prateria
corrispondono circa quaranta metri quadrati di superficie fogliare. In
quest'ambiente vive una flora ed una fauna molto abbondante, circa
quattrocento specie d'alghe e migliaia d'animali, incredibile vero?
Innumerevoli sono gli studi ed i centri di ricerca che
operano sul mediterraneo, a volte questi documenti rimangono nascosti ma
sempre di più vi è un interesse della gente comune verso le
problematiche legate al nostro mare. L'auspicio è che se ne parli sempre
di più.
Cercherò ora di riassumere attraverso un semplice
specchietto la mappa di quest'articolato documento:
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