Generalità:
Il concetto di area marina protetta è variabile
e a seconda dello Stato e della normativa presente ci possono essere
diversità nei termini. Per uniformare e rendere omogenea la terminologia
nei vari Stati. In Italia la classificazione delle aree protette segue il
seguente schema:
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Parco Nazionale: è usato per aree molto estese
all’interno delle quali possiamo trovare due o più settori
ecologicamente diversi. Possono essere parzialmente alterati dalla
presenza umana ma devono costituire un gran valore naturale.
Devono essere d'interesse nazionale o internazionale, ambienti
tipici di una certa zona e famosi per presenze particolari. E' richiesto
l’intervento dello Stato.
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Parchi Naturali Regionali: aree di notevole estensione non
ancora trasformate dalla civiltà industriale e metropolitana intensiva
idonea ad accogliere la prioritaria esigenza della conservazione ed in cui
possano trovare spazio l’educazione e la ricreazione all’aria aperta
per il tempo libero.
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Riserve naturali: aree d'estensione limitata possibili
addirittura ad essere identificate con un singolo biotopo, che
rappresentino aspetti peculiari di determinate zone, pregevoli dal punto
di vista ecologico e scientifico.
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Area marina protetta: la regione costiera è disciplinata da
una legislazione specifica che regolamenta le attività che vi risiedono
come l’edilizia, la pesca, gli scarichi a mare. Le possibili limitazioni
riguardano solo il numero delle persone che possono accedere all’area e
le attività ricreative legate a loro come pesca, balneazione, diporto
ecc..
Nelle aree protette sono istituite tramite una
suddivisione in sottoaree diverse zone, dette appunto zonizzazione, in cui
sono regolate diversamente gli ingressi.
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Zona A: riserva integrale – territorio integro che è
considerato come meritevole di conservazione assoluta con divieto di
effettuare qualsiasi alterazione dell’ambiente salvo alcuni limitati
interventi. L’accesso è consentito solo a piedi e su itinerari
obbligati con ausilio di guide. Solo su speciale autorizzazione è
consentita l’osservazione e la ricerca scientifica. Alcune zone
all’interno della riserva possono essere destinate alla protezione
completa.
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Zona B: riserva generale – territorio ben conservato con
segni della presenza umana ma meritevole di essere mantenuto in un
discreto stato. Le strutture esistenti possono essere mantenute o
restaurate ma non è possibile realizzare nuove iniziative se non promosse
dall’ente del parco. L’accesso è consentito a piedi o con veicoli non
motorizzati, con mezzi motorizzati su percorsi terrestri o acquatici
stabiliti dall’autorità preposta.
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Zona C: protezione esterna – territorio antropizzato con
caratteristiche semi naturali. Possono essere mantenute le attività
economiche tradizionali, mentre gli unici progetti ammessi sono quelli a
migliorare e ripristinare l’ambiente. L’accesso è libero.
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Zona D: sviluppo – territorio largamente antropizzato è
destinato alla fruizione dei visitatori del parco ed alle esigenze delle
collettività locali. La zona è intesa per consentire lo sviluppo delle
attività locali, creazione delle infrastrutture ricettive e complementari
e servizi e attrezzature organizzative del parco.
Gli elenchi completi e sempre aggiornati li
trovate sul sito del ministero:
http://www.minambiente.it/sito/settori_azione/scn/sap/sap.asp