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Le nuove specie
marine introdotte casualmente nel bacino del Mediterraneo, by mabbond
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Il
popolamento del mediterraneo è uno dei più vari che attualmente si
conosca e questa caratteristica non dipende solamente dall’ambiente
fisico, ma anche dalla sua storia. In altre parole il nostro mare, prima
dei periodi di disseccamento milioni d'anni fa, era aperto verso le
regioni Indopacifiche ed era colonizzato da organismi tropicali. Queste
specie sono sparite con il disseccamento e la fauna e la flora d'oggi
derivano dal più vicino Atlantico. Questo ripopolamento del mediterraneo
non è avvenuto in una sola volta e certamente ancora oggi sono continui
gli scambi come vedremo anche attraverso le schede.
Attraverso
lo stretto di Gibilterra i periodi geologici hanno comportato delle
inversioni di direzione di corrente ed ora esiste una forte corrente di
superficie verso il mediterraneo. Naturalmente ci sono tracce di animali
di tipo boreale che per effetto del riscaldamento non possono più vivere
nel mediterraneo ed hanno lasciato accumuli dei loro scheletri.
In
effetti, la flora e la fauna del nostro mare assomigliano alle specie del
vicino Atlantico, specie che secondo alcuni studi di 1244 specie
mediterranee addirittura il 75% vive anche nell’Atlantico. Il Mar Rosso,
recentemente aperto, nel 1869, contribuisce con un 5% di specie avvivate
nel nostro bacino.
Come
si era detto all’inizio del documento esistono delle specie endemiche
nel mediterraneo che trovano i loro cugini non nell’Atlantico ma nell'Indopacifico,
e specie più conosciuta di tutte, in questo caso, è la posidonia che non
trova corrispondenza in Atlantico ma è legata con diverse specie
dell’Australia. Com'è possibile ciò?
Non
vorrei fare un passo nella fantascienza ma potremmo immaginare la
posidonia che si è sviluppata attraverso il vasto mare antico chiamato
“Tethys” e tuttavia mi sarebbe difficile spiegare questo mistero
ricordando che ci sono stati periodi di disseccamento del mediterraneo.
Il
Mar Rosso è divenuta un’importante via nella colonizzazione del nostro
mare e le ultime stime ritengono che attualmente siano circa 300 le specie
marine provenienti dal Mar Rosso che hanno colonizzato il mediterraneo, 41
delle quali sono diventate comuni, ma come vedremo in un prossimo articolo
stanno diventando sempre di più, e sono tenute sotto controllo costante
dal Ciesm.
Si
ritiene che, nonostante, molte specie siano arrivate nel mediterraneo
siano ancora limitate le condizioni per cui possano essere ricostruite, ad
esempio, le barriere coralline e che quindi sia lontana l’ipotesi che il
mare nostrvm possa ridiventare tropicale in pochi anni.
Naturalmente
ci sono altre cause che determinano l’introduzione accidentale di
organismi non mediterranei e l’uomo si è trovato a sostenere una parte
primaria. Nelle coste meridionali della Francia attraverso allevamenti di
ostriche si sono introdotte specie di origine giapponese che ora stanno
colonizzando il mare aperto.
Attraverso
le chiglie delle navi sono arrivate specie comuni come “codium fragile”.
La
costruzione della diga di Assuan nel 1960 sul Nilo ha causato un
impoverimento dei nutrienti, mentre nel 1869 l’apertura del canale di
Suez ha causato una lenta ma graduale migrazione verso il mediterraneo di
specie tropicali.
Le
nuove specie marine introdotte casualmente in mediterraneo
Il documento originale è di proprietà del CIESM
cui è stato chiesto regolare permesso per la pubblicazione sul sito AIAM.
Ringrazio il Direttore generale del Ciesm Prof. Frédéric Briand per aver
concesso il permesso alla pubblicazione del documento e tutti i suoi collaboratori
che hanno stilato questo testo.
Non è possibile modificare o ripubblicare
questo documento senza le necessarie autorizzazioni.
Potete trovare il documento
originale al:
http://www.ciesm.org/atlas/index.html
Atlante
CIESM delle specie esotiche nel mare mediterraneo
L'Atlante CIESM delle Specie Esotiche è il primo tentativo di fornire
una completa indagine, gruppo per gruppo, delle specie marine immigrate di
recente nel Mediterraneo, che sta subendo cambiamenti drastici e veloci al
suo biotopo. Molte di queste nuove specie appartengono a origine
Indo-Pacifica che hanno raggiunto il Mar Mediterraneo attraverso il Canale
Suez: questi cosiddetti emigranti 'Lessepsiani' ora contribuiscono
significativamente alla biodiversità del bacino orientale. Con attenzione
crescente prestata a questo fenomeno, invasori di altra origine e
particolarmente del regno Atlantico tropicale ora sono riconosciuti più
frequentemente, un risultato di un'invasione naturale attraverso lo
stretto di Gibilterra o introduzione (accidentale o intenzionale) da parte
dell'uomo. L'atlante è una guida per ricercatori, per progettisti e non
esperti ambientali che sono interessati probabilmente ad incontrare specie
marine che non sono native del bacino. A causa delle osservazioni e delle
annotazioni di queste nuove e spesso rare specie l'atlante si espanderà
ed aumenterà la nostra conoscenza sulla distribuzione e sull'ecologia.
Crediamo che il modo migliore per comunicarvi informazioni sul paesaggio
marino che cambia è attraverso un formato interattivo numerico, che ci
permetterà di aggiornare velocemente informazioni e permettere risposte
immediate.
L'atlante sarà formato da circa sei volumi, ognuno scritto da un
gruppo di specialisti nel loro relativo campo. Le singole pagine delle
specie sono progettate in modo indipendente come moduli di informazioni
con illustrazioni, con caratteristiche diagnostiche, informazioni
biologiche, riferimenti e una mappa di distribuzione per ogni specie
esotica. Il gruppo di esperti del CIESM rivedranno continuamente le prove
certe di nuove registrazioni per confermarle e che così aggiorneranno
estendendolo l'atlante.
I primi tre volumi stampati saranno pubblicati all'inizio del 2002.
Questi sono i primi titoli:
o
- Crustacean
decapods and stomatopods pubblicato
nell'ottobre 2002
o
- Fishes
pubblicato nell'aprile 2002
o
- Molluscs
in preparazione
Elenco
dei criteri da includere in questo atlante:
1.
una specie deve essere un nuovo arrivo relativo al mar
mediterraneo, cioè,
a ) comparendo prima del 1920 per le specie Lessepsiane, (il decennio da quando la spedizione Cambridge ha fornito una
linea di base affidabile);
b) non prima del 1960 è per gli altri.
2.
Le specie stabilite hanno popolazioni che si sono conservate come
dimostrato da un minimo di due (tre per pesci) annotazioni
registrate in varie località o in vari periodi.
3. Le specie straniere sono identificate e sono state
registrate soltanto una volta
(due volte per i pesci) nella
letteratura scientifica: vengono presunte non
stabilite nel bacino.
In un'appendice sarà elencata la specie considerata per
inclusione ma rifiutata a causa di registrazioni discutibili.
Alcuni
siti che parlano dell'argomento:
http://www.zadig.it/news2002/amb/new-0131-1.htm
Segue
il testo originale:
CIESM
Atlas of Exotic Species in the Mediterranean Sea
The CIESM Atlas of Exotic Species is the first attempt to provide a comprehensive, group by group, survey of recent marine 'immigrants' in the Mediterranean, which is undergoing drastic and rapid changes to its
biota.
Many of these new species are of Indo-Pacific origin having reached the
Mediterranean Sea through the Suez Canal : these so called 'Lessepsian'
migrants now contribute significantly to the biodiversity of the Eastern basin. With increasing attention paid to this phenomenon, invaders of
other origin-notably from the tropical Atlantic realm- are now more
frequently recognized as well, a result of a natural invasion through the
Gibraltar straits or of introduction (accidental or intential) by man.
The Atlas is a guide for researchers, environmental planners and
non-specialists who are interested in or likely to encounter marine
species that are not native to the basin.
Because of observations
and records of these new and often rare species the Atlas will expand as
our knowledge on the distribution and ecology increases. We believe the
best way to inform you about the changing seascape is through a digital
interactive format, which will enable us to quickly update information and
allow instant feedback.
The Atlas will consist of about six volumes, each written by a group of
specialists in their respective field.
Individual species pages are designed to stand alone as information
sheets with illustrations, diagonistic features, biological information,
references and a distribution map for each exotic species. The CIESM task
force experts will continuously review reliable evidence of new or
confirmed records thus updating and expanding the Atlas. The first three
printed volumes will be published in early 2002. Here are the first titles:
o
- Crustacean
decapods and stomatopods
o
- Fishes
o
- Molluscs
Listing criteria to be included in this Atlas :
1.
A species must be a relative newcomer to the Mediterranean Sea, i.e.,
a) not having appeared before the 1920's for Lessepsian species, (decade
when the Cambridge expedition took place and provided a reliable baseline);
and b) not before the 1960's for the others.
2.
Established species have self-maintaining populations as evidenced
by a minimum of two (three for fishes) published records from either
different localities or in different periods.
3.
Alien species are identified as having been recorded only once (no
more than twice for fishes) in the scientific literature: they are
presumed to be not-established in the basin.
Species considered for inclusion but rejected due to questionable
records will be listed in an appendix.
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