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La vasca ospitava anche degli altri invertebrati e potei
così constatare anche i rapporti tra Cerianthus, Cereus pedunculatus e
Condylactis aurantiaca. Si tratta, in sostanza, di animali allevabili senza
problemi nella stessa vasca, laddove sicuramente deleterie per i tentacoli
del Cerianthus sono l’Anemonia Sulcata e l’Alicia mirabilis (
quest’ultima fastidiosa anche per l’uomo).
La vasca era una 230 litri di comunità che ospitava fra le
altre cose Thalassoma pavo, Coris julis, Blennius rouxi, Crenilabrus ocellatus, diverse stelle, eunicelle e vari esemplari di Halocinthya papillosa. Il filtraggio era biologico e lo schiumatoio
funzionava 24h/24. I cambi d’acqua erano di 40 litri ogni 2
settimane e la somministrazione degli oligoelementi era settimanale. I
valori di nitrati, nitriti e fosfati erano nella norma. E’ molto
importante la presenza di uno spesso strato di ghiaia o sabbia a
granulometria medio grossa che permette ai Cerianthus di infossarsi meglio:
in presenza infatti di un fondo fine capita sovente che escano dal loro tubo
membranaceo per cercarsi una posizione a loro più gradita.
Il 9 Dicembre del 2002 accadde il fatto inaspettato. Mentre
posizionavo in vasca le catture della mattina, verso le 17, mi accorsi che i
miei Cerianthus erano tutti aperti con i tentacoli estroflessi al massimo.
Sembrava ci fosse qualcosa di insolito anche perché chi alleva Cerianthus
sa che la massima estroflessione dei tentacoli avviene durante lo ore
notturne, quando l’animale aumenta la propria superficie di contatto
uscendo in parte dal tubo membranoso.
Dopo qualche ora, passando davanti alla vasca, notai con
enorme stupore che l’acqua era estremamente torbida e ambrata (Foto
2). Accendendo le luci mi ritrovai davanti ad una miriade di
piccole sfere bianche che fluttuavano in tutta la vasca (Foto
3). Cercai allora di capirne la causa e solo dopo una decina di
minuti trascorsi ad osservare ogni singolo animale
mi resi conto che si trattava di ovuli di Cerianthus.
Da un esemplare (e solo da quello) di colore vinaccia posto
sul lato destro della vasca uscivano in continuazione dei piccoli ovuli
bianchi di dimensioni microscopiche ma facilmente visibili ad occhio nudo (Foto
4). Ad una ispezione più attenta mi resi conto che l’intorbidimento
era causato da altri esemplari che emettevano liquido seminale che rendeva
l’acqua ambrata. Senza parole: si trattava di una vasca di comunità ricca
di pesci e piccoli invertebrati che ormai si era trasformata in
“ripostiglio” in vista della costruzione di una “casa” più grande.
Spensi lo schiumatoio fino all’indomani per permettere agli ovuli di
adagiarsi sul fondo: l’oscurità evitò che finissero in pasto agli altri
ospiti.
Come capita tutte le volte che ci si trova in situazioni
insolite cercai di limitare al massimo gli errori. I cambi d’acqua
regolari e la somministrazione di calcio furono fatti con scadenza quasi
“religiosa” così come l’osservazione del fondo in cerca di qualche
neonato.
In genere ci si deve accontentare di un passo alla volta e
per un amante di questi animali aver visto quello spettacolo era già una
grande cosa: non pensavo assolutamente di poter portare a termine la
riproduzione in una vasca così popolata! Dopo circa quattro mesi la
sorpresa: facendo manutenzione straordinaria in vasca e spostando alcune
rocce mi sono accorto di avere tre esemplari “nuovi”. Che non si tratti
di esemplari da me raccolti in natura l’ho potuto constatare non solo
dalla colorazione ma anche dalla loro posizione in vasca ( che comunque non
è un fattore determinante visto che spesso i Cerianthus escono dal loro
tubo per andare a ricrearlo dove meglio li aggrada). Si tratta di tre
esemplari di diverse dimensioni e colorazione: uno viola (molto piccolo)
collocato in una zona della vasca difficilmente raggiungibile dal cibo e
dalla corrente, uno (più grande) verde posto esattamente sotto la tasca del
filtro ed infine un esemplare bianco e verdino (il maggiore fra i tre)
nascosto dietro una roccia e visibile solo durante le ore notturne (quando
estroflette al massimo i tentacoli). Tutti e tre vengono adesso nutriti come
i loro con specifici ed accettano il cibo senza problemi. Soltanto la sorte
ha voluto che piccoli pezzetti di cibo finissero tra i loro tentacoli nei
primi 4 mesi di vita salvandoli da morte certa. Attualmente due esemplari
sono stati spostati nella mia vasca nuova mentre un terzo è finito in una
vasca per soli Cerianthus di un caro amico.
Allevare degli animali in cattività è un’esperienza
bellissima ma mai quanto assistere alla loro riproduzione. Il fatto poi che
si tratti di specie longeve e prive di particolari difficoltà
nell’allevamento mi permette di sperare di avere altre deposizioni in
vasche a loro dedicate.
Il fine di riuscire a limitare sempre di più il prelievo
in natura delle specie del nostro mare da oggi ha un altro tassello!
Giovanni Verazza
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