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Articolo estratto da Aquarium (Primaris) di giugno 2004
Acquari mediterranei a Napoli: Parchinmostra
di Luca Colutta & Valerio Zupo
Si é svolta a Napoli, dal 19 al 21 marzo, presso la Mostra
D’Oltremare, la terza edizione di Parchinmostra , evento destinato alla divulgazione dei Parchi e delle Riserve naturali in Campania.
Era presente anche la Stazione Zoologica “Anton Dhorn”, punto di riferimento per
innumerevoli attività scientifiche a livello internazionale, la quale ha recentemente completato studi concernenti parchi marini ed aree protette ad Ischia (Regno di Nettuno) e presso il Banco di Santa
Croce. L’Associazione Italiana Acquario Mediterraneo (AIAM), è stata invitata dallo storico Istituto di ricerca napoletano ad allestire all’interno del Suo
stand un Ecoacqario. Il Progetto Ecoacquario nasce nel 2001 da un idea del presidente A.i.a.m,. Alessandro Palomba, con l’intento di trovare una mediazione tra l’allestimento di un acquario marino
mediterraneo, gli eventuali impatti sull’ambiente e la sua intrinseca ed innegabile funzione divulgativa. Infatti il magnifico acquario presentato nella tre-giorni partenopea era allestito con organismi
provenienti da scarti della pesca professionale (recuperati e prontamente immessi in vasca) e con rocce vive staccate da pescatori di frodo ed abbandonate sul fondo. Proprio queste ultime hanno suscitato il
più vivo interesse da parte dei visitatori, attenti ai problemi ambientali. Infatti molte nostre aree costiere sono sottoposte a “massacri” da parte dei cosiddetti “datterari”, i quali per estrarre
dalle pareti di roccia carbonatica il prezioso mollusco protetto, Lithophaga lithophaga (dattero di mare), distruggono per sempre interi costoni caratterizzati da
elevata biodiversità. Gli organismi (Gorgonie, Astroides, spugne, alghe calcaree etc.) che incrostano questi blocchetti di roccia (scalzati con martelli
pneumatici!) cadendo sul fondo deperiscono.
La risposta del pubblico é stata entusiastica e, grazie alla continua presenza di
personale AIAM, che si é profuso in dettagliate ed esaurienti spiegazioni sul significato dell’acquario mediterraneo, lo stand è stato preso letteralmente d’assalto. Abbiamo stimato che in tre giorni
almeno 10.000 persone abbiano vistato la mostra, e quasi tutte hanno affollato lo stand in questione, subissando letteralmente di domande, richieste, incitamenti ad andare avanti. L’interesse suscitato è
stato davvero enorme, con conferme sia da addetti ai lavori, sia dagli appassionati e da chi, per la prima volta, sentiva parlare di A.i.a.m e di acquario mediterraneo.
Lo
sguardo di centinaia di bambini ha attraversato i vetri dell’acquario (da soli 130 litri, ma ai loro occhi doveva apparire come un oceano multicolore) e la più grande soddisfazione dei soci AIAM é stata
il vederli andare via esclamando cose del tipo “no papà quella non era una pianta ma si chiamava Anemone!”.In queste occasioni ci si rende conto di quanto
un acquario, mostrato in un contesto che non sia quello dei “soliti” appassionati, possa suscitare un interesse che va oltre la fredda constatazione tecnica. Speriamo vivamente che questo tipo di
collaborazioni tra enti scientifici ed associazioni di acquariofili si ripeta negli anni a venire, per favorire incontri “del terzo tipo” tra acquari e futuri acquariofili.
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