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Questo
pesce di circa 20 cm e' stato pescato dall'amico Andrea Valenti a
Tor Vajanica (rm) in due metri d'acqua.
L'aspetto ricorda un po' il pesce castagna, ma tutto sommato
sembra invece un carangide dalla bocca molto piccola.
Allego 3 foto per il riconoscimento.
Saluti
Mario Anderson
Risposta
di Willy Smith Jacob
Sandro
buonasera, come puoi notare, quando si tratta di riconoscere pesci
mi ci butto a capofitto... Il pinnuto in questione non è un
carangide: infatti la specie suddetta ha due pinne dorsali distinte
e separate, e dalla foto di Mario Anderson questo non si vede...tutt'altro:
la spina dorsale è unica. Trattasi di un esemplare Stromateus
fiatola. In allegato, la scheda* ad esso inerente. Un abbraccio da
Willy ( ME )
*
n.d.w.m. la scheda puo` essere chiesta al w.m.
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Salve, complimenti per il sito e in generale per il servizio che offrite .
In allegato un pesce pescato (e subito liberato) a Lampedusa a circa 6 mt di profondità. Perdonate l'ignoranza ma in giro non ho trovato nessuna scheda e mi piacerebbe identificarlo. Grazie e di nuovo complimenti.
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VoloDesign
Arch. Roberto Amato
Risposta di Francesco Denitto Ovviamente
si tratta di un bellissimo esemplare femmina di Sparisoma cretense, alias pesce pappagallo o scaro. Oltre al Canale di Sicilia dove vivono da un po' di tempo, questi pesci provenienti dall'Atlantico sono
arrivati anche in Puglia (Salento) già da qualche anno Hanno risposto anche Pietro Grassi,
Mauro Manganaro e Mario Anderson nota del w.m. : il riconoscimento è stato per tutti uguale tranne che per il sesso ed il nome scientifico
che ha subito delle variazioni. Abbiamo preferito lasciare Sparisoma cretense in quanto risulta il più comunemente usato mentre rimane il dubbio per il sesso che per Pietro Grassi e Mauro Manganaro risulta
essere un maschio. Stiamo approfondendo la cosa e chiediamo ai lettori di farci sapere la loro. Chiarimento
di Willy Smiths Jacob l'esemplare
in questione è una femmina; i maschi sono brunastri o verdastri
con piccoli punti bianchi sul dorso e sui fianchi.
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Fabio Fedeli
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Domanda di Fabio Fedeli:
Il pesce sconosciuto è stato trovato in seguito ad una mareggiata tra le alghe in riva alla spiaggia ad una profondità di 40-cm circa. In acquario sembra essersi ben adattato, anche se
preferisce isolarsi in un angolo in cui trova la corrente contraria della pompa di filtraggio. È stato trovato a SCIACCA (AG). È di colore marrone con chiazze molto più chiare di colore bronzo e puntinato di nero
(leopardato), è lungo circa 5 cm. Che pesce è?
Risposta di Willy Smiths Jacob: Trattasi
di Shiaena umbra nello stadio giovanile. Nota del web master: La
Shiaena umbra è specie protetta. Invitiamo a riportarla in mare al più presto, specialmente se la vasca non è provvista di refrigeratore, rilasciandola in un posto sicuro.
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Filomena Rossi
16 feb 04
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Domanda di Filomena Rossi:
ho osservato questa piccola opera d'arte mentre passeggiavo sul bagnasciuga
della spiaggia di Rimini. Gradirei sapere chi ne è l'autore. Grazie
Risposta di Francesco Denitto (20.02.2004):
Si tratta di feci prodotte da un polichete fossorio e presumibilmente appartenente alla famiglia EUNICIDAE. Ne esistono svariate specie e bisognerebbe
vedere l'animale per classificarlo in maniera esatta. Per rendere meglio l'idea, il famoso "Verme di Rimini" (Eunice aphroditois), molto famoso ai cannisti e a chi pesca a bolentino e con palamito
dalla barca, appartiene a questa famiglia.
Francesco Denitto
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Michele Abbondanza 26.11.03
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Domanda di Michele Abbondanza:
Cosa sono?
Risposta di Francesco Denitto (19.02.2004):
Si tratta di una
Calcispongia, cioé una piccola spugna munita di spicole calcaree, e che in questo caso appartiene al genere Sycon. Sono poriferi che hanno uno sviluppo abbastanza veloce
(nell'ordine di alcuni mesi), a differenza della maggior parte delle spugne che impiegano anche svariati anni per crescere in maniera consistente. La si ritrova in molti habitat costieri ed è frequente, oltre che
nel posidonieto, anche nelle grotte marine.
Francesco Denitto
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Stefano C.A. Rossi 19.11.03
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Domanda di Stefano C.A. Rossi:
E' spuntato dal nulla, ne ho un'altro su una pietra; qualcuno ha idea di cosa possa trattarsi?
Risposta di Antonello Cau (19.02.2004):
Dovrebbe essere un piccolo di Aiptasia Diaphana
Ogni anno a dicembre - gennaio, che è il periodo successivo la riproduzione, se ne trovano parecchie
nelle pozze o in pochi cm d'acqua, attaccate a rocce o posidonia.
Ne ho un gran numero "importate" con una roccia viva che hanno abbandonato quasi subito per attaccarsi al vetro della vasca assomigliando a tanti ragnetti.
E' facilmente riconoscibile in quanto in controluce, dentro i tentacoli, sono ben visibili le aconzie,
filamenti bianchi e urticanti che libera se molestata.
Gli individui giovani e piccoli (anche solo pochi millimetri) sono molto delicati rispetto agli
individui più grossi e spesso muoiono in grande quantità rimanendo solo pochi individui per nidiata.
bye Antonello
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Michele Abbondanza 26.11.03
foto 4
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Domanda di Michele Abbondanza:
Cosa sono?
Risposta di Francesco Turano (17.12.2003)
A proposito degli sconosciuti, la rubrica del vostro ben curato web site, ho riconosciuto il polipo bianco della foto 4 (foto M.Abbondanza) e il piccolo
cerianto notturno della foto 1 di A.Fanni.
Non sono specie facili da osservare in acquario sia per dimensioni che per difficoltà a ritrovarsele in vasca. Sono comunque dei celenterati molto belli e sott'acqua, ogni tanto, mi capita di osservarli,
specie durante le mie immersioni notturne invernali. Il polipo bianco è quello della Cornularia cornucopiae, che trova sull'enciclopedia degli invertebrati in una mia immagine realizzata come sempre in natura,
mentre il piccolo cerianto non è facile da classificare e, negli anni, ne ho osservate molte specie o molti tipi della stessa specie, non trovando riferimenti di nessun genere sui libri . Ma dalla disposizione dei
tentacoli e dalla forma del
corpo, a giudicare dall'immagine, dovrebbe proprio essere uno dei piccolissimi cerianti notturni ormai, per me, frequente incontro, anche se solo in acque lambite da correnti e su fondi sabbiosi.
Spero di esserle stato utile e le porgo i migliori auguri per un Santo Natale.
Francesco.
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Andrea
Fanni 19.02.2003
foto 1 |
Domanda
di Andrea Fanni:
Ciao,
questo organismo non so come sia arrivato in vasca e quindi non
conosco le caratteristiche di luce, corrente e profondità
originarie. Ciò che vi posso dire è che il corpo (la parte
arancione) ha un diametro di 2-3 mm. E tutto il giorno rimane
completamente nascosto sotto la sabbia esce solo dopo che si
spengono tutte le luci (in genere anche quelle della stanza in cui
sta l’acquario), è in un punto quasi privo di corrente
infatti le alghe morte si accumulano. Mi sapete dire anche
come fare a spostarlo dal punto in cui si trova dato che tra non
molto dovrò spostare la vasca?
Grazie |
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Michele
Abbondanza
11.04.2003

Foto
1
Foto
2 |
Domanda di Michele
Abbondanza:
Ho trovato entrambe gli "esseri" nella
vasca nuova, un mese e mezzo di vita, dove sono ospiti solo
due oloturie, una piccola roccetta con due minuscole sargatia
elegants e un gruppo di caulerpa proveniente dalla vasca vecchia.
In realtà gli organismi della seconda foto sono i soliti che
nascono con
l'avvio della vasca o con l'introduzione di rocce vive. Ma
volevo comunque saperne di più.
Risposta di Angelo Mojetta (02/12/2003)
Mi
sembra che si tratti di una piccola spugna (Sycon sp.) foto in alto mentre le altre sembrano dei piccoli copepodi. Entrambe i soggetti possono essere arrivati con rocce vive e un poco di acqua di mare. |
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Mario Anderson 21.09.2003
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Domanda di Mario Anderson
Prelevato a Santa Marinella ad una profondità di 8 metri. Come si vede la cocrezione è di un colore marrone scuro, sulla quale risaltano delle protuberanze rosse,
alcune a forma di trmbetta, e numerosi fori circolari. La consistenza è calcarea, tipo "falso corallo". Il blocco in questione ha un diametro di circa 25 cm.
Risposta di Giovanni Verazza (08/10/2003) Si tratta di Schizobrachiella sanguinea, una colonia di briozoi che vive fino a
50 metri di profondità.
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Silvio
Martuscelli 31.03.2003
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Domanda
di Silvio Martuscelli:
Ho
trovato queste strane creature in enormi branchi sulle rive delle
spiagge di Palinuro, in
Campania, provincia di Salerno.
Non
avendole mai viste richiedo informazioni.
Ma
sono creature pericolose per l'uomo come le Meduse?
Risposta
di Nicola Scalise
L'organismo
in questione è Salpa maxima. Sono
tunicati pelagici che costituiscono il macroplancton. Il corpo è cilindrico e gelatinoso, è provvisto di due sifoni. Spesso se ne
incontrano parecchi uniti fra loro a formare catene lunghe anche
fino a 50 cm. Allego una foto da confrontare. 
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Nino Martire 09.02.2003
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Domanda
di Nino Martire:
Ad
Ottobre al ritorno dal GAEM di Milano mi furono appioppate due
splendide pietre vive,che tutto subito mi sembravano enormi per il
mio acquario,ma in seguito non rimpiansi il regalo.
Naturalmente la sera smontai mezzo acquario e riuscii a piazzare le
pietre.
Dopo un mesetto notai su una di queste pietre 3 o 4 piccoli polipi
marroncini,pensai che prima o poi purtroppo sarebbero scomparsi, ed
invece no.
Oggi questi polipi hanno colonizzato una superficie di circa 7 cm²
in piena luce.
Si presentano come la Clavularia tropicale ma non formano colonie
compatte e uniche ma delle piccole colonie distanziate tra di loro
5/6 mm formate da 7/8 polipi con 8 tentacoli lunghi e sottili con al
centro una macchiolina bianca.
Non sembrano Parazoanthus in quanto non sono gialle non stanno al
buio ed hanno solo 8 tentacoli.
Allego uno schizzo poichè sono distanti dal vetro frontale e le
foto non sono comprensibili .Chi sono?
Ciao Nino
Risposta
di Giovanni Verazza: Si
tratta di Maasella edwarsii, un antozoo coloniale che ho introdotto
accidentalmente tempo fa anche in una mia vasca. Si presenta con
piccoli polipi a forma di "palmetta" di colore marrone con
alla base delal corona uan banda bianca. Predilige fondali rocciosi
ben illuminati. La si trova da 3/4 a 30 metri di profondità. Il suo
colore e il suo proliferare alla luce denotano la presenza di
zooxantelle e zooclorelle. Il nudibranco Tritonia striata se ne
ciba. Annotazione
di Alessandro Palomba: vedi
anche foto: ../amici/spal/fotosandro/foto_abc/ sandro26.jpg ../amici/spal/fotosandro/foto_abc/ sandro17.jpg |
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Willy
SMiths Jacob 23.10.2002
oppure
no!?! Per
questo esemplare ho ricevuto più di una
interpretazione. |
Domanda
di Willy Smiths Jacob:
Ho diversi esemplari di tale crostaceo in
vasca. è stato catturato di notte
raschiando con il retino i moli frangiflutti ad un paio di mt. di
profondità e non presenta difficoltà nell'allevamento in acquario.
Risposta
di Mario Loffredo:
Il gambero dovrebbe essere Pontonia
pinnophilax (stessa famiglia del gambero guardiano che vive nella pinna)
comune dalle mie parti. Confermo che si tratta di animali molto ma molto
aggressivi, le lotte si concludono quasi sempre con la morte
dell'avversario. Attacca indistintamente conspecifici o altri gamberi, è
molto pericoloso per i piccoli blennidi (ne ho trovato diversi fatti a
pezzi.
N.B.
L'appartenenza alla famiglia è
stata confermata dal Dott. Valerio
Zupo
Risposta
di Carlo Froglia:
Visitando
il vostro sito ho visto l'immagine
di Willy Smiths Jacob
23.10.2002 e ritengo opportuno
inviarvi alcune informazioni in
quanto il
riconoscimento non è corretto.
Non si tratta di una specie del
genere Pontonia. Le pontonie hanno
il rostro
molto corto, che non si estende
oltre l'occhio. L'esemplare in
questione ha
un rostro lungo a sciabola come i
Palaemon. Inoltre le Pontonie sono
specie
simbionti di molluschi bivalvi o di
ascidiacei. La specie appartiene
alla famiglia Palaemonidae come
suggerito da Zupo, e si tratta di
Brachycarpus biunguiculatus. Si
tratta di una specie ad ampia
distribuzione geografica, attiva
prevalentemente di notte e quindi
raramente osservabile nel suo
ambiente naturale.
Sarei interessato a conoscerne la
località di raccolta per le mie
ricerche sulla distribuzione
dei Crostacei decapodi in
Mediterraneo. Queste informazioni
possono essere pubblicate.
Sarei lieto di ricevere segnalazioni
di specie "strane" di
crostacei decapodi che capitassero
tra le mani degli acquariofili
mediterranei essendo attualmente
impegnato in un programma di ricerca
sulle specie "non
indigene" presenti nei mari
italiani.
Cordialmente
Carlo Froglia
CNR Istituto di
Scienze Marine
Sezione Pesca Marittima
Lgo Fiera della Pesca Tel: +39 071
2078846
I-60125 ANCONA Fax:
+39 071 55313
ITALY
E-mail:
froglia@irpem.an.cnr.it
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Andrea
Fanni
20.01.2003

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Domanda di
Andrea Fanni:
Ho trovato
questo invertebrato un anno fa in 10/15 cm d'acqua, in una spaccatura di
uno scivolo piena di sabbia, nella zona di Capitana (CA), in un punto in
cui riceveva luce solo di sera.
Quando l'ho
preso misurava più o meno 3 cm di diametro, ora 4. I suoi tentacoli a
riposo non superano i 4 mm, mentre quando è a caccia ne allunga un paio
fino a 5 cm. Quando le luci sono accese appare come lo vedete in foto,
altrimenti scompare quasi completamente sotto la sabbia.
Risposta: di Giovanni Verazza (CA)
L'organismo
in questione è un Cereus pedunculatus,
ordine attiniari, del quale ospito
numerosi esemplari nelle mie vasche.
Sono animali resistenti che vanno
nutriti seguendo le stesse modalità di
Anemonia e Cerianthus. Se si sentono in
pericolo si chiudono immediatamente
infossandosi nella sabbia. Vivono
attaccati alle rocce e la loro cattura
non risulta facile a causa delle loro
fragilità. Ve ne sono di varia
colorazione, dal bruno al beige con
screziature rosa, bianche e talvolta
azzurre. |
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Antonello
Cau
10.12.2002

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Domanda
di Antonello Cau:
Questi invece hanno un diametro di 6 o 7 mm e sulla roccia in vasca li ho
attaccati io. Li ho staccati con il coltello da una parete verticale 6 o 7
mesi fa ed in vasca li ho messi nella stessa posizione. pensavo fossero
morti ma da qualche giorno mi si stanno aprendo. Credo siano Caryophillia
inornata ma non quadra con il colore. I miei sono rosso (arancio) o
gialli, non credo Leptopsammia pruvoti, questi ultimi sono molto più
grossi anche 6/8 cm di altezza. I miei al max 8 mm.
Risposta
di Giovanni Verazza:
Leptosammia Pruvoti (giovanile)
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Antonello Cau
10.12.2002
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Domanda
di Antonello Cau:
Hanno la forma di una barchetta, sono rigidi e vellutati al tatto, ne ho
la vasca piena, probabilmente i primi sono venuti con qualche roccia, gli
altri si sono riprodotti e si sono attaccati saldamente alle rocce qua e
là. preferiscono l'ombra e sono grigio/verde, grandezz 1 cm max 1,5
Risposta
di Giovanni Verazza - 12.12.2002:
Si tratta della parte
grazie alla quale l'arca di Noè (Arca diluvii) si attacca alle rocce.
Quando per vari motivi, l'animale cambia posizione in vasca lascia
questo "tallo" andando a riformarlo nel punto in cui si
troverà a proprio agio.
Risposta
di Willy Smiths Jacob - 12.12.2002:
Non è altro che il bisso
che lasciano quando si spostano le Arca diluvii. Allego una foto del
suddetto nella mia vasca. - vedi
foto
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Antonello Cau 27.09.2002
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Domanda di Antonello Cau:
Le uova (???? credo) me le hanno attaccate alla parete frontale proprio al
centro, nel frattempo ne ho trovate altre sempre attaccate al vetro ma dietro delle rocce ormai saranno una ventina di
gg., i tre involucri ovali che racchiudono le uova sono, trasparenti larghezza 1,5 mm e altezza 2,5 circa.
Questa foto è una macro, quindi ingrandita.Le uova (piccolissime le osservo con la lente)
sono all'interno, in grappolo, di colore bianco e in questo frattempo non hanno cambiato colore, presumo che non siano state fecondate quindi. Qualcuno ha parlato di uova di gasteropodi. Non ho nudibranchi ma patelle e comunissime lumachine di mare. I pesci non le hanno stranamente mangiate, forse perchè protette dall'involucro, alcuni le hanno beccate ma hanno desistito dopo un
pò.
Il maschio del Blennius pavo ci sta vicino ma mi è stato detto che non sono uova di Blennius
Pavo.
Risposta
di Luca Tani - 25.10.2002:
Le uova che sono fotografate appartengono
Monodonta Turbinata (Cornetto comune).
Nel mio acquario sono state deposte varie
volte, soprattutto durante la notte, non so dirti se poi riescono a
schiudersi .
So soltanto che dopo una ventina di giorni
le uova sembra che si vuotino.
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Andrea Fanni 02.10.2002

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Domanda
di Andrea Fanni:
Ho trovato 3 di queste spugne
arancioni tra i 20 cm. ed 1 m. di profondità. Una in acque calde a
Capitana (Cagliari) e le altre due in acque fredde a Carloforte in cima ad
uno strapiombo che scendeva fino a 20 m. all'imboccatura di una grotta.
Tutte rigorosamente in ombra.
Risposta
di Giovanni Verazza - 03.10.2002:
Si tratta di Tethya aurantium nota come arancia di mare, abbastanza diffusa
nelle coste meridionali della Sardegna. La sua colorazione varia tra il
giallo e l'arancione (nel Mediterraneo prevale l'arancione) e fra i
poriferi è forse uno di pochi che ben si adatta alla vita in acquario.
Allevo degli esemplari da diverso tempo e l'ultimo inserito in vasca circa
un anno fa si è riprodotto. L'importante è non rovinarla al momento
della cattura e posizionarla in un punto privo di luce e con corrente
permanente. Fra l'altro mi risulta essere una specie protetta in Italia.
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Michele Abbondanza

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Domanda
di Michele Abbondanza:
Organismi trovati sulla foglia
di una Posidonia oceanica prelevata il giugno scorso su un fondale di 2
metri staccata da qualche barca o forse una mareggiata precedente. Il
fondale è quello compreso tra S. Vincenzo e Populonia, praticamente a 1
km da Populonia. Fondale peraltro abbastanza bello dove ho rinvenuto due
ceppi di Cladocora caespitosa
Risposta
di Francesco Denitto - 25 settembre 2003:
Sono idroidi della famiglia Campanulariidae
(Phylum Cnidaria, classe
Hydrozoa). Dovrei analizzare qualche esemplare allo
stereoscopio per dirti la specie esatta, ma sicuramente si tratta di una
specie appartenente al genere Clytia. Nel mediterraneo esistono
varie specie appartenenti a questo genere di idrozoi. Dai polipi che vedi
nella foto si originano poi, per gemmazione, piccole meduse planctoniche
che passano perlopiù inosservate agli occhi di molti, conducendo una
breve vita, nutrendosi di piccole prede microscopiche del plancton e,
giunte a maturità, riproducendosi sessualmente con il rilascio dei
gameti nell'acqua. Dall'incontro di uova e spermatozoi si origina una
planula che, insediandosi sul substrato (ad es. una foglia di Posidonia),
genera una nuova colonia di polipi come quella in foto. Le foglie di
Posidonia ospitano spesso colonie di idrozoi, briozoi ed altri organismi
bentonici sessili, in alcuni casi specie-specifici. Da qui l'importanza di
salvaguardare i posidonieti del nostro mediterraneo perché, così
facendo, si protegge tutto il complesso ecosistema che gli gravita
attorno. Saluti a tutti.
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Elio Ingrosso
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Domanda
di Elio Ingrosso:
Granchio pescato a Palinuro
Risposta
di Giovanni
Verazza -
24.09.2002:
Appena visto la
fotografia ho riconosciuto immediatamente il bellissimo granchio del quale
allevo alcuni esemplari nella mia vasca di invertebrati
Si tratta del Percnon
gibbesi (famiglia grapsidi) noto in America come Flat crab (granchio
piatto), un granchio dei caraibi diffuso nelle coste centroamericane
dell'Oceano Pacifico e nell'Atlantico tropicale orientale. In effetti non
si hanno molte notizie sulla sua diffusione nel mediterraneo e gli
esemplari che allevo sono stati ritrovati nelle coste meridionali della
Sardegna
Da
una risposta di Nicola del 24.09.2002 due link per poterlo
riconoscere:
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© www.aiam.info
01/10/2007
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