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Qual è l'intensità ottimale
di illuminazione?
È bene chiarire fin dall'inizio che sono diversi i fattori
che possono influenzare la determinazione del flusso luminoso
ottimale delle lampade. Tra questi:
-le caratteristiche della vasca (rapporti geometrici tra le dimensioni,
acquari più profondi necessitano di maggiori potenze soprattutto
se si utilizzano tubi fluorescenti);
-proprietà ottiche dell'arredamento (ad esempio rocce e
fondo chiari o scuri);
-proprietà ottiche dell'acqua (acqua colorata o con particelle
in sospensione può assorbire o diffondere la luce in misura
molto diversa di un'acqua limpida);
-caratteristiche della sorgente di luce (ad esempio i raggi di
luce "collimata" provenienti da una lampada ad alogenuri
metallici portano ad effetti diversi da quelli prodotti dalla
radiazione diffusa proveniente da un tubo fluorescente);
-esigenze specifiche delle piante e degli altri organismi;
-posizione delle piante e degli organismi all'interno della vasca;
-l'intensità non è l'unico fattore importante nella
determinazione della quantità di luce ricevuta giornalmente
dalle piante, ma anche la durata del fotoperiodo può avere
importanza;
-lo spettro utilizzato;
-risultati che si desidera ottenere;
-altri fattori.
Nonostante ciò si possono tuttavia fissare alcune regole
"generali" che hanno validità sicuramente limitata,
ma possono essere utili come prime stime approssimate, da cui
partire per ulteriori considerazioni o modifiche. In effetti non
ritengo sia opportuno scendere troppo nel dettaglio nella valutazione
della potenza delle lampade da installare, perché i fattori
in gioco sono troppo numerosi per potere fornire regole od equazioni
che tengano conto di tutti. In fondo nelle discussioni che si
scatenano periodicamente su quale formula o calcolo funziona meglio
tutti hanno ragione e tutti hanno torto.
Si premette che:
-
per i motivi già discussi è bene comunque fare
riferimento alla potenza installata delle lampade (espressa ad
esempio in watt) più che al flusso luminoso emesso espresso
in lumen,
-
le regole date funzionano abbastanza per acquari di proporzioni
"normali", nel qual caso si può fare riferimento
unicamente al volume lordo (altezza dell'acqua x lunghezza della
vasca x larghezza della vasca) dell'acqua nella vasca,
-
le regole date sono per lampade senza riflettori, altrimenti
la potenza installata potrà essere inferiore,
-
l'intensità non può prescindere dallo spettro
utilizzato, nel senso che con uno spettro "ottimale",
cioè con uno spettro in cui la proporzione tra le intensità
emesse alle diverse lunghezze d'onda riproduce la proporzione
con cui tali radiazioni vengono utilizzate dal sistema, sarà
possibile mantenersi ai livelli minimi di potenza assorbita necessari
per la corretta illuminazione. Viceversa se uno spettro è
carente nell'emissione in uno o più campi di lunghezza
d'onda, per coprire comunque il fabbisogno in tali campi risulterà
necessario aumentare l'intensità globale realizzando così
uno spreco di energia. In altre parole è possibile ottenere
buoni risultati anche con lampade che emettono con spettri non
ottimali, ma al prezzo di sprecare energia per emettere intensità
notevoli a lunghezze d'onda in cui il fabbisogno è già
largamente coperto. Questo fenomeno ha portato talvolta alcuni
acquariofili ad equivocare stabilendo che "fintantoche la
potenza delle lampade installate è sufficiente, la distribuzione
spettrale è ininfluente", mentre nella mia visione
la conclusione dovrebbe essere che "anche con distribuzioni
spettrali non ottimali (comunque sempre entro certi limiti) è
possibile ottenere buoni risultati sempreche si garantisca che
ad ogni lunghezza d'onda si raggiunga un certo livello minimo
di intensità".
Ecco dunque alcune di queste regole.
Regole
-
Per acquari d'acqua dolce con piante si possono valutare circa
0,1-0,7 W/litro di acqua nella vasca, a seconda delle esigenze
delle piante ospitate (0,1-0,2 per piante amanti di luce debole,
0,3-0,4 per piante adatte ad un'illuminazione media, 0,5-0,7 per
piante che necessitano di una luce intensa).
-
Per acquari d'acqua dolce con pesci si può rimanere
mediamente a 0,3 W/L.
-
Per acquari marini tropicali con pesci 0,4-0,5 W/L sono sufficienti,
ma anche potenze più alte sono accettabili.
-
Per acquari marini con invertebrati sono necessari mediamente
1 W/L, ma anche più per allevare certe specie.
-
Per acquari mediterranei senza invertebrati particolarmente
esigenti (certi anemoni lo sono) 0,3-0,4 W/L sono sufficienti.
Certamente, visto che il livello di luminosità dipende,
come detto, da molti fattori, sarebbe preferibile potere poi misurare
in qualche modo i risultati forniti dall'impianto di illuminazione
nei diversi punti dell'acquario dove le piante andranno o sono
state sistemate. Esistono strumenti in grado di fare questa operazione,
ma in genere sono troppo costosi o complessi per un acquariofilo
e spesso non forniscono neppure una lettura troppo precisa. Per
una misurazione approssimata, ma probabilmente sufficiente allo
scopo desiderato, si può ricorrere eventualmente all'esposimetro
di una normale macchina reflex. Questo darà, soprattutto
se lo spettro delle lampade è abbastanza completo, come
è, d'altra parte, quello delle lampade ad elevato Ra consigliate,
una lettura sufficientemente corretta dell'intensità luminosa
del punto inquadrato da utilizzare poi nelle valutazioni.
Misura dell'illuminamento
Il modo di operare è il seguente (adattato da Greenhouses--planning,
installing and using greenhoses. Ortho Bokks, 1991):
Occorre regolare la macchina fotografica ad una sensibilità
di 25 ISO e per un tempo di esposizione di 1/60 di secondo. Quindi
si dovrà inquadrare e mettere a fuoco l'oggetto su cui
fare la misura. Quindi leggere per quale diaframma l'esposimetro
segnala che l'esposizione è corretta. L'esposimetro di
una fotocamera è adatto a leggere la luce riflessa, perciò,
se si fa la misura inquadrando qualcosa che è bianco, si
ha una buona lettura della quantità di radiazione che illumina
quell'oggetto secondo la seguente tabella:
|
Apertura del diaframma
|
foot-candles
|
lx
|
|
f 2
|
100
|
1075
|
|
f 2.8
|
200
|
2150
|
|
f 4
|
400
|
4305
|
|
f 5.6
|
800
|
8610
|
|
f 8
|
1600
|
17220
|
|
f 11
|
3200
|
34445
|
Se l'oggetto inquadrato è verde (come la vegetazione),
allora occorre correggere la lettura fatta aumentando di circa
2 stop (ad esempio, se la lettura è f 4, aggiungere 2 stop,
cosicché la illuminanza risulta di 1600 foot-candles).
Si ricorda che 1 lux equivale ad avere 1 lm/m² mentre
1 foot-candle equivale ad avere 1 lm/ft².
Una volta fatta la misura ci si può confrontare con dati
reperibili in letteratura che indicano i livelli di illuminamento
ottimali (dando per scontato che lo spettro sia ottimale, cioè
"completo" come finora assunto) per diverse piante.
Una fonte di questi dati può essere la tabella pubblicata
su Aquarium Oggi n.1 1999, pag.55. In altre pubblicazioni le esigenze
di alcune delle piante riportate in tale tabella sono classificate
in modo diverso (ad esempio in "Piante acquatiche e palustri"
di A.Mancini, Olimpia editore, si parla di luce "attenuata",
"normale" ed "intensa") e quindi collegando
questi dati è poi possibile estendere i valori di illuminamento
ottimali ad altre piante di interesse con esigenze simili.
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