Vita utile della lampada.
Le prestazioni di una lampada di qualsiasi tipo (ad incandescenza,
fluorescente, ad alogenuri metallici, ecc.) decadono nel tempo
per effetto di alcuni meccanismi fisici di invecchiamento. Il
decadimento in genere riguarda sia un calo dell'intensità
emessa che una modifica dello spettro di emissione.
Sui cataloghi sono spesso reperibili dati sulla durata delle lampade,
che, grazie allo sviluppo delle tecnologie, negli ultimi anni
si è andata allungando soprattutto per alcuni tipi di lampade.
Questo dato viene determinato dal produttore seguendo normative
ben definite, che tuttavia possono essere ben diverse dalle reali
condizioni di esercizio in cui una lampada viene utilizzata nell'illuminazione
degli acquari. Normalmente quella che viene indicata nei catalogi
europei è la cosiddetta "vita economica della lampada"
che viene determinata: "prendendo un certo numero di lampade
(1000 pezzi) del tipo in esame, alimentandole a tensione e frequenza
nominale di rete (220 V e 50 Hz) ed accendendole secondo un ciclo
con un periodo costituito da 3 ore di accensione e da 1 ora di
spegnimento fino a quando il livello medio di illuminamento non
cala del 30 %". (la parte quotata in corsivo è
una citazione da un messaggio di Gianluca Gadani, tecnico Philips Lighting).
Con questo metodo si determina una vita economica che si aggira
ad esempio per le moderne lampade fluorescenti sulle 8000-9500
h . Questo significherebbe che, ammesso che mediamente un calo
del 30 % della luce emessa rappresenti un livello accettabile
di calo delle prestazioni per una lampada fluorescente nell'illuminazione
di acquari, allora la sostituzione si renderebbe necessaria all'incirca
ogni due anni prevedendo un'accensione di 12 ore al giorno.
Tuttavia, a causa di alcuni fattori, l'invecchiamento delle lampade
può essere molto più rapido negli acquari e non
è neppure detto che il 30 % di calo possa costituire un
valore accettabile, senza considerare tra l'altro che per alcune
lunghezze d'onda le diminuzioni possono essere ben superiori a
seguito delle menzionate variazioni che si hanno anche nello spettro
di emissione.
Le più importanti cause di invecchiamento sono:
Più è alta la frequenza di accensione e di spegnimento,
più è rapido l'invecchiamento, ma negli acquari
ciò non costituisce un problema in quanto si hanno solitamente
una sola accensione ed un solo spegnimento al giorno.
Considerando invece che le temperature ottimali di funzionamento
delle lampade fluorescenti si collocano tra i 40 ° ed i 50
°C, le temperature che raggiungono le lampade negli alloggiamenti
in cui sono poste sopra l'acqua possono essere anche significativamente
al di fuori del campo ottimale di temperatura. Spesso la temperatura
ottimale è superiore ai valori ottimali (solo raramente
può risultare più bassa) a causa di difficoltà
di smaltimento del calore dai portalampada e dalla plafoniera
od in generale dall'alloggiamento della lampada. In tal caso l'invecchiamento
può essere anche molto più rapido e spesso si manifesta
anche attraverso un annerimento delle estremità della lampada.
Quando l'annerimento è abbastanza accentuato è comunque
sicuramente arrivato il momento di sostituire la lampada.
Per ovviare all'eccessivo riscaldamento è consigliabile:
-
utilizzare gruppi di alimentazione di potenza adeguata a quella
della lampada. In effetti con gruppi di alimentazione per lampade
più potenti di quelli richiesti (ad esempio gruppi da 30
W per lampade da 25 W) si determina infatti un maggior sviluppo
di calore.
-
Utilizzare gruppi di alimentazione elettronici che per le
proprie caratteristiche portano ad un funzionamento a temperature
più basse di quelle che si raggiungono con gruppi di alimentazione
tradizionali.
-
Ventilare opportunamento l'alloggiamento della lampada e scegliere
portalampade non troppo isolanti termicamente.
Gli spruzzi d'acqua che raggiungono la superficie della lampada
possono localmente determinare una diminuzione significativa e
temporanea della temperatura (a causa dell'evaporazione delle
gocce d'acqua che hanno raggiunto la lampada) ed a lungo andare
possono anch'essi ridurre la durata della lampada.
Da quanto esposto è evidente che l'invecchiamento delle
lampade può variare molto da un acquario all'altro e quindi
non esiste una regola precisa per decidere quando sostituire le
lampade. Solo molto indicativamente si può consigliare
di sostituire le lampade fluorescenti ogni 8-16 mesi, a seconda
soprattutto dell'utilizzo o meno di gruppi di alimentazione elettronica,
della durata giornaliera di accensione e dell'adozione di accorgimenti
per avere una temperatura di funzionamento ottimale. Inoltre non
conviene mai sostituire contemporaneamente tutto il parco lampade,
per evitare che cambi eccessivi ed improvvisi nell'illuminazione
determinino effetti negativi nella vasca.
Per quanto riguarda le lampade ad alogenuri metallici, si ha di
solito una durata leggermente minore, soprattutto a causa delle
variazioni che intervengono nello spettro di emissione con una
radiazione che nel tempo tende a diventare di tonalità
più calda. Per le lampade ad alogenuri metallici è
possibile consultare anche alcune prove pubblicate su Aquarium
Frontiers alle pagine: http://www.aquariumfrontiers.com/fish/aqfm/1999/jan/features/2/default.asp
http://www.aquariumfrontiers.com/fish/aqfm/1999/dec/features/2/default.asp
Per determinare con precisione il momento della sostituzione si
possono anche fare misure con strumenti appositi, normalmente
però non a disposizione del comune acquariofilo, oppure
con altri metodi empirici più alla portata di tutti, la
cui precisione ed attendibilità vanno comunque considerate
non molto elevate. Ad esempio si può misurare la luminosità
in un certo punto della vasca anche utilizzando l'esposimetro
di una macchina fotografica. Se il calo di luminosità rispetto
a quando la lampada era nuova supera una certa entità,
ad esempio il 30 %, allora si può procedere alla sostituzione.
La variazione di luminosità può essere valutata
dall'allungamento del tempo di esposizione indicato dalla macchina
fotografica a parità di diaframma utilizzato. I limiti
principali di questo metodo consistono nel dovere operare sempre
a parità di condizioni (stesso punto di misurazione, stessa
distanza della macchina, stesso obiettivo impostato allo stesso
diaframma, stessa impostazione della sensibilità della
pellicola, stesso arredamento della vasca, ecc.) e nel fatto che
non è così possibile distinguere bene tra gli effetti
determinati dalle singole diverse lampade. Una misura fatta puntando
direttamente l'obiettivo sulla lampada può non essere molto
preciso, in quanto gli esposimetri sono costruiti per misurare
luce riflessa dagli oggetti e non la luce diretta che proviene
dalla lampada, però tutto sommato, considerando che si
possono così evitare alcuni dei limiti della misura della
luce riflessa sopra esposti, non è una soluzione da scartare.
Alla fine dei conti questi metodi sono da considerare semplici
suggerimenti per una sperimentazione personale e non è
detto che valga la pena affidarsi ad essi per determinare il momento
di sostituzione delle lampade. Rimane forse preferibile basarsi
sulla semplice regola empirica di una sostituzione periodica,
anche se la durata del periodo, come visto, non è neppure
essa facile da individuare esattamente.
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