Il filtro, di Roberto Cucinotta

Guardando il dispositivo d'onda, mi ero chiesto spesso se non si potesse utilizzare lo spazio  del contenitore superiore per ricavarci un filtro. Sono dell'opinione che un buon filtro sia comunque una premessa per il buon funzionamento di un acquario. Spesso si sente parlare (non so con quali risultati "veri" ) di acquari senza filtro: biologico, meccanico, sottosabbia, a letto fluido ...chi piu' ne ha.....

Credo sia opportuno cercare di ricreare il piu' fedelmente  possibile un habitat naturale. Ho fatto questa considerazione : ripensando alla risacca su una spiaggia fatta di piccoli ciottoli, mi e' venuto in mente il funzionamento di un filtro asciutto-bagnato, con proliferazione di batteri "affamati"  di ossigeno. Sicuramente invece, mi sono detto, in zone completamente sommerse si avra' proliferazione di batteri di tipo diverso (come nel filtro biologico), fino ad arrivare anche sott'acqua a delle zone di completa anossia, ad esempio sotto alcuni cm di sabbia, con carenza o addirittura mancanza di ossigeno (batteri denitratori). Quindi ho deciso che il filtro che avrei costruito sarebbe stato  di 3 tipi:

1)      meccanico Materiale filtrante da risciacquare con una certa frequenza o addirittura cambiarlo.

2)      Biologico Tradizionale percorso dell'acqua attraverso vari materiali filtranti di porosita' diversa, sempre totalmente sommersi.

3)      Biologico di tipo asciutto-bagnato. Filtro wet-dry utilizzato normalmente in acquari marini di barriera e da molti appassionati di mediterraneo, fortemente ossidante.

Neanche a dirlo, il sistema sarebbe stato autocostruito, sarebbe dovuto costare il meno possibile, e ovviamente sarebbe dovuto rimanere attivo il sistema d'onda.

Ne approfitto per dire due parole su questo sistema.

Dopo un inevitabile periodo di taratura durante il quale il dispositivo d'onda ha funzionato con alterna fortuna, da quanto il sistema e' completamente funzionante, si hanno delle onde ogni 11 minuti circa che riversano nella vasca circa 35 litri di acqua. Questo quantitativo sara' al piu' presto ridotto di circa la meta', consentendo un piu' veloce riempimento della vasca di raccolta, e quindi uno svuotamento ogni 5-6 minuti. Questo continuo "rimescolamento" ha decisamente un benefico effetto sugli invertebrati. Una gorgonia raccolta al porto di S.Marinella con Matteo Simone e Francesco Bucciano durante le nostre scorribande, e ridotta in pessime condizioni al punto che credevo fosse morta,  ha iniziato ad aprirsi proprio da quando il sistema d'onda ha ripreso a funzionare bene e adesso ha sempre i polipi aperti: uno spettacolo!

Torniamo all'argomento principale. Il tutto e' stato realizzato con pochi raccordi a 90°in pvc da 32mm; degli spezzoni di tubo, sempre in pvc da 32;  un catino rettangolare  in plastica atossica (4.500 £) ed un contenitore sempre in plastica atossica, con coperchio (10.900 £), di quelli che si usano per riporre i giochi dei bambini; alcuni pezzi di recupero da una lastra di pvc da 3 mm, silicone ed un trapano. I supporti del catino sono 2 mattoni forati (1.000 £ cadauno). Questo materiale e' stato scelto perche' e' inerte (atossico) , poroso (substrato per i batteri) , economico (non guasta....).

Per la descrizione del sistema d'onda, vi rimando all'articolo relativo, non e' cambiato nulla.

All'interno della vasca , nell'ordine, ho inserito :

1)      i due mattoni dove appoggiare il catino

2)      tra i due mattoni : materiale filtrante per filtro asciutto bagnato. Io ho utilizzato della graniglia porosa raccolta sulla spiaggia di S.Agostino (a costo zero e sicuramente naturale) invece delle famosissime e altrettanto costose e innaturali bio-balls.

3)      il catino rettangolare cosi' modificato:

4    un buco , su un lato corto, praticato in alto per impedirne lo svuotamento totale al momento dello svuotamento della vasca principale;

4    5 scomparti in pvc nero, di uguale altezza, incollati con silicone alla base del catino e ad un lato dello stesso, alternandoli come nella figura 1, in modo da obbligare l'acqua ad un passaggio prestabilito attraverso il materiale filtrante sino al raggiungimento del buco di cui ho detto sopra.

4    Materiale filtrante per filtro biologico: io ho utilizzato della lana di perlon per un filtraggio "meccanico", ed a seguire : spugna , cannolicchi di ceramica, ancora spugna ma a grana piu' sottile

Naturalmente la vasca principale e' poi stata chiusa con il coperchio. Per i piu' pignoli: la chiusura non e' ermetica.

Fig.1

 

Come funziona? Nulla di piu' semplice : l'acqua viene mandata nel primo "scomparto" del filtro dove viene privata delle impurita' meccaniche, prosegue il percorso depurandosi biologicamente attraverso il filtro , quindi cade nella vasca principale riempiendola sino ad un livello di poco superiore il limite alto del sifone . Quando il sifone si innesca, il dispositivo d'onda fa si che l'acqua contenuta nella vasca si riversi nell'acquario, creando da un lato - appunto -  dispositivo d'onda e dall'altro il funzionamento , grazie alla graniglia,  asciutto-bagnato. 

Il buco del catino, praticato in alto su di un lato alla fine del percorso obbligato, fa si che si vuoti solo la vasca principale, e non il filtro biologico. Tutto qui. Per chiarirvi meglio il funzionamento vi invito a dare uno sguardo all' all'immagine qui sotto.

Ciao a tutti, e a presto.

Roberto Cucinotta  

 

©  www.aiam.info 01/10/2007 Contatore visite