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Come mi sono costruito una mangiatoia:
a cura di
Antonello Cau
In realtà somministrare il cibo ai propri
beniamini è uno dei piaceri a cui un acquariofilo non vorrebbe
rinunciare, vederli nuotare qua e là a pelo d’acqua in attesa della
pappa, attendendo famelicamente il cibo e dimostrandoti che sono in buona
salute, è uno spettacolo cui vorresti assistere sempre. Tuttavia vi sono
delle circostanze in cui non è possibile farlo quotidianamente: assenza
per ferie, periodi di particolare confusione, assenza per lavoro, etc.
E’ noto come spesso si siano consumate delle vere e proprie ecatombe
dovute a vicini o parenti, da noi incaricati di provvedere al mantenimento
dei nostri animali acquatici, che pur volenterosi hanno esagerato o
commesso errori nella somministrazione del cibo; così
ho trovato necessario utilizzare un sistema automatizzato che
potesse provvedere in tal senso. Ho deciso naturalmente di costruirmelo.
Per prima cosa ho dovuto
reperire un basamento che supportasse tutto il meccanismo: ho scelto un
normale pezzo di compensato 30*17*2 , lo si può verniciare, anche se io
ho preferito rivestirlo con carta plastificata nera. A circa 8 cm dal lato
sin. Ho praticato un foro di 3 cm, detto foro permetterà, una volta messo
in corrispondenza col foro del coperchio della vasca, di far cadere il
cibo nell’acqua. Esattamente sopra, ho fissato una U rovesciata di
alluminio, alta il tanto necessario per sostenere il serbatoio e larga 3.5
cm, questa va fissata alla
tavoletta di legno con dei terminali a L. Circa al centro della U ho
praticato due fori, uno sulla staffa destra e uno su quella sinistra, nel
cui interno passa un asse di acciaio su cui ruota il serbatoio.
Quest’ultimo può essere ricavato da un normale contenitore per uso
alimentare (nel mio caso un contenitore di mascarpone, anche se vanno
meglio quelli trasparenti) in
cui è necessario tappare opportunamente l’imboccatura e ove ho
praticato un’apertura quadrata, con la quale ho ricavato (tramite una
lamina di plastica dura ma flessibile) un sistema a sportellino (a
saracinesca), che è in grado di aprirsi e chiudersi a piacimento e quindi
di rilasciare le quantità di cibo volute.
La seconda parte è costituita da un sistema a
pulegge, comandate da un motorino elettrico a 12 v per autoradio,
Ho predisposto il meccanismo, con un rinvio ottenuto
tramite una grossa ruota fatta anch’essa di legno in cui ho ricavato una
scanalatura per farvi passare la cinghia, ho voluto utilizzare questo
sistema a ruota per il motivo che andrò a spiegare in seguito, ma il
tutto può essere reso più semplice collegando il motorino direttamente
al serbatoio rotante tramite la cinghia.

Il meccanismo della ruota viene fissato alla
tavoletta e resta in piedi sempre tramite due staffe in alluminio in cui
viene fatto un foro, al cui interno è inserito l’asse. Il tutto
collegato tramite cinghie usate per piatti HiFI.
Il sistema sifatto quindi funziona in questo modo: il
motorino girando trascina la cinghia che scorre nella sua puleggia, detta
cinghia essendo collegata alla ruota la fa girare e questa a sua volta
tramite l’altra cinghia fa girare il serbatoio.
Il
motorino viene comandato da un timer (nel mio caso di Nuova Elettronica)
progettato per l’accensione delle luci scala, che opportunamente
regolato su tempi brevissimi (4 secondi) mi permette di far compiere alla
ruota-serbatoio quasi un giro completo
e quindi di riversare una certa quantità di mangime nella vasca, in base
all’apertura dello sportellino.
Il timer è stato montato dentro una scatola
stagna per collegamenti elettrici che si usano in edilizia

La velocità di rotazione non deve essere
eccessiva e neanche troppo lenta, dovrà essere regolata in modo tale da
permettere una discesa uniforme del cibo, tale regolazione può essere
ottenuta agendo sulle proporzioni della ruota o direttamente sulle
regolazioni del motorino.
La ruota di legno ci permette quindi di poter
scaricare meglio lo sforzo, e di regolare meglio la velocità di rotazione
del serbatoio.
Difficoltà:
l’unica difficoltà che ho riscontrato è stata
quella di far compiere un
giro completo al serbatoio, in modo tale che lo sportellino ritornasse
esattamente dove era partito. Con il sistema a tempo infatti si agiva con
troppa approssimazione e quasi mai si era costanti nella riuscita e si
rischiava di ritrovarsi l’apertura in giù e di scaricare l’intero
serbatoio in un solo colpo.
Ho risolto il problema collegando il motorino non
direttamente al timer ma prima tramite dei contatti striscianti fatti con
dell’alluminio in fogli. Praticamente ho incollato una rotaia (pista)
rotonda al fondo del serbatoio su cui scorrono i contatti striscianti,
tale pista si interrompe in corrispondenza dell’apertura del serbatoio,
in tale modo il timer darà l’avvio alla rotazione, ma lo stop viene
comandato dall’interruzione dei contatti striscianti.
Ecco lo schema elettrico:

Altro fattore importante è costituito dalla
scafandratura nel cui interno ruota il serbatoio. Tale carter ha la
funzione di permettere che il mangime cada
attraverso il foro del coperchio della vasca in acqua e non venga
sparso fuori.

Per ottenere ciò, ho costruito una copertura di
cartone, poi rivestita di plastica autoadesiva, nella cui parte terminale
bassa ho incastrato il collo di una bottiglia di plastica (la parte ove si
avvita il tappo); il sistema si fatto è quindi costituito da due imbuti
uno più grande (di cartone) e uno più piccolo terminale( quello ottenuto
dalla bottiglia). Con tale accorgimento tutto il mangime che fuoriesce dal
serbatoio viene riversato nella vasca senza sprechi.

Ecco come si presenta montato sulla vasca. Si può
anche notare, accanto al timer, una batteria tampone, che permette il
funzionamento del sistema anche in presenza di black-out.

Tale sistema automatizzato di somministrazione del cibo, è ormai funzionante da diversi anni, così come era stato progettato in
origine, e non ha mai richiesto modifiche particolari non avendo presentato problemi tali da renderle necessarie. L’unico inconveniente, in passato, era dato dal fatto che al posto delle
cinghie attuali, usavo dei comunissimi elastici in gomma che dopo 5 o 6 mesi, marcendo, si rompevano. Ora tale inconveniente è stato risolto sostituendo, agli elastici, le cinghie in
caucciù.
Per i volenterosi e per chi eventualmente si accingesse alla costruzione di un sistema sifatto, tale apparato può essere certamente
migliorato e perfezionato. Andando per il sottile, lo si potrebbe snellire parecchio soprattutto dal lato estetico o quantomeno dell’ingombro, che ritengo siano attualmente i limiti
maggiori.
By Antonello
Cau autunno 2002
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