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Come ho costruito una pompa dosatrice
Già nel articolo sul denitratore avevo spiegato
come, per la buona riuscita della denitrificazione, sia fondamentale
somministrare costantemente e in dosi precise un alimento per i batteri.
Da principio avevo utilizzato il metodo di inserire con una siringa
la quantità di soluzione necessaria tre volte al giorno. Essendo
impensabile tale procedimento se non per brevi periodi, in quanto si è
costretti a rientrare a casa ad ore stabilite per assicurare tale
regolarità, avevo tentato la strada della flebo, ma haimè ciò non
funzionava sempre, spesso le soluzioni zuccherine intasavano il deflussore,
o comunque la stessa pressione che si creava all’interno del denitratore
o qualsiasi altra variazione, rendeva il flusso irregolare e talvolta del
tutto assente. La soluzione consigliatami era: una pompa peristaltica.
Tali pompe utilizzate in vari campi (biologico, medico) sono disponibili
anche per uso acquariofilo e hanno la particolarità di poter
somministrare dosi di liquidi in quantità controllata. Esistono
peristaltiche per acquari che hanno più di un serbatoio e sono in grado
di somministrare anche 3 composti ad ore prestabilite. I preventivi
richiesti su due modelli con prestazioni differenti si aggiravano intorno
alle 450.000 e 750.000 delle vecchie lire. Sinceramente per l’uso che ne
dovevo fare io mi sembravano eccessive, che fare ??
Pensai allora alla
possibilità di crearne una in modo economico; serviva una pompa di
dimensioni abbastanza ridotte e non molto costosa, un timer ed un sistema
che mi permettesse di controllare la somministrazione secondo quantità
controllate. In fondo il problema era solo questo, pensai allora di
riutilizzare il Kit della flebo cioè deflussore e contagocce, ma andiamo
con ordine.
La pompa più piccola che
sono riuscito a trovare è la micro della Askoll, capace di pescare
immersa in appena 7 mm. Come serbatoio ho usato una bottiglia in pet;
inserita la pompa al suo interno ho collegato l’uscita della pompa ad un
tubicino (diametro) 5 mm, il tubicino trasparente finisce così dentro al
contagocce della flebo, continuando il tubicino (più piccolo) del
contagocce flebo si immette all’entrata del denitratore, in mezzo il deflussore. Tra l’uscita della pompa ed il contagocce ho inserito una
valvola di non ritorno, per impedire che, a causa della pressione che si
forma all’ìnterno del denitratore, il serbatoio invece che svuotarsi di
liquido si riempia di acqua che proviene dal denitratore.
Ma ecco l’oggetto nel
dettaglio:
Come si può notare per migliorare la sensibilità del sistema, ho
sostituito al deflussore, uno stringitubo da laboratorio:
lo stringitubo:
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Questo non è altro che un
telaio ove scorre un perno che poi va a strozzare il tubo contro uno dei
lati del telaio, viene usato nei laboratori biologici, all’uscita delle
peristaltiche per perfezionare la quantità di soluzione in uscita. In
verità si può benissimo usare un comunissimo deflussore per flebo,
diciamo che lo stringoitubo è più pratico avendo una rotellina che
permette regolazioni molto fini, ma il principio è lo stesso. Infatti
come si può vedere proprio sotto lo stringitubo sono ancora presenti due deflussori, ormai inutilizzati.
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Per stabilire la quantità
di flusso di liquido che la pompa deve trascinare è necessaria una
trasformazione ml=Gocce ottenibile tramite un calcolo matematico, (ma per
chi è interessato posso mandargli un foglio excel semplicissimo da usare,
basta inserire i Ml voluti per ottenere la quantità di gocce
equivalente). Collegata l’alimentazione della pompa al timer, attivo la
pompa e strozzo il deflussore fino a permettermi di contare la quantità
di gocce che passano nel contagocce, a questo punto il gioco è fatto:
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Il principio di
funzionamento è il seguente: preparata la soluzione (nel mio caso 500 ml
che mi durano circa 2 mesi) la metto nel serbatoio (bottiglia in pet), e
imposto il timer:
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1) Il timer fa girare la
pompa per un minuto (ma chiaramente si può regolare a piacimento)
2)
La soluzione passa attraverso la valvola di non ritorno.
3)
Passa nel contagocce.
4)
Qui si possono controllare e contare le gocce in uscita ed eventualmente
“aggiustare il tiro”.
5)
Lo stringitubo una volta regolato permette il passaggio di un tot di gocce
costantemente e non dovrebbe essere necessario apportare modifiche.
6)
La soluzione entra nel denitratore (o va in vasca ….. a piacimento).
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Questo sistema di
somministrazione di liquido controllata, trascende naturalmente dall’uso
del denitratore, può essere usata per svariati scopi: inserimento in
vasca di fertilizzanti per le piante, di oligoelementi, aggiunta di calcio
e perfino cibo per avannotti.
Ciao e alla prossima
By Antonello
Cau
autunno
2002
email: anto.lo@tiscali.it
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