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Il
compressore K aspira il fluido
frigorigeno allo stato gassoso dall’evaporatore E (che assorbe il calore dal corpo da raffreddare ), e lo comprime
nel condensatore C (dove avviene la
cessione di calore all’ambiente passando dallo stato gassoso a quello
liquido). Il liquido viene quindi fatto espandere attraverso l’organo di
espansione R nell’evaporatore e
quindi il ciclo ricomincia.
Il cosidetto “abbeveratoio” che ho recuperato, era già
provvisto di tutti i componenti necessari compreso il serbatoio in cui veniva
raffreddata l’acqua. L’unico problema era che il serbatoio per usi
alimentari era realizzato interamente in rame, per cui ho ritenuto
indispensabile sostituirlo. Ho di conseguenza ordinato un apposito contenitore
cilindrico costruito interamente in acciaio inox con le estremità dotate di
attacco da ½”.
La
spesa per la realizzazione del serbatoio è stata di 100.000 lire, ma se si ha
la fortuna di conoscere qualcuno…...
L’unica
avvertenza nel momento di commissionare il lavoro è quello di richiedere che
tutte le parti di metallo del serbatoio cilindrico, flange e
raccordi, abbiano le stesse caratteristiche (ossia essere dello stesso
tipo di acciaio) e il materiale utilizzato per le effettuare le saldature
(elettrodi) sia possibilmente di qualità superiore, per evitare fenomeni di
corrosione galvanica.
Questo
l’ho provato a mie spese in quanto il contenitore dopo poco meno di due anni
di funzionamento ha cominciato a perdere da una saldatura il classico liquido
gelatinoso bluastro.
Per
ovviare l’inconveniente ho fatto realizzare un ibrido costituito da un
cilindro in inox alle cui estremità ho inserito 2 flange corredate di raccordi
e dotate di anello O-ring , ricavate al tornio da un’ unica fetta di un
cilindro pieno di nylon (non ho potuto inserire le foto, ma l’oggetto è
montato sotto la vasca, coibentato e collegato…capirete bene).
Il
serbatoio, per evitare il ristagno di bolle di aria e dare luogo a fenomeni
sopra descritti andrà in ogni caso collocato in posizione verticale.
Intorno
a questo serbatoio va avvolta la serpentina “fredda” dell’evaporatore che
rappresenta l’unico punto critico della realizzazione.
Questo
perché è comunque difficile realizzare un serbatoio che sposi perfettamente le
dimensioni fisiche della serpentina a causa dei diametri commerciali dei tubi
reperibili sul mercato.
Sarà
quasi inevitabile dover prima realizzare il serbatoio e quindi adattare la
serpentina al suo diametro; si dovrà provvedere quindi al taglio del circuito
di raffreddamento con la conseguenza di doverlo far ricaricare
e saldare (attività a
carico del frigorista, in quanto bisogna creare
il vuoto all’interno del circuito prima di ricaricarlo).
In
quella sede sarà conveniente far apporre una valvola per le ipotetiche future
ricariche.
Raccomando
di porre attenzione, nel momento in cui recuperiate un gruppo di refrigerazione,
alla presenza della etichetta che specifica la quantità di gas inserito nel
circuito (il tipo di refrigerante utilizzato è invece scritto direttamente sul
compressore). In caso di taglio e di assenza della targhetta, si inserirà la
quantità di refrigerante che consentirà di produrre il ghiaccio su 2/3 della
serpentina avvolta sul contenitore in assenza di acqua e di coibentazione (così
disse il frigorista).
E’ indispensabile su scambiatori di calore compatti
l’utilizzo di una ventola di raffreddamento per non rischiare di veder
funzionare il compressore per poche ore.
E’ necessario inoltre assicurarsi della presenza del
collegamento di massa sul gruppo refrigerante.
Si
passa quindi all’assiematura finale coibentando tubi e contenitore con
neoprene e provvedendo agli allacciamenti con i tubi di mandata ed ritorno alla
vasca.
Per
la circolazione dell’acqua utilizzo una pompa Maxi-jet da 500 lt/ora collocata
in vasca sul ritorno dal refrigeratore e dato che il percorso è vasca-refrigeratore-vasca, la pompa non deve vincere nessun dislivello. Sono
comunque dell’idea che bisogna trovare il giusto compromesso sulla portata
della pompa in quanto, minore è la portata della pompa, maggiore è il
trasferimento termico tra serbatoio ed acqua e viceversa.
Dispongo
al momento di due unità autocostruite, una inserita in un contenitore di legno
ed attualmente in uso e l’altra mantenuta nel contenitore originale (a
disposizione come “muletto”). La differenza tra i due oltre al tipo di
serbatoio utilizzato, è che nel primo ho disposto affiancati condensatore e
compressore con una ventola compatta sul lato del contenitore dove si affaccia
il compressore e la presa di entrata dell’aria di raffreddamento sul lato
opposto.
Sul
secondo , mantenendo la disposizione originale il condensatore è montato su una
mensola con il suo ventilatore, sopra al corpo compressore (vedi foto).
Il
refrigeratore così realizzato mi consente di mantenere senza problemi
temperature di
18 °C (T-amb 24°C) nella vasca di 170 litri lordi con cicli di inserzione di
circa un’ora (l’intervallo tra due cicli di inserzione oscilla tra le 3.5 e
le 4 ore) con una escursione impostata tra i 18 e 20°C).
Ho
avuto comunque modo di constatare la scorsa estate al rientro a casa la sera, (a
causa di un intervento “maldestro” di mia
figlia), che il funzionamento continuo del refrigeratore aveva portato l’acqua
a 14°C con temperatura ambiente prossima ai 30°C. Per cui penso che anche chi
possieda vasche decisamente più grandi possa impiegarlo con risultati decorosi,
magari a scapito di un consumo maggiore ed a un funzionamento più continuo, a
meno che non si utilizzi un compressore più potente (quello dei banchi frigo lo
sono sicuramente). Si consideri comunque che la potenza assorbita si aggira
intorno ai 220/350 Watt a seconda del modello di compressore usato.
A
chi ne avesse voglia…….auguro buon lavoro.
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