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Giorno 1:
Partenza in clamoroso ritardo: alle 9:15 arriva la Rori, la mia ragazza, e si parte. La radio profetizza traffico infernale in ogni direzione conosciuta, e invece contro tutti i pronostici in 4 ore e 15 minuti arriviamo a Lecce. Il viaggio scorre tranquillo aiutati dalla clemenza del tempo.
Alle 13:30: troviamo l’agriturismo da noi prenotato immerso nella campagna leccese in uno scenario primaverile quasi favolesco…..
Subito notiamo qualche lieve differenza con la realtà napoletana, infatti non troviamo le chiavi della camera e alle nostre rimostranze ci viene semplicemente detto che tanto qui non ce bisogno di chiudere a chiave, sarà anche ma insistiamo per averle;-)
Ore 14:30: dopo una breve rinfrescata e un po’ di riposo faccio squillare ripetutamente il cellulare del presidente che, scopro, è intento a migliorare la sua cultura provando sulla sua pelle ogni bendiddio alimentare della costa salentina….ah! ce ne fossero di più eroi come lui…..e infatti anche noi decidiamo di immolarci per la causa e si parte alla ricerca di un ristorante, che viene trovato dopo poco sulla stupenda strada litoranea dove un mare bellissimo ci invita in continuazione a raggiungerlo. Dopo mangiato giriamo un po’ il luogo che senza la folla estiva risplende di una bellezza fuori dal comune.
Ore 19:15: dopo uno ora (1!) di traffico e strade sbagliate arrivo presso il caratteristico convento dove si svolge la manifestazione, subito incontro il presidentissimo e famiglia, nonché il vulcanico e pirotecnico Emanuele Ingrosso e signora con i quali passeremo una piacevolissima serata. La prima cosa che noto è la folla che a quell’ora si accalca interessatissima nella sala. Raggiungo poi le vasche che Emanuele con l’aiuto di Also, Giuseppe e Salvatore dell'Università di Lecce hanno già finito di preparare e resto davvero colpito dalla bellezza della vasca più grande che, noto, è la vera attrazione della manifestazione. Infatti moltissima gente vi si accalca intorno chiedendo in continuo spiegazioni e restando ammirata dai colori e in particolare dalla seppiolina di Emanuele, che da spettacolo andando prima a caccia di gamberetti (d’acqua dolce che qualcuno-chissachi ha fatto casualmente cadere in vasca….ma incredibilmente subito si adattano all’acqua salata) e poi cerca di raggiungere con i suoi tentacoli i saraghetti che gli girano intorno. Insomma io la eleggerei la mascotte di Salento Acquari. Le foto delle tre vasche preparate parleranno meglio di me, io mi voglio soffermare soltanto un attimo su una considerazione. Osservando il comportamento della gente comune (intendo i non acquariofili) ho notato che il tempo di permanenza davanti alle vasche med (in particolare a quella grande) era come minimo 5 volte più lungo rispetto alle altre pur bellissime vasche e agli stupendi guppy-show e Discus. Tutti e dico tutti commentavano entusiasti la vista di organismi che almeno una volta nella loro vita avevano intravisto direttamente in acqua, o che cmq erano abituati a vedere morti e fritti nei loro piatti. E’ la prima volta che mi è capitato di sentire i commenti di un non acquariofilo ad una vasca med e ne sono rimasto colpito.
La serata va via come un bicchiere d’acqua tra, risate, commenti tecnici (incredibile la cultura di Emanuele sul silicone!) sfotto’, strette di mano. Conosco i simpaticissimi amici del Gas: Christian, Salvatore Greco, Francesco Denitto e tanti altri. Conosco Giuseppe, un socio GAS che ha allestito 4 vaschette meravigliose, da Oscar alla divulgazione: la prima conteneva solo piccoli crostacei facilmente reperibili nei corsi d’acqua nostrani, la seconda (stupenda) era piena di Tritoni italici purtroppo in via di estinzione ma che lì si riproducevano costantemente, la terza riproduceva un piccolo corso d’acqua salentino con Gambusie, gamberetti, qualche Barbo e tante alghe, la quarta era un terrarietto con delle stupende raganelle. Davvero complimenti a Giuseppe, che ha un modo di intendere l’acquariofilia molto ma molto vicino a quello dei Mediterranisti
Ore 21:30: Emanuele ci porta tutti quanti a mangiare la Puccia, buonissima specialita’ locale. Si parla della manifestazione, del petrolio, di immersioni….
Giorno 2:
Ore 10:30: prende il via la tavola rotonda tra rappresentanti di associazioni acquariofile, negozianti e ditte del settore. L’inizio come sempre è pacato e i rappresentanti del Gas si interrogano sul ruolo delle associazioni e su come migliorare i rapporti con le aziende e i negozianti. Il dibattito fila via molto tranquillo con punti di vista molto condivisibili, e viene sottolineato da presenti in sala la forza anche economica che un associazione acquariofila può avere e il potere di smuovere in qualche modo il mercato. Si discute di come allacciare rapporti con le aziende per far sponsorizzare sempre più manifestazioni come queste e si parla anche del divario tra la situazione acquariofila al nord e quella del sud. Si fa giustamente notare la vasta affluenza di pubblico in una relativamente piccola esposizione e si sottolinea il fatto che una piccola associazione come il GAS puo’ muovere gli stessi spettatori che, ad esempio ha mosso il GAEM di Milano ad Ottobre dove il bacino di utenza è in proporzione maggiore. Il sottoscritto prendendo la parola introduce il suo punto di vista,in particolare sul ruolo divulgativo scientifico tecnico e passionale delle associazioni e dei loro associati più che sul ruolo di consumatori di prodotti fino ad allora sottolineato e sulla presa di coscienza che le grandi ditte dovrebbero avere recependo l’associazionismo come veicolo per aumentare il numero di appassionati. Il dibattito scivola sul Med dove io e il Sandro sfatiamo a tutti una volta per tutti, citando leggi e commi;-) la leggenda urbana della non prevelabilità dell’acqua di mare, e su come il Med sta lentamente tornado ai vecchi albori, fatto testimoniato dalla sempre più crescente richiesta da parte di negozi e ditte di materiale Med. Qualcuno in verità getta una luce sinistra sulla Mediterraniofilia quando parla di incidenti occorsi a subacquei mentre prelevavano materiale vivo per il loro acquario, ma la veemenza al limite della polemica con cui mio malgrado per qualche attimo rispondo spalleggiato da un quanto mai combattivo presidentissimo viene subita sfumata da spiegazioni e precisazioni da ambo i lati che riportano il dibattito su normalissimi toni di confronto. Alla fine appare chiaro a tutti il ruolo centrale delle associazioni e si propone una sempre maggiore sinergia tra Associazioni e in particolare tra associazioni geograficamente vicine.
12:30: il dibattito finisce, si continua pero’ a parlare informalemente, si stringe qualche contatto e si saluta tutti. Io e Sandro andiamo via raggianti e felici di esserci stati. E quanto mai carichi per preparare al più presto qualcosa di tutto nostro, qualcosa tutto by A.i.a.m.
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