Da circa sei mesi a Giarre in provincia di Catania è stato aperto un Acquario pubblico, nato dalla collaborazione tra la Provincia di Catania e l'Università degli Studi di Catania, perciò insieme con altri amici abbiamo deciso di approfittare subito dell'occasione per soddisfare
la nostra curiosità e anche come “inviati speciali” per l'AIAM.
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L'acquario è situato vicino alla stazione, quindi facilmente raggiungibile, purtroppo la serata scelta non era proprio delle migliori: infatti pioveva a dirotto, rendendo il viaggio in autostrada un po' fastidioso! Arrivati all'acquario siamo stati accolti da due simpaticissime ragazze, che sono le guide; le vasche sono distribuite su due piani per un totale di 15. Le vasche sono approssimativamente di circa 2600 litri l'una, tranne alcune che hanno un volume maggiore. Principalmente sono dedicate a vari ambienti del “mare nostrum”, infatti si trova la prateria di posidonia, di caulerpa, l'ambiente lavico, tipico delle nostre zone, vista la presenza dell'Etna. La prima vasca è un bell'insieme di arcobaleni che si muovono, sono presenti vari esemplari di Thalassoma pavo, Coris julis, oltre ai soliti spazzini, come dei paguretti. Nelle altre vasche successivamente sono presenti quella degli invertebrati, dove si possono trovare gorgonie varie, madreporari come Astroides calcycularis, anemoni, spirografi, insieme con dei pesci trombetta, e cefali. In un'altra vasca c'è una modella di qualche chilo, a cui piace molto farsi fotografare (sarebbe il desiderio di qualunque pescatore!), ma lì si guarda e non si tocca, è una cerniona di nome Matilda, simpaticissima, il suo compagno di vasca è un enorme paguro! La prateria di posidonia ( un po' rovinata, ma si sa quella è difficile da tenere per chiunque ) presenta un paio di Pinna nobilis, e ce n'è una bella grande. Nella prateria di caulerpa si possono vedere cefali e saraghi molto grandi, oltre a un bel paguro che si è messo in bella mostra, e una cernia rossa che ancora è molto timida e sta nascosta! La vasca dalle sette teste di serpe, ossia dalle sette murene, tutte vicine e con le loro temibili bocche sempre aperte. In un altro ambiente di scogliera possiamo trovare le uniche due specie presenti nel Mediterraneo del pesce pappagallo (Euscarus cretensis) e del pesce balestra ( Balistes carolinensis). Un polpo sta tra le pietre laviche della vasca fermo lì che aspetta qualcosa da mangiare ... va matto per il pesce! In una vasca dall'aspetto un po' tetro e con la luce soffusa blu è facile vedere un granchio melograno farsi una passeggiata col suo procedere ondeggiante, quasi da ubriaco, nascoste nella sabbia delle torpedini, e uno squalo di fondale, un gattuccio, appese si notano delle uova di gattuccio. Dentro un' altra vasca ci sono dei crostacei, due belle aragoste e un astice, di quest'ultimo ho visto solo le chele, e quelle già mi son bastate, fin troppo grosse. Altre vasche sono ancora in allestimento: quella tropicale aspetta i suoi pesci, il dolce riproducente un lago africano, e qualche altra che, malgrado contenga già una popolazione, ancora non è tanto definita. Le vasche sono giovani e questo si nota, ma questo è normale, il tempo ci vuole, chiunque abbia un acquario lo sa, se aspettiamo mesi per sistemare una nostra vaschetta figuriamoci una da 2.600 litri! Il giudizio finale è positivo, come ogni cosa nuova necessita di qualche ritocco, ma presto sarà bello da vedere, i responsabili ci mettono il loro impegno per migliorare conitnuamente.
Pietro Grassi |
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