). L'universo marino mi ha da sempre affascinato tanto e finalmente nel 2001, grazie all'aiuto di mio cognato "artigiano vetraio" anch'egli grande appassionato come me, ho realizzato il mio primo ed attuale acquario delle dimensioni di cm 130 x 60 x 60 h con filtro biologico in marmo naturale non trattato a tre scomparti interni in vetro. Quest'ultimo tra l'altro era pure sottodimensionato rispetto alla volumetria della vasca e dulcis in fundo nel suo interno avevo inserito, su consiglio del negoziante di fiducia (che ne capiva ancor meno di me), una confezione piccola di cannolicchi ceramici e un po di lana di perlon, mentre più del 70% dello spazio era tenuto vuoto.Totalmente inesperto ed ignaro delle conseguenze irreversibili che scelte superficiali ed affrettate avrebbero determinato, iniziai ad allestirlo tenendo conto di parametri puramente estetici, non curandomi minimamente di importantissime scelte che invece avrebbero permesso la realizzazione di un ecositema più stabile e duraturo, grazie anche alla maggiore biodiversità che esso avrebbe potuto ospitare.Spinto dall'entusiasmo e dalla fretta di completarlo, realizzai un fondo alto 8-10 cm con piccoli ciottoli prelevati a mare del diametro medio di 3-4 mm e riempii la vasca con acqua marina naturale, rocce vulcaniche (ovviamente morte) e vari scheletri di coralli tropicali. Non preoccupandomi della maturazione dei batteri che avrebbero dovuto colonizzare quei "4 cannolicchi!" inseriti, dopo circa 2 settimane dall'avvio arrivai ad inserire sino alla bellezza (si fa per dire ovviamente) di ben 50 pesci. Ebbene si amici, vi lascio immaginare cosa sia successo dopo qualche giorno....sono riuscito a trasformare l'acquario in un cimitero e casa mia in una "valle di lacrime"
A causa della moria dei pesci cominciai così a ridurre drasticamente gli ospiti lasciandone solamente 4-5 di piccole dimensioni. L'acqua era inspiegabilmente (ma lo era solo allora inspiegabile) sempre torbida e gli ospiti costantemente ammalati. Tirai avanti così per un anno e mezzo tra cure dei pesci, inserimenti di biocondizionatori e di tutto di più! ma senza risultati sostanziali. Arrivai davvero alla disperazione e così decisi tristemente di smantellare tutto. In quest'occasione ho potuto constatare anche l'importanza della scelta del fondo che nel mio caso era troppo spesso ma soprattutto molto grossolano, ed ha causato così l'accumulo di tantissimo detrito, diventando un vero e proprio "strato di melma".Completati gli studi universitari e dopo essermi sposato, ho portato a casa mia la famosa vasca che per ben 5 anni era rimasta chiusa in garage. Dopo quasi 4 mesi di permanenza in salotto cominciai a sentire le amate odi della mia dolce metà che con dolcezza mi invitava ad allestire presto l'acquario 
e così cominciai ad informarmi e documentarmi scoprendo casualmente, per mia fortuna, il fantastico portale dell'AIAM. Grazie ai consigli di tutti gli amici del med presi coscienza degli "orrori" commessi in passato e venni a conoscenza dei moderni sistemi di gestione; così, con la loro supervisione, cominciai a fare piccoli ma grandi passi che oggi, malgrado la mia indole frettolosa, mi hanno permesso di realizzare un ECOACQUARIO che da solo non avrei pensato mai di fare.
Attualmente la vasca è gestita con similsump (cioè una sump o scomparto tecnico laterale) che deriva dalla trasformazione del filtro biologico artigianale preventivamente modificato, aumentandone il volume, delle dimensioni di cm 22 x 60 x 50 h e nel cui interno sono presenti 4 scomparti ove sono allocati la lana di perlon e lo schiumatoio. L'acqua arriva all'interno del similsump per tracimazione da tre fori posti in alto in corrispondenza del pelo libero dell'acqua. Il primo scomparto è lasciato momentaneamente libero, ma all'occorrenza utililizzato per l'impiego di resine e carboni attivi. Nel 2° si trova la pompa dello schiumatoio posta 5 cm sotto il pelo libero dell'acqua e la lana di perlon posta sotto. Nel 3° scomparto si trova solamente il corpo dello schiumatoio ma in futuro inserirò anche la pompa da 1700 l/h per la mandata al refrifgeratore Resun CL-650.
L'acqua schiumata viene riversata sempre all'interno del similsump ma nel 4° ed ultimo scomparto, al di sotto del quale trovasi la pompa di ricircolo.
Per l'illuminazione ho inserito due lampade Power glo (18000 °K) da 38 W da 105 cm e presto inserirò anche una blu attinica Arcadia della stessa potenza e misura. Il tutto è timerizzato e predisposto in modo tale che la blu attinica si accenda e si spenga rispettivamente un'ora prima ed un'ora dopo le power glo.
Il movimento è generato da due Koralia 3 da 3200 l/h, dalla pompa dello schiumatoio da 1100 l/h e dalla pompa di ricircolo da 650 l/h, per un totale di 8.150 litri di movimento, che con la pompa per il refrigeratore aumenterà a 9.850 l/h.
Attualmente in vasca sono presenti i seguenti organismi:
Chordata:
- 1 Coris julis
- 1 Symphodus ocellatus
Cnidaria:
- 2 Anemonia sulcata
- 1 Cereus pedunculatus
- 1 Eunicella cavolinii
- 3 Eunicella singularis
- 1 Pennatula (di cui sconosco la specie)
Arthropoda:
- 1 Lysmata seticaudata
- 5 Palaemon serratus
- 1 Alpheus dentipes
Anellida:
- diverse Protula tubularia
- 3 Spirographis spallanzanii
- 3 Bispira volutacomis
- 2 Branchiomma bombix
Echinoderma:
- 2 Ophiotrix longicaudum
Mollusca:
- 1 Calliostoma colunum
- diversi Conus mediterraneus
- 1 (murice spinoso)
- diversi Monodonta turbinata
Chlorophyta:
- due rocce ricoperte da Cladophora prolifera
Phycophyta:
- Caulerpa prolifera
- Caulerpa racemosa
Porifera:
- diversi Cliona celata
Tunicata:
- diversi Clavelina phlegraea sparsi tra le rocce ed altri ascidiacei che sconosco.
Di seguito allego alcune foto delle diverse fasi di realizzazione del mio acquario
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