Ho iniziato a trafficare con gli acquari a 11 anni con una vasca in plexiglas da 5 l. vinta al luna park, poi con l’aiuto di mio padre abbiamo smontato il fondo e abbiamo costruito un piccolo acquario dolce tropicale, con un filtro sottosabbia, riscaldato da una lampadina ad incandescenza che serviva anche per illuminare il tutto; Cabomba e Lebistes i primi ospiti. Poi sono passato ad una vasca più grande 30 L, sempre dolce, ma il mio sogno era il marino mediterraneo. In realtà all’epoca non se ne vedevano molti di mediterranei e quando ne parlavo con i negozianti del settore mi guardavano storto e mi dicevano che era difficilissimo da realizzare e anche molto costoso, soprattutto per accessori come il refrigeratore. La voglia di realizzarne uno era tantissima ma altrettanta era la paura di non riuscire, così ho tergiversato fino all’età di 24 anni, quando nell’85 un piccolo libro sulla costruzione di un “med” ebbe il sopravvento sulle mie paure, mi smosse e riportò alla luce il mio grande sogno: costruire un acquario mediterraneo e riempirlo di tutto ciò che vedevo nelle mie frequenti immersioni. La fortuna volle che mi regalarono una vasca ormai dismessa di 300 l. lordi, che letteralmente smontai e ricostruii adattandola secondo un uso più confacente al marino e partii in questa avventura. Non avendo il refrigeratore le mie catture si limitavano a poche specie, ma i decessi sono sempre stati ridottissimi; come rovescio della medaglia devo dire che i miei ospiti erano veramente pochi e solo fra le specie più robuste, soprattutto ghiozzi, blennidi, labridi serranidi e in modo particolare saraghi che dopo uno o due anni di permanenza, date le dimensioni, ributtavo in acqua; anche se sono riuscito ad allevare senza difficoltà il polpo, la murena, l’orata, la corvina, un balestra e diversi cerniotti. Solo da qualche anno mi sono spinto con maggiore impegno, verso specie sempre più belle ma impegnative, vincendo il mio scetticismo e divertendomi a giocare un po’ con la chimica dell’acqua, che fino a qualche anno fa per me era tabù. La vasca da allora è rimasta la stessa per motivi di spazio ma è stata modificata più volte con migliorie tecniche per renderla preferibile sotto aspetti sia estetici che pratici. La vasca: E’ costituita da cristalli non vetro camera di 10 mm di spessore, le misure sono 115 x 55 x 47, filtro a sinistra, dove è posizionato anche lo schiumatoio, a destra in alto ho ricavato un vano dove è collocato il compressore per l’aria (che uso nei casi di emergenza e nei periodi caldi d’estate), le scatole stagne con dentro: i collegamenti elettrici, gli interruttori, i relè etc. Il vano non è visibile dall’esterno se non quando ricambio l’acqua ed effettuo un troppo pieno, ma risulta molto comodo perché mi permette di ottenere un angolo tranquillo e privo del fascio di luce diretta dei neon, e rappresenta un riparo molto apprezzato dai pesci e da alcuni invertebrati. Per movimentare l’acqua non uso sistemi particolari, solo le pompe del biologico e del denitratore e uno dei due scarichi dello schiumatore posizionate in modo da creare corrente anche nel fondo. La vasca è coperta con una chiusura in legno munita di guide. Il filtro: Biologico tradizionale interno all’acquario, (ma per lasciare maggiore spazio alla vista ho realizzato il primo vano con un angolo di 45°), è caricato nella prima sezione con una rete da pesca ammatassata e ingarbugliata, in modo da fornire un primo strato filtrante meccanico, poi in sequenza: lana di perlon, gusci di bivalvi, ghiaino siliceo, delle pietre laviche, ancora gusci di ostriche ma frantumati e di pezzatura più piccola, ed infine cannolicchi di ceramica. Nell’ultimo vano dove sono posizionate le pompe, sopra lo strato di cannolicchi ho messo un altro strato di 15 cm di ghiaino (lo stesso del fondo). Alcuni potrebbero dire “quanta roba che esagerazione” , probabilmente sarebbero bastati i cannolicchi ma devo dire che in tanti anni di esperimenti il filtro così strutturato ha funzionato egregiamente e mi ha dato pochi problemi e molte soddisfazioni. Nell’ultimo vano del filtro sono alloggiate due pompe una da 450 l/h per il biologico e una da 150 per il filtro sottosabbia che utilizzo come rifluitore di fondo con flusso al contrario dal basso verso l’alto, la pompa è un poco piccola e probabilmente la sostituirò con una più grossa. L’illuminazione: Tre lampade neon, rispettivamente un’acquaglo da 25 w, che si accende per prima alle 13.00, una sylvania standard 25 w che si accende alle 14, e una marineglo da 35 W che si accende alle 15. La vasca è chiusa con un coperchio di legno e tra il coperchio e l’acqua sono situati due specchi riflettenti per limitare la dispersione delle luce. Le luci si spengono in sequenza rispettivamente alle 19 alle 20 e alle 21; Schiumatore: Sino a qualche anno fa utilizzavo uno schiumatore a porosa che solo ora comincio a credere fosse più che altro un giocattolo e che non funzionava per niente. Di recente ne ho acquistato uno molto potente un Acquamedic turboflotor 1000 multi, che ha letteralmente modificato la vivibilità dalla mia vasca. E’ sovradimensionato, e questo mi permette grandi cose a manutenzione presso che nulla. Lo schiumatore è posizionato esterno alla vasca; la pompa da 2000 l/h è nel vano centrale del filtro e pesca quasi a pelo d’acqua, questa posizione che ad alcuni potrebbe fare storcere il naso, si è rivelata molto efficace, in quanto mi permette di ottenere un flusso vigoroso nella prima sezione del filtro quella meccanica, e un flusso meno energico nella parte restante. L’acqua così schiumata viene scaricata parte in vasca e parte nel biologico. Uso timerizzarlo con un intervallo variabile a seconda delle circostanze. Il denitratore: Amici e conoscenti conoscono le mie tribolazioni nella realizzazione di questo filtro, che però ora dopo diversi mesi sta funzionando bene. La descrizione sulla sua realizzazione la troverete sul sito; per il resto posso dirvi che l’acqua viene prelevata da un angolo nascosto della vasca da una pompa power head Askoll con prevalenza 1,5 mt. Come alimentazione per i batteri uso alcool in soluzione con acqua salata, l’acqua denitrata cade su un bicchierino ricavato da un cappuccio di rossetto e viene scaricata sull’aspirazione dello schiumatore. Il denitratore mi permette di tenere valori di Kh e ph ottimali, oltre che i nitrati molto bassi, con grande soddisfazione degli invertebrati e soprattutto delle piante che da quando ho abbassato i nitrati e rialzato il ph mi hanno invaso il fondo. Per limitare l’ingombro uso un unico timer (Nuova elettronica) che ha 8 uscite e con le quali regolo l’accensione /spegnimento delle luci, quello dello schiumatore, e me ne avanza. Per i periodi di ferie ho costruito una mangiatoia che mi permette di alimentare i miei ospiti per circa un mese, ma la quale necessita di un timer a se’ (sempre N.E.) in quanto per il funzionamento sono necessari tempi di esercizio molto brevi (4 secondi). Non uso regolarmente integratori per l’acqua, non sifono il fondo e faccio un ricambio di 20 l. alla settimana che si è ridotto a due settimane da quando sta operando il denitratore. Come cibo somministro quasi esclusivamente pesce surgelato, periodicamente integro con fegato di bue frullato per gli invertebrati, una miscela di mangime secco di mia ricetta ogni tanto, uovo sodo e raramente carne macinata. Ora la situazione è stabile da circa un anno: Pesci: - 3 saraghi (diplodus puntazzo) - 1 bavosa pavone (lipophrys pavo - 1 bavosa sfinge (blennius sphinx) - 2 bavose cervine (blennius zvonimiri) - 1 ghiozzo rasposo - 3 donzelle pavonine (thalassoma pavo) - 6 cefali (mugil cefalus) - 2 Castagnole (chromis chromis) - 3 labridi di cui uno completamente giallo e soprannominato appunto giallino. Alghe: - caulerpa prolifera - caulerpa racemosa - palla verde (codium bursa) - rosa di mare (peyssonnelia squamaria) - candelabro di mare (codium fragile) - fico d’india marino (halimeda tuna) - nastro a forcelle (dictyota dichotoma) Invertebrati: - 2 ascidie (halocinthya papillosa) - 2 limoni di mare (microcosmus) - un cetriolo di mare (holoturia tabulosa) - due actinie equine rosse e due marroni (actinia equina) - un anemone (anemone sulcata) - un riccio maschio (arbacia lixula) - numerosi gamberetti (palemon serratus) Spugne: - Chondrilla nucula - Cacospongia - Spongia oficinalis - ircina variabilis alcune delle quali ormai hanno già fatto presa su pareti e rocce varie. Infine molti altri organismi di difficile classificazione che sono stati introdotti alcuni volutamente e altri clandestinamente provenienti da rocce vive, ma che ormai vivono stabilmente insieme agli altri da diverso tempo. Non voglio dimenticare l’ultimo acquisto: un refrigeratore Teco Ra 240 ……… finalmente dopo 25 anni c’è l’ho fatta, l’estate non mi fa più paura. Ciao Antonello Cau Sassari - primavera 2002 |
Foto Ottobre 2003
Foto Maggio 2003 Le deposizioni e nascite |
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Commenti
I am a Portuguese student, almost finishing my master’s thesis in Marine Ecology.
The thesis is about Symphodus spp. at Arrábida Marine Park (near Sesimbra, Portugal).
I found this website (Aquario Marino Mediterraneo) when I was searching for photos to put in the thesis, and I would like to use this picture:
http://www.aiam.info/public/schede/foto_schede/s_cinereus_antonello_cau_scheda_a_cau.jpg
Do you give me your permission to do it?
Can you send it to me with your identification?
I will refer to you, and if you want, to your website also, in the acknowledgements.
With my best regards,
Diana Rodrigues