Un saluto a tutti ed un ringraziamento a Michele Abbondanza che mi ha fatto scoprire l’acquario mediterraneo.
Mi chiamo Silvia, ho 30 anni e vivo in provincia di Brescia.
Amo il mare da quando sono nata ma mi sono avvicinata al mondo dell’acquario mediterraneo solo da qualche mese (giugno 2003).
Naturalmente da bambina, come la maggior parte di noi, ho fatto l’esperienza dei pesci rossi e dei pesci gatto, alcuni mi sono pure durati alcuni anni nell’orribile “boccia” vuota, ma oltre a questo niente di più fino a quest’anno.
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Tutto è nato l’anno scorso per la mia passione per la Sardegna e per gli occhi di S. Lucia (allora non sapevo ancora si chiamassero Astrae Rugose e che fossero l’opercolo di queste lumache). Ne parlai appunto con Michele che mi spiegò cos’erano e mi diede alcune informazioni. Allora gli chiesi: “Ma si potrebbero allevare in acquario? Sono difficili da tenere? Mi hanno regalato un piccolo acquarietto dici che ci potrebbero stare?”. Ed ecco che poco dopo me ne aveva già procurate tre. E finalmente vidi come erano fatti dal vivo quei tanto amati occhi di S. Lucia, che ho sempre solo visto morti e di cui mi porto sempre al collo un esemplare, trovato da mio marito sulla mia spiaggia preferita (Torre dei Corsari in provincia di Oristano). Ci tengo a precisare che ho sempre e solo raccolto quelli trovati sulla spiaggia e mai mi sono sognata di chiedere ad un pescatore di portarmene uno bello strappandolo da un esemplare vivo, piuttosto meno bello ma morto. Dopo circa un anno che Michele mi aveva trovato le Astrae, nel frattempo le ha tenute nel suo acquario, finalmente sono riuscita ad avviare il mio “piccolo med”. Iniziai ad avviarlo ancora prima delle vacanze estive (6 giugno 2003) ma viste le alte temperature di quest’estate decidemmo di inserire i primi organismi solo quando la temperatura si sarebbe abbassata. E così fu! Il 13 settembre cominciai ad inserire i primi organismi. Nel frattempo un paio di Astrae erano già morte nell’acquario di Michele e così me ne rimase solo una (ma ero comunque felice perché finalmente potevo avere un angolo della mia sardegna a casa dove poter guardare la mia astrea “pascolare”). Passiamo quindi alla vera e propria descrizione del mio “minimed”, perché credo faccia proprio parte di questa categoria. Capacità: 12-15 litri circa Filtro: inserito nel coperchio e costituito dalla lana di perlon, la piccola pompa askoll e i cannolicchi di ceramica. |
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Manutenzione: una volta alla settimana pulisco la lana e alimento l’anemone con artemie congelate, una volta al mese cambio 5 litri di acqua. Ospiti all’avvio:
Dopo un mese:
l’anemone si è spostata dalla piccola roccia e si è attaccata alla roccia viva più grossa che ho inserito. È uno spettacolo vederla mangiare e pensare che prima di “conoscerla” ho sempre pensato fosse un’alga e non un animale (che ignorante!). E come se non bastasse forse si è pure riprodotta (oppure ne sono entrati nuovi esemplari con delle piccole rocce inserite successivamente), per lo meno ho trovato 5 di questi esserini che mi sembrano proprio uguali a lei, in miniatura, tanto è vero che si vedono pure i tentacolini maculati (anzi se qualcuno mi può confermare se sono realmente piccole anemoni gliene sono grata).
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