Una volta realizzata questa nuova vasca e riempita con sabbia viva, rocce vive abbastanza porose, l'ho avviata con il metodo classico cioè realizzando sotto di essa, un sump dove vi era allocato un filtro percolatore. Col passare del tempo mi sono accorto che questo sistema aveva degli inconvenienti, uno tra tutti, produceva un'alta concentrazione di nitrati che aiutavano il proliferare di alghe filamentose infestanti.
Dopo circa 6 mesi di questa gestione, ho deciso, grazie al consiglio del mio carissimo amico Simone Andolina, che gestisce di suo, un tropicale di circa 700 litri con il metodo berlinese, di passare anch'io ad un berlinese puro. Lui mi garantiva dall'alto della sua esperienza che sicuramente con questo metodo avrei abbattuto di molto il problema dei nitrati, e quindi ridotto il problema delle alghe filamentose infestanti; mi sono fidato ciecamente e così ho fatto.
Simone mi aveva pure avvisato che tolto il filtro, probabilmente avrei avuto, come conseguenza, una maggiore presenza di nitriti, però devo dire che questo problema non si è affatto verificato.
Una volta passato al berlinese puro, per aumentare la superficie filtrante, ho dovuto inserire in vasca una maggiore quantità di rocce vive per garantire il giusto filtraggio
Adesso è da circa 2 anni che il mio acquario gira soltanto con uno schiumatoio della Jebo, che come sapete non è nemmeno tra i più rinomati, e non ho avuto grandi problemi, tanto è vero che ho quasi costantemente valori ottimali.
Per gestire al meglio il tutto e per ridurre i nitrati, metto ogni giorno in vasca circa 2 ml di alcool purissimo, per alimentare i batteri che si occupano della loro trasformazione; e così facendo ho quasi sempre nitrati prossimi allo zero.
Un altro problema che ho dovuto affrontare e che credo non sia dipeso dal filtraggio, è quello di un valore troppo elevato di fosfati: che ho ridotto, sempre grazie al consiglio del buon Simone, inserendo in sump delle resine antifosfati. Nonostante l'azzeramento dei nitrati e dei fosfati, non riuscivo a far regredire lo sviluppo delle alghe filamentose. La soluzione del problema l'ho trovata in occasione di una gita a Messina, fatta per conoscere Pietro Astone (che tutti voi conoscete benissimo) il quale mi ha consigliato di cambiare la mia tipologia di illuminazione e provare con una simile alla sua, costituita cioè da un neon 18.000k e un neon Blumoon.
Ho constatato che il miglioramento è stato quasi repentino, le alghe filamentose, grazie alla combinazione resine antifosfati, illuminazione e zero nitrati, sono sparite nel giro di qualche giorno.
Adesso per mandare avanti il mio acquario eseguo periodicamente le seguenti operazioni:
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Cibo ai pesci 1 volta al giorno (Artemie liofilizzate, gamberi, vongole e artemie congelate etc..); inoltre una volta a settimana, nella dose di artemie liofilizzate che intendo somministrare aggiungo delle gocce di Idroplurivit (che sono delle vitamine che si usano per i bambini), giusto per dare un supporto vitaminico ai miei ospiti.
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Cibo agli invertebrati 2 volte a settimana (pappone fatto in casa con gamberi cozze e vongole triturate)
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Pulizia del bicchiere dello schiumatolo 1 volta ogni 3 giorni
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Sostituzione di 60 litri d'acqua una volta al mese circa
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Immissione in vasca di 2mg di alcool (per abbattimento nitrati)
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9 gocce di Zimafluor (integratore di fluoro per bambini) una volta a settimana
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3 gocce di tintura di iodio una volta a settimana (integratore di iodio)
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misurazione valori una volta al mese
Ad oggi sono presenti in vasca i seguenti ospiti:
Anthias Anthias
Astroydes Calycularis
Sabella Spallanzani
Diplodus Vulgaris
Echinaster Sepositus
Cerianthus Membranaceus
Salaria Pavo
Ophidiaster Ophidianus
Actinia Equina
Thalassoma Pavo
Hacelia Attenuata
Cladocora Caespitosa
Monodonta Turbinata
Ophiderma Longicadum
Leptosammia Pruvoti
Astrea Rugosa
Calliactis Parasitica
Protula Tubularia
Eunicella Singularis
Anemonia Sulcata
Calliostoma Conulum
Eunicella Cavolini
Lysmata Seticaudata
Paracentrotus Lividus
Microcosmus Vulgaris
Codium Bursa
Balanophillia Europaea
Halocynthia Papillosa
Alcyonum Palmatum
Caryophillia Smithii
Spero che quanto sopra possa essere di aiuto a tutti.
Vincenzo Spanò



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