Ostrica molto diffusa nel Mediterraneo e nella Laguna di Venezia, dove è stata introdotta nel 1966 e dove si è perfettamente adattata alle locali condizioni ambientali.
Ostrica molto diffusa nel Mediterraneo e nella Laguna di Venezia, dove è stata introdotta nel 1966 e dove si è perfettamente adattata alle locali condizioni ambientali.
Colorazione biancastra con macchie rosso-violacee disposte in fasce, in particolare sulla valva destra. Dimensioni: da 80 a 300 mm in altezza, ma può raggiungere i 400 mm (figg. 1-2). L’autoctona Ostrea edulis Linnaeus, 1758 si distingue facilmente da C. gigas per la presenza di una sottile crenulatura all’interno della conchiglia, vicino all’umbone, determinata dalla presenza di numerosi piccoli dentelli, completamente assenti in Crassostrea (fig. 3: O.edulis, in evidenza le aree con i dentelli).
Provenienza e diffusione in Mediterraneo e Laguna di Venezia
L’ingresso in Mediterraneo dell’ostrica portoghese sembra risalire al 1916 (Cesari & Pellizzato, 1985), mentre l’ostrica giapponese è stata probabilmente introdotta per la prima volta lungo le coste francesi negli anni ’60, dopo che gli allevamenti di origine portoghese erano stati decimati da una malattia e le popolazioni di O. edulis avevano subito un forte declino. Le prime segnalazioni per l’alto Adriatico risalgono al 1964 (Matta, 1969), nel Delta del Po. Nel 1966 questa specie viene deliberatamente introdotta anche in Laguna di Venezia dove però era già pervenuta spontaneamente da alcuni anni. Presente anche lungo le coste del mar Tirreno (La Spezia, Fiumicino, lagune di Fusano e Paola) e Ionio (Taranto) e nel Mediterraneo orientale, dove pare essersi insediata con successo anche in siti naturali al di fuori degli allevamenti (Cevik et al., 2001). Specie di importanza commerciale in quanto commestibile, la sua introduzione ha permesso la sopravvivenza degli allevamenti di ostriche, in particolare dopo il declino di C. angulata (portoghese) e O. edulis (autoctona del Mediterraneo).
C. gigas ha probabilmente causato il declino dell'autoctona O. edulis in Laguna di Venezia; un recente studio ha infatti permesso di stabilire che quest'ultima specie non è più presente nell'area, ove un tempo era invece abbondante (Mizzan et al., 2005).
Bibliografia
CESARI P., PELLIZZATO M., 1985. Molluschi pervenuti in Laguna di Venezia per apporti volontari o casuali. Acclimazione di Saccostrea commercialis (Iredale & Roughley, 1933) e di Tapes philippinarum (Adams & Reeve, 1850). Boll. Malacologico, Milano, 21 (10-12): 237-274. ÇEVIK C., ÖZTÜRK B., BUZZURRO G., 2001. Presenza di Crassostrea virginica (Gmelin, 1791) e Saccostrea commercialis (Iredale & Roughley, 1933) nel Mediterraneo Orientale. La Conchiglia, 298 (1-3): 25-28. GHISOTTI F., 1971. Molluschi del genere Crassostrea nell'Alto Adriatico. Conchiglie – Milano, 7 (7-8): 113-124. MATTA F., 1969. Rinvenimento di Gryphaea sp. nell’Alto Adriatico. Boll. Pesca Piscicol. Idrobiol., Roma, 24: 91-96. MIZZAN L., TRABUCCO R., TAGLIAPIETRA G., 2005. Nuovi dati sulla presenza e distribuzione di specie alloctone del macrozoobenthos della laguna di Venezia. Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia, 56: 69-88. YONGE C.M., 1960. Oysters. Collins, London, 290 pp.
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