Tutti gli appassionati dell’acquario marino mediterraneo ospitano nelle loro vasche i conosciutissimi Palaemon serratus, elegans, xiphias, ecc. Questi gamberetti appartengono tutti alla famiglia Palaemonidae.Alla stessa famiglia appartiene anche Brachycarpus biunguiculatus (Lucas, 1846).
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Per questo motivo abbiamo voluto riportare le poche notizie a disposizione,e qualche osservazione personale su questo “particolare” gambero. Ambiente –comportamento Il Brachycarpus vive a profondità comprese tra 0 e 50 m, in ambienti rocciosi o tra i rizomi della Posidonia, ha abitudini prettamente notturne. In località dove risulta abbastanza comune (vedi tab.1)si trova spesso a bassissime profondità, non è “curioso” come gli altri gamberetti anzi è molto sospettoso e si rintana velocemente al primo segno di pericolo. |
tab 1
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In natura abbiamo notato che se in una pozza è presente un esemplare di Brachycarpus, non sono presenti né Palaemon né esemplari della stessa specie, per un raggio di almeno 1,2 m ci sarà un motivo no. Certo dopo quello fin qui esposto, se per caso ci capita di catturare uno di questi esemplari, il primo istinto è quello di ributtarlo immediatamente in mare. Ma se tutti facessero così non, si saprebbe mai niente di questo gambero. Dopo aver “capito”per grandi linee il comportamento di questa specie ne alleviamo due esemplari in una vasca da 200 lt. in compagnia di una coppia d’Apogon imberbis che non viene disturbata dai gamberi, di tanto in tanto si nota uno dei due con una chela o una zampa in meno ma episodi del genere sono registrati anche in natura. Gli si può anche allestire una piccola vasca cercando di formare una coppia per osservarne il comportamento. Tra le poche notizie che si possono trovare su Brachycarpus biunguiculatus due, sono interessanti, la prima gli attribuisce un comportamento da gambero pulitore, noi fin ora non abbiamo notato questo tipo di comportamento nella nostra vasca.
La seconda informazione lo associa spesso, dove presente all’anemone Telmatactis cricoides (Duchassaing, 1850). Sarebbe interessante conoscere più a fondo questo crostaceo, le differenze tra i due sessi, se l’aggressività è solo tra maschi o rivolta anche verso le femmine al di fuori, del periodo riproduttivo.speriamo che queste poche notizie possano in qualche modo svegliare l’interesse di qualche acquariofilo intraprendente, spingendolo ad allevare e “studiare” quest’interessante specie.
Mario Loffredo
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Bibliografia Zariquiey Alvarez, R., 1969. Crustàceos Decàpodas Ibèricos (Inv.Pesq., Barcelona), 32: 1-510. Falciai,Minervini Guida dei Crostacei Decapodi d’Europa Franco Muzzio Editore 1992
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Poco conosciuto e meno comune dei suoi cugini, compare raramente nelle vasche mediterranee, quando succede non, si riesce a capire a quale specie appartiene. Il riconoscimento è molto difficoltoso visto che in letteratura si trova solo la descrizione senza foto, anche il disegno non aiuta, in più alla voce comportamento si trova un… poco conosciuto.
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