Una riproduzione di Apogon imberbis
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- Categoria: Riproduzioni ed allevamento
- Pubblicato Lunedì, 17 Marzo 2008 21:00
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Il re di triglie (apogon imberbis) in diversi articoli di vari autori viene descritto come un animale molto timido e delicato, cosa che non mi trova del tutto d’accordo.
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Il re di triglie (apogon imberbis) Gli esemplari allevati si sono dimostrati abbastanza attivi e nemmeno cosi fotofobi come si legge spesso. Procurarsi alcuni esemplari non è difficile, si possono catturare di notte da fine maggio a settembre a riva tra le scoglie in un metro d’acqua dove sono completamente assenti in inverno. I pesci sono ospitati in una vasca di 200 lt. Arredata con rocce che creano vari anfratti e un po’ di spazio libero per il nuoto. Gli accessori: 1 aquastar 36 W10.000 k parzialmente schermata per evitare una luce troppo cruda. 1 schiumatoio Sander AH 600 |
La famiglia Apogonidae La famiglia Apogonidae, ordine Perciformes è presente nel mediterraneo con tre generi : - Microichthys - Epigonus - Apogon.Oltre ad Apogon imberbis è presente anche Apogon taeniatus, di colore grigio-verde immigrato dal mar rosso è presente solo lungo le coste Israeliane. I pesci Cardinale, questo il nome volgare, sono molto più numerosi nei mari tropicali. L’Apogon imberbis in inverno può raggiungere i 200 m di profondità, risalendo in estate a pochi metri. Predilige le grotte grandi o piccole e gli anfratti tra gli scogli, di solito in piccoli gruppi. Capita a volte che in grotte medio-piccole si trovino solo due esemplari. L’Apogon si nutre di pesci, gamberetti ecc.. Difficile poter distinguere il maschio dalla femmina poiché non è presente un dimorfismo sessuale marcato, di solito la femmina è più grande del maschio con corporatura più robusta, mentre il maschio è più piccolo e di corporatura più esile. |
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Filtraggio:1 filtro sottosabbia a circolazione inversa, 1 filtro esterno veloce da 2000 lt/h I valori:PH = 7,9 – 8 // KH = 7 // NO2 = 0 // NO3 = 20 // PO4 = 0,3 // DENS. = 1027 // TEMP. = 19 – 23 °C Gli esemplari:4 Apogon imberbis di 6 – 8 cm catturati tutti nello stesso posto, in vasca si sono ambientati molto bene scegliendosi ognuno un rifugio. La prima settimana li ho alimentati con cibo vivo, gamberetti, avannotti e vermi. Pensavo che non accettassero subito cibo inerte che invece accettavano volentieri. Dopo circa una settimana notai che uno degli Apogon aggrediva violentemente due esemplari, ignorando o meglio rivolgendo attenzioni diverse verso un altro esemplare. Dopo 3 giorni sono stato costretto a togliere dalla vasca i 2 esemplari ridotti ormai abbastanza male lasciando quello che non veniva aggredito. Con il passare del tempo, le attenzioni dell’esemplare (che io ritenevo un maschio visto la sua aggressività) verso l’altro esemplare si facevano semprepiù insistenti e l’altro ricambiava queste attenzioni, nuotavano a fianco a fianco tremolii scatti improvvisi.
Il corteggiamento: La femmina invita il maschio a seguirla nella sua tana aspettandolo all’ingresso con la testa rivolta verso l’entrata compiendo piccoli scatti in avanti, appena il maschio si avvicina, gli scatti si fanno più veloci e si aggiunge un leggero tremolio del corpo. Una volta insieme si spostano in un posto dove hanno più spazio per potersi muovere di solito a centro dell’acquario sopra delle pietre, e si mettono a fianco a fianco e incominciano a girare in cerchio, smesso di girare si colpiscono a vicenda i fianchi. Un'altra cosa che fanno, ma non cosi spesso è mettersi uno di fronte al’altro con la bocca aperta scuotendo la testa. Quando la deposizione è prossima, si vede la femmina mettersi in posizione verticale con la testa rivolta verso il basso e portare la papilla urogenitale all’altezza della bocca del maschio, ma non ho mai visto nessuna deposizione, che avvengono sempre di notte.
più scure con l’avvicinarsi della schiusa. Qualche giorno prima della schiusa sono grigio scuro e si possono notare gli occhietti delle larve. L’incubazione:L’incubazione varia da 7 a 10 giorni trascorsi i quali vengono liberate le larve sempre di notte. Le larve sono molto piccole, 1,2 mm(in media) quindi molto difficile stabilire il numero esatto che varia più o meno da un minimo di 500 – 1000 ad un massimo di 5000 – 6000.
Le larve hanno superato bene lo stress della cattura e dopo 24 ore avevano già consumato ilsacco vitellino che è molto piccolo, e qui sono incominciati i problemi. I naupili d’artemia, anche se della specie più piccola, si sono rivelati troppo grandi per la bocca delle piccole larve. L’unica soluzione era quella di alimentare le larve con dei rotiferi, cosi cercai di procurarmi dei brachionus rivolgendomi alla stazione zoologica del benthos d’Ischia, dove il Dott.Valerio Zupo è sempre molto disponibile, ma purtroppo al momento non aveva in coltura i brachionus. Nel frattempo ho cercato di alimentare le larve con degli infusori nella speranza di riuscire a procurarmi al più presto i rotiferi, purtroppo dopo 72 ore tutte le larve sono morte. A 3 giorni di distanza dalla schiusa il maschio aveva di nuovo la bocca piena d’uova. Questa volta decisi di fare diversamente, trascorsi 8 giorni dalla deposizione si potevano vedere(quando il maschio rigirava la massella) le larve ormai completamente formate e qualche larva era già in acquario, quindi la sera, prima che si spegnessero le luci, catturai il maschio e lo trasferii nella vaschetta all’interno dell’acquario. Appena nella vaschetta sputò fuori tutte le uova, rimasi impressionato dalla grandezza della massella, che era grande più o meno come una noce, impossibile stabilire il numero delle uova, ma sicuramente ben oltre 10.000. Si potevano vederemolto bene le larve agitarsi nel tentativo di uscire dall’uova, ma il guscio risultava molto elastico e le larve facevano molta fatica a liberarsi, anche con l’aiuto di una leggera circolazione d’acqua meno del 1%, riuscì ad uscire dall’uovo. Quindi meglio lasciare le uova al maschio, che con la sua sollecitazione meccanica, aiuta le larve ad uscire dal guscio, infatti, le schiuse successive che ho lasciato al maschio, le larve sono state sempre numerosissime al punto di occupare tutta la massa d’acqua disponibile e far sembrare l’acqua torbida. Purtroppo non sono riuscito a portare avanti nessuna covata per mancanza di rotiferi, ma disponendo di una buona coltura di rotiferi ed una coppia affiatata, il successo è assicurato. |
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