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Opistobranchi

Postato in Alloctoni, strani e poco conosciuti

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È difficile guardando uno scarafaggio convincersi che sia tassonomicamente imparentato con una farfalla, tanto quanto lo è guardando una patella e una flabellina. In realtà le flabelline sono opistobranchi, molluschi gasteropodi come le patelle o come le limacce terrestri e come queste hanno durante l'evoluzione perso la conchiglia protettiva. Gli anglofoni meno tecnicamente, ma più esplicitamente, chiamano gli opistobranchi seaslugs che letteralmente significa lumache di mare.

 I molluschi gasteropodi si dividono in due sottoclassi, i Prosobranchi (con branchia avanti) tutti provvisti di una conchiglia fatta di un unico pezzo conico o conico a spirale, e gli Opistobranchi, con branchia dietro, di fatto alcuni ordini di queste lumache di mare hanno però perso del tutto le branchie e respirano tramite l'epidermide, mentre la conchiglia è ridotta o addirittura assente. Gli Opistobranchi sono tutti ermafroditi, sia maschi che femmine contemporaneamente, con fecondazione interna, possono simultaneamente svolgere il ruolo di maschio e di femmina oppure alternarsi nella funzione ed hanno nel corso dell'evoluzione affinato una serie di adattamenti e comportamenti peculiari e davvero strabilianti.

Il gruppo degli Opistobranchi ha cominciato a farsi conoscere fuori dal mondo degli specialisti solo con la diffusione dell'immersione e della fotografia subacquea, sempre in cerca di nuovi e colorati soggetti, prima erano tanto ignoti ai più da non meritare neanche nomi comuni, molto probabilmente anche perché non sono per niente commestibili, la maggior parte è addirittura tossica anche per i pesci, del resto con la parziale o totale perdita della conchiglia questi animali hanno dovuto escogitare altri metodi per la difesa.

Anche se la loro notorietà è in aumento il subacqueo medio incorre ancora in piccoli errori scientifici che sarebbe meglio correggere, per esempio si tende a chiamare tutte le lumache senza conchiglia o con conchiglia ridotta nudibranchi, in realtà i nudibranchi sono solo uno degli 8 ordini dei prosobranchi, altro errore comune è quello di confondere alcuni vermi piatti molto colorati come le planarie (ad esempio Prostheceraeus giesbrecthii) per nudibranchi.

Gli ordini più importanti, con esemplari di grandi dimensioni e più comuni sono Sacoglossi, Notaspidei, Anaspidei e Nudibranchi.

Tutti questi ordini, che contengono animali spesso molto ridotti, difficili da trovare e osservare e dalla biologia a volte sconosciuta, sono ben rappresentati nel ricchissimo mare di Capo Palinuro.

I sacoglossi sono quasi tutti erbivori, posseggono una bocca fornita di una specie di ago che gli permette di forare e succhiare le cellule delle alghe, altri invece si nutrono di uova di altri molluschi. Le specie erbivore sono spesso capaci di dissociare durante la digestione gli organuli addetti alla fotosintesi (cloroplasti) delle cellule delle alghe e di trattenerli sul dorso in delle appendici simili ad ali dette parapodi. Questi organuli possono restare sul dorso per circa una settimana continuando la fotosintesi e alimentando il mollusco. Esempio di questo adattamento è Elysia timida, minuto sacoglosso di massimo 15 mm, molto comune, anche se difficile da scorgere nelle acque superficiali ricche di alghe di Palinuro.

Forse uno degli ordini meno conosciuto fra i quattro ordini maggiori e quello dei notaspidei, tuttavia questi molluschi, quasi tutti ancora provvisti di una conchiglia se pur ridotta e di una branchia ben visibile sul lato destro del corpo, hanno un esponente comune nelle acque di Palinuro, si tratta di un altro opistobranco spesso annoverato erroneamente fra i nudibranchi, l'umbracolo (Umbraculum umbraculum), una delle specie di notaspideo più grandi del Mediterraneo che si nutre esclusivamente di spugne.

Gli anaspidei sono noti con il nome di lepri di mare o aplisie, molte specie possiedono dei parapodi che sono utilizzati come delle ali per nuotare. Tutti gli anaspidei sono erbivori, possiedono una piccola conchiglia vestigiale interna e molte specie per una particolare conformazione anatomica si accoppiano formando lunghe catene nelle quali ogni individuo si adopera nel ruolo di ambo i sessi. Se disturbate le aplisie emettono una combinazione di due sostanze simili ad un inchiostro, un atteggiamento noto nella comune lepre di mare (Aplysia depilans), i latini pensavano che tale secrezione causasse la caduta permanente di peli e capelli e che in generale l'animale fosse pernicioso, questa credenza è diffusa ancora oggi, la lepre di mare è considerata, a torto, da molti urticante mentre è assolutamente innocua.

Un occhio di riguardo nella nostro piccolo excursus sugli opistobranchi va dato all'ordine dei nudibranchi (con branchie nude), si tratta infatti dell'ordine con il maggior numero di specie e di variabili di forme e colori, solo in Mediterraneo si contano oltre 250 specie. Negli appartenenti a quest'ordine la conchiglia è sparita del tutto (anche se presente in fase larvale), pur chiamandosi nudibranchi in alcune specie troviamo la scomparsa delle branchie. Tutti i nudibranchi sono dotati di alcune appendici cefaliche, dette rinofori, con funzioni sensoriali (chemio ricettiva e tattile), mentre altre appendici boccali hanno solo funzioni tattili. I nudibranchi sono tutti zoofagi, spesso monofagi, ovvero si nutrono di un'unica preda che può essere una spugna, un celenterato, un briozoo, un ascidia o uova di altri opistobranchi. Le specie che si nutrono esclusivamente di uova di altri opistobranchi hanno evoluto una capacità digestiva tale da poter rinunciare all'ano che quindi nel corso dell'evoluzione è sparito del tutto.

I nudibranchi sono ermafroditi sincroni incompleti, ciò significa che pur possedendo entrambe i sessi necessitano di un partner per la riproduzione, posseggono un organo copulatorio bivalente sul lato destro del corpo nel quale si distinguono una parte maschile e una femminile, per effettuare la copula i due individui devono eseguire una accoppiamento incrociato nel quale il capo di uno e rivolto verso la parte posteriore dell'altro, non è difficile trovare individui in accoppiamento visto che in alcuni casi la copula può durare anche alcuni giorni.

Molte sono le specie dai colori sgargianti, la colorazione appariscente è aposematica, avverte cioè i predatori della velenosità intrinseca del nudibranco, se per caso un pesce inesperto dovesse mangiare un nudibranco lo sputerebbe per il pessimo sapore o ne rimarebbe intossicato e memorizzerebbe il pattern cromatico associandola a un male.

Fra i nudibranchi più comuni nelle acque di Capo Palinuro ci sono alcuni doridi come le vacchette di mare (Discodoris atromaculata) questi nudibranchi dall'inconfondibile livrea pezzata, da cui ilo nome vernacolare, si nutrono esclusivamente della spugna Petrosia ficiformis, spugna che talvolta in grotta può essere completamente bianca a causa dell'assenza di alghe simbionti nei suoi tessuti. È incredibile pesare come un nudibranco così diffuso come la vacchetta di mare fosse considerato rarissimo sino a mezzo secola fa. Fra i doridi un'altro rappresentate comune a Palinuro è il doride dipinto (Hypslodoris picta) questo nudibranco ha una variabilità cromatica così spiccata da valergli nel tempo innumerevoli nomi scientifici oggi considerati tutti sinonimi (H. webbi, H. velencennesi). Entrambe queste specie sono in grado di ritrarre, in caso di pericolo, sia i rinofori che le branchie in apposite tasche.

Gli eolidi sono nudibranchi che a differenza dei doridi hanno perso le branchie e hanno il corpo ricoperto di escrescenze a forma di dita, cerata, con funzione respiratoria, digestiva e difensiva. Fra gli eolidi più comuni del mediterraneo troviamo la cratena (Cratena pellegrina) e la flabellina (Flabellina sp.), entrambe le specie vivono sugli idroidi del genere Eudendrium di cui si nutrono. Con un adattamento eccezionale questi nudibranchi, che solo eccezionalmente superano i 30 mm, riescono a conservare le cellule urticanti dell'Eudendrium e a trasferirle sull'estremità dei cerata per sfruttarle come armi difensive. Unica attenzione a una corretta identificazione deve essere posto alle flabelline, esistono in mediterraneo una decina di specie del genere Flabellina, tre delle quali sono veramente molto simili. Le flabelline sono molto abbondanti all'ingresso principale della Grotta Azzurra, dopo molte immersioni ho potuto appurare che in questo punto gli esemplari più comuni sono di flabellina lilla (Flabellina affinis) ma che non mancano esemplari di Flabellina pedata, quest'ultima riconoscibile dalla congenere grazie ai cerata che non partono da un peduncolo comune e i rinofori lisci, non anellati.

I nudibranchi sono al vertice di particolari catene alimentari e sono legati strettamente tramite un rapporto di predazione con molte specie animali del benthos sessile, la loro presenza può quindi dare informazioni utili sull'evoluzione e la stabilità delle biocenosi (associazioni biologiche) dove questi si trovano e la loro scomparsa può indicare un cambiamento dei delicati equilibri ecologici.

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