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Tempi di degradazione dei rifiuti in mare

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Immagine di Marrai a FuraForse non sai che puoi inquinare il mare anche dalle nostre città con gesti quotidiani che comportano gravi danni all’intero habitat marino, compromettendo gravemente i fondali, con la morte anche di migliaia di pesci, cetacei, tartarughe, uccelli marini ecc. Elenchiamo alcuni di questi oggetti che si trasformano in RIFIUTI e i relativi tempi di degradazione.

 

Materiali  e tempi medi di degradazione

  • BOTTIGLIE DI VETRO  indeterminato
  • BOTTIGLIE DI PLASTICA 1000 anni
  • CARTE TELEFONICHE  1000 anni
  • POLISTIROLO da 100 a 1000 anni
  • ACCENDINO DI PLASTICA da 100 a 1000 anni
  • LATTINE DI ALLUMINIO 500 anni
  • ASSORBENTI E PANNOLINI 200 anni
  • I PRODOTTI IN NYLON da 30 a 40 anni
  • COTTON FIOC da 20 a 30 anni
  • BUSTE DI PLASTICA da 10 a 30 anni
  • MOZZICONE DI SIGARETTA da 1 a 5 anni
  • GOMMA DA MASTICARE 5 anni
  • BUCCIA DI BANANA 2 anni
  • STOFFA E LANA da 8 a 10 mesi
  • RIVISTA DI CARTA PATINATA  da 8 a 10 mesi
  • FIAMMIFERO 6 mesi
  • TORSOLO DI MELA da 3 a 6 mesi
  • FAZZOLETTINO DI CARTA 3 mesi
  • SIGARETTA SENZA FILTRO 3 mesi
  • QUOTIDIANO 2 mesi
  • BUCCIA DI FRUTTA 1 mese

 

In alcuni casi e per gli oggetti di uso frequente, si tratta di tempi veramente lunghi. Non sono stati menzionati gli oggetti in ferro e sue leghe, che in alcuni casi, come del resto per i materiali in cemento, possono costituire un rifugio per svariate specie animali, fornendo un “appoggio” per la nascita di nuove barriere coralline, che trovano in questi manufati dei supporti ideali. Tornando agli altri oggetti, possiamo immaginare cosa comporta il rilascio in acqua di questi materiali.

Quanti animali muoiono a causa di un pezzo di plastica o di polistirolo, nel corso della sua esistenza, ossia prima di degradarsi? Quanta barriera corallina muore sotto un sacchetto di plastica facilmente trasportabile dalla corrente? E’ necessario a questo punto pensare ai nostri gesti quotidiani, come gettare rifiuti liquidi inquinanti negli scarichi del water o nei tombini, o gettare pannolini, assorbenti o cottonfioc nel water, lasciare sulle spiagge materiale di vario genere, magari dopo un picnic, o sulle sponde dei fiumi. Considerando che ancora oggi molte città non dispongono di sistemi di depurazione, tutti i rifiuti finiscono prima nei fiumi e poi direttamente in mare, è fondamentale impegnarsi e migliorarsi, riciclando il più possibile e conferendo i rifiuti ingombranti ed inquinanti negli “eco centri”.

LA PROSSIMA VOLTA PENSIAMO PRIMA DI AGIRE!

 

 

Articolo pubblicato con il permesso di www.biologiamarina.eu

 

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