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Il blennide e lo squalo

di Paolo Balistreri -- Sulla riva si infrangeva la risacca ed il mare portava via granelli di Dendropoma petraeum portati via dall’abrasione del moto ondoso. Era da tanto che...Leggi tutto
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Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

di Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1 -- The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species   Scarica l'allegato...Leggi tutto

Bio&Eco Marina

 

Salve a tutti! La qui presente rubrica intitolata  “Bio&Eco Marina”, sarà un mezzo per effettuare un tuffo nel blu, rimanendo semplicemente all’asciutto. Snorkelando e gironzolando sulla costa, ovviamente, virtualmente, faremo insieme delle conoscenze curiose ed affascinanti, anche in ambienti già familiari . Il motto di questa rubrica è : “Conoscere per imparare ad amare”, perché talvolta l’ambiente marino con le sue creature è vittima  di azioni spregiudicate anche da parte di gente inconsapevole di ciò che sta facendo. Si spera di soddisfare le vostre esigenze, ma al contempo anche io voglio imparare da voi. Quindi non esitate nel commentare e proporre dei temi di vostro interesse. Qui sotto vi propongo un paio di argomenti che tratteremo nei prossimi appuntamenti della rubrica.

Una passeggiata sulla costa     

(Foto)sintetizzando

Alieni…di casa nostra
     

Foto: Onde – Francesco Turano ( In alto)

           Scogliera e Colpomenia sinuosa -  Paolo Balistreri (In basso a sx e centro)

           Percnon gibbesi – Fabio Russo (In basso a dx)

 

 Paolo Balistreri

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Il blennide e lo squalo

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Sulla riva si infrangeva la risacca ed il mare portava via granelli di Dendropoma petraeum portati via dall’abrasione del moto ondoso. Era da tanto che non si stava qui soli sulla riva ad osservare il mare. La vita brulica via dentro le cuvette del trottoir a vermeti. Adesso non notiamo più insieme nel blu e non passeggiamo sugli scogli.

 

 

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Biodiversity Journal, 2016, 7 (4): 907–912

Scritto da Anna Maria Mannino1*, Stefano Donati2 & Paolo Balistreri1. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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The Project “Caulerpa cylindracea in the Egadi Islands”: citizens and scientists working together to monitor marine alien species

 

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Citizen Science Platform “Observador del mar” - Seawatchers Italia Alghe Aliene

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Le invasioni biologiche, che grazie al contributo dell’uomo hanno raggiunto oggi livelli preoccupanti, rappresentano una delle più gravi minacce alla struttura, dinamica e biodiversità degli ecosistemi del mondo. Il Mar Mediterraneo, a livello mondiale, risulta essere il mare che accoglie il maggiore numero di macrofite introdotte, con un totale di 133 specie; di queste, 23 appartengono alle Chlorophyta, 79 alle Rhodophyta, 30 alle Ochrophyta, e 1 è una fanerogama (Tracheophyta) (Verlaque et al., 2015). L’efficacia nel preservare la biodiversità dipende dalla capacità di controllare intensità e diffusione delle specie invasive; risultano quindi essenziali, ai fini del controllo e della gestione, l’immediata segnalazione e il continuo monitoraggio. Per questo lo sforzo dei ricercatori non è più sufficiente, e la Citizen Science, con il coinvolgimento e la partecipazione attiva e volontaria dei cittadini, si sta rivelando un valido e prezioso aiuto per la ricerca scientifica e per la protezione dell’ambiente, oltre che un potente strumento di educazione del grande pubblico. La Citizen Science rappresenta un modo intelligente di avvicinare il grande pubblico, e in particolare i giovani, alla scienza, diventa quindi fondamentale un continuo feedback tra mondo della ricerca e cittadini.  La scienza fatta dai cittadini sta avendo sempre maggior successo in tutto il mondo, come testimonia il numero crescente di progetti presentati nell’ultimo decennio. Alcuni di questi Progetti riguardano proprio le specie invasive, come il Progetto partecipato “Caulerpa cylindracea – Isole  Egadi”, frutto di una collaborazione tra AMP "Isole Egadi" e Dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo, che si concluderà a fine agosto di quest’anno (vedi Notiziario n. 67) e i Progetti “OJO A LAS INVASORAS! Biodiversidad y Especies invasoras del Mediterráneo Balear, e “Flora Invasora” nell’ambito della Citizen Science Platform “Observador del mar” (“Seawatchers”), coordinati dall’Institute of Marine Sciences of Barcelona (CSIC, Spain), che si basano proprio sulla stretta collaborazione tra cittadini e comunità scientifica.

In entrambi i Progetti sono coinvolti i soci Anna Maria Mannino e Paolo Balistreri, che da diversi anni si occupano di specie aliene, sopratutto macrofite, rivolgendo particolare attenzione alla Sicilia e alle sue isole minori. Anna Maria Mannino e Paolo Balistreri fanno attualmente parte del Team Scientifico di “Seawatchers”, sezione Alghe Invasive, e si occupano delle segnalazioni italiane. Invitiamo, pertanto, i soci a visitare ed utilizzare la pagina web Seawatchers (http://www.observadoresdelmar.es/index.php), inviando segnalazioni e foto, e a pubblicizzare l’iniziativa nei territori di pertinenza. E’ disponibile anche una pagina facebook, Seawatchers Italy - alghe aliene, all’indirizzo https://www.facebook.com/obsdelmar/?fref=ts

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Il dominio dei bentonici (seconda parte)

Scritto da Di Paolo Balistreri e Maria Fais. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Continua il viaggio nel dominio bentonico, ma questa volta ci inoltriamo nell’infralitorale in compagnia della Dott.ssa Maria Fais.

L’infralitorale

Il piano infralitorale è una fascia marina del dominio bentonico completamente sommersa, che si estende dal limite della bassa marea fino a una profondità variabile, la quale dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua e dalla trasparenza della stessa. In Mediterraneo, tale limite si aggira attorno ai 35-40 metri di profondità. Il piano infralitorale può essere suddiviso in ambienti di fondo molle (sabbie, silt e argille) e duro (rocce di varia tipologia), caratterizzati entrambi dalla presenza di organismi fotofili che non possono tollerare prolungati periodi di emersione.

I fondali molli sono tipicamente occupati dalle Angiosperme (i.e.: le piante con i fiori), come le autoctone Posidonia oceanica (fig.1), Cymodocea nodosa, Zostera noltei e Nanozostera noltei, e l’aliena Halophila stipulacea.

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Tra una passeggiata sugli scogli ed un tuffo nel blu

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Questo scritto nasce con l’intento di approfondire e ampliare alcuni argomenti trattati in precedenza.

Per chi legge per la prima volta un articolo della rubrica deve sapere che tutto è improntato come un viaggio virtuale che dagli scogli ci porta ad immergerci nel blu alla scoperta della biodiversità.

Il Mar Mediterraneo è uno dei 34 hot spot della biodiversità, ciò significa che uno dei 34 punti caldi in cui vive la maggior parte della biodiversità del pianeta.

Tra gli scogli è possibile incontrare di tutto, soprattutto l’immondizia che con le mareggiate può finire sulla costa.

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Il dominio dei bentonici – Prima parte

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Molti organismi trattati nei nostri articoli vivono in contatto con il  fondale. Ernst Haeckel definì  questi organismi come bentonici. L’ambiente marino dagli studiosi viene tecnicamente suddiviso in due domini, quali sono il pelagico che a sua volta si divide in necton e placton ed il dominio bentonico.  In questa descrizione noi ci soffermeremo sul dominio bentonico. Vi è da precisare però che i “limiti” tra i due domini non sono netti (Fig.1).

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Ci rituffiamo?

Scritto da Di Antonio Colacino e Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Sulla riva (Fig.1) tutto appare come immobile, ma  in realtà  come ben sapete,  tutto si trasforma. Osservando la risacca è possibile notare il continuo rotolare dei piccoli ciottoli che si accumulano, li dove le onde delimitano la magia dal sogno.

 

Fig.1. Risacca sulla spiaggia della Praia (Isola di Favignana - Isole Egadi)

 

Il profondo blu con le sue creature e la maestosità  delle onde ci fanno sognare ciò che si cela alle svariate profondità  del mare. Sulla riva però, è possibile osservare ciò che il mare contiene, ma  tutto non è sempre cosi bello.  I rifiuti che vengono abbandonati nell’ambiente ci vengono restituiti  talvolta con le vittime della nostra stessa incoscienza. Tartarughe marine (Fig.2) che fanno delle meduse una parte del loro pasto, muoiono soffocate per colpa dei sacchetti di plastica, pesci che rimangono imbrigliati nelle reti degli alimenti, ma anche molti uccelli rimangono li per terra in agonia poiché soffocati per causa dei rifiuti che ingoiano e li soffocano.

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Verso la riva

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Che stanchezza! Penso che sia arrivato proprio il momento di lasciare per un po’ queste limpide acque che ci hanno accompagnato per questo breve viaggio.  Prima o poi ogni cosa finisce, ma non è detto che termini proprio adesso, tra questi fondali ciottolosi, ma là: In una caletta molto carina. Le mareggiate ci regalano molte cose, infatti, sono molto curioso di capire cosa possiamo trovare sulla riva. Andiamo! Come? Non avete capito?! Ci dobbiamo immergere in un altro piccolo giro che ci porta da qui alla riva di quella piccola cala.

Guardate! Lì tra i flussi e riflussi della risacca ci sono dei pesci che sembrano danzare, quando in realtà si lasciano semplicemente cullare, evitando di perdere il controllo di sè stessi con dei piccoli scatti del loro corpo. Che meraviglia! Tra i pesci (Fig.1) che stiamo osservando ci sono dei piccoli esemplari di Sarpa salpa e Donzella pavonina che abbiamo già incontrato,ma anche degli esemplari di Mugil cefalus (Fig.2)

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Un tuffo nel blu … (Seconda parte)

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Con un leggera calma ed uno sguardo indifferente, ci ritroviamo dinnanzi ad un bel gruppo di Diplodus sargus  (Linneo, 1758) (Fig.1) noto comunemente come “sarago maggiore”. Questi splenditi pesci amano dimorare sia sui fondali rocciosi che sulle praterie di Posidonia oceanica .

Diplodus sargus  (Linneo, 1758)

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Fig.1 . Esemplari di Sarago maggiore intenti ad una nuotata tranquilla su un fondale roccioso a pochi metri di profondità.

Il sarago maggiore, si distingue dagli altri saraghi per avere un ampia macchia codale nera e pinne impari (codale, anale e dorsale) con margine nero.  Il Diplodus sargus, si nutre principalmente  di piccoli invertebrati. 

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Un tuffo nel blu

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Dopo una lunga passeggiata tra gli scogli è arrivato il momento di tuffarci tra queste limpide acque per una piccola nuotata , ma vi raccomando, munitevi di maschera e pinne. Pronti per un tuffo nel blu?

 

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Fig.1. Fondale roccioso presente sotto costa nell’Isola di Favignana (Isole Egadi).

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Passeggiando tra gli scogli … (Seconda parte)

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Come pensavo ci troviamo di fronte al trottoir a vermeti (Fig.1).

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Fig.1. trottoir a vermeti dell’Isola di Favignana (Isole Egadi)

 

I trottoir a vermeti sono una  biocostruzione marina che si eleva dal fondo verso la superficie del mare, modificando in maniera progressiva l’ambiente locale, sia dal punto di vista fisico che ecologico. Questa formazione  è edificata dal mollusco gasteropode vermetide Dendropoma (Novastoa) petraeum (Monterosato, 1892) (Fig.2), in associazione con alcune alghe rosse incrostanti, come Neogoniolithon brassica – florida(Harvey) Setchell & Mason, considerata una componente importante dei trottoir a vermeti. Nella formazione è presente anche il  Vermetus triquetrus (Bivona Ant., 1832), che sia in forma solitaria che gregaria, occupa le porzioni sempre immerse della struttura; poiché differentemente dal Dendropoma petraeum , presenta un opercolo vestigiale poco adatto per resistere ai periodi di secca.

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Passeggiando tra gli scogli ...

Scritto da Paolo Balistreri. Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Il nostro caro Mar Mediterraneo presenta al suo interno un numero molto elevato di forme di vita che descriverle tutte con i loro vari aspetti è quasi impossibile per le  diverse sfaccettature e punti di vista che si dovrebbero mettere in risalto. In questo breve articolo daremo una descrizione della diversità che è possibile incontrare durante una semplice passeggiata sulla costa rocciosa.

Sole alto in un cielo limpido di una calda giornata, mare calmo che si esalta solo con una lieve risacca che si ode scrosciare già in lontananza; la bassa marea di certo non può far altro che facilitarci in una passeggiata rilassante e culturale tra la costa rocciosa del nostro Paese. Benvenuti nella passeggiata virtuale di Bio&Eco Marina.

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Una nuova rubrica di Paolo Balistreri, introduzione

Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Bio&Eco Marina

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Salve a tutti! La qui presente rubrica intitolata  “Bio&Eco Marina”, sarà un mezzo per effettuare un tuffo nel blu, rimanendo semplicemente all’asciutto. Snorkelando e gironzolando sulla costa, ovviamente, virtualmente, faremo insieme delle conoscenze curiose ed affascinanti, anche in ambienti già familiari . Il motto di questa rubrica è : “Conoscere per imparare ad amare”, perché talvolta l’ambiente marino con le sue creature è vittima  di azioni spregiudicate anche da parte di gente inconsapevole di ciò che sta facendo. Si spera di soddisfare le vostre esigenze, ma al contempo anche io voglio imparare da voi. Quindi non esitate nel commentare e proporre dei temi di vostro interesse. Qui sotto vi propongo un paio di argomenti che tratteremo nei prossimi appuntamenti della rubrica.

Una passeggiata sulla costa     

(Foto)sintetizzando

Alieni…di casa nostra
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Foto: Onde – Francesco Turano ( In alto)

           Scogliera e Colpomenia sinuosa -  Paolo Balistreri (In basso a sx e centro)

           Percnon gibbesi – Fabio Russo (In basso a dx)

 

 Paolo Balistreri

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