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Passeggiando tra gli scogli ...

Postato in Bio&Eco Marina di Paolo Balistreri

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Il nostro caro Mar Mediterraneo presenta al suo interno un numero molto elevato di forme di vita che descriverle tutte con i loro vari aspetti è quasi impossibile per le  diverse sfaccettature e punti di vista che si dovrebbero mettere in risalto. In questo breve articolo daremo una descrizione della diversità che è possibile incontrare durante una semplice passeggiata sulla costa rocciosa.

Sole alto in un cielo limpido di una calda giornata, mare calmo che si esalta solo con una lieve risacca che si ode scrosciare già in lontananza; la bassa marea di certo non può far altro che facilitarci in una passeggiata rilassante e culturale tra la costa rocciosa del nostro Paese. Benvenuti nella passeggiata virtuale di Bio&Eco Marina.

 

Passeggiando tra gli scogli …

 San_Nicola_-_Favignana_Egadi

Fig.1.Santo Nicola - Favignana-Isole Egadi

Arrivati sulla costa rocciosa è possibile avere già la sensazione di essere avvistati da rapidi osservatori che ad un nostro minimo movimento “zampettano via tra gli scogli”, bene,: questi sono i granchi. Tra questi , crostacei possiamo incontrare quelli  che con fare minaccioso, prima di scappar via ci sfidano al duello, poi ci sono i granchi che corrono via, adagiandosi ogni tanto con il proprio corpo sulla roccia per confondersi con essa stessa. I primi granchi che possiamo osservare sono gli Eriphia spiniformis (Fig.2), chiamati comunemente Favollo,il secondo granchio invece è il Pachygrapsus marmoratus, noto anche come“Granchio corridore”.

Favollo

Eriphia verrucosa (Forskal, 1775)

Il Favollo è un granchio tipico di ambienti rocciosi. Ha un colore rosso-bruno. Presenta tre denti sulla fronte. Tubercoli dei chelipedi ricoperti da fitti ciuffetti di setole. Questo granchio ama stare molto davanti la propria tana, mostrando solo una chela in modo da poter afferrare l’incauta preda che si trova di passaggio davanti a esso.

 

Fig.2. Eriphia verrucosa (Forskal, 1775) sulla zona di marea.

Il Favollo è un crostaceo carnivoro che con le sue possenti chele, domina incrostato le aree superficiali delle scogliere, anche se in realtà vive anche in pochi metri d’acqua, dove è possibile osservarli appostati davanti alle proprie tane in attesa di una potenziale preda. Gli unici animali che possono temere proprio in superficie i nostri amici “pelosi” (Nome dialettale dell’Eriphia spiniformis, attribuitogli per via delle setole che ricoprono per la maggiore gli arti di questo artropode per scopi sensoriali), sono i polpi. L’Octopus vulgaris (Fig.3); mollusco cefalopode che volgarmente possono essere definiti con i piedi in testa, durante la notte caccia attivamente, spostandosi anche sulla scogliera. Il polpo è un animale molto ghiotto di granchi che preda, avvolgendo la sua vittima nei suoi otto tentacoli per portarla alla bocca per spopparla, nel caso del granchio, rigirerà l’animale per nutrirsi di esso dal lato dell’addome.

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Octopus vulgaris (Cuvier,1797)

Il polpo è un abitante tipico di fondali rocciosi e affranti, non sdegna dei rifuggi artificiali dati da una latta o una vecchia anfora. Non è atipico neanche osservarlo in una conchiglia priva del suo mollusco. Questo animale talvolta non si fa notare facilmente per la sua capacità di cambiare colore, simile al fondo dove si adagia. Il polpo quando si sente minacciato, emette una nuvola nera per confondere il suo potenziale predatore, per poi fuggir via.

 

Fig.3 Octopus vulgaris (Cuvier,1797) guarda con attenzione il suo osservatore

Talvolta è infatti possibile incappare in granchi che sembrano apparentemente riposare, ma che in realtà sono stati predati dai polpi. Bene, per fare la distinzione tra un granchio spolpato ed uno che si è cambiato di abito privandosi del suo esoscheletro per far accrescere le sue parti molli, è importante girare l’esemplare, ed osservare l’addome che apparirà proprio come quando spolpiamo un frutto. Tornando all’Eriphia, possiamo dire che sono solo temuti da altri piccoli organismi, ma in un qual modo devono essere temuti anche  dagli incauti bagnanti che si accingono ad immergersi o passeggiare tra le rocce, poiché una loro “pinzata” con una delle loro tenaglie, può provocare tagli ed un forte dolore. Diciamo che se osservate la chela destra che utilizza per afferrare, vi rendete ben conto in cosa potete andare in contro. Non vi allarmate se la sinistra è più piccola, poiché è proprio cosi. Viene utilizzate tipicamente per tagliare. Avevamo accennato anche ad un secondo crostaceo, :bene, adesso spendiamo due parole anche per questo granchietto che si dilegua alla nostra vista. Il Pachygrapsus marmoratus (Granchio corridore) (Fig.4); onnivoro, ma più propenso all’erbivoria, è un crostaceo molto più schivo che vi può dar la sensazione di non temervi, ma in realtà, esso sta immobile con l’addome aderente alla scogliera per mimetizzarsi al meglio, poi quando capisce di esser stato notato, fila via senza pensare minimamente di minacciarvi con chele  che sono ben diverse da quelle dellEriphia verrucosa (Eriphia spiniformis).

Pachygrapsus_marmoratus

Pachygrapsus marmoratus (Fabricius,1787)

Questo granchio ha una colorazione tipica grigio verde o verde oliva, con disegni nero verdi che danno un aspetto marmoreo all’animale. Vive tipicamente sulla roccia, ed è un tipico frequentatore della zona di marea. Ha un comportamento molto timido, infatti non esita a fuggir via se avverte di esser minacciato.

Fig.4 Pachygrapsus marmoratus in attesa di fuggire sulla vostra sinistra, nel momento in cui si distoglie lo sguardo su di esso.

Le chele del granchio corridore, sono di uguale forma e dimensione. Vi raccomando di non confondere questo crostaceo con il granchio corridore Atlantico (Percnon gibbesi) che presenta una colorazione rossiccia degli arti più lunghi e seghettati sul margine anteriore ed inoltre occupa posti più adombrati ed anche più profondi della scogliera rispetto al granchio corridore mediterraneo. Sul Percnon gibbesi(Fig.5), vi possiamo dire brevemente che non è una specie nativa del Mediterraneo, ma come dice il suo nome comune, è un granchio Atlantico che si è introdotto nel caro Mare Nostrum che in questi anni sta andando incontro ad un processo lento ma costante di colonizzazione da parte di organismi alloctoni (Organismi non nativi delle Mediterraneo)

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Percnon gibbesi (H.Milne Edwards,1853)

Granchio alloctono del Mediterraneo,segnalato per la prima volta nel 2000 nell’Isola di Linosa. Vive in posti adombrati. Si ritiene prettamente erbivoro, ma non sdegna l’onnivoria.

Fig.5. Percnon gibbesi, nella sua tipica posizione, prima di alzarsi sulle sue zampe per scappare in maniera furtiva.

Bene! Spero che in questa passeggiata vi siate muniti di un abbigliamento adeguato, possibilmente, spero che non siate con i piedi nudi, poiché gli unici che possono pizzicarvi tra gli scogli non sono i nostri amici granchi, ma ben altri crostacei che se osservati con poca attenzione, possono rassomigliare ad una parte della scogliera. Sto parlando del Chthamalus stellatus (Fig.6), detto comunemente “dente di cane”.

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Chthamalus stellatus (Poli,1795)

Il dente di cane è molto comune nella zona degli sprizzi. Ha la capacità di tollerare lunghi periodi senza acqua, ma non tollera le variazione di salinità: infatti non si incontra mai nelle pozze di scogliera. Talvolta non è immediatamente visibile,poiché può essere ricoperto da alghe che ne mascherano l’aspetto. Questo organismo si può incontrare in diverse superfici dure, quindi si può insediare  anche sulle carene delle barche

 

Fig.6. Chthamalus stellatus, sulla zona dello spruzzo

Questo organismo che colonizza i diversi substrati duri dell’ambiente marino, è capace di resistere alle escursioni di mare, ma anche vivere benissimo, lì dove l’acqua del mare arriva solo con degli spruzzi. In questa lunga passeggiata vi sarà possibile incontrare diversi organismi, sia animali che vegetali che riescono benissimo a resistere alle condizioni di bassa marea. Comunque, cosa si scorge all’orizzonte?! Sembra essere una scogliera che rassomiglia ad una piattaforma.

levanzo

 

Continua..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Fig.7.Sguardo sull’Isola di Levanzo – Isole Egadi

 

 

Fonti fotografiche

Fabio Russo: Percnon gibbesi e Octopus vulgaris

Paolo Balistreri: Santo Nicola -Favignana-Isole Egadi, Eriphia verrucosa, Pachygrapsus marmoratus, Chthamalus stallatus e Sguardo sull’Isola di Levanzo

 

Fonti bibliografiche

Riedl,R  Fauna e Flora del Mediterraneo, Muzzio,1991

Mojetta,A e Ghisotti,A  Flora e Fauna del Mediterraneo,Mondadori,1997

Michele Abbondanza e Francesco De Rosa  Scheda Tassonomica, AMM

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